videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Sono un isolotto vulcanico

vulcanoQuel che segue è il racconto di un naufragio psichico…

Ero a casa della Testimone, quando arrivò l’Hortolano… Presentava un’erba mai vista. Triangolini verde scuro grandi non più di due millimetri. Mischia col tabacco e ne offre metà. La Testimone deve rimanere sobria.

Capisco subito che non mi trovo di fronte ad una sostanza governabile. Ravvolto a uovo su un divano comincio a ridere… e ad ogni scossa salta un pezzo della mia crosta… più rido e meno c’è il mio “Io”. La mia risata scoppia e non si ferma più. Vedo la Testimone attraversare il mio campo visivo per undici volte, da sinistra a destra e tornare sempre dal lato sinistro, senza tornare indietro. Ma quante ce ne sono? Rido. E’ sempre una e sono cento e vanno da sinistra a destra.

Affondo sempre più nel divano, penso che sto morendo, che quello che si chiama coscienza mi stia lasciando. Per un istante non vedo più nulla. Sento la parola “morte”. Non sento più nulla. Poi tutto si trasforma. Non c’è più il pensiero. Al suo posto una successione rapida di emozioni che si dileguano con frequenza inferiore al secondo. C’è, non c’è… un pensiero-emozione (ormai è indistinguibile) e poi oblio-cesura. E’ difficilissimo ricordare tra un’interruzione e l’altra… L’amigdala picchia l’ippocampo come una mazza con un tamburo… Ad ogni colpo salta una scheggia di memoria. Già… la memoria. Vedo il mio pensiero. Lo vedo scorrere come un film. Ma chi è l’osservatore? Ogni volta che provo a pensare “Io” mi viene addosso un treno di dimenticanze e coscienze senza passato… appena nate.

L’Hortolano se n’è andato via.

Guardo il sole e i suoi riflessi sul mare dalla finestra. Non ho mai visto una luce così irreale. Mi frantumo in ognuno dei riflessi che vedo. Io sono la visione che vedo.

Mi sembra di non avere corpo. Così vado a sciacqurmi la faccia nel lavandino e poi torno a guardare il sole. Ripeto questa operazione decine di volte. Ogni volta il sole è diverso… la sostanza continua a picchiare, picchiare, picchiare… l’amigdala pesta rabbiosa… L’ Io resiste… Ma non sa cosa lo attende… Sarà una pessima idea quella di resistere… Ad ogni tentativo di ergersi c’è una forza che riesce a disarticolare, espropriare, liquefare. Picchia, picchia…

La memoria. Cos’è? La coscienza… dov’è? I saggi dicono che bisogna “cavalcare l’onda”… anche gli alchimisti ne parlano, a proposito del “pilota dell’onda viva”. E io sono ormai nella fluttuazione. Sono questa fluttuazione. Ci sono e poi non ci sono più… e ogni volta che ci sono è sempre per troppo poco.

Scendo le scale. Mi sembra di scendere all’Inferno… Così convinco la Testimone a farmi da Virgilio nel viaggio che mi attende. Tra un’interruzione di coscienza e l’altra, conto non più di tre secondi ora… L’onda si sta “allungando”. Ma la coscienza non trova appoggi. Chiedo una coscienza in prestito alla Testimone. E ho sete. Così mi ritrovo a vagare per la città bevendo coca-cola con una cannuccia. Guardo l’incredibile varietà di cose in un supermarket. Elastici colorati, graffette… tutta roba in frammenti… Esco. La sete non si estingue. Lo zucchero viene divorato dal cervello che ormai è come lava che erutta ad intermittenza. Un santino di Padre Pio su una macchina si moltiplica sui parabrezza di tutte le macchine parcheggiate… Ogni cosa, anche la più piccola, si moltiplica all’infinito… Non ne posso più dell’infinito… Non riesco a contenerlo… Non riesco a fermarlo… Ora conto fino a dieci secondi… Sto imparando a saltare tra un’interruzione e l’altra…

Capisco quel che è successo. La mia “crosta” altro non era che la mia “mente”. Ciò che mi è familiare… le mie idee, la mia corazza, i miei appigli… quella povera isoletta dispersa nell’oceano nel mezzo di uno tsunami… E ora si è anche aggiunta un’eruzione… Le onde si allargano in cerchi tutt’intorno e mano a mano si distendono… Ora passano minuti tra un’interruzione e l’altra… le interruzioni assomigliano più ad interruttori… ad ogni cambio, c’è un cambio di polarità. Il pensiero passa da positivo a negativo… da euforico a paranoico… penso di essere capace di “saltare” da un vuoto all’altro e poi penso che ci sia un complotto contro di me… Diffido della Testimone. Che abbandono al suo destino di traditrice.

