videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

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La BCE e gli “alternativi” (fasci e qualunquisti inclusi) contro “le banche”…

Con l’LTRO il rischio bancarotta è stato trasferito dagli stati alle banche (disperdendosi in mille rivoli, come accennavo qui… come farebbe, col suo indirizzo IP, un Anonymous qualsiasi che non si vuole far rintracciare)… Il punto è che le banche, proprio in virtù dell’impegno a ripagare prestiti di decine o centinaia di miliardi di euro (…o dollari travestiti) contratti all’1% con la BCE e con “coupon rate” (da ripagare a chi compra i suddetti titoli sul mercato secondario o tra le banche stesse) che variano di parecchio, dallo 0% fino al 10%, non rischiano e non fanno più credito extra-finanziario (a quella che con una mistificazione ipocrita viene definita “economia reale”… come se questa vivesse in un’aura di trascendente onestà, moralità e armonia, non si servisse di denaro, non fosse immersa nel sistema monetario e non fosse da questo permeata a tutti i livelli… compreso soprattutto quello dei rapporti sociali, delle abitudini comuni, delle strutture cognitive…). Dunque, in assenza di cambiamenti globali che permettano speculazioni vantaggiose (es.: guerre strategiche di un certo “peso”, che sono in effetti in preparazione…) queste banche, dopo aver derubato buona parte della liquidità ricevuta in prestito (giustamente qualche giornalista americano ha fatto notare che l’LTRO è un regalo alle mafie…), falliranno… (e allora, quando per questo non verranno pagati stipendi e pensioni senza possibilità di risposta politica, ci si accorgerà che forse era meglio che fallivano gli stati, magari uscendo dall’€uropa… contrattando al ribasso i propri debiti o cominciando ad indagare sulla composizione degli stessi… o dichiarando fuori legge i governi, appellandosi al diritto di insolvenza del “debito odioso”, etc…). Proprio ieri Draghi avvertiva della necessità di trovare dei fondi per salvare le banche questa volta (insieme al collaterale offerto in garanzia)… L’Unione europea – spiega Draghi nel corso di un convegno organizzato da Bce e Commissione europea all’Eurotower – dovrebbe dotarsi di autorità che gestiscano i salvataggi bancari quando questi accadono nell’ Eurozona. “La necessità di rafforzare la sorveglianza e la ‘risoluzione’ delle banche (la gestione ordinata dei salvataggi) a livello dell’Eurozona” è un nodo “importantissimo” da affrontare, spiega l’ex governatore di Bankitalia. Un campanello d’allarme visto che i sistemi bancari di diversi Paesi – a partire dalla Spagna oltre a Grecia, Irlanda e Portogallo – sono giudicati dai mercati particolarmente a rischio, sovraesposti vuoi al settore immobiliare, vuoi al debito nazionale.

E ADESSO… UN PO’ DI FANTA-POLITICA (nel senso dell’aranciata)

A questi fallimenti seguiranno a ruota ulteriori indebitamenti degli stati, fino all’impossibile (“fallimenti pilotati”), a condizioni capestro e le ovvie tensioni nazionalistiche e paranoidi interne all’Europa, ultimo ostacolo alla centralizzazione coatta (paranoide anch’essa) della finanza continentale… ma per quest’ultimo proposito dovrebbero usare un inesistente (per ora) esercito europeo!
(Vabbè… ci sono sempre gli Alleati che potrebbero ri-sbarcare in Normandia… rilevando l’Europa in stock, a prezzi stracciati… In fondo è a causa dei loro trilioni di debito pubblico che si è aperta la crisi “globale”…  e in qualche modo dovranno pur rimediare…).

Non v’è dubbio infine, che queste questioni, pur complicando parecchio le nostre esistenze, non dovrebbero riguardarci, né appassionarci… Dovremmo solo inventare, imparare e sperimentare i metodi con cui sottrarci a questa presa…

Che cosa è il CROWDSOURCING? | ovvero Grillo e i poteri taumaturgici della Rete

Col CRAULSURSIN… costui vuole creare posti di lavoro!… Ovviamente si riferiva al CROWDSOURCING, quello per cui, per esempio, Repubblica ha pubblicato un annuncio in cui si cercano videoreporter a 5 euro lordi… anzi no… a 0 €!

