Che cosa è il CROWDSOURCING? | ovvero Grillo e i poteri taumaturgici della Rete
Col CRAULSURSIN… costui vuole creare posti di lavoro!… Ovviamente si riferiva al CROWDSOURCING, quello per cui, per esempio, Repubblica ha pubblicato un annuncio in cui si cercano videoreporter a 5 euro lordi… anzi no… a 0 €!
Elogia il lavoro in rete, il ricco comico genovese!… il lavoro gratis o quasi… tutto a favore delle imprese ovviamente… c’è assai poco da ridere e applaudire a Lecce come altrove…
Mi ero già espresso al riguardo:
“I vicoli di Velletri – tra borgo ed estrema periferia metropolitana” (2012) | un video di Valerio Mele
Colonna sonora:
“Ud song” (Valerio Mele, Emma Giannotti)
“Autumn” (Fabio Mariani, Valerio Mele)
In una dimensione sospesa tra rievocazioni storiche e solitudini da estremo confine metropolitano, inizia un viaggio esplorativo ed emotivo attraverso i vicoli di una cittadina che mostra ancora le sue ferite aperte (es: la “casermaccia”, il convento medioevale bombardato durante la II guerra mondiale, nascosto dalle erbacce e dall’incuria). Il punto di vista (dell’Autore) è quello di chi si è trasferito dal sud Italia per andare a vivere al confine della provincia romana in un modesto monolocale, dati gli elevati costi degli affitti nella capitale. Così, mentre Velletri ricorda un po’ annoiata e indifferente la sua storia con il suo folklore (e una comunità prova a compattarsi stancamente attorno ai suoi riti posticci), la contemporaneità vorrebbe degradarla a città-dormitorio di pendolari, priva di qualsiasi senso comunitario (che comunque è anche regressivo, sacrificale, fondante… “reazionario”, se vogliamo). In questa dicotomia di fondo si inserisce la poetica del video, la sua ricerca appassionata (in/dividuale, non comunitaria… non comune, né fashion…) della bellezza nascosta, dell’incanto, dell’imprevisto, di una realtà più seducente ed esteticamente attraente della banalità e dell’indifferenza quotidiane… La sfida ad entrare nel dedalo dei vicoli misteriosi del borgo, l’affidarsi all’angolo sconosciuto sempre da svoltare, divengono così chance, apertura alle possibilità della vita, all’esplorazione di sé… e della propria Ombra (rivelata, infine, allo specchio, proprio da questo onnipresente schermo che ce ne preclude la visuale e l’esperienza).
Così, mentre c’è chi celebra l’eco di riti d’esorcismo del “male” (come quelli ancestrali che vanno dalla festa di S. Antonio Abate alla fine del Carnevale… incanalando la violenza nei soliti stereotipi) per poter continuare a vivere la sua comunitaria realtà di cartone, c’è chi decide di affrontare l’oscurità… senza fondare alcunché, senza capri espiatori e catene di rivendicazioni vittimarie.
“L’8 marzo tutto l’anno” | il mio video del corteo notturno a Roma
Sainkho Namtchylak – “Dream Of Death”
Katastrophy wife – “Gone away”
Bikini kill – “Rebel girl”
Donne, migranti, precari, disoccupati… il fronte si allargherà man mano che la crisi avanza… Non sarà più solo una questione di diritti civili… e non ci sarà manipolazione mediatica che tenga…
E’ il momento sia di agire in modo più deciso ed efficace, che di spremersi le meningi per pensare e costruire un futuro radicalmente diverso da quello che vorrebbe prospettarci questa classe dominante elitaria e senza scrupoli… (che non è una “casta”, una “cricca”, una “lobby”… come se da qualche altra parte potesse esserci invece un improbabile capitalismo buono e virtuoso…).
Grazie, Enrico.

Ieri ho saputo che è morto Enrico Menichini di Collepino (PG), comparsa indimenticata del mio video “Tutti giù per Terra!“…
Ci fornì la corrente per girare a Collepino… partecipò alle riprese con grande ironia e spontaneità… e ci vendette a poco (7 € il litro) un olio extravergine d’oliva che non ha avuto eguali con nessun altro che abbia mai assaggiato su bruschetta…
Grazie, Enrico… Abbiamo vinto anche grazie a te… con “Beatroce”, cortometraggio tratto da “Tutti giù per Terra!”, un contest organizzato da Userfarm…
Aggiunta del 4 maggio 2012
Ho ricevuto da suo figlio una bellissima email che che m’ha fatto piacere e m’ha pure un po’ commosso, mannaggia…
In allegato c’è una poesia del caro Enrico, scritta di suo pugno, una sorta di lettera dall’aldilà, che conferma decisamente l’impressione positiva che ho avuto di quest’uomo… Purtroppo ce ne sono pochi così…
“E’ Natale!”
