videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Il frutto di un mio lavoro estivo…

copertina del CD demo di Rita SorbelloOggi, 4 settembre 2007, ho sfornato un CD demo per una brava mezzosoprano, Rita Sorbello, conosciuta qualche mese fa grazie a suo fratello Marco, batterista e percussionista.

Non è che la lirica mi sia congeniale più di tanto come autore, ma ho imparato negli ultimi mesi tante cose riguardo alla differenza di “colore” tra un soprano e un mezzosoprano. Ho imparato come si “coprono” gli acuti, cosa si deve fare per non far “sbiancare” la voce… Insomma tutto un repertorio nuovo di linguaggio tecnico e artistico. E’ come se avessi imparato a cantare io da mezzosoprano!!!…

Ma non è così in fondo… Sono solo un tecnico del suono. Guardo le onde registrate. Vedo quelle che fanno un bel disegno… una bella “forchetta” quando c’è, un buon andamento armonico… E’ come guardare il mare e l’orizzonte. In una nota e nelle sue onde c’è tutto.

…Anche se forse non mi servirà tantissimo nella mia produzione personale, ascoltare e registrare lirica, visto che suono altri strumenti e altro genere di musica. Mi piace la musica etnica e suono l’oud, il liuto turco. E mi piace molto la chitarra elettrica. Blues, psichedelia, l’invenzione continua. Cpt. Beefheart, Jimmy Page, Jimi Hendrix… il caos, lo stridio… i Marshall virtuali di Amplitube… Suonano così bene! Robert Fripp, Wyatt, i chitarristi dei Banshees… Blixa Bargeld prima che “invecchiasse”… quando ancora scalciava i fans troppo scalmanati che volevano salire sul palco (come vidi al Teatro Tenda di Roma anni or sono…).

Ma la musica è musica. E Verdi spacca in alcuni cori e in alcune partiture… colossali, sinfoniche… 

La buona musica è quella che fa venire i brividi.

E Rita Sorbello va ringraziata per i brividi che elargisce in pezzi come “Mon coeur s’ouvre à ta voix”. E’ un’artista che merita tutto quello che può darle l’essere un mezzosoprano. Ed è stato un piacere lavorare con lei a queste cinque arie. Potete qui ascoltare la sua voce in un’interpretazione di Stride la vampa da “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi. E qui altre interpretazioni

Tornerò a registrare Rita a fine settembre.

Presto invece sfornerò tutt’altro genere di cose… Un CD con testi e musica mia, scritto per Ugo (Innamorati di cognome… e di tarocco forse), il simulacro di Dio in terra, secondo la mia esperienza personale (e secondo un vecchio poemetto “profetico” scritto da me quando ancora non conoscevo nessun Ugo). Ma questo è un capitolo a parte, che merita almeno un POST a sé.

Annunci

5 Risposte

  1. grande UGO…..

    4 settembre 2007 alle 19:36

  2. valeriomele

    Rispondo alla faccenda degli spiriti con un “Sonetto alchemico”, scritto da me qualche anno fa, che invita alla prudenza… Non a caso si parlava di “chiusura eremetica” dei vasi (ampolle o cucurbite che siano)… Ora se ne parla solo per i boccacci e la passata di pomodoro di chiusure ermetiche!… Eccolo qui:

    “Separai un giorno l’acque dall’acque,
    a decantar lasciai nel vaso il tutto.
    Nel ventre della terra il seme giacque
    finché si ricoprì di nero lutto…

    La notte della Luna il vaso tacque
    ma in quel silenzio maturava il frutto.
    Dall’acque ammorbate il Drago nacque
    e ciò che prese fuoco fu distrutto.

    Appresso a un equinozio e due solstizi
    poi venne infine un dì assai funesto:
    quando una donna con più di sette vizi

    nel vaso volle entrare con un gesto…
    Attenti a non sguarnire gli orifizi,
    o voi fratelli d’arte del dio Efèsto!”

    Opperbacco!… (direbe Toto’…)

    6 settembre 2007 alle 00:21

  3. utente anonimo

    Non mi soffermo sui tuoi pensieri e le esperienze musicali, ma sulla tua descrizione personale nel blog: Lascia a volte che entri nella tua casa, qualche spiritello maligno. Sai a volte son più benefici di quanto si creda, insinuano diffidenza e curiosità elementi indispensabili per essere guardinghi:) Buon lavoro

    11 settembre 2007 alle 22:51

  4. Contro gli spiriti maligni usi lo zampirone oppure le barrette sul fornelletto elettrico?

    12 settembre 2007 alle 21:03

  5. valeriomele

    Mi fai venire in mente una mia bella poesia, dal titolo “Quelli che si salvano dalle rondini”:

    Quando si fa sera
    non accendete la luce:
    se gli insetti devono proprio entrare
    è meglio non darvi soddisfazione.

    Fine poesia 🙂

    PS: Sembra che scherzo, ma non sono mai tanto serio che quando rido! 🙂 Gli insetti erano per me gli “spiriti maligni” di cui sopra. E le rondini gli angeli che li scacciano al tramonto con strida violente, prima che la Notte prenda il sopravvento nascondendo nefandezze e quant’altro.
    Detto questo, gli zampironi sono altra metafora dai risvolti anagogici. La spirale infatti è cifra geometrica dell’infinitamente grande che si fa infinitamente piccolo e viceversa. Così quel percorso indica il cammino dell’anima quando muore il corpo: popolarmente si uniscono indice e medio e si segna una spirale in aria… Prefersico dunque gli zampironi. La cosa funziona per zanzare e creature ignobili inventate dall’Angra Mayniu di persiana memoria!
    Con criteri simili (che non posso svelare qui) scaccio i mosconi molesti quando entrano in casa mia… o mettevo a tacere lo yorkshire dell’appartamento sopra al mio quando ero a Taranto. Mi sto attrezzando per creare problemi alla rumorosa falegnameria qui di fronte… ma per ora, ahimé, questo “potere” agisce solo sugli animali e gli spiriti maligni.

    13 settembre 2007 alle 14:58

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...