Elogia il lavoro in rete, il ricco comico genovese!… il lavoro gratis o quasi… tutto a favore delle imprese ovviamente… c’è assai poco da ridere e applaudire a Lecce come altrove…

 Mi ero già espresso al riguardo:

Un commento sulla morte di Mohamed Merah

Cerchiamo di fare il punto della situazione sulla morte di Mohamed Merah, il giovane francese accusato di attacchi contro parà francesi a Tolosa e Montauban, e una scuola ebraica a Tolosa.

Come sempre in questi casi – che ricordiamo fanno molta scena, ma sono anche molto, molto rari – ci sono tre scuole di pensiero:

- l’attentatore ha agito da solo ed è sostanzialmente ciò che la società tende a chiamare un pazzo. E’ una tesi che in genere lascia delusi, perché se le cose stanno così, non c’è nulla da fare.

- l’attentatore fa parte di un vasto complotto terroristico: da una parte, ha subito un “lavaggio del cervello” oppure esegue addirittura gli ordini di una Rete del Terrore. Questa ipotesi offre molte soddisfazioni, perché permette di costruire ipotesi repressive e punitive: sciogliere organizzazioni e chiudere siti web, oppure denunciare quei politici complici che non reprimono abbastanza.

- l’attentatore fa parte di un complotto sì, ma diretto dal potere, proprio per poter reprimere di più.

(“Mohamed Merah, tra psichiatria, complotti e media” dal blog “Kelebek” di Miguel Martinez)

Resta da considerare che la prima ipotesi, quella del folle che agisce da solo, è la più funzionale per attivare un dispositivo di controllo totalitario (supportato dall’ideologia securitaria dominante che ha portato alla crisi irreversibile del diritto come lo abbiamo conosciuto)… Fossi in chi gestisce gli apparati di controllo sarei favorevole a quella di ipotesi… “Se le cose stanno così, non c’è nulla da fare”, scrive Miguel Martinez… Per i suddetti apparati c’è da fare, invece. Meglio tutti sospetti

Secondo me è da un po’ che si stanno rovesciando i “soggetti” della “scuola del sospetto” (Nietzsche-Freud-Marx), una volta essenzialmente rivolto a sovvertire le sovrastrutture del potere espresso come verità-Io-ideologia borghese dal suddetto trittico, a far emergere una produttività rivoluzionaria (ma questa rivoluzione produttivista c’è già stata, con l’industrializzazione pienamente dispiegata… e ci si è ritorta contro)… Ora (che siamo in un’epoca post-industriale o post-fordista, come si preferisce, e non è più necessario alla riproduzione del sistema preservare la massa crescente di disoccupati cronici, micro-prosumer, individui felicemente asociali e le loro vite) i sospettati siamo tutti noi… “colpevoli” semplicemente in quanto coupable, “colpibili”… da un potere che per funzionare non deve reprimere secondo un criterio logico, razionale, ideologico, punitivo, castratore (che ritagli i suoi particolari capri espiatori per assoggettare o soggettivare delle masse produttive, rincoglionendole a suo comodo), ma statisticamente, in modalità random, senza che si produca alcun soggetto (se è vero che vi è una «crisi della produttività di soggettività»)… La nube (di connessioni possibili e tecnologie di controllo) che chiamiamo, semplificando, “potere” è così che agisce quando performa al meglio… quando è al passo coi tempi. Il minimo dispendio col massimo profitto. Non c’è nemmeno bisogno di mobilitare reti terroristiche, investire in infiltrazioni, attentati, corpi speciali, mettere su complotti, logge segrete, ecc… Il sistema è abbastanza schizofrenico da mettere direttamente d’accordo il dispositivo di controllo e la sua eccezione terroristica, senza che sia necessario un complotto o una stretta di mano… La produzione di discorsività individuali sovversive è un effetto collaterale (e fortemente invocato e incentivato) dai meccanismi di controllo totalitario già in atto. Si arriva dunque ad eccessi (anche qui in Italia) in cui ci si accusa di reati inesistenti, si evocano scenari improbabili… e questo solo perché persino il fantoccio del terrorismo potenziale (espresso su magliette o con altri gesti più o meno innocui…) sembra funzionare in qualche modo… in pensieri, parole, opere e omissioni… Ormai sembra che la dinamica di ogni conflitto sia disinnescata a monte… (a me sembra che si impedisca con ogni mezzo il sorgere di nuovi modi di produzione, spostando continuamente il conflitto su un piano simbolico, metaforico… in una sandbox di conflittualità su base etnica, religiosa, nazionalista, ecc… è solo di questo che si ha paura… che si tocchino i modi di produzione, la proprietà privata/pubblica, i metodi di estrazione di plusvalore, difesi dagli apparati e dalle macchine umane che ne fanno la guardia… Si ha paura che riprenda in concreto questo discorso… per questo la si butta sulla follia, sulla schizofrenia… che ormai è sistemica… è il cuore del sistema, il suo criterio paranoide di auto-legittimazione… Si fa di tutto purché scompaia la realtà e non sia possibile un’azione con una qualche efficacia, che produca una trasformazione dell’esistenza cibernetica o miserabile che ci si prospetta…).