Ormai come è tradizione annuale, posto la mia solita canzoncina punk anti-natalizia…
Liberarsi del cristianesimo… | Basta strategie vittimarie!

Una foto emblematica (circolata sul web) del perché la protesta tramite impilamento su torri, tetti o gru attecchisca nell’immaginario italiano, che tanto è catturato (per omnia secula seculorum) dall’immagine della sofferenza e della tortura.
Per quanto riguarda poi le proteste pro-regolarizzazione degli immigrati, c’è da ricordare che gli immigrati non sono entità astratte… e che la loro presenza in Italia è soprattutto evocata da esigenze imprenditoriali (incentivate certamente da politiche razziste, ma anche da quelle legalitarie, dato che la troppa burocrazia e l’eccessiva tassazione spinge comunque ad evadere verso forme di attività meno vincolate…) di schiavizzazione, di nuova manovalanza a basso costo (vedi le teorie di Von Hayek, che piace tanto a Porro, per esempio)… coperte (a sinistra) da vaghi sogni di solidarietà transnazionale senza alcuna realtà, atti ad coprire in realtà la cattiva coscienza della borghesia italiana… vago umanitarismo (il sogno ipocrita multiculturalista) che va a braccetto con il razzismo e lo schiavismo contemporanei…
La regolarizzazione vuol dire “integrazione”, quella stessa che tanto declama la nuova destra “liberale” (del sempre fascistone e “futurista” Gianfranco Fini). Un’altro topos della sinistra poi, la lotta al lavoro nero (che non vuol dire mafia o camorra ma è l’unica forma di lavoro possibile quando non c’è più lavoro), per lo più serve a sindacati (servi), alla ricerca di nuovi iscritti… oltre che a tassare il più possibile (senza restituire servizi ormai).
Ma come? Io non mi integro, non mi ritengo integrato (e non lo sono) e poi sento il prodursi di discorsi conservatori, di voglia di legalità (che introiettano, come fosse una cosa che parte da loro) proprio in bocca agli immigrati fermi a prendere l’autobus con me? La mia posizione al riguardo è quella di dis-integrare, quella di mettere in discussione l’attuale forma-lavoro (altrimenti siamo alle chiacchiere da salotto o da curia)… non chiedere, come di consueto fa questo cavallo morto della sinistra italiana, la legalità e lo stato contro il liberismo cattivo, cinico, padronale, ecc… Solo nello scambio solidale, nello scambio culturale, nell’invenzione di nuove forme di “socialità”, nella sessualità extra-clan ed extra-patriarcale, de-territorializzante, anti-identitaria, nel considerare gli stranieri davvero degli (in)dividui (non dei simboli cristici), nella creazione collettiva con gli stranieri potrebbe esservi una novità che rompa i confini… Non certo spiegando come ci si adegua alle leggi razziste italiane… o protestando per un’integrazione più facile…
Meno controlli e vessazioni, diritto di essere sans papier, casomai… non comportarsi filantropicamente come col figliol prodigo… Consideriamo la nostra mensa (anche mediatica) sempre qualcosa che sta sopra, che accoglie coloro che non sono come noi… che sono figliuoli sfortunati, che hanno vissuto troppo distanti dal Dio denaro, che vanno recuperati ed inscritti nel benessere di Crapulonia in crisi (che sogna disperatamente di essere ancora ricca e di mantenere i suoi privilegi sul resto del mondo senza cambiare assetto economico e politico… al limite spruzzando sopra un po’ di sentimentalismo e di afflato fintamente cosmopolita, che si rivela essere il solito abbraccio mortale, che NON VEDE L’ALTRO…).
