La droga delle religioni

“Può portare il soggetto a forti allucinazioni visivo-auditive definite come “di pre-morte”, con la percezione di ‘entità disincarnate’, apparenti visioni del futuro (flashforward) e vista del proprio corpo dall’esterno. [...]
C’è ragione di pensare che l’organismo sfrutti molecole con azione simile in condizioni d’arresto cardiaco per preservare l’integrità del sistema nervoso centrale e periferico”.
(tratto dalla voce Ketamina della Wikipedia)
Stamattina, appena svegli, io e la mia fidanzata discutevamo dell’importanza degli umori (gli attuali neurotrasmettitori) per gli esseri umani… e ipotizzavo l’esistenza di un’endorfina estremamente potente, capace, in prossimità della propria morte di renderla più accettabile (un po’ come c’è l’orgasmo perché ci si riproduca, ecc…).
In realtà ancora prima si parlava dei residui dell’androginia fetale sul nostro corpo… Ci si poneva domande tipo:
- Perché gli uomini hanno i capezzoli se non servono?
- Perché hanno una sutura longitudinale sullo scroto?
Di conseguenza notavo una sorta di lavoro della morte al principio della vita, che uccide selettivamente alcune cellule, membrane, ecc… per forgiare le forme umane che riconosciamo come tali. Da lì poi si è passati a parlare della morte (cazzo, appena svegli!!!)… e dunque di religioni e umori (questi sarebbero la base animale, indifferente e “innocente” della costruzione corporea delle etnie, animica delle religioni e razionale dell’apparato militare… tripartizione di cui parlavamo invece ieri a cena…).
Insomma i discorsi di una normale coppia…
Angelino vs San Michele Arcangelo

Volevo resistere (bisognerebbe ignorarli, sempre… mi sporcano il blog)… ma come si fa? Il ministro della Giustizia Angelino Alfano, a proposito del lancio della madunina, parla di lotta del “Bene contro il Male”, già notissimo cavallo di battaglia del Cavaliere (qui un esempio…) e dice con acume psicanalitico:“Si corre il rischio che qualcuno, come è successo ieri a Milano, si senta l’angelo vendicatore che incarna il Bene pensando di uccidere il Male”.
Il seme, non solo dell’odio ma dell’ipotesi di vendetta del Bene contro il Male, attecchisce prima nella mente labile di un matto, probabilmente, ma dopo è destinato ad attecchire su altri soggetti e c’è sempre il rischio della emulazione”.
Già pronto un disegno di legge per vietare l’acquisto di souvenir da parte di pericolosi sediziosi mascherati da turisti, nei sei mesi che precedono le consultazioni elettorali.
Una coppia sospetta di anziani turisti inglesi, sorpresa ad acquistare un colosseo di marmo, è da oggi pomeriggio in questura per accertamenti… Il covo (dal nome inequivocabilmente sedizioso, ispirato al nemico armato di Satana) dove è avvenuto il loro arresto è presumibilmente questo.

Questo sono io che interpreto il ruolo di Porfirio, il maggiordomo del commendator Filippi, travestito da arcangelo Mikael, nel prossimo video in costume, sequel di “Scarpe diem” dal titolo (è un’anticipazione…) “Tutti giù per Terra!”… che pubblicherò presumibilmente a febbraio, dopo il montaggio. Nella foto, un fotogramma… Alle mie spalle l’albero rinsecchito del paradiso terrestre con un solo frutto pendente…
Via dalla Via Lattea!
Ciò che esiste sembra che sia "quasi niente".
Ma l’onda che attraversa l’intero "universo" (o "poliverso") in ogni suo luogo lega il più infimo degli elementi al più smisurato. E perfino il vuoto (ammesso che lo sia poi davvero) acquista un senso nel reticolo che abbraccia ogni cosa, in infinite modulazioni e modalità…
Alla fine sembra una musica… E pare di stare nel cosmo come un feto nella pancia di una madre. Non sentiamo che l’eco confusa di quel che è al di là del conoscibile.
PS: Il programma che ho usato è Celestia, un software che consente di viaggiare in un modello in 3D del Sistema Solare, delle stelle e delle galassie conosciute.
La Fortuna è un vento stellare
E se la mia Musa mi svegliasse e mi dicesse che la Fortuna non può essere ricercata per sé… ma che essa è un vento che decide dove andare?…
Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana; gira e rigira e sopra i suoi giri il vento ritorna". (Qo 1, 6)
Essa è come una tromba d’aria… non puoi trovarti dove essa è a tua volontà… solo lei decide, solo lei può sollevarti.
Se cerchi di trovarla, la Fortuna fuggirà… Lei, figlia di Mercurio e Venere (ovvero la Vita e i suoi Corpi conduttori), passa dove vuole, in minore o maggiore quantità e in accordo con la tua capacità di lasciarti attraversare o condensarla.
E’ forse il nostro "campo magnetico", molto prima della nostra coscienza ad entrare in gioco.
O meglio, il segreto pulviscolo che si condensa nelle coscienze a determinare l’incrocio tra la Fortuna e la nostra vita.