Dura tutta la notte… e anche il giorno dopo… le onde sono lunghe… durano anche un’ora ciascuna… Decido di prendere una bicicletta per non pensare di essere un Io. Pedalo ergo sum. Quando le auto mi sorpassano sento un frastuono che mi fa sbandare… Vago… cerco persone a cui raccontare… cerco di rassicurarmi… cerco la conferma di non essere impazzito… Prima o poi passerà la coda velenosa della sostanza. E’ come la lava che scorre e si ferma a valle, diventando rassicurante roccia nera. Ma poi la lava riemerge ancora…

Le persone. Sono finte. Non mi capiscono. Seguono l’onda. Io solo mi ostino a ergere la coscienza contro il maremoto… Scoglio emerso dagli abissi, dopo la devastazione dell’isola che c’era un tempo. Palme, vegetazione completamente carbonizzate e sprofondate nell’oceano sommerse da un’esplosione di lapilli e cenere. Tutte le mie povere convinzioni. I miei puntelli.

Le persone sono drogate. Assecondano una vita rigorosamente positiva e senza coscienza. Ridono, brindano, chiacchierano per ore senza dire nulla…

Torno nella mia tana. Il vulcano ha smesso di eruttare. Sono apparentemente calmo. Tutto sembra normale. Rileggo le mie tesi, i miei libri… Non capisco cosa c’è scritto. Non mi capisco più. Niente è più come prima.

Mai più sostanze esterne! Mai più “soma” rivelatori!…


La mia coscienza non è che quello che vuole essere. Sicura di non sopportare l’onda emotiva se non per fissare i ricordi o ardere con fuoco moderato nell’immaginazione. E per il resto… raffreddamento della crosta. Dopo la fusione esplosiva di zolfo e mercurio, vischiosa come lava, torna la quiete salina… Riprendo a raccontarmi i miei ricordi, che si cristallizzano. La loro frequenza li tiene insieme. Capisco che sussistono solo nella loro ripetizione. Più ripeto e più mi convinco di avere una memoria-crosta terrestre. E se continuo a ripetere, presto crescerà nuovamente la vegetazione e gli animali accorreranno ad accoppiarsi e riprodursi… Sono le idee che organizzano di nuovo le immagini, gli odori, i suoni, i sapori, le sensazioni secondo una fitta rete di analogie… Le idee che organizzano le idee secondo campi di forza (ognuno ne comprende altri, come in una “matrioshka”… è questa la “comprensione”, il “concetto“). Come miliardi di piccoli fulmini. Che nascono dalla terra, non dalle nuvole. Nascono dal punto d’arrivo, non da quello di partenza. Viviamo un tempo invertito. I dendriti dei neuroni protendono le estremità proteiche per creare la differenza di potenziale, l’eccezione (il contrario del con-cetto = “prendo con”, l’ex-cipere = “prendere fuori”), il percorso del fulmine. La sua velocità è di cento metri al secondo. Vanno a tentoni… e marcano il percorso… ma trovano sempre nuovi bersagli per i fulmini. Come un filo d’Arianna nel labirinto del mito (= “muggito”) del Minotauro. Il labirinto delle possibilità: si apre un varco e l’uscita crea il “fulmine”, a ritroso. L’a-venire genera questo varco. O viceversa. E’ questa l’intelligenza. Che eroticamente dice: “Vieni”.
In ogni nostro pensiero siamo preveggenti. O profeti.

E la memoria non è mai stabile. Si ripete sempre. Memoria viene dal greco “mèrmera“= cura, sollecitudine… e “sollecitudine” in latino si scompone in “sollus” (= tutto) e “citare” (= dare una spinta)… Un terremoto… la terra che si spacca, l’intero sistema spazio-temporale e consolidato che scricchiola… La fragile crosta terrestre, l’insensata corteccia cerebrale, che crede di racchiudere concetti e invece non ha appigli… solo associazioni per analogia, vibrazioni, onde, energia senza sostanza (anche usare il termine “tracce” sarebbe ancora troppo sostanziale)… e interferenze con l’ambiente e con il cosmo intero… involute in lobi e spirali per meglio provare a catturare l’infinito in un piccolo spazio. Sono ridicoli i tentativi (da parte di tanti scienziati neo-positivisti) di riprodurre il pensiero in un circuito stampato. Il pensiero colpisce il bersaglio prima ancora di scoccare la freccia… Ciò che pensiamo non conta. Non sono che tracce, indizi, sensazioni che prima o poi svaniscono… Il pensiero è l’eccezione che trova la sua regola, che non smette mai di eccedere. Così come noi stessi siamo l’eccesso di Dio. L’eccezione cui è costretto per poter esistere, dal momento che non è.