Che porcata duplice il cristianesimo di sinistra!…

Puntare dritto contro la forma-lavoro contemporanea, il potere centrale, quello che manovra la fiction politica… De-centralizzazione e autonomia… relativista, anti-identitaria, individualista (nel senso di una sottrazione alla governamentalità (*) – che ora tende perfino e soprattutto ad appropriarsi dei discorsi antagonisti, d’eccezione o bizzarri, anomali – e alla disciplina dell’individuo, propagandata con tanto di pronomi personali – “Yes, WE can”, “I-pod”, “La coop sei TU“, la “banca costruita intorno a TE“, ecc… – che ricentra il mercato proprio sui singoli pro-sumer, convergendo su forme parodistiche di protagonismo, competitività, auto-promozione, cooperazione e perfino lavoro gratuito!… fino a pensare l’esternalizzazione definitiva dell’intera società, che chiamano, col solito termine anglofono che fa tanto eccitare le masse, crowdsourcing (**) Insomma tocca aggiornare le analisi e le vecchie dicotomie… se non si vuol finire con l’ascoltare le “narrazioni” di Vendola… manco fosse Gerard Genette).
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(*) Consiglio vivamente di vedere questo programma svizzero su Foucault… molto chiaro e riassuntivo. Qui altri programmi di MicroMacro.
(**) Un mio video, a proposito di crowdsourcing, che è stato escluso da Userfarm perché non dava un messaggio “positivo”…
Le mie foto dei castelli romani
http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649
Avendo acquistato una videoreflex, la panasonic GH1, e in attesa di nuovi pregevoli video, ecco alcuni miei scatti, presi qua e là… Ovviamente non sono pubblicati alla massima risoluzione, ma rendono l'idea… Buon viaggio.
Un assaggio della qualità del video anche a luce bassa è questa mia prova con l'ud di "Scenes of Instanbul" di Omar Faruk Tekbilek.
“NOI NON LO ACCETTIAMO!”.
Ecco la macchina de-sensualizzata di noi giocatori di flipper (es: noi davanti al computer…), privati di tutti i sensi eccetto il tatto (come Tommy… gli altri sensi sono tutti digitalizzati…). L’importante è che il contatore del flipper impazzisca, che il divertimento non abbia limiti, che i profitti salgano… Il film di Ken Russell è davvero feroce… nella sua cupio dissolvi… diciamo pure nel raccontare il fascismo e il fascino ambiguo dell’icona messianica, della rock-star, della persona osannata dalle masse, di colui che introduce religiosamente e militarmente al culto della “macchina”… che è poi anche l’ascesa e la decadenza (l’epopea) dell’individuo borghese, del suo talento ignobile (il pinball wizard, il “mago del flipper”, che fa il suo discorso della montagna su un mucchio di palle)… che alla fine ha come unico sbocco, per il sarcastico regista o un vago misticismo imbecille (con tanto di autoesaltazione e autodistruzione in un effetto speciale di dissolvenza) o una distruzione generalizzata, rabbiosa quanto senza futuro…
T.W. Adorno, vai a dodecagare…
Questa evocazione di riti tribali, il neopaganesimo di Strawinskij, furono visti come nazisteggianti da T. W. Adorno, tutto impegnato a promuovere la premiata ditta dodecafonica… che, per carità, aveva i suoi bravi compositori espressionisti e astratti (Webern il mio preferito). Lo stridere delle tonalità e la polifonia sembrarono troppo violente ad un teorico tutto sommato hegeliano, che preferiva conservare nei frantumi la nostalgia e l’eco del sistema perduto, conservare la costruzione dell’armonia nella dissonanza… Noi che siamo ormai in frantumi non possiamo che vedere nell’apertura politonale e modale di Strawinskij la degna fine della musica classica, ormai diventata una pippa per intellettuali dalla trista figura. Per chi suona (come me con l’ud…) senza armonie verticali i modi mediorientali, Adorno è davvero un trombone insopportabile (più dei pernacchioni di Strawinskij). Sebbene sia da leggere e conoscere, ovviamente.
Vado a sentirmi l’Estate di Vivaldi e a mangiarmi una pizza quattro stagioni… in attesa della “Sagra della Primavera”.
“Tutti giù per Terra!” – finalmente in DVD

Dopo svariate vicissitudini, ho finito di auto-produrre, con l’aiuto di Ugo Innamorati, questo video di quasi mezz’ora, disponibile ora in DVD o in piccoli estratti su YouTube. Eccone alcuni esempi:
- Invettiva di Dio (il comm. Filippi) contro Questo Mondo
- Il viaggio cosmico di Porfirio
- Beatroce in: “Tanto gentil e tanto onesta pare”
- Titoli di coda
Qui invece un link per visionarli direttamente qui dal blog (insieme ad altre piccole mie auto-produzioni)…
“Tutti giù per Terra!” – un video di Valerio Mele.
Dopo “Scarpe diem” (video in cui si narra della sua fuga dalla civiltà e della sua mancata rieducazione) il commendator Ugo Filippi (Ugo Innamorati) prende a delirare.