Così occorrerebbe rinunziare ad essere Persona, maschera di sé… riuscire a lasciare questa dimensione anche per un solo incommensurabile istante e affidarsi al vento stellare che ci attraversa segretamente…
Quello accanto, per esempio, è il vento nebuloso di Orione… Quale probabilità vi è di catturare la polvere di quelle strie azzurrine e violette in un oceano di niente?
Eppure gli invisibili venti stellari ci attraversano costantemente… noi stessi, abbandonata la Persona, siamo quel cosmo nebuloso… E siamo lo sguardo degli egiziani, nelle notti del deserto, che puntava, inconsapevole e affascinato, proprio verso quella culla di stelle nascenti.
Le nostre aurore boreali danzano al plenilunio. In attesa di un refolo di Fortuna… senza cornucopia di Amaltea, senza la corona di mura di Tyche, senza la benda… giusto il vento di Iside pelagia o di Venere marina.
Né la muove la meccanica ruota dei Tarocchi, azionata da scimmiette…
I mondi alati (vedi illustrazione) la recano… quel che noi segretamente siamo, condensando in vita della polvere di stelle.
E così, ritrovando la rotta stellare tra la gente e perdendo la propria avidità, può capitare anche di trovare delle banconote per terra…
Buona Fortuna!
PS: Chiudi gli occhi, condensa la polvere di proiezione e gettala in terra…
Eremiti metropolitani