Se solo imparassimo a morire, permanendo nella dissoluzione con qualche cristallo di sale, forma o simbolo, probabilmente ritorneremmo divini per un istante, pronti infinitamente ad eccederci in una nuova forma vivente.

Capovolgendo una frase di Leonardo da Vinci: “Quando imparai a morire, imparerai a vivere”.

La donna che amo, che è molto saggia, sentenzia: “Ah, perché tu credi che la mente sia nel cervello?”…

Certo che no.

E ancora, interpretando la dottrina dei 7 chakra, sentenzia: “Il culo è l’organo più vicino alla testa”.

Vuol dire che, se è vero che tutto quanto accade nella mente è fantasmagoria (“la mente mente”), è anche vero che è l’emotività, la paura, l’eccitazione a fissare i pensieri. E se questa risulta essere la formazione di base di questo “composto senza origine semplice” che noi siamo, si deduce che è col culo che ragioniamo. Come anche con le dita dei piedi o col naso o con le orecchie… la sensazione è paradigma di ogni pensiero. E anche la battuta d’arresto, che ci fa compiere il balzo tra un blocco e l’altro di roccia vulcanica, concorre alla più complessa delle idee. Anche dormire, anche distrarsi, anche dimenticare…

La filosofia non è la vita. La filosofia è morta e non smette mai di morire mentre osserva la sua crosta raffreddarsi e divenire una barriera corallina, che si riempie di forme meravigliose e senza alcuna ragione.

Fino alla prossima eruzione.

Questo è il risultato del mio naufragio:

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15 Risposte

  1. non hai idea di come mi hai deluso.
    Sono più avvilito che incazzato.

    E’ un vero peccato Valerio, perchè eri uno dei lettori di cui andavo più fiero.

    8 settembre 2008 alle 08:13

  2. utente anonimo

    e sti cazzi!!!
    scusa ma chi è? un altro unto del signore che giudica, sentenzia e inserisce le persone sotto la sua ala. Non è mai venuto in mente a nessuno che essere “liberi” non significa necessariamente gratificare (e che non per forza significa essere contro, ma solo al di fuori da protezioni “subdole” e da vizi di clan). Non è l’appartenenza a farci sentire la nostra interiorità, ma l’estraneità e il rispetto della differenza. Ahimé, cosa del tutto sconosciuta… e non vedo come mai un isolotto vulcanico possa deludere!!!
    Astarte:)

    8 settembre 2008 alle 22:49

  3. valeriomele

    Se non fossi già convertito, mi riconvertirei al culto di Astarte 🙂

    9 settembre 2008 alle 00:30

  4. Caro Astarte, non è l’isolotto vulcanico a deludere, ma i commenti che lascia nell'”isoletta meno carina”, come lui stesso la chiama dopo avere nuotato nelle sue acque per mesi, divertendosi e facendo snorkeling.
    Ora, siccome di sono due o tre metafore simili tra i due post, anzichè concluderne che evidentemente le stesse sono estremamente banali, il chè squalificherebbe il suo lavoro oltrechè il mio, ne conclude che io mi sia industriato per scopiazzare indebitamente.

    Questo è il motivo della mia delusione, non già quel che scrive.

    9 settembre 2008 alle 10:32

  5. Valerio,
    dai, rientra sul post e ricomincia a fare le tue usuali e interessanti farneticazioni.
    Inutile perdersi in cazzate, è importante confluire.

    E’ stato un episodio che ha dimostrato come ci siano molte più interconnessioni di quelle percepite e percepibili. Talmente tanto sincrono da essere incredibile.
    Adesso ci crediamo, dunque non sprechiamo l’opportunità e andiamo avanti.

    Ciao 😉

    9 settembre 2008 alle 12:23

  6. valeriomele

    La tua isoletta era per me “meno carina” in quanto vi è più presente la “società”, per una tua scelta (e io non ho mai nascosto la mia idea che i consorzi umani siano veicolo di istinti belluini ove è difficile far passare – senza aggressioni – una briciola di “interiorità” o “rispetto delle differenze”). Qui l’isola è proprio un’isola. Un individuo che pensa, per lo più in solitudine… Quel che si vede è il “precipitato” di scambi di punti di vista svolti altrove o di esperienze dirette… E’ per questo che avviso della “sacralità” del luogo quando si lasciano commenti.

