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Oggi ho sognato Osiride risorto

Il Risorto : "Dopo tante sofferenze ed un crudele martirio, sono resuscitato, glorificato e puro da ogni macchia"Strani fenomeni accadono in prossimità del solstizio di estate. Si sa, ci sono spiriti da esorcizzare, il Sole sarà nel suo punto più alto. E’ l’inizio della sua discesa sull’orizzonte… Ho fatto un sogno stanotte (teniamo in conto che, per gli antichi egiziani, Osiride è il Sole nascosto e Iside la Luna):

“Mi stavo allontanando dalla casa in cui sono nato. Era notte. Sulla strada incontro Osiride con il suo sepolcro. Riconosco immediatamente che è risuscitato e che è reduce da un lungo viaggio. Provo un certo sgomento. Mi dice (senza parlare) che lui è la Luna. Io arretrando e tornando verso casa rispondo: “No… tu non sei la Luna… (Iside non c’è) tu sei il Sole!”. Ma non è forse notte? Che ci fa il Sole di notte? Così comincia una specie di fuga di entrambi verso casa. Io spingo il sepolcro come se non avesse peso… ci superiamo più volte. Una volta riconosciutolo come il Sole, Osiride si dissolve”.L'Albero della Vita - con le sephirot

E’ chiaramente un sogno alchemico. Preannunciato da una curiosa discussione, insieme alla donna che amo, su chi fosse la regina di Saba. A questo mi sono risposto rileggendo la bibbia in ebraico dove si parla di lei. Scopro che “regina di Saba“, che vuol dire la “regina del Sette“,  andava a interrogare Salomone per verificare la sua sapienza e compensarlo d’oro. In pratica un’investitura solare. Confermata dal numero 666, numero “sinistro” (per via della citazione sull’apocalisse) ma solare anch’esso essendo il guadagno annuo in oro di Salomone (666=36 triangolare, ossia la 36a fila dei numeri naturali disposti a triangolo. 36×10=360, l’anno solare appunto. La somma gematrica di 666=6+6+6=18 è la Luna dei Tarocchi invece, un “uncino” per gli ebrei… Potremmo insistere sommando 18=1+8=9 e si ottiene il “serpente” nell’alfabeto ebraico… Curioso anche il simbolo astrologico del Cancro, segno zodiacale lunare nel mese del solstizio, rappresentato da un 69 coricato, simbolo di un doppio processo solare e nascosto, 2 storte alchemiche a vedere meglio, l’unione di un percorso lunare e solare). La regina del Sette credo che sia la Sapienza che viene donata al Malek-Malkuth (Re-Regno), la più “bassa” delle sephirot cabalistiche. La Sapienza è infatti la sephirot n°2 che “comanda” le sette sephirot planetarie: Saturno (3), Giove (4), Marte (5), Sole (6), Venere (7), Mercurio (8), Luna (9)… Energie e sfere di inflluenza donate al “re” (10).

Ma, tornando al mio sogno, appena sveglio ho aperto a caso un libro (scelto per caso) e si parlava di Resurrezione. Dunque diciamo che l’argomento è questo.

Ero intento a defecare con il libro in questione in mano (“Catechismo della Chiesa Cattolica”), quando m’è venuto in mente un noto trattato alchemico, il “Rosarium Philosophorum”, cui l’immagine che ho postato appartiene. E’ l’ultimo emblema del trattato. Leggo qua e là e trovo una curiosa poesia che descrive la “pietra filosofale”:

“E’ la pietra nascosta e nella profonda fonte sepolta,

Vile e spregiata, coperta di letame e sterco,

Uno solo ha dieci per volta tutti i nomi dell’unica pietra,

Perciò il sapiente Moreno pieno di Dio disse

Che questa pietra non è pietra è un essere animato

che è doveroso generare

Questa pietra è un uccello e non è pietra oppure è uccello

Questa pietra è massa, stirpe e prole Saturnia.

Questa pietra è Giove e Marte, Sole e Venere ed è pietra.

E’ alata Luna, una sola più brillante di tutto.

Ora argento, ora oro, ora elemento,

ora acqua, ora vino, ora sangue, ora crisolito […].

Questa unica Luna è chiamata con tutti i nomi“.

Ovviamente il sogno raccontato non è che una fase del “mio” percorso (il “Sole invisibile” degli emblemi del “Toson d’oro” di Salomon Trismosin, la soluzione dello spirito nel corpo, perfettamente “lunificato”). Che, a quanto pare, è anche il percorso di altri, alchimisti o non alchimisti che siano. Ho voluto dare un esempio di “metodo di indagine” alchemico. Arbitrario e basato rigorosamente sulle analogie tra numeri, simboli, immagini, leggende, ecc…

PS: Il “sepolcro” è il nostro corpo. Il “Risorto”, la nostra anima-spirito (mercurio e zolfo “coagulati”), la nostra “pietra”. Il Sole si dissolve nella mia cucurbita, diventa invisibile nel solstizio d’estate, proprio nel momento in cui è più alto sull’orizzonte. Chiaro? 🙂

Evidentemente il Sole ha un destino di sparizione nel momento del suo massimo splendore. Nasconde nella sua luce abbagliante la sua Luce nascosta. Gli alchimisti sono i maestri di questa Luce. Se guardiamo in alto vediamo solo la Luna. Ma in quella Luna, vista dalla Terra (Malkut, il Regno), c’è tutta la potenza delle forze raccolte dalle sfere di influenza superiori (le 7 sephirot planetarie + la Sapienza + la Corona). Rispondete a questi enigmi posti a re Salomone dalla “Regina del Sette” e avrete la prima sephiroth, una bella Corona (Kether) sulla vostra testa.

“Con un balzo nel buio il danzatore si trasforma nel dio Apollo”. L’ho appena sentito su RaiTre, mentre sto scrivendo… era un servizio su uno spettacolo di danza di cui si descriveva il finale. Non vi paiono un po’ troppe “coincidenze“?

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3 Risposte

  1. Le coincidenze sono tante, buon per te che sai leggere i segni…La trasformazione artistica della materia avviene attraverso la decodificazione delle immagini riflesse dalle cose o riflesse nell’inconscio onirico dal subconscio. In oriente è chiamata meditazione simbolica…da noi si chiama alchimia della percezione (Kali), della coscienza (Lakshni) e della conoscenza (Saraswati) e , in sintesi, si chiama Arte Alchemica per differenziarla dalla pratica dell’Alchimia vera e propria. Il tuo sogno è straordinario…è il sogno della Dea Kundalini risvegliata (Iside/Luna) che inizia a illuminare gli strati più elevati del cervello/sole (Osiride). Buon viaggio, Marta

    9 luglio 2008 alle 12:58

  2. utente anonimo

    grazie,ho trovato il tuo post mentre cercavo notizie su Osiride dopo un sogno che ho fatto questa notte.
    ciao
    simonetta vespucci

    7 giugno 2011 alle 07:16

  3. Pingback: Non capisco ciò che scrivo. | Valerio Mele

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