videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Madagascar – E i lemuri stanno a guardare…

Aggiornamento del 2/6/2011

Il Madagascar e la vicenda di Rajoelina sono scomparsi dall’informazione italiana. Il sito Apcom da cui erano  tratte moltissime notizie di questo post ha cancellato la rubrica sulle notizie dall’Africa Sub-sahariana. Stessa cosa anche per internationalia.net… Per avere notizie è necessario leggerle in un altra lingua (e sono comunque piene di una visione del tutto filo occidentale e distorta). Insomma c’è una vera e propria censura italiana che riguarda l’informazione su questo Paese (oltre che sull’Africa in generale). Un esempio è la differenza evidente tra la voce inglese e quella italiana di Wikipedia su Rajoelina… mentre le prima si sofferma a descrivere dettagliatamente (anche se schierando il Pensiero Unico delle democrazie occidentali con il suo pacchetto indiscutibile di Costituzione, Diritti Umani e rapporti internazionali già prefissati) le vicende del Presidente, la seconda è gossippara, approssimativa e priva di qualunque riferimento storico. Questo post, che ha seguito gli avvenimenti quando sono accaduti, è probabilmente tra le poche testimonianze in italiano che sono rimaste… Il resto sono pacchetti turistici e film della Disney.

un lemure

un SUV della Daewoo

=

Tra le storie più periferiche e sintomatiche che potremmo raccontare, vi è quella del Madagascar… Di recente vi sono state sommosse popolari (con una sessantina di morti) per ribellarsi al dittatore locale Ravalomanana,  ai suoi tristi e incredibili accordi con la Daewoo di svendita di metà delle terre coltivabili di quel Paese per foraggiare la Corea del Sud (magari anche trasformando una jungla che è tempio naturale dei lemuri in campi coltivati, perché no?), all’uccisione di alcuni manifestanti e al rincaro dei beni di prima necessità, alla chiusura di radio “Viva”, voce dell’opposizione. Hanno fatto un gran casino e vi sono state razzie nei supermercati (del presidente) e roghi umani, ahiloro…

Ravalomanana aveva richiesto un contingente di 300 mercenari dal Sud Africa, anche per difendere la sua emittente televisiva. E’ da lì che sembra abbiano sparato sulla folla.

Andry Rajoelina, il sindaco di Antananarivo, vorrebbe farsi portavoce di una possibile svolta democratica (?) e, si spera, anti-neocolonialista. Costui ha solo 34 anni… Si dovrà difendere da tutti  i tentativi di corruzione degli “occidentali”. Buona fortuna…

DIARIO DELLA RIVOLTA

Aggiornamento del 31/1/2009: Il sindaco in questione si proclama alla guida del Paese!

Aggiornamento del 3/2/2009: Ahi, ahi, ahi… le cose si mettono male! Mentre in Italia si continua a discettare di stupri, razzismo, immigrazione per coprire l’azione politica creativa, piduista e mafiocratica del governo, in Africa, l’amicone di Berlusconi e “scalatore” dell’Unicredit italiana Gheddafi viene chiamato a presiedere l’UA (l’equivalente africano dell’Unione Europea). Gheddafi, il dittatore libico, con (involontaria?… ma sicuramente pittoresca e paranoide) citazione evangelica, si autoproclama “Re dei Re tradizionali africani”, nel più totale silenzio mediatico qui in Italia. L’UA avvisa che “non saranno tollerate violazioni della costituzione in Madagascar”… (come potrebbe un “dittatore dei dittatori” corteggiati, indebitati e armati dall’Occidente “civile” appoggiare una rivolta contro una democrazia-dittatura mediatica modello Berlusca come quella che vige in Madagascar? Sarebbe un pericoloso precedente…). Così il sindaco Rajoelina decide di presentare all’Alta corte costituzionale del Madagascar una richiesta formale di destituzione del presidente. La risposta? Sei arresti degli esponenti dell’opposizione di cui s’è fatto portavoce… e, notizia dell’ultim’ora, la destituzione del sindaco di Antananarivo per non aver rimosso i rifiuti dopo gli scontri!… Ve lo lascio in un’immagine di effimero trionfo, mentre alza al cielo la “V” di Valerio!… (mi si conceda la licenza poetica…).

La fine di un sogno d’affrancamento dalla ferocia globale che tutti gli ipocriti ed assassini d’Occidente sembrano sostenere, mascherandola con parole come “pace”, “geopolitica”, “Nuovo ordine mondiale”, spartizione per continenti e altre assurdità psicotiche?