videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Chi siamo?

Chi siamo???

Chi siamo?… Proverò a spiegare le sfumature di significato di alcune parole con cui ci definiscono…

gente = Ci chiamano così soprattutto nei sondaggi… es.: "La gente dice…". Ma lo stesso esempio vale anche per politici demagoghi che supportano le peggiori porno-leggi facendosi scudo della "gente". Non siamo gente.

popolo = termine ottocentesco direi. Sa di barricate e di gente "oppressa". "Oppressa" è un altro termine desueto. Si usa quando si evoca la "Rivoluzione" e si intende immolare una massa ad una nobile causa. Stessa cosa vale per i termini "proletari" e "lavoratori"… Ma il popolo di oggi assomiglia più a bovini al pascolo… Qualcuno del "popolo" può essere al massimo travolto da una locomotiva. Come quella di Guccini… e comunque è un termine snob… come se ci fosse un’intellettuale dall’altra parte che dice "voi siete il popolo". Un modo ideologico di dire "andate avanti voi in nome delle mie idee di progresso, etc., etc.". Dietro ogni "popolo" c’è un intellettuale vigliacco insomma… o un imprenditore populista… che ci aggiunge "delle Libertà". E poi manda l’esercito a guardia dell’immondizia. Noooo… non siamo popolo.

giovani = parola usata per lo più da sondaggisti, sociologi, politici e filosofi alla Galimberti (penosamente servi del "buon senso" pur di vendere libercoli. In Italia non abbiamo certo avuto Jacques Derrida o Jean Baudrillard). Spesso se ne parla in senso dispregiativo, come da vecchi che disprezzano il nuovo, lo invidiano… O da politici che intendono togliere speranze di rinnovamento anche a quello che resta della popolazione, decurtata della testa e della coda (dei giovani e dei vecchi)… come dire… a quelli con più di 25 anni e meno di 40… 15 anni che non servono più a niente. Una generazione di desaparecidos. Tutelata da nessuno. Vittima di finte agevolazioni, precarizzata e ignorata perché troppo single (ora va di moda agevolare "le famiglie" – vedi oltre). I giovani invece sono semplice oggetto di dileggio. Più che "giovani" sono stupidi, impreparati, disimpegnati, ignoranti, bulli, drogati… Vittime dell’odio contro la vita che alberga nelle menti scellerate di giornalai-politici-editori-sondaggisti. Qualche anno è passato anche per me. Forse neanche i giovani sono più giovani. No… non siamo giovani.

famiglie = termine caro ai cattolici… o anche ai laici… "le famiglie sono i mattoni di una società"… di merda, aggiungerei. La scaturigine di tutti i problemi mentali, luoghi privati di abuso su minori, scuse per esercitare un potere che non si detiene nella società… Immagine patinata da "Mulino Bianco" che io non ho mai sopportato. Psicanalisi ed hippies sono stati i più acerrimi nemici della famiglia (non senza una qualche ragione)… Dalle famiglie non si esce finché non si è adulti e responsabili… e soli. Non ho niente da dire contro molte famiglie reali, invece. Far figli è naturale ed è bellissimo ripercorrere e rigenerare il proprio percorso interiore attraverso i figli… Ma no, non siamo le famiglie di cui parlano loro… tanto più che gli invocati aiuti alle "famiglie" da più parti politiche, si riferiscono – lo ricorda il diritto, non un anarchico… – ad un soggetto giuridico inesistente!. E poi c’è sempre, dietro questo rigurgito di "diritto naturale", l’impronta dell’ideologia violenta della Destra: "Dio, Patria, famiglia"… un figlio per le truppe, per rimpolpare questo sacco vuoto di Nazione! No, non siamo famiglie.

consumatori o utenti = entrambi i termini sono usati dai sondaggi di opinioni… o dalle finte associazioni di settore o dalle coop… ma soprattutto sotto il lemma "utenti" siamo citati nelle bollette. Le bollette ci vogliono bene più della mamma. Ci cercano sempre e comunque. Se immaginate di restare barricati per mesi senza contatti umani, sono le sole cose che vi arriverebbero a casa. Ma io non esisto perché pago. Non mi posso limitare a numero o spazio puntiforme da cui spremere denaro. L’utente da lei chiamato non è al momento raggiungibile. Voglio sperare che facciamo altre cose oltre a pagare! No, non possiamo definire le nostre esistenze con la parola "utenti". E neanche con "consumatori".

cittadini = Alosanfàn… questa parola evoca la Rivoluzione Francese, il trionfo della borghesia sui nobili, la ghigliottina, l’Uguaglianza, la Fratellanza e la Libertà. La Carta dei Diritti dell’Uomo, la Convenzione di Ginevra… La Comunità Europea! Il Diritto Interazionale… Essere cittadini in Italia cosa garantisce? Qualche discutibile servizio sanitario… ma per il resto tasse e balzelli… pressione fiscale che solo un governo di ladri professionisti legalizzati può pensare giusta (siamo nell’ordine del 43% del lavoro regalato ad uno Stato che non regala niente).