Il suo “fido” maggiordomo Porfirio (Valerio Mele) asseconda ognuna delle sue differenti personalità, con svariati travestimenti, per carpire insieme alla sua misteriosa fidanzata (Cristiana Elle) dove abbia nascosto i suoi soldi…
Tratto da un soggetto nato da lunghe ed esilaranti conversazioni telefoniche tra i due attori protagonisti, il video è stato girato, tra l’altro, nella cornice medievale della splendida Collepino…
Qui sotto, di seguito, le due puntate de “La saga del commendator Filippi”…
Per contatti: Valerio Mele, Ugo Innamorati.
PS: Vi ricordo che come gadget c’è il Calendario 2010…
“Bold Marauder”, interpretata da Kendra Smith

Ecco una traduzione di una bellissima canzone di Richard Fariña , Bold marauder (di sapore celtico, che in qualche modo precorre il cosiddetto folk apocalittico), cantata dalla voce tetra di Kendra Smith, una cantante (della neo-psichedelia) di cui si sono musicalmente perse le tracce e che, a quanto pare, vive in una roulotte senza elettricità nel nord della California…
E hi, ho, hey, sono un'impavida predatrice
e hi, ho, hey, sono la bianca distruttrice
perché ti mostrerò oro e argento, ti porterò il tesoro,
sventolerò una bandiera di vedovanza e sarò la tua amante
e ti mostrerò una grotta, una fossa e un altare sacrificale
e ti mostrerò sangue sulla pietra e sarò la tua mentore
e Notte sarà la nostra amata e Paura sarà il nostro nome
E hi, ho, hey, sono l’impavida predatrice
e hi, ho, hey, sono la bianca distruttrice
perché ti porterò per mano e ti condurrò dal cacciatore
e ti mostrerò il tuono e l’acciaio e sarò la tua istruttrice
e porteremo l'elmo e la spada, e immergeremo la lingua nel massacro
e canteremo una canzone di guerrieri e leveremo lodi all'assassinio
e Cristo sarà il nostro amato e Paura sarà il nostro nome
E hi, ho, hey, sono l’impavida predatrice
e hi, ho, hey, sono la bianca distruttrice
perché inasprirò i venti di lassù e insozzerò il fiume
e brucerò le sementi nel campo e sarò tua Madre
e infurierò e ucciderò, e andrò a saccheggiare
e prenderò in moglie una Furia, e sarò tuo Padre
e Morte sarà la nostra amata e Paura sarà il nostro nome.
Beatrice Antolini al Circolo degli Artisti | 19 febbraio 2010
Qui un’altro video della serata… C’è da dire che le ultime performance testimoniano di un sensibile miglioramento rispetto alle registrazioni su CD e ai concerti anche solo di un anno fa… Tutto questo lascia presagire un’evoluzione anche più interessante nel futuro…
Batteristi, percussionisti e ipocriti di tutto il mondo, unitevi!
Bel video!
Guardate c’è Stewart Copeland, Nick Mason!
Un pezzo dei Police e dei Pink Floyd!
Annullatevi in questa ennesima causa ipocrita,
barattate il vostro stupido desiderio di apparire
con lo scarico di responsabilità
per le guerre e le devastazioni
che il sistema occidentale garantisce e incentiva,
specialmente in Africa.
Basta spedire un video del vostro esibizionismo
e il Sudan, dove ci si scanna anche per motivi religiosi,
continuerà a farlo scandendo più forte con i machete.Che senso ha andare bene a tempo
ritmare convintamente in tutte le salse etniche,
mentre ci si scanna per il petrolio nel sud del Sudan
senza mettere in discussione la sete di benzina
dell’Occidente?
Che cos’è questa farsa multiculturale
quando si sa benissimo che
non si vive di percussioni e bacchette?
Specie ora che tra l’altro abbiamo capito,
dopo il terremoto di Haiti,
che le catastrofi muovono più a compassione
se non sono causate dagli uomini
(non occorre neanche sborsare
i soldi necessari per la distruzione…).
Il nostro modo di vedere,
la presunzione, il protagonismo,
l’emulazione, la spietata concorrenza,
non vengono minimamente messi in discussione.
Si chiede clemenza agli stessi governi
che hanno incentivato
direttamente o indirettamente
questo scempio.
E così in Sudan, come altrove,
potranno, indisturbati, continuare
a morire ammazzati…
Il calendario 2010 di ‘Tutti giù per Terra!’ | scaricalo GRATIS!

Il calendario è in formato .doc ed è predisposto per la stampa.
