videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Basta con la Filo-Sophia

Io con la mia chitarra rossaBasta con l’amare il sapere (significato etimologico di “filosofia”). Cosa è comprendere? E’ forse ragionare o… risuonare? (come ambiguamente poneva in francese Francis Ponge, il poeta del “partito preso delle cose”, parlando di réson e raison).

Fra ragionamento e risonanza scelgo la seconda. Vibra di più e privilegia l’Analogia rispetto alla Logica.

Forse non mi si capirà abbastanza. Ma il fatto è che io non voglio essere capito. Vorrei indicare piuttosto un metodo. Un deragliamento, una serie di link ben mirati.

Il collegamento (il link) è il nuovo logos. Decentrato ma rispettoso dell’altro, perché non si ferma mai troppo su se stesso.

Questo è il nostro Nuovo Rinascimento Informatico. Viviamo in un mondo estremamente frammentato, una specie di pattumiera… spazzatura e frammenti ovunque. Nella nostra sovrana, inutile e sottovalutata solitudine possiamo fare del bricolage e reincollare i pezzi. Come ci pare. Con libertà. Ritrovando magari chiavi antiche, un mondo da età dell’oro. In cui tutto era linkato, simbolico e ogni cosa era una coerente struttura di rimando generalizzato.
Il particolare, gli individui, vanno valorizzati fuori e dentro il corpo sociale. Le singolarità non possono appiattirsi in una genericità da comparse. Non siamo più “cittadini”? Siamo solo numeri di una statistica, consumatori, ostaggi di un’oligarchia di finanzieri corrotti? Siamo materia senza massa… neutrini?

No, siamo fatti di tre cose, come tutto il resto.

un po' di oro in foglie sul mio davanzale

Volontà=Zolfo=triangolo=spirito=…
Amore=Mercurio=cerchio=anima=…
Comprensione=Sale=quadrato=corpo=…

E poi potete disegnare tutti i mandala che volete. E siamo fatti di 4, 5, 6, 7 cose…

Quel che conta è l’ordine dei numeri naturali, l’armonia, la vibrazione. Il resto è difficile da contare. E stona. Dà fastidio.

Quindi basta con la filosofia.

Ho amato Sophia non per i suoi ragionamenti, quanto per come penetra nell’intero cosmo.

Occorrerebbe inventare un’ “Analogica“, che permetta ai sogni di essere capiti quanto la realtà e alla realtà di essere letta come un sogno. Qualcosa che veda i colori e le intenzioni dei ragionamenti, prima che possano sottrarre Vita, far perdere tempo e piantare grane.

Comprendere l’altro al volo. Imparare il punto di vista degli Angeli o Intelligenze.

Non dare dignità ai professionisti del pensiero. Niente sapere. Solo un viatico per non smarrirsi nella Mente e nei suoi labirinti.

Il sapere c’è fino a che non segue un’azione. E a quel punto si estingue. Diventa esperienza, pratica, laboratorio, vita.

Per farla finita con la filosofia, vi consiglio vivamente di ascoltare questa aria, tratta dal CD “Castiga ridendo mores”, realizzato con Ugo Innamorati.

Come diceva Antonin Artaud: “L’importante è fare bene la cacca”…

 

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8 Risposte

  1. Ecco cosa accade quando prima di cantare un aria si opta per i fagioli al posto delle classiche caramelle al miele…

    17 settembre 2007 alle 12:07

  2. Per fortuna che Queneau è già morto…porello, sennò ad una cotale investitura si sarebbe rivoltato nella tomba (o più probabilmente si sarebbe mosso di moto ortogonale) 😉