"Sì, ecco ora il solo uso cui possa servire il linguaggio, uno strumento di follia, di eliminazione del pensiero, di rottura, il dedalo delle derisioni e non un Dizionario dove certi pedanti canalizzano i loro restringimenti spirituali".
(Antonin Artaud, "A table")
Gli spazi tra le maglie si restringono ogni giorno di più. Siamo al parossismo della paranoia di stato. Ma cos’è "stato"?… Il participio passato del verbo essere, del verbo stare o di statuere? E’ il sogno folle di un "soggetto universale"… Un passato che… participia, "prende una parte", si abbarbica, si mette alle nostre calcagna e non ci vuole più lasciare…
In cambio di che? servizi?… sempre meno… la loro gestione è per lo più in mano a privati (acqua compresa). Che si ricordano di noi solo per farcela pagare (la bolletta). Centrali d’energia e risorse, nelle mani di estorsori. Ti tengono saldamente stretto per il primo chakra!… Se dovessi decidere di isolarti, le bollette sarebbero l’unico contatto con il mondo: ti vogliono bene e si ricordano sempre e comunque di te… E lo stato? Tasse, multe, manganelli, prigione, armi, truffe, stragi, crimini… e ARCHIVIO. Catalogo delle merci che siamo. Merci masturbate con ogni mezzo, compreso questo, la Rete. Sani, belli, positivi, coccolati, tantrizzati, con scuola di danza e corsi di pittura, bricolage e circoli culturali.
BASTA PRODURRE SENSO!
E’ l’unica forma di contrattacco possibile, per noi "eremiti metropolitani"… natura inafferabile nelle maglie larghe di una cultura bucata, di un tessuto sociale lacerato. Occorre: prendere una spada ben affilata, rispolverare il senso reale dell’espressione "complesso di castrazione" e cominciare a tagliare e trinciare cultura e detersivi, condizioni e condizionamenti, pattume e pezzi di ricambio, telegiornali e bomboniere, segnare il proprio confine intorno a sè ogni volta… a fil di spada! Di qui non si passa: qui si smonta e si rimonta, qui è il regno del riassemblaggio, qui finisce la catena di montaggio… non c’è una cosa uguale all’altra. L’arte! l’artefatto! l’invenzione!
Macché! La vita, i ruggiti, i fulmini, la lava! La singolarità… non l’unità. I vortici… non l’Uno.
Io sono un (sog)getto singolare.
E ditelo a chi incarna lo stato: il vigile urbano, il tabaccaio, la televisione, la patria potestà e tutti quelli che ti ricordano della salma che "sarai stato" (detesto il futuro anteriore)… Li riempiremo di vinavil! Saremo così ambigui da non essere più distinguibili e definibili, così reversibili da far slogare le categorie di Aristotele, gli assi di Cartesio e il codice binario 0-1 di Leibniz (quello che muove questi processori di nulla nel silicio)!… Saremo così REALI da non essere più SOGGETTI.
REALTA’! REALTA’! REALTA’!
Alcuni intellettuali mormorano nel sonno che l’individualismo, l’atomizzazione e la frantumazione sociale sono il riflesso dell’immaginario delle economie liberali. Dove credono di essere? Ancora a blaterare di comunità, contratto sociale e "buon selvaggio"? Non sono forse anche loro reclusi e "schermati"? A recitare all’infinito la tragica farsa del "soggetto universale", come se esistesse: normative, diritti, legge, valute, simboli, bene comune… ESSENZE!!! CRISTIANESIMO! Ma basta!
Imparate a smontare il soggetto che siete e inventate una nuova lingua. Seguendo sempre il filo. Non perdendolo mai di vista. Lasciate parlare la pianta che è in voi. Come si ammazza quella bestia cornuta al centro del Labirinto se non spezzettando tutto, rimontando e spezzettando ancora? Impareremo a leggere dalle figure che verranno fuori. Come per i fumetti quando si è troppo piccoli. Riconosceremo al volo tutte le genealogie… Anche le più oscure e nascoste. Mascherine.
"Non abbiate paura".
Decondizionatevi! Imbrogliate più che potete, depistate, predite, mentite, dite la verità, seminate emblemi… e risate… Siate tattici. E quando busseranno alla porta troveranno Nick…
L’importante è non perdere il filo… (di Arianna… e della lama).
Insomma, a differenza del pensiero "catalogico" (che nutre la passione per i cataloghi), la psicanalogica prevede l’impiego di figure più che ideologie, dell’immaginario più che del simbolico (per usare il linguaggio di Lacan). Dunque non arretra di fronte al "ricondizionamento" e al ruolo tattico dell’inganno consapevole. Ci si racconta una bugia e la si porta alle estreme conseguenze, deducendone le possibili figurazioni. Il metodo è: prassi-teoria-prassi-teoria-prassi-ecc… (Ecco cosa è la Rivoluzione. Ciò che non è "stato". Ciò che viene. L’a-venire. L’orbita. Le stagioni. Le estinzioni. Le mutazioni…).
Il "potere" (l’istanza definita dalla spada di Damocle, che castra random) cerca di appropriarsi dell’inappropriabile. Nessuna singolarità sarà mai annullata dalle statistiche e dagli "user generated contents". Ci provano a farci fare le cavie del loro laboratorio. Non lo siamo. E’ il "potere" (il sopruso potenziale e imminente) ad essere un cattivo esperimento della natura. Un nostro esperimento. La spada deve stare nelle nostre mani, non sulla nostra testa!
(Il "soggetto universale" e lo "stato" sono invenzioni umane destinate a passare. Istanze paranoidi da spuntare. Zac).
Nel commento n°3 al post "Il regno contraffatto" di Eschaton, una mia riflessione sul potere come "finzione tattica", arbitrio, censura e contromisura d’"emergenza".







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