videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Stormi d’eccezioni

Riflessioni tratte da un mio commento pubblicato altrove…

stormi di uccelli disegnano una donna alata, probabilmente la Nike o la polena degli Argonauti...

Riprendo il filo (o la corona?) d’Arianna che aveva portato Teseo fuori dal labirinto delle sue circonconvoluzioni cerebrali… (vedi il post: “Sono un isolotto vulcanico”) lo stesso filo intrecciato da Penelope nel telaio che si materializza e si disfa in continuazione in attesa dell’amato… lo stesso filo infine reciso dalle Parche…

Fin dagli albori il pensiero occidentale s’è sforzato di organizzarsi attorno ad un “centro”, ad un principio che desse un senso alle categorie, agli schemi strutturali, alle classi, ai codici… e alle reti. Aristotele in primis aveva ordinato i suoi pensieri in categorie, scartando aristocraticamente gli “accidenti“… gli elementi “insignificanti” che non servivano allo scopo. Un po’ come si scartano gli schiavi e i barbari dalla vita “civile”. Da allora il piano “divino” del logos (le prigioni strumentali della mente, dell’universale) è stato nettamente più importante dell’individuo…

E oggi? Un certo sapere scientifico trasversale a tutte le scienze nate dal progetto umanista e illuminista, un pensiero “eccentrico”, sta cominciando a minare seriamente le nostre conoscenze più consolidate. L’epigenetica, la matematica del caos e la fisica quantistica, la biologia molecolare, per esempio, hanno disintegrato l’opposizione dentro/fuori, soggetto/oggetto, osservatore/esperimento, ecc… In più, hanno evidenziato come l’eccezione, l’accidente, l’epifenomeno (la periferia delle cellule neuronali, l’attrattore strano, il neutralino) stia divenendo il nuovo punto di vista. Vitale anche per la presuntuosa struttura organizzativa, organica, del logos, quello che chiamiamo l’apparato (politico, digerente, respiratorio, circolatorio, neuronale, ecc)… Le reti possono “entrare in risonanza” se attraversate dalla medesima passione per il ritmo e l’armonia dei numeri. E a volte ne godono… Ma, ogni volta devono fare attenzione in qualche modo all’elemento che sfugge, sforzarsi di inglobarlo, deviando il movimento dell’insieme (“ad orecchio”, come fanno certi musicisti)… e questo semplicemente per le esplorazioni solitarie di un singolo “puntino”…

Non si tratta tanto di stupirsi di fronte a sciami che sembrano muoversi con una sola mente, quanto di capire che il nostro pensiero non ragiona secondo la logica, ma secondo semplici associazioni (di percezioni) che, attratte come da un campo energetico, si ripetono fino a diventare un “codice”, un disegno che volteggia nel cielo. Ma questo codice non è un oggetto. Non è la realtà. E’ un pensiero-strumento che usiamo per inventare realtà mentali e non… che si forma, si dissolve e si riforma, disegnando “figure“… Il pensiero non ha mai smesso di funzionare per “analogie”, associazioni di percezioni, messaggi semplici che solo se ripetuti diventano un codice… una rete. Costantemente le nostre certezze e i nostri codici vengono minati dall’esplorazione individuale, dal “vagare” dei dendriti dei neuroni… E il nostro amato IO è eccentrico (eccezionale, esorbitante) anch’esso. Sembra non cadere nei confini spazio-temporali della “materia”, segue un altro paradigma… La sua coerenza sembra data da una “analogica” che giunge ad avere un senso ancor prima di essere compresa, anticipando continuamente le conclusioni. Capace di associare e spostare montagne di concetti e, volendo, mutare a distanza e simultaneamente diversi piani di realtà.

Creare il varco che ci dispone al movimento e a ciò che viene (l’a-venire) è il solo compito di Teseo-Arianna. Come un fulmine, muggito di Minotauro, si uscirà dal labirinto della mente (…che mente).

Le pecorelle (animali inquietanti), prima o poi, seguiranno… Imiteranno a modo loro l’audace avventuriero, neutralizzandone la forza… E la “morale del gregge” farà la morale del capo.

Ci tengo a dire che a me non interessa che ci sia un movimento corale, non mi interessa affatto controllare (o assecondare) le masse… non seguo l’Arte Regia (volgarmente, l’arte di governare, la scienza che i “massoni” ben conoscono e male usano) per influenzare gli altri. Trovo però che i piccoli mutamenti siano grandi rivoluzioni. Basta a volte una piccola associazione per mutare un paradigma consolidato. Esempio: se associo “presidente-lavapiatti” , ripetendo l’analogia a tutti i livelli (con immagini, concetti e quant’altro) come una simpatica cantilena che susciti il rilascio di serotonina o l’eccitazione misurata dell’amigdala o qualsiasi altro piacere chimico… la percezione di questa associazione risulterà molto facilmente logica e reale (anche se non lo è)… E finirà per condizionare il “destino” di quel presidente, che un po’ alla volta si troverà volente o nolente a fare il lavapiatti… E’ la stessa logica del “meme”, che tanto funziona in rete e nei piccoli gruppi. O in Borsa… O in Italia…. o in certe malattie mentali (manie, ossessioni, ecc…) che altro non sono che esagerazioni di un movimento che attraversa tutti. La sua forma consapevole è la “magia”, l’immaginazione creatrice.

In sintesi. Siamo fatti di codice e miriadi di eccezioni… tante quante sono le regole. Questo doppio movimento è tutto quello che è possibile osservare. L’avanguardia è il pensiero che si muove come un fulmine, anticipando i movimenti di milioni di “cellule”… Se trova la giusta connessione, il giusto varco, tutte le altre cellule si muoveranno in sincronia e ci sarà un salto quantico, un cambiamento di rotta… E vedremo mirabili volteggi di stormi nei cieli

Lo so, è un pensiero molto autunnale…

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2 Risposte

  1. utente anonimo

    Ciao, se penso che la foto è uno stormo d’uccelli, mi fa senso (io ho paura degli uccelli – che voano- :-)) ma se penso sia una macchia allora… ci vedo qualcosa (come per il gioco delle nuvole) un coniglio che esce da un cilindro. Sai interpretarlo?
    C.

    23 settembre 2008 alle 22:40

  2. valeriomele

    In effetti in questo post si parla anche di “magia”… così il coniglio che esce dal cilindro ci può anche stare 🙂

    E poi son sorprendenti gli svolazzi degli stormi… come un coniglio che esce dal cilindro… così è quel che hai visto…

    Ora resta solo da interpretare la tua paura degli uccelli… 😉

    23 settembre 2008 alle 22:48

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