Si assiste ad un continuo détournement di stato (o da parte dei media, con i quali spesso coincide)… situazionismo istituzionalizzato… (quello che coi suoi peana totalitari e maniaco-depressivi spinge, mascherandosi da critica radicale e simulando un demenziale accanimento speculativo, partecipando cioè in tutto al gioco che denuncia, ad atterrare le ultime resistenze… es.: “Lo sviluppo della critica dunque non può ignorare che il rifiuto dello spettacolo nasconde, come in una crisalide, la prossima fase di individualizzazione e socializzazione dello stesso”).

La Camuffo

i sindacati appecoronati (come sempre... anche quelli della sinistra finta)
SINDACATI APPECORONATI.

Il governo smantella i diritti dei lavoratori, facilitando i licenziamenti, precarizzando ancor di più il lavoro autonomo (che paga contributi previdenziali a fondo perduto) a favore di quello dipendente che non c’è, né ci sarà, frustando i meno abbienti, costringendo un operaio senza lavoro  con l’ASPI(de), un’elemosina a tempo, ad accettare i lavori proposti dagli efficientissimi centri per l’impiego, ecc… e il sindacato di colore rosso (che finge si opporsi e poi tratta sottobanco…) che fa? Proclama un temibilissimo sciopero generale tra 2 mesi!…

La droga delle religioni

“Può portare il soggetto a forti allucinazioni visivo-auditive definite come “di pre-morte”, con la percezione di ‘entità disincarnate’, apparenti visioni del futuro (flashforward) e vista del proprio corpo dall’esterno. [...]
C’è ragione di pensare che l’organismo sfrutti molecole con azione simile in condizioni d’arresto cardiaco per preservare l’integrità del sistema nervoso centrale e periferico”.

(tratto dalla voce Ketamina della Wikipedia)

Stamattina, appena svegli, io e la mia fidanzata discutevamo dell’importanza degli umori (gli attuali neurotrasmettitori) per gli esseri umani… e ipotizzavo l’esistenza di un’endorfina estremamente potente, capace, in prossimità della propria morte di renderla più accettabile (un po’ come c’è l’orgasmo perché ci si riproduca, ecc…).
In realtà ancora prima si parlava dei residui dell’androginia fetale sul nostro corpo… Ci si poneva domande tipo:
- Perché gli uomini hanno i capezzoli se non servono?
 - Perché hanno una sutura longitudinale sullo scroto?
Di conseguenza notavo una sorta di lavoro della morte al principio della vita, che uccide selettivamente alcune cellule, membrane, ecc… per forgiare le forme umane che riconosciamo come tali. Da lì poi si è passati a parlare della morte (cazzo, appena svegli!!!)… e dunque di religioni e umori (questi sarebbero la base animale, indifferente e “innocente” della costruzione corporea delle etnie, animica delle religioni e razionale dell’apparato militare… tripartizione di cui parlavamo invece ieri a cena…).