    19 settembre 2007 alle 13:21

  3. valeriomele

    Questo commento era evidentemente riferito al post sulla patafisica… Ahimè… Il pollaio umano non è mai così agitato quando gli si toccano i beniamini. Queneau è un grande scrittore. Ma non è Jarry. E io non sono nessuno dei due. Non sono nè più “grandi”, nè più “belli” di me… Ma l’hai visto Queneau? Di certo ha scritto il bellissimo “I fiori blu”, ma non c’è competizione possibile esteticamente parlando. Quanto alla barbetta rossa che intravedo, somiglia a quella di R*******!
    Detto questo, a me piace Queneau e Jarry. E sono convinto che non si siano mossi in alcun modo nella tomba entrambi, essendo il moto del primo ancora permeato della “resurrettina” di cui fece menzione nel “Supermaschio” e quello del secondo, del settimo movimento indicato da Platone: la rotazione intorno al centro.
    Quel che volevo dire lo ribadisco: chi segue una scuola non è mai originale. Chi segue il pensiero di Alfred Jarry fino in fondo non può non capire che avrebbe detestato qualsiasi tentativo di ripetere i suoi giochi solitari (o “celibatari”). Io sono una sua giusta eccezione, come anche te… e non sono in una posizione più alta o più bassa della sua. Leggi bene il capitolo del “Dottor Faustroll” in cui Jarry dà la definizione di ‘patafisica. Molti avrebbero da imparare. La patafisica non è una cazzata inventata da qualche intellettuale bontempone e goliardico. La patafisica (il paradosso e la contraddizione imperante) è il mondo in cui viviamo oggi. Non l’ennesimo altarino intellettuale. Apri gli occhi e abbatti le icone.
    PS. Devo ammettere che sto commento m’ha recato alquanto fastidio… Sollevare dei morti contro di me. Che vigliaccheria!

    19 settembre 2007 alle 19:20

  4. utente anonimo

    Posso capire più o emno quel che dici, ma leggo una nota di pessimismo e sconfitta, non credo che nulla di quel che hai citato aveva in se la sconfitta se non come valutazione e rotazione di un movimento. Ti bacio:)

    19 settembre 2007 alle 22:23

  5. Jarry è morto?
    Per la mia candela verde!
    E quando?

    20 settembre 2007 alle 23:18

  6. valeriomele

    Ma no che non è morto!… Alcuni l’hanno visto di recente pedalare in tandem nel Caucaso. Con Nicolas Flamel, il noto alchimista, alla sua terza resurrezione, credo…
    Un’altro gigante dall’umorismo patafisico resta Boris Vian… Dalle foto pare anche piuttosto alto.
    Ma per favore, nessuno difenda il Collegio di Patafisica e i manieristi di ogni epoca, quando Jarry è ancora in giro in bicicletta!
    Altro che rivoltarsi nella tomba!

    E poi: tra la copia e l’orifinale ci sarà pure qualche differenza! O nell’epoca digitale non è più così?

    PS. “Orifinale” è scritto apposta così. Sta per la figura del “Serpente che si morde la coda”, altrimenti detto “Ouroboros”, origine e fine di tutto… oppure per i più volgari e prosaici, può leggersi come contrazione di ORIFIzio aNALE, che si contrae quando si teme di esser copiati o defraudati del proprio compenso SIAE, ma anche in entrambi i sessi, all’apice dell’orgasmo.

    Dal discorso di insediamento del Pope dell’Infinito Indugio (come rivelato da un mio sogno, lo si vede solo una volta l’anno, uscire dalla sua stanza vestito in porpora rossa e rientrare da una porta secondaria, pronunciando il triplice “Infinito Indugio”):
    “Quando tornate a casa, mettete un dito nel culo alle vostre donne, e dite loro che è da parte del Pope!”.

    21 settembre 2007 alle 14:18

  7. valeriomele

    Sarà per analogia, coincidenza o allitterazione… ma dopo quest’ultimo commento, il papa è venuto a parlare qui a Velletri ad un isolato di distanza da casa mia! Io avevo i tappi nelle orecchie e dormivo, ma ho fatto notevole fatica per tornare a casa mia la mattina, per via delle deviazioni e i carabinieri che presidiavano la cittadina un po’ dappertutto. Ho persino saputo che ha parlato anche contro il capitalismo!… Pensa te!

    M’ha colpito il commento esasperato di un anziano signore (in controtendenza con le preghiere della cristianità cattolica) che aspettava da 2 ore un autobus della COTRAL e aveva appena sentito passare gli elicotteri del papa:
    “Moriammazzato puro isso!”

    24 settembre 2007 alle 20:01

  8. Antonin Artaud diceva sempre la cosa giusta!;-)

    8 gennaio 2008 alle 20:15

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