Clicca sulle immagini o scaricalo da qui:
CALENDARIO 2010 "Tutti giù per Terra!" (20Mb) – FREE DOWNLOAD

Qui è invece disponibile una versione light da desktop (1,3 Mb) con le JPG dei vari mesi.
Videocronaca del No-B day | contiene 3 domande ad Ezio Mauro
Estranea (o quasi) a chi ha il diritto di parola dal palco.Non è più tempo di chiedere più soldi (anche se è una tentazione irresistibile…“THAT’S WHAT I WANT!”, cantano gli Avengers all’inizio del video), giustizia, lavoro, democrazia… Il sistema è malato. Drogato da una mercificazione capillare e globale… del regno minerale, vegetale e animale. Bisogna inventarsi qualcos’altro… E che la smettano di parlare di “riforme” da fare necessariamente, quando in realtà, con questa parola, si intende completare lo sfascio neo-liberista della cosa pubblica, del welfare e della società… Occorre calma, responsabilità e riflessione. Delegare il meno possibile. Meno scemenze. Meno rancore.
Dis-credito (capire il cui prodest di ogni azione, parola o cosa e regolarsi di conseguenza)… Non: celebrazioni degli “eroi”, dei martiri civili o entusiasmi patriottardi in difesa di una Costituzione sacralizzata e intoccabile.
Per il resto si può in buona parte essere d’accordo con le analisi di
Francesco Raparelli di Global Project…PS.: Il colore viola mi ha ricordato quello delle occupazioni dell’87 all’università di Bari (lì vi era l’ambiguità dell’invito a violare, “vìola”… Anche se avrei proposto l’arancione visto che ha portato bene alla rivolta popolare di Rajoelina in Madagascar ed è un colore più vivace…).
E ancora… Basta con lo slogan: “Fuori la mafia dallo stato!”… Non vorremmo mica che le istituzioni si svuotino!… Con ciò voglio dire che la mafia non è cosa così diversa dallo stato. E’ solo un esercizio non convenzionale del potere… come quello dei servizi segreti e delle riunioni (cene, incontri informali di politici, di good fellas, meeting di lobby, ecc…) fuori dai luoghi deputati (es.: il “Parlamento”). Nel capitalismo il “gioco sporco” è implicito. La sua posta in gioco è prevaricare, rastrellare il lavoro vivo altrui, fregare il prossimo, con l’inganno (e se non vi si riesce, con la forza…), non essere delle mammolette, mi pare… E uno stato capitalista non può non ricorrere di tanto in tanto ai proverbiali “estremi rimedi”, coperto dalla sua spettacolare apparenza democratica…
Agonia e suicidio di una formica rossa…
…per protestare contro la sua trasformazione in pixel di una ripresa in High Definition (HD).
Pur nella morte infatti, quella formica trovò le forze per gettarsi da un gradino, scomparendo così alla vista di una videocamera crudele e forse persino compiaciuta… come il “turismo di guerra” che osserva da terrazze i territori di Gaza, per assistere all’azione dei cecchini israeliani contro l’inerme popolazione palestinese.
Di chi è la responsabilità di questa tecnologia che ci rende indifferenti alla realtà, insensibili all’altrui sofferenza? La morte in HD è forse meno “mortale”?
Quel che volevo dire l’avevo già scritto in una poesia della raccolta “L’apocalisse” (ormai introvabile per la tiratura limitata e perché le copie andarono letteralmente a ruba):
IL CICLO DELLA VITA
Erbivoro distratto,
col tuo zoccolo
hai distrutto
un formicaio.
Con questa poesiola volevo evidenziare come vi sia ineluttabilmente, tra i viventi, un destino sanguinante, in perdita… e non un armonico e fasullo “cerchio della vita”… Per me vi è più che altro una spirale centrifuga…
Perdiamo tutto, sempre e comunque
(salvo accogliere il movimento,
il -getto che mette in moto
il vortice delle forme
e della loro dissoluzione).
Siate una galassia.
Abdicate alla vostra sovranità e siate responsabili(*).