Insomma i discorsi di una normale coppia…

“I vicoli di Velletri – tra borgo ed estrema periferia metropolitana” (2012) | un video di Valerio Mele

Colonna sonora:
“Ud song” (Valerio Mele, Emma Giannotti)
“Autumn” (Fabio Mariani, Valerio Mele)

In una dimensione sospesa tra rievocazioni storiche e solitudini da estremo confine metropolitano, inizia un viaggio esplorativo ed emotivo attraverso i vicoli di una cittadina che mostra ancora le sue ferite aperte (es: la “casermaccia”, il convento medioevale bombardato durante la II guerra mondiale, nascosto dalle erbacce e dall’incuria). Il punto di vista (dell’Autore) è quello di chi si è trasferito dal sud Italia per andare a vivere al confine della provincia romana in un modesto monolocale, dati gli elevati costi degli affitti nella capitale. Così, mentre Velletri ricorda un po’ annoiata e indifferente la sua storia con il suo folklore (e una comunità prova a compattarsi stancamente attorno ai suoi riti posticci), la contemporaneità vorrebbe degradarla a città-dormitorio di pendolari, priva di qualsiasi senso comunitario (che comunque è anche regressivo, sacrificale, fondante… “reazionario”, se vogliamo). In questa dicotomia di fondo si inserisce la poetica del video, la sua ricerca appassionata (in/dividuale, non comunitaria… non comune, né fashion…) della bellezza nascosta, dell’incanto, dell’imprevisto, di una realtà più seducente ed esteticamente attraente della banalità e dell’indifferenza quotidiane… La sfida ad entrare nel dedalo dei vicoli misteriosi del borgo, l’affidarsi all’angolo sconosciuto sempre da svoltare, divengono così chance, apertura alle possibilità della vita, all’esplorazione di sé… e della propria Ombra (rivelata, infine, allo specchio, proprio da questo onnipresente schermo che ce ne preclude la visuale e l’esperienza).

Così, mentre c’è chi celebra l’eco di riti d’esorcismo del “male” (come quelli ancestrali che vanno dalla festa di S. Antonio Abate alla fine del Carnevale… incanalando la violenza nei soliti stereotipi) per poter continuare a vivere la sua comunitaria realtà di cartone, c’è chi decide di affrontare l’oscurità… senza fondare alcunché, senza capri espiatori e catene di rivendicazioni vittimarie.

Uno strano sogno tra padri vivi/morti, corpi nuovi e panspermìa post-carnevalizia…

Ho fatto uno strano sogno…

Sognavo di essere a tavola con mio padre (sogno spesso di mangiare con persone morte) e il resto della mia famiglia, nella casa dove sono nato, a Taranto. Nel sogno mi accorgo che mio padre sarebbe dovuto essere morto, così a bassa voce gli chiedo:
- Ma tu non dovevi essere…?
Così comincia a raccontarmi del suo bizzarro viaggio post mortem… Ad un certo punto del cammino, lungo una strada che attraversava campi e boschi, trova un vecchio al margine della strada che gli riferisce due parole (che non ricordo) in dialetto reggino (nel senso di Reggio Emilia, dice…). Si ritrova poi in una sala a pianta poligonale di un castello piena zeppa di oggetti e separé con questo vecchio che gli spiega il suo nuovo corpo… Mio padre, con un corpo effettivamente diverso e più giovane, chiede il permesso di andare dietro un separé… Probabilmente si masturba… Si sposta dietro un altro separé adibito a gabinetto e esulta per il nuovo pene perfettamente funzionante e anche di buona fattura…

Purtroppo non ricordo le due parole pronunciate dal dio!… ekò tepsì… una roba simile… (eppure nel sogno le avevo annotate…).

Digressione psicanalogica. 

La prima cosa che faccio è vedere quali siano i cibi dei morti e perché esista da sempre questa (macabra?… no…) convivialità. Così scopro, in un bell’articolo, che in Puglia si mangia il grano dei morti, la mediterranea kòllyba di cui sagacemente si parla anche qui. Fatto con grano cotto e mele granate, che tanto adoro (frutti di Venere e della Bilancia, segno sotto il quale sono nato), al punto che le ho caravaggescamente ritratte… E la mia considerazione circa il cibo dei morti, va al di là del fatto che oggi sia il “mercoledì delle ceneri” (mentre quello invece è il cibo del 2 novembre…). Sempre di semi sotto terra stiamo parlando, sempre di cicli naturali, inverni psichici, che non vedono l’ora di rompere la loro pelle e germinare…

