Buttate la TV… (2a parte)

Mentre prosegue la litania del “rosarium fascistorum” (il “dacci oggi il nostro fascio quotidiano”… dopo il quadrumvirato Alfano, le impronte ai rom, l’editto anti-Englaro per l’alimentazione forzata di Stato, il ritorno delle squadracce ufficiali e non, i lager per extra-comunitari, l’invito alla denuncia dei clandestini che osano farsi curare il vaiolo, l’assalto alla Rai, etc…) con provvedimenti contro la libertà d’opinione come la simbolica sospensione di un innocuo vignettaro, si assiste ad allucinazioni da digitale terrestre gratuito spacciate liberamente via etere. Ebbene si vorrebbe convincere la gente che PAGARE (decoder, etc…) per qualcosa che per ora si ha gratuitamente con la TV analogica sia una cosa conveniente (!!!), come recita lo spot: “Tanti canali gratuiti in più oltre a quelli di sempre… più film, più intrattenimento, più sport, più cartoni, più musica, più informazione…”.
Non avete capito, cittadini, pensionati, malati, video-dipendenti, desaparecidos o semplici curiosi?… Molto democraticamente,
VI SPENGONO LA TV…
Più niente! Meno tutto! Loro lo chiamano “switch-off“, con un termine che suona anglofono come deregulation, subprime, futures… e che si traduce inevitabilmente con un gran bruciore de bius de cul…
Presto la TV analogica, quella con le antenne sui palazzi, sarà dismessa… niente più onde elettromagnetiche che ci attraversano case e corpi… In compenso ci incavettano da terra… Una “presa” per ognuno di noi… Lascio alla vostra salace immaginazione dove potrete attaccarvela…
Insomma dovreste pagare per decoder, nuovi televisori, videoregistratori e gettare tutta la tecnologia non predisposta all’incavettamento prossimo venturo (che tra l’altro non copre affatto tutto il territorio)…
Ma, c’è da chiedersi, è davvero necessario avere una TV? o una TV ultimo modello predisposta per il digitale terrrestre? Essere quotidianamente tormentati da fregnacciari, propagandisti, papponi, lacché? Non c’è forse la radio che è ancora gratuitamente nell’etere, internet che offre musica a volontà (con Deezer per esempio), interattività a dismisura e la stessa TV online?
Ci vorrebbe piuttosto una campagna di DIS-CREDITO generalizzato dei poteri, dei servizi e delle merci inutili… O più semplicemente: buttate la TV nei giorni della raccolta rifiuti ingombranti. Un elettrodomestico in meno.
E non comprate decoder.
Scegliete voi, se proprio è il caso, la tecnologia migliore… Io mi limiterei a radio, computer, schermi più grandi… E a uscire… e fare amicizia con qualcuno che possa essere solidale con voi in caso di bisogno: se le squadracce prossime venture dovessero prelevarvi a casa vostra vi troverebbero probabilmente isolati, inermi e anche un po’ rincoglioniti davanti ad uno schermo… niente compagni, nessun aiuto, nessun testimone…
Anche altrove, quasi in sincronia, si invita a boicottare la TV:
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Maddalena, ospitata da “Italiani imbecilli”.
Riflettendo ulteriormente però, mi sembra che la “scelta” tra la TV e internet sia un po’ come tra un cappio e un revolver. Il problema risiede nell’idea (da noi “piduista”, come anticipava Gelli con la ormai vetusta idea del “digitale terrestre” del suo piano eversivo “Rinascita democratica”) di centralizzare i flussi di informazione e dare il via ad un controllo totale delle scelte, dei comportamenti, dei potenziali reati di tutti. Il sogno nefasto di una “democrazia totalitaria“, preannunciato ad ogni modo anche da un gran numero di allucinazioni cinematografiche (“Fino alla fine del mondo”, “Strange days”, “Minority report”, etc…)… che come al solito, nella società dello spettacolo, anticipano nell’immaginario la realtà.







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