Il cittadino è l’incarnazione del difensore di una "soggettività universale" che si vuole imporre su ogni singolarità… è il "borghese", colui che pensa che tutto quanto non faccia parte della sua civiltà e dell’ideologia della Ragione sia barbaro o extra-comunitario, terrorista, criminale… Ai tempi d’oggi è il difensore più strenuo della feroce "globalizzazione", colui che maschera la violenza delle economie liberali dietro grossolane falsificazioni ideologiche (i "diritti")… panzane mal riuscite… I diritti sono sempre più "revocabili"… L’attuale economia armata (in tempi di crisi) chiede il conto anche all’ideologia che la maschera…

In un millennio che si è inaugurato all’insegna della trasgressione della norma in favore di provvedimenti "eccezionali", dovuti ad una perenne "emergenza" per questo o quello (terrorismo, "monnezza", etc.), e se ne frega dei Diritti dell’Uomo, come del Diritto Internazionale, rivendicare di essere "cittadino" e invocare la democrazia è anacronistico. E’ un tentativo di difendere un ordine mondiale che sta affondando. Come "cittadini" stiamo scomparendo. I nostri diritti sono molto lontani dall’idea di una "sovranità popolare"… Stiamo diventando cittadini puntiformi. Senza spazio, né dimensione… Essere cittadini sarebbe il minimo sindacale della libertà (la concessione di diritti), ma no (nonostante i documenti dimostrino il contrario)… molto presto non saremo neanche "cittadini"…

bloggers = Ecco un esempio di cittadini puntiformi… Spesso ammalati di protagonismo e con fame smodata di commenti e contatti… individualisti e un po’ egoisti come i figli della borghesia sonnecchiante d’Italia. Beppe Grillo è il più noto dei bloggers. Incanala e copia gran parte del lavoro di altri bloggers e in un certo senso ne oscura il merito. Sono fissati con l’informazione vera… in un mondo dove non è possibile pensare verosimilmente una verità ultima. Loro stessi sono funzionali al sistema che contestano in nome di una presunta informazione vergine (e virale nello stesso tempo), scambiata e condivisa in "rete", la nuova divinità che sembra voler soppiantare il "logos" e che si paragona nei casi peggiori ad un organismo vivente (riprendendo vecchie e impresentabili teorie organiciste). Fanno la gloria dell’informazione. Celebrano internet e le internet TV (o più semplicemente pubblicizzano i "provider", i servizi che offrono e i continui "aggiornamenti" dei prodotti informatici). La santità di un nuovo media (indipendente? democratico?), di una nuova merce… Ma come insegna Baudrillard, in questo mondo siamo così informatizzati, obesi di informazione, da aver fatto scomparire la realtà. Gli orfani della rivoluzione non troveranno niente neanche qui. E’ solo uno spazio di libertà… virtuale (che a volte dà dipendenza… reale). Cittadinanza mitica priva dei suoi conflitti reali… Momentanea libertà di espressione. Quindi non è libertà (di "movimento", che è FISICA, non "schermata" da un computer o affidata al successo dei propri memi). Potremmo anche spostare i nostri blog all’estero in caso di censura, ma se l’esercito (che ora in Italia svolgerà anche funzioni di polizia) ci porta nelle caserme a "chiacchierare"? Non sarà il caso di espatriare anche noi insieme al nostro blog?

In un mondo in bilico tra la necessità del suo suicidio e la sua possibile evoluzione (o mutazione), alcuni sono bloggers… per ora. Nostalgici della "cittadinanza" perduta.

massa = bella parola che esprime la nostra duplice valenza di moltitudine indistinta di persone e oggetto di studio privilegiato della fisica. Mi piace. La massa è passiva, soggetta ad accellerazioni, vettori, elettromagnetismi, pressioni, diffrazioni, principi di indeterminazione… siamo onde o particelle? Mah!… Tutt’e due. La massa può comprimere, premere, assassinare, sacrificare una parte di sé, proteggere, assecondare, entusiasmarsi, danzare, mettersi in fila, incanalarsi… La massa può far paura se prende le dimensioni di più di 100.000 persone e decide di non farsi più controllare dalla polizia. Ma per lo più la massa è passiva e resistente a qualunque idea le si voglia attribuire. Non è mai intelligente. E’ la vita. E’ il cosmo. E non ha mai avuto senso per me questo gioco di palle giganti che roteano intorno ad una più grande di tutte che emana un calore prodigioso (il sistema solare per esempio)… ma la materia di cui la massa fa parte è molto più misteriosa. Noi non conosciamo che il 14% della materia, dicono i (pata?)fisici. Il resto non si sa che è… La massa non sa neanche lei cosa essa sia. E’ immersa in giochi che non conosce, come una nave in tempesta… (di antimateria, materia oscura, buchi neri e chissà cos’altro). Siamo massa quando non siamo individui. Siamo massa quando sarà la fine dell’Occidente, che ci vuole individui presuntuosi… come Cristo per esempio. L’Uomo che si dice Dio. E magari lo è pure. Ma non per suo merito…

neutrini = particelle con poca o nessuna massa. Difficilissimi da catturare. Esistono con più probabilità quando la massa è enorme. Allora ne annunciano la gloria. O il suo collasso (come nel caso delle supernove). Attraversano la materia senza modificarla… snobbando gli elettroni e i loro angoli di deviazione… Giustificano il paradigma della fisica pur eccedendolo e rendendone critiche e probabili le premesse e gli assiomi. Ai miei occhi sono come quegli individui che non si sa se esistono o meno, di esistenza probabile, eccezioni dell’esistente che si vorrebbe assoluto e non lo è. Di assoluto c’è solo l’eccezione. Le personalità infime e indistinte, eccentriche e interessanti, difficilmente afferrabili, in bilico tra la presenza e la loro scomparsa, sono splendenti… come Dio. Mikajah… Mikael… "Chi è come Dio". I neutrini sono "angelici". Solo alcuni ogni tanto vedono angeli. Il piccolo gioco che diventa il gioco di Tutto. Il Grande Gioco. I neutrini sono i messaggeri dell’infinito. Il nostro Mercurio direbbero gli alchimisti… Sia santificata la nostra inafferrabile singolarità. Siamo esseri "speciali". Siamo senz’altro neutrini.

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  1. Pingback: La Quarta Guerra Mondiale (parte II) « Valerio Mele

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