Si dovrebbe digiunare alle Ceneri… ma poi arriverebbero i morti (come si riporta nell’articolo appena linkato: “Il cibo dei morti poteva essere consumato o meno dai vivi. Nel primo caso stabiliva con i morti un legame biunivoco: mangiato dai vivi li nutriva entrando nel loro corpo, ma nutriva anche i morti, salvando le loro anime. Nel secondo caso il cibo si lasciava ai morti, nella notte tra il 1 e il 2 novembre, nella certezza che questi tornassero nelle loro case per consumare il cibo preparato loro dai parenti. Da qui l’usanza, in varie regioni italiane, di imbandire una tavola completa la sera precedente il 2 novembre, lasciandola così per tutta la notte”)… dunque credo sia meglio mangiare per loro (ma per dove insucchierebbero il cibo i suddetti morti? sono forse parassiti? larve?)… No, no… “cenere alla cenere”R.I.P.

Il punto è che noi siamo i morti.

(Infatti nel sogno alla fine ero io quello che esultava masturbandosi dietro il separé nella stanza di dio).

Ci sono poi echi di tradizioni assai strane, cristianamente blasfeme e a chiaro sfondo sessuale, tipo quella di San Minchilleo (una curiosità: se si cerca il blasfemo “San Minchilleo” su Google si viene dirottati su San Michele!)…  che di questi tempi viene celebrato in Sardegna (dove ancora si travestono da capre sacrificate, come ai tempi del Carnevale, del currus navalis, di Dioniso… Ma anche l’etimologia proposta dai cristiani “carnem levare”, togliere la carne, non è sbagliata… io la intenderei più come smembramento a vivo, che come digiuno…).

Alcuni sardi (qui un bel saggio per chi volesse approfondire: “La parola carrasecare (carre de secare), con la quale si designa il carnevale sardo, etimologicamente significa carne viva da smembrare) celebrano il carnevale con un rito pagano del tutto simile a quello che si svolgeva in onore di Dioniso… le Antesterie.

Ma devio per un attimo, citando un passo  da Le meraviglie della natura – Introduzione all’alchimia di Elémire Zolla:

“Ad Atene era tempo di vino nuovo, e vi si celebravano le Antesterie, feste del vino nuovo o phàrmakon e della cacciata dei demoni o morti inquieti. Dioniso presiedeva muovendosi su un carro in forma di nave (il currus navalis: il “carnevale”),  lo seguivano in processione satiri, i sacrificatori di caproni vestiti di pelle caprina. Il Carnevale è la festa dei morti che mascherati tornano fra i vivi a mendicare tributi: l’atmosfera è lugubremente scherzosa.

[...]

Il vino nuovo sperde i morti, sempre vaganti dopo lo Scorpione, sempre da esorcizzare. Si lustra e si monda: februm è ogni cosa che purifichi, come la febbre; il Carnevale è festa febbrile.

[...]

E’ tempo di semina e potatura”. 

E a proposito di morti, ecco qui una cartolina autografa a me spedita da Elémire Zolla, un anno prima di morire:

Inoltre, sempre dalla voce della Wikipedia circa le Antesterie:

“Il 13 di Antesterione era il giorno delle pentole, nelle quali si mettevano cereali e miele cotti insieme. Vi è qui un’associazione fra cibo primitivo e cibo dei morti, nel senso di cibo consumato dagli antenati. Ai morti viene infatti offerta la cosiddetta panspermìa (πανσπερμία), una torta impastata col seme di ogni pianta (che è appunto il significato letterale della parola greca). Una sorta di equivalente cristiano della panspermìa sarebbero da considerarsi i kòllyba (neutro plurale greco, κόλλυβα, “pasticcetti”). Il nome deriva dalla parola kòllybos (κόλλυβος) che era il chicco di grano utilizzato per pesare l’oro, e più tardi questa parola veniva utilizzata per definire una moneta che equivaleva ad 1/4 delle monete di bronzo. Gli ingredienti di questi cibi sono ricchi di simbologia. Le mandorle rappresenterebbero le ossa nude; la melagrana simboleggerebbe il ritorno del corpo nella terra”.

Questo (tra l’altro) spiega chiaramente perché tuttora chiamiamo “grana” il denaro… e approfondisce la simbologia della melagrana (e il perché nel sogno mio padre è me… in quanto sono io, come vivente/morente, ad essere morto ed essere eroticamente felice di venire… facendo delle membra coriandoli, cenere o sperma… o gettando parole come queste che sto scrivendo).

