videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Siamo tutti avatar?

autoritratto biondo in 3D creato con Poser 6Dopo l’ultimo post, forse dovrei scrivere qualcosa di più morbido, ma non mi viene… Mentre ascolto in TV un noto comico che parla con un certo imbarazzo di Dio e di quanto era bella e gloriosa l’Italia, rabbrividisco… Ma che cazzo dice? Che siamo unici, che siamo responsabili, che l’amore è la cosa più importante… Ma pensasse a far ridere invece che far piangere!… Perché io piango se penso di essere come lui. Un "essere umano".

E mi suona disgustoso (altrove, ma sempre di questi tempi) sentir parlare di quanto siano mostruosamente immorali i GIOVANI… che non amano, non sono responsabili, sono freddi e senza emozioni. Galimberti con la sua faccia da prete che tuona contro di loro perché sono sempre al computer e non si guardano in faccia… In faccia. Io capisco perché non vogliono parlare ed interfacciarsi con gli "umani". Fanno senso le facce grigie, invidiose e un po’ spaventate dei vecchi che parlano in TV o che governano l’Italia.

Meglio una seconda vita… una "second life", diventare un avatar (pupazzetto digitale usato per muoversi in un contesto virtuale), proiezione di tutti i propri desideri, divenire un pezzo di sogno con un nome inventato. Nick. Ecco l’identità dei giorni nostri: rassomigliare a qualcosa che si può mutare a piacimento… modello da scomporre, perfezionare, distorcere, angelicizzare, demonizzare, disumanizzare… cui far guadagnare soldi più o meno finti e girovagare negli spazi fatti di poliedri e texture. Ecco la creatura dei nostri desideri, che fa tutto quello che noi vogliamo ed è tutto quello che vorremmo essere. Nessuna identificazione con modelli genitoriali da psicanalisi freudiana… Pastrocchi di brandelli e simboli.

Ragazzi che parlano solo di videogame, mp3, effetti speciali… Niente femminismo, rivoluzione, Dio, hippies, punk… Niente concetti. Il vuoto morale. Finalmente.

Ci siamo riusciti. Ecco i nostri figli. Forse grazie a loro l’umanità non sarà che un ricordo. Ridiscenderemo tutti dalle nostre seconde vite… a pioggia. Rinnovati e senza idoli. Senza senso… Liberi. Pezzi di informatica… L’elettricità scorre nei muscoli e nel cervello come nei microchip… E’ una sola natura.

Così la Silicon Valley ha generato un cambiamento implosivo e imprevedibile. La sabbia… la moltitudine. "Numerosi come la sabbia" di biblica memoria. Montagne di chip, pezzi intercambiabili, funzionali per tot tempo. Noi non siamo noi stessi, caro Benigni. Forse siamo persino "maligni" (mi si perdoni il pessimo gioco di parole) per un comico bacchettonizzato come te. Ci identificheremo con la materia dei sogni al punto tale da non essere più prevedibili, da uscire fuori dalle statistiche, dai telegiornali e dai palinsesti… a cascata pioveremo dal cielo, un po’ alla volta e in disordine. Sbarcheremo nella Normandia delle vostre idiozie di adulti. Tra i peggiori adulti prodotti negli ultimi secoli…

Eppure io non sono così giovane!… ma per lo meno non ho la presunzione di parlar particolare del "Giardino delle Delizie" di Hieronymus Boschmale di ciò che non conosco o non voglio conoscere. Vedete chi siete, anche voi "vecchi". Avatar anche voi dei vostri IO ideali. Noiosi. Attaccati a cose inesistenti… Guardate chi desiderate essere, guardate chi siete, vecchi zozzoni… e pensateci bene prima di tornare alla… "prima vita".

Trasformazione, mutazione e link per tutti voi che sopravviverete all’estinzione.

Nel frattempo, prima che accada l’inevitabile, mi godrò le bellezze di chi amo come nelle sfere di vetro di Hieronymus Bosch nel "Giardino delle Delizie". Uno dei più grandi creatori di stranissimi avatar… Buona deriva. E cercate di inventare economie differenti da questa.

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