videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Ascolta Israele…

 

Sarà pure ingenuo e vi sembrerà l’invito superficiale di “Babilonia”, di un'”idolatra” a fare la pace… tra pop e poppe… (in nome di un comune passato glorioso proiettato in un Egitto in versione suite metropolitana per popstar“tra me e te c’è una lunga storia”) ma quando Natacha Atlas si interroga candidamente e con voce sublime si chiede (in arabo): “Perché ci stiamo combattendo?”, forse non sa di far parte involontariamente di un progetto massonico (a partecipazione italiana) di reintegrazione degli arabi cattivi

Sta di fatto che ha una voce bellissima ‘sta donna…

E se è vero che ogni sublimazione nasce da una castrazione, questa è già stata compiuta, con tutti gli arti recisi dal recente genocidio in Palestina. Ora le potenze occidentali stimano i danni e gli investimenti… e impediscono di parlar male di Israele (col ricatto tragicamente stupido che sennò sei nazi o comunista)… e mostrano invece come sono cattivi i palestinesi che osano scavare tunnel, resistere e difendersi… invece di abbracciare l’ONU che li viene a sfamare, prima del prossimo bombardamento. Non sia mai la prossima volta dovessero morire senza un cheese-burger in mano.

Forse davvero la cosa si risolve con l’erotismo generalizzato (invece che con l’intersoggettività timotica hegeliana) e affidando tutto il potere a Cleopatra.

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3 Risposte

  1. lA violenza porta solo violenza. Please stop the train da entrambe le parti. Questa è solo la vostra guerra non la guerra del mondo.

    28 gennaio 2009 alle 23:04

  2. valeriomele

    Attenzione a non equiparare pacifismo e indifferenza… A mio avviso (e non solo il mio) siamo in guerra tutti… Gaza è solo un esperimento locale per verificare come la cittadinanza e i diritti umani (lo scudo protettivo che consideriamo indistruttibile) possano essere revocabili senza che alcun organismo di tutela internazionale batta ciglio… anzi! Basta pronunciare la parola magica “terrorismo” e la civiltà viene momentaneamente sospesa (con bombe a grappolo simili a fuochi d’artificio)… Sono organismi ipocriti e complici (nel principio e negli interventi) dei poteri egemoni (e degli assalitori, loro “deriva” in senso “evolutivo”…).

    Anche questo Obama (non c’è da illudersi) non è che il vecchio B-52 riverniciato di blues.

    Siamo tutti “colpevoli” nel senso di “colpibili”. In Italia per esempio si assiste impassibili alla revoca dei principali diritti del “cittadino” (di voto, di manifestazione, di uguaglianza, diritto al lavoro, ecc…). Il fatto è che questa è una definizione che sta cambiando rapidamente e che non sappiamo bene a quale nuovo disegno dovrà conformarsi… Quello che siamo sfugge indefinitamente al potere (finto, personale, soggettivo, egemone, sostituibile), che si vuole universale ad ogni costo, in direzioni singolari che assomigliano a quello che – per semplificare – percepiamo come “vita” (e con questo non intendo ciò che è “privato”, in senso egoistico… ma questo groviglio di nervi e sangue scosso da piccole scintille elettriche e rotazioni umorali che vorrebbe essere lasciato in pace dagli “scienziati della programmazione neurolinguistica” che lavorano per i governi). La Quarta Guerra Mondiale che stiamo vivendo, dietro la scusa della guerra al terrorismo, è la guerra degli apparati (dei censori, dei vidimatori, di coloro che sorvegliano i cancelli, i “gataway”…) contro ciascuno di noi. Il confine da difendere sta nella definizione di chi o cosa siamo “noi”…

    Le nuove armi (anche di difesa)? La finzione tattica… Dovremmo imparare a mentire (meglio), sfuggire alle logiche universaliste e costruire nuovi legami analogici (pre-ideologici). Usando come armi la persuasione, l’infiltrazione, la contaminazione, la seduzione, il doppio gioco, il depistaggio, il sincretismo, l’ambiguità e la reversibilità. Quella che chiamo la “finzione tattica” (al posto della verità… che NON C’E’!). Per vincere non basta smascherare: occorre anche saper imbrogliare!… La destra l’ha capito prima… Noi altri (poiché esistono una destra e una sinistra come principi astratti e classi, in verticale…) si deve ancora capire che la guerra non è mai finita… e continuerà, fino alla fine. Ma si dovrebbe cominciare con lo smettere di raccontarsi che siamo buoni e giusti…

    E confondersi. Se ci si confonde si spezza il potenziale offensivo del “nemico”.

    Altra prova della nostra colpevolezza? Finanziamo regolarmente compagnie e banche (anche “involontariamente”, tramite bolletta o bancomat) che sostengono politiche (direttamente o indirettamente) che apertamente (o occultamente) sono complici di genocidi o affamano popoli che non si vedono mai se non in cartoline dell’unicef con allegato c/c.

    Chi può dirsi completamente fuori da questo sistema e da questa “civiltà”? Come si fa a dire che non siamo in guerra? Non viviamo mica sul pianeta Papalla… purtroppo…

    La Quinta Guerra Mondiale invece sarà genetica.

    PS.: Quando parlo di imbroglio o confusione non intendo lo squallido trasformismo e la corruttela cui assistiamo da tempo… ma il salto degli steccati, il mescolamento etnico, culturale e sessuale, lo sminuzzamento di simboli e ideologie, la libera traversata del mondo. In modo da rendere impossibile di fatto individuare fronti di un possibile conflitto.

    29 gennaio 2009 alle 16:56

  3. yes we can! To be or not to be this is the question? War or not war this is the question!

    30 gennaio 2009 alle 00:35

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