Altro che “pasto totemico”, patriarcato, divieto di incesto e parricidio… Qui muore sia il Padre che il Figlio (e senza venire ammazzati!)… Non ci sono più carnefici, vittime, capri espiatori e tragedie greche che tengano… Finita la festa. Sperma in cenere. Col tempo, un po’ alla volta, imparando a vivere (e morire), forse romperemo la catena vittimaria…

Secondo me, è assai probabile che nei riti dionisiaci, inoltre, il piatto chiamato “panspermìa” contemplasse tra gli ingredienti anche il seme umano… Mi pare ovvio… conseguenziale…

 Altra ovvietà è la Cerere nascosta in questo passaggio tra Padre e Figlio…

6.000 miliardi di titoli di stato USA falsi in circolazione?! e nessuno ne parla!

Non capisco… non mi capacito… Come è possibile che una notizia simile non sia  stata ripresa da nessuno come notizia bomba e titoli a sette colonne?… I TG ne ha parlato in modo poco approfondito e frettoloso (da seconda notizia dell’ANSA era diventata nel pomeriggio di avantieri una notiziola da 10 secondi netti detta dopo metà TG 3…), mentre gli italiani sono impegnati a dibattere all’infinito della codardia di Schettino e della farfalla sull’inguine di Belen a Sanremo…  Di che parliamo?

 ”Titoli di stato Usa falsi, per un valore di seimila miliardi di dollari – più del doppio dell’intero debito pubblico italiano – sono stati sequestrati in Svizzera dai carabinieri del Ros per ordine della Procura della Repubblica di Potenza.

[...]

Otto persone [ndr: qui i nomi] sono state arrestate stamani, all’alba – in Basilicata, Lazio, Lombardia e Piemonte – dai Carabinieri del Ros che hanno sgominato un’organizzazione specializzata in operazioni finanziarie internazionali garantite da titoli del debito pubblico degli Stati Uniti d’America falsificati. Durante l’operazione, denominata “Vulcanica”, gli investigatori hanno sequestrato bond del Tesoro americano per un valore nominale di circa seimila miliardi di dollari.

[...]

I titoli falsi americani erano probabilmente destinati a mega-truffe internazionali. Una delle ipotesi -secondo gli investigatori- è che i componenti dell’organizzazione avessero intenzione di consegnarli ad un governo di un Paese “emergente”; un’altra ipotesi, di offrirli a intermediari bancari o finanziari. In entrambi i casi, l’obiettivo era quello di avere una ingente contropartita in denaro“.

 Già in precedenza erano accaduti episodi simili, che avevano catturato anche la mia attenzione. Questa volta l’ingentissimo valore nominale sarebbe stato giustificato agli occhi dei truffatori dalle violazioni del Trattato di Versaille del 1919, come specifica il sito americano allvoices.com… (“The safes containing the right, with an issue date back to 1934, also contained each infringement of the Treaty of Versailles, which could, in the eyes of criminals, justify the huge amount of money as part of financial exchanges between powers that won World War”. Provo a tradurre… Le casse che contenevano i titoli, con data risalente al 1934, contenevano anche ogni violazione del Trattato di Versailles, che poteva, agli occhi dei criminali, giustificare l’imponente somma di denaro come parte di uno scambio finanziario tra i poteri che vinsero la Guerra Mondiale).

Insomma non è stato chiarito assolutamente nulla di questa immensa truffa (che non poteva evidentemente non coinvolgere soggetti delle istituzioni, per poter funzionare…). Si sa solo, in Italia, che ci sono otto arresti e che la cosa coinvolge una fiduciaria svizzera… Il Los Angeles Times si spinge a dichiarare che servivano a garantire un traffico di plutonio con la Nigeria! (“news reports said they were part of a scheme to purchase plutonium from Nigeria. That might have produced a lot of emails from Nigerians seeking assistance with their newfound fortunes”)…