    Quanto alla “banalità” delle metafore e dei concetti esposti nel mio e nel tuo post, è l’ennesimo insulto… Non credo siano proprio pensieri da “Baci Perugina”!…

    Si è parlato delle forme-di-vita-pensiero brulicanti sull’isolotto che ognuno di noi è, del pensiero e del nostro essere come fluttuazione e onda, dell’impossibilità di comprendere “razionalmente” il punto di partenza e il punto di arrivo dei pensieri e dell’intraducibilità del pensiero in un modello informatico-digitale…

    Diàmine! Non disprezziamo così i contenuti che riusciamo a tradurre in metafore e concetti…

    Infine: Astarte è una donna, piuttosto intelligente… e ancor prima una Dea molto amata dai Cananei e dai Fenici… Tanto odiata dalla bibbia perché ritenuta oscena da qualche nomade del deserto sciovinista e violento (la Dea aveva un sesso femminile molto evidente nelle statue che la rappresentano)… Il tutto infatti si risolse nell’ennesima strage da parte dei monoteisti… naturalmente dopo essersi divertiti con le “prostitute sacre” e aver depredato conoscenze (alfabeto, architettura, mitologemi) e ricchezze. Erano troppo sincretisti per sopravvivere al virus del Dio unico. Sopravvivono nella figura della Maddalena, che unse Cristo come gli uomini facevano con i sacerdoti-re… Magdala tra l’altro è legata ai “tintori” (i Fenici), che in alchimia sono coloro che hanno il potere di “trasmutare”… E’ la Sophia (la Sapienza errante per il mondo di cui parleranno gli gnostici, prima di essere massacrati anche loro). Alla fine però, le donne, con la loro potenza vitale e fuori clan, sono difficili da annientare del tutto…

    Così come lo è la nostra sensibilità e immaginazione, al di sotto delle maglie rigide degli schieramenti e delle contrapposizioni polemiche… che sono una pura illusione, eserciti di guerrieri fantasma.

    9 settembre 2008 alle 13:41

  7. Pingback: L’io è un bersaglio convinto di essere l’arciere « Valerio Mele

  8. Pingback: Dio è Tutto… dunque anche ogni sua eccezione « Valerio Mele

  9. Pingback: Stormi d’eccezioni « Valerio Mele

  10. L’avevamo lasciato (l'”anonimo” commentatore di cui sopra http://www.byoblu.com/post/2008/09/07/Isole.aspx?page=1#id_484123ce-03ed-4fc5-9bba-42f80d906e9e) che ci accusava d’ingratitudine per la sua gentile concessione di far snorkling tra i commenti del suo pregiatissimo blog, dopo averlo sospettato di copincollare e ricontestualizzare le metafore qui espresse… e lo ritroviamo a curare la comunicazione del M5S eletto come primo partito alla Camera!…

    “Io ho una consulenza professionale e sarò sottoposto agli stessi tetti economici dei parlamentari. Il tetto massimo sarà quello dei famosi cinquemila euro lordi al mese, dunque non parliamo di compensi astronomici. Comunque non ci sono grandi cifre in ballo e, rispetto al lavoro che faccio sul blog, ci vado a perdere”

    (Detto da uno che piange miseria presso i seguaci del suo blog per finanziarsi in crowdfunding interviste e scoop di serie z… fa alquanto ribrezzo).

    Già ai suoi esordi era una specie di aspirante Goebbels 2.0 mascherato da Piero Angela alternativo… nel frattempo il suo faccione si è espanso… forse arriverà a coprire l’intero quadro di uno schermo 16:9 tra qualche anno…

    Lo scopo di questi primi video “pedagogici” era riorientare la storia e i principi della rivoluzione francese contro la casta “aristocratica” degli “onorevoli”, termini che lui etimologicamente (????) appaia, e parlare di democrazia diretta… da lui!… E ora può finalmente “riordinare”, a gusto suo, almeno quel terzo di Parlamento col quarto potere concessogli dai leader del M5S…

    Fondamentalmente, nella loro vaghezza, copiano metafore e le ricontestualizzano a loro comodo…

    E, a proposito di vaghezza, Loretta Napoleoni si propone (visti i prezzi delle consulenze di Messora) come esperta per i grillini:

    “Tutto è vago e tutto è approssimato.
    […]
    Si sperava che una volta finite le elezioni si formassero dei gruppi di lavoro di esperti, perché c’è bisogno di esperti non solo di gente onesta. Solo gli oncologi possono curare i malati di cancro non i dentisti onesti”.

    19 marzo 2013 alle 17:27

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