________________________
(*) capaci di rispondere, con parole e azioni, a voi e agli altri…
Lasciate che i pargoli vengano a me
Sarà questo alitare velenoso della "cultura della vita" in tempi recenti, ma si è giunti a legittimare qui in Italia, anche con l’affido coatto dei figli delle immigrate clandestine agli assistenti sociali (grazie alla recentemente promulgata legge razziale sulla "sicurezza"), il "rapimento di bambini" da parte di una comunità egemone, la nostra…

In Africa taluni sedicenti cristiani (armati di macete) di etnia Acholi capeggiati da Joseph Kony, il loro "medium" armato, si sono spinti oltre… L’Esercito di Resistenza del Signore, meglio noto come L.R.A., rapisce direttamente i bambini dai villaggi del sud dell’Uganda per i suoi misteriosi "fini spirituali" (tra cui la riduzione in schiavitù, lo stupro, la guerra)… Notizie recenti parlano di 250 bambini rapiti (ma negli anni si parla di alcune migliaia).
Ovviamente di questi crimini ad opera di sette farneticanti, ma pur sempre "cristiane", che si "prendono carico" ad ogni costo dei figli altrui, non si parla un gran ché…
Scarpe diem – ovvero la Rieducazione di un Selvaggio (DVD)
Su YouTube il video completo!
Trattasi del mio primo DVD (della durata di 28 minuti), cui verosimilmente ne seguirà un secondo, come sceneggiatore, regista, attore, operatore, tecnico audio, addetto al montaggio, autore delle musiche, ecc… girato in due giorni (“E si vede!”, qualcuno potrebbe giustamente dire…) con il grande Ugo Innamorati, amico e attore, nonché, per alcuni eretici, anche una sorta di divinità, come ho già raccontato in altri post…La trama del video è pressoché questa:Ritrovato dopo diverso tempo, dovrà reimparare i modi del vivere civile, aiutato nell’arduo compito da un misterioso Educatore (interpretato da Valerio Mele), del tutto identico al suo maggiordomo Porfirio, che si fa chiamare Jean Jacques e che lo ribattezzerà col nome di Emile.
Ma nonostante gli sforzi, qualcosa non va come dovrebbe…”.
Sul sito dei Supersenior, c’è anche una recensione di Nicola Giudetti.
E’ una sorta di parodia trash, grottesca e un po’ naif dell’Emile, la celebre novella pedagogico-filosofica alquanto insopportabile, di Jean Jacques Rousseau… Qui, anziché essere un bambino, Emile è grande e grosso e non approda alla civiltà dopo un lungo tirocinio a contatto con la Natura, ma compie il percorso inverso. Tutto il contrario di un individuo mite e naturalmente incline alla virtù, egli cerca l’isolamento non per migliorarsi, ma per una sorta di felice, quanto motivato, rifiuto del Mondo e dei suoi grossolani inganni, sintetizzabile appunto nel grido di battaglia: “Scarpe diem!“.
(L’idea è nata anche dal lancio di scarpe da parte di quel famoso giornalista iracheno…).
Su YouTube è possibile vedere l’intero video (che, a differenza del DVD è diviso in sei spezzoni ed a risoluzione più bassa):
(e calzaturifici).
Per contatti:
email: valermele@tiscali.it (Valerio Mele)
fax/tel 06.9036156 – 333.5927871 (Ugo Innamorati)
Al concerto degli Speed Caravan
Risposta magistrale su La différance di Jacques Derrida
Bella lezione quella di Carlo Sini su “La différance” di Derrrida, definita “magistrale” da Arcoiris TV… Ma resto perplesso sulla premessa di tutto questo discorso, ovvero sulla logica “differenziale” del significante (come del significato). Credo vi possa essere un’affermazione positiva invece (un legame che non sia “logos”, che sia pre-verbale, che sia esperienza, vivacità di una periferia senza centro, centri-fuga)… e debba essere cercata in ogni cosa. Come un bersaglio, un a-venire dell’e-vento e un andare a “segno”. Un “fuori luogo” che abbia luogo, (contro ogni congiura del soggetto universale). Una dialettica che si estingua in una dicotomia paradossale e ancora impensata: regola/eccezione.Invece ci si intestardisce nella supremazia del catalogo, del super-market, della griglia, prima dell’ente… Il colore rosso non è tale perché differente dagli altri colori. Io credo che basti infilare una serie di risposte positive perché il colore rosso divenga qualità di alcuni enti messi in relazione di somiglianza (e questo vale per qualsiasi ente, concetto o parola). Prima del logos e di qualunque catalogazione o griglia. Gli occhi lo sanno con una sapienza che, come dicevo, va sempre a “segno”. La logica differenziale arriva in ritardo colpevole rispetto a questo gesto, a questo movimento brusco, che anticipa tutto, sorprendendoci (si fa per dire… siamo del tutto assuefatti a certe sorprese), come sempre, con animale discrezione… “Questo è rosso, quest’altro è rosso… anche questo è rosso”. Il pensiero è sempre un gesto e un movimento con una sua realtà. Non vi è un’idea. La mappa delle idee cambia a seconda delle estremità tentacolari o delle vibrazioni che lentamente o velocemente brancolano in periferia, scagliando dardi continuamente verso il presunto centro, ripetendo costantemente che il centro è definito solo dal movimento periferico; non si definisce da sé, per sé o in sé (neanche con il trucco – la contabilità truccata delle lettere – della “différance”).