 Il punt0 è che neanche all’estero hanno recepito l’enormità della notizia, minimizzando alquanto la truffa, dichiarandola improbabile e deridendo implicitamente i carabinieri italiani circa l’evidente inammissibilità di quei titoli… ( Despite the soaring federal budget deficit, the U.S. government does not sell a $1-billion Treasury bond. In fact, the U.S. Treasury doesn’t even sell paper bonds anymore. Transactions are all electronic. The seized documents were the high-value equivalent of $3 carnival bills. “It’s a piece of paper with something printed on it,” Brian Leary, a spokesman for the U.S. Secret Service, said of the $1-billion bonds, which contained the image of President Wilson. “It’s worthless”. U.S. authorities helped Italian police determine that the bonds were fakes.  Dunque… riprovo a tradurre: Nonostante l’impennata del disavanzo del bilancio federale, il governo degli Stati Uniti non vende titoli cartacei del Tesoro da $ 1 miliardo. Infatti, il Tesoro americano nemmeno vende più titoli di carta. Le transazioni sono tutte elettroniche.
I documenti che sono stati sequestrati avevano tuttalpiù un valore equivalente a quello di  fatture di carnevale da $ 3.
“E ‘un pezzo di carta con qualcosa stampato sopra”, ha detto Brian Leary, un portavoce dei servizi segreti statunitensi, delle obbligazioni da 1 miliardo di dollari, che contenevano l’immagine del presidente Wilson. “Non hanno alcun valore”.
Le autorità statunitensi hanno aiutato la polizia italiana a stabilire che le obbligazioni erano false).

 Ma c’è da chiedersi… quali amicizie istituzionali potevano avere i soggetti arrestati per confidare nella credibilità di una così grossolana (per gli americani del Los Angeles Times e dei servizi segreti) o raffinata (per i Carabinieri) truffa? E soprattutto, dato il continuo parlare di sacrifici da compiere per gli immensi debiti accumulati da paesi come il nostro (appartenente al disprezzato, dai razzisti anglofoni, circolo internazionale dei P.I.I.G.S.), siamo proprio sicuri che il nostro debito non sia zeppo di titoli falsi?… Spingendomi ancora oltre… siamo proprio sicuri che tutti i titoli del debito in generale (e il fatto che occorrerebbero anni per decifrarne la composizione garantisce una totale opacità) non siano in un certo senso “falsi”, arbitrari, basati su imposizioni o garanzie molto discutibili o vere e proprie truffe sotto banco? (data anche la consuetudine della vendita dei titoli di stato sul mercato secondario…).

Io credo che sia il capitalismo stesso (finanziario e non) ad essere fondato sull’arbitrio e sulla truffa, presa da tutti per buona, specialmente finché le cose vanno bene… Ma la cosa che non capisco è come si possa continuare dormire sonni tranquilli e restare beatamente buggerati anche quando le cose cominciano a crinarsi e non resta più uno straccio di convenienza dall’essere idioti…

 Mi domando, infine: se quel che è stato scoperto fosse la punta di un iceberg, come si farebbe a credere alle facce sobriamente cupe del governo tecnico italiano che stanno depredando la popolazione per conto terzi (la cosiddetta troika: UE, BCE, FMI) con operazioni che qualcuno giustamente definisce criminali (“Il miliardario Soros ha chiesto che la Bce presti denaro all’1% a Italia e Spagna, non alle banche. Ma non e’ all’ordine del giorno. Senza questi aiuti, gli Stati in difficoltà sono condannati di fatto al rimborso massimo, coordinato dalla troika, composta da Ue, Fmi e Bce”)?

Nel frattempo le banche italiane dipendono completamente o quasi (70%) dalla BCE… Un po’ alla volta il mondo intero diventa vittima di una truffa globale che si impone attraverso le istituzioni generalmente riconosciute da maggioranze inebetite.

Le oche starnazzanti della “sicurezza” e la dea Moneta.

CONTADINI – Signor Ubu, di grazia, abbiate pietà, siamo poveri contadini.

PADRE UBU – Me ne frego. Pagate.

CONTADINI – Non possiamo, abbiamo già pagato.

PADRE UBU – Pagate o finirete nella mia tasca!

(da “Ubu re” di Alfred Jarry, atto terzo) 

 

Sono affari nostri se la Borsa va giù o affari loro? o non si vendono i titoli di stato? Perché questo costante martellamento per persuaderci di essere parte del loro gioco? Sono io parte dello Stato? o del Big Business?… (ho una carta di identità, maneggio qualche euro…) Oh sì, certo che è così… ma… siamo proprio sicuri? Siamo proprio sicuri che quel che siamo è nei portafogli? E senza propaganda e pubblicità esisterebbe lo Stato e la Borsa?… Credo di no.

Ti verrebbero a prendere a casa… e ti getterebbero in carcere (se ti va bene) senza che tu sappia neanche il perché. Si farebbero le leggi in gran segreto, per giustificare i peggiori soprusi. Oppure, allo stesso modo, potrebbero invitarti ad entrare nelle sale dove si decidono cose che nessuno conosce… a partecipare al banchetto insensato, non più pubblico, condiviso. Niente repubblica, solo una dittatura senza consenso che si farebbe conoscere dall’uso casuale o arbitrario della forza o del suo (poco probabile) contrario. Potrebbe mai esistere?… Non per molto… Ci sarebbe instabilità. Ognuno si arrogherebbe il diritto di legiferare segretamente e imporre l’obbedienza alle leggi. Sarebbe una “guerra per bande” (come lo è anche adesso, se non fosse per la propaganda che tutto copre e trasforma, sotto un manto di universalità). Ma ci si potrebbe interrogare anche sulla necessità di un centro… che non c’è… e da cui ci si dovrebbe tenere a debita distanza (come per il buco nero e il suo relativo orizzonte degli eventi al centro della galassia…). Insomma è un fatto dinamico… Occorre sfuggire alla gravità… e dai volti gravi dei sog-getti che dicono che la situazione è grave… mantenere la distanza, la sola cosa che permette di distinguere enti ed eventi… e interagire senza mostruosità (stesso etimo di “moneta”) con gli altri (e con se stessi). Ormai è questione di come evitare la psicosi… (sennò che schizo-capitalismo sarebbe?).

PS: Pare dunque che Giunone (dea madre e moglie per eccellenza) amMONisse tramite le oche dall’invasione dei nemici… e che questo MONito per difendere un territorio abbia dato origine alla MONeta… che i greci chiamavano “nòmisma”=cosa stabilita dalla legge (=”nòmos”)… da cui numismatica, numero… ma anche i “nomoi”, i distretti dell’antico Egitto o dell’attuale Grecia. L’arbitrarietà, l’ocaggine di questo potere dettato e scusato dalla difesa di un territorio da un’aggressione, l’ocaggine che oggi chiameremmo “sicurezza”, è dunque la “MONstruosità” cui accennavo…

L’”autonomia in/dividualista” in questo senso designa un certo territorio virtuale, immateriale, da ridefinire e ritagliare di volta in volta… una regola del gioco, che non può essere definita universalmente, ma che segna uno strappo (alla lettera: mediante una sorta di symbolon, una “moneta” divisibile) rispetto allo starnazzante allarme del potere armato, sovra-determinante, “surcodificante” (direbbe Deleuze)…

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PPS: In alchimia Giunone è associata alla coda di pavone-volo astrale (del plusvalore?…) che precede la formazione dell’oro  ☉ (dell’elemento “divino”, sovra-determinante, con pretese universali… mediato in questo caso dall’argento  lunare  ☽ , notturno, dell’invasione del nemico). Nella moneta qui rappresentata, ci sono sia la dea madre e moglie per eccellenza (che difende la sua prole, coloro che condividono il volo astrale del plusvalore) che gli strumenti della lavorazione del metallo-anima degli alchimisti. Le armi di persuasione e propaganda dalla dea dei territori, della stabilità, della “sicurezza”, del verbo tintinnante (al pari delle spade) della zecca di Roma… Di qui anche l’eresia marziale ♂ (rubedo) dei romani: “Non con l’oro ☉ , ma col ferro  ♂ si conquista Roma”.

Altro richiamo alchemico è nel nome di Brenno (il Corvo), il gallo vinto dagli schiamazzi delle oche capitoline… la nigredo ♄ cui segue l’albedo  ☿   ☽. La sublunarizzazione-sussunzione della natura (di quella Venere- jeune-fille  ♀,  moglie di Vulcano, il Fabbro per eccellenza, forgiatore d’anime-metalli), la sottomissione del “nemico”, della forza lavoro… ecc, ecc…

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