Derrida appare sempre più chiaramente, ai nostri occhi, come il latore di una ideologia politica che fa il paio (malgrado le sue intenzioni) col “monetarismo”, con la critica e dissoluzione del valore-oro, che egli traduce in una critica della sostanza del concetto, della parola piena dell’essere. Il suo commercio porta a filosofare senza fine (come l’economia di mercato contratta senza fine e senza o contro la “realtà”)… rinviando in eterno la auspicabile ed evocata (da lui stesso) “fine della filosofia“.
A nostro avviso la filosofia occidentale ha terminato il suo compito. E ora che diventi altro, che accetti un paradigma diverso e che dischiuda la parola finale e paradossalmente conservatrice di Derrida, il suo “non c’è alcun fuori”.
Certo che c’è un fuori, amici cari… Basta alzarsi, proprio ora, lasciare questo schermo, e fare una passeggiata poco o nient’affatto filosofica… Sono sicuro che saprete dove andare sia senza concetto, che senza gioco delle differenze. Esattamente come qualsiasi gatto…
L’intelligenza animale spesso supera quella dei più quotati filosofi.
Riserve bancarie e riserve di Sioux…

“Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo bisonte, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche”.
capo tribù dei Hunkpapa Sioux (Lakota)
Qui, l’addendum di “Zeitgeist”… vi ricordate? Quel video sulla religione, il crollo delle torri gemelle e le banche che ho definito un po’ sempliciotto e di destra.
… A prescindere dalle mie critiche è comunque da vedere. Trattano del “signoraggio secondario” stavolta… la creazione dal nulla del denaro. Le solite soluzioni finali ottimistiche che vedono nella rete il nuovo messia tecnologico mi trovano (come anche nel caso della retorica di Grillo) alquanto perplesso… Facciamo pubblicità gratuita ad un mezzo che ci inculerà tutti con inusitate e invasive connessioni? Io la penso così: come in una matrioska l’informatica ingloberà la finanza (che oggi scricchiola, annunciando il suo collasso), rivitalizzandola… e l’imbroglio sarà completo. Basta truccare i dati (economici… ma anche culturali, storici), averne il monopolio, poterli rinegoziare (come già accade, tra società private e intelligence) e diffonderli spacciandoli per veri e tutti son più felici. In fondo l’intera economia monetaristica si fonda su un inganno… cosa vuoi che sia diffondere un numero impressionante di bugie. La soluzione è quella del post precedente… Spezzare le connessioni. Comunicare a due alla volta. Fare una catena.Altra mia convinzione… Questa crisi finanziaria è stata provocata ad arte ed ha un solo scopo: creare una ristrettissima oligarchia finanziaria capace di controllare la totalità del sistema del mercato globale (e della politica, che è una merce tra le altre, in fondo…). Meriterebbero che noi tutti si restituisse alle banche la cartamoneta-debito sotto forma di cenere nelle piazze principali delle città. E dopo? La vera rivoluzione sarebbe quella di ripensare il ruolo della Banca. Che dovrebbe essere quello di un servizio che distribuisce valore, che regoli scambi senza interesse (“banca del tempo di lavoro”, scambio di prestazioni e serivizi, Mutuo Soccorso, ecc…). E a noi resterebbe da capire cosa sia il valore. Certamente non i soldi. Poiché sono il nulla cosmico. La balla delle balle.
Forse il valore è ancora lo spazio “impossibile” (ontologicamente…) della comunità, il contratto politico tra individui, lo scambio di credenze e apprezzamenti relativi, senza pretese di universalità e dominio globale. Il sapere politecnico. La fine della divisione del lavoro.
Il rispetto dell’individuo, della singolarità e dell’eccezione sopra ogni cosa, è la forza centrifuga che volentieri applicherei a questa società di merda. Così, come dicono ad Oxford, when the shit will hit the fan… (n.d.t.: “quando la merda colpirà il ventilatore…”).
Gigantografie razziste a Velletri
Capita a volte di uscire di casa a prendere una boccata d’aria dopo una tranquilla giornata in cui ci si è ripresi da Maroni che insiste con la politica della delazione nei confronti dei clandestini (questa volta avrebbero dovuto essere i presidi delle scuole a dover denunciare i genitori senza permesso di soggiorno…) e ci si imbatte in uno schifo razzista come questo:
Che cosa sarebbe questa gigantografia? una "pubblicità" di un insetticida o un esplicito messaggio razzista? Quel che ne consegue è una facile analogia ed equazione mentale: clandestini=scarafaggi, zanzare, ragni, vespe, zecche, etc… Con conseguente (sottointeso) invito allo sterminio.
In questa zona, tra le più trafficate di Velletri, vi era a breve distanza un’altra gigantografia uguale. A mio parere ci sono estremi di reato. O per lo meno, chi non è razzista non dovrebbe comprare codesto insetticida…
Ad ogni modo continuiamo a registrare una deriva pericolosamente intollerante e xenofoba, in questo caso concretizzatasi nel delirium tremens iper-fascista di qualche pubblicitario o di un responsabile per le affissioni dei manifesti, con simpatie per l’estrema destra… Non so… Sono senza parole.
PS: Per chiedere spiegazioni alla ditta Sandokan, info@sandokan.com.
(Nel frattempo i clandestini sono diventati fuorilegge).
Resistere al Fascismo, resistere alla Democrazia…
C’è una piaga che accomuna Fascismo e Democrazia… ed è il Totalitarismo, che ai giorni nostri si sostanzia in un potere mediatico e poliziesco centralizzato. Tutti connessi, con grande diletto, al Grande Padrone.
Superare i vetusti schemi ideologici che contrappongono il Grande Mamone hitleriano allo splendore ipocrita dei G8 e G20 vari, ai Diritti umani, alle Costituzioni, non è solo il cruccio di Licio Gelli e dei suoi attuali emuli piduisti (che vorrebbero precipitare la cultura e la politica italiana in una pericolosa neutralità e indifferenziazione fascio-borghese da “né destra, né sinistra”… untuosa, arrogante, revisionista e volutamente ignorante)… Dal canto mio penso che sia necessario superare quegli schemi, ma per smascherare le ipocrisie del nuovo potere, invocato dal basso (vi includo anche Obama…), e che in “periferia” si comporta assai peggio del Nazi-fascismo… Quanti morti ci sono nei paesi arabi o musulmani occupati? Come non vedere che Bin Laden e il terrorismo siano la scusa per destabilizzare Paesi e potenze emergenti? Ci siamo già dimenticati di quello che ha combinato anche da noi l’atlantica “strategia della tensione“? Come non vedere un uso massiccio dei servizi segreti per infiltrare, confondere le acque, sostenere governanti compiacenti… al fine di garantire all’Occidente il controllo dell’intero mercato mondiale dietro la facciata ipocrita, perennemente indignata, da “anime belle”, dei Diritti dell’Uomo e dell’Onu?
Sì è pronti ad intervenire solo dopo feroci bombardamenti e a difesa di un’eterna pax romana… Si mascherano, con ferino spirito ecumenico, dietro il nome di “missioni di pace” (peace keeping), presidi e occupazioni di stati sovrani. Le convenzioni di Ginevra, il diritto internazionale sono nei fatti carta igienica per lo stesso Occidente, che a questi spettri ha dato vita.
L’Amerika, la Grande Liberatrice, è il “volto buono” del Nazismo. Il suo liberismo ci sta lentamente portando ad una deriva Totalitaria su scala planetaria che non ha precedenti nella Storia. Non lo vedete come siamo tutti corrotti? come non riusciamo a rinunciare più alla droga tecnologica, all’indifferenza di fronte a bambine squagliate dalle bombe al fosforo? come lottiamo a morte per un parcheggio? come non riusciamo a rinunciare alle merci-merda che ci propinano? come invochiamo costantemente la protezione del Grande Papino? come vi siano
cavallette che rosicchiano ogni giorno di più la responsabilità delle nostre vite, la sensibilità e il gusto estetico?
Ecco: il Totalitarismo è sapiente condizionamento, corruzione dei “poveri di spirito”, cessione (apparente) del potere (di “essere qualcuno”) ad ognuno di noi, diffusione planetaria del virus che ci fa desiderare nuove merci-pattumiera e lavori sempre più inutili, con sistemi di accesso da lotteria e capillarmente differenziati.
Se non siete ancora andati di corpo… buona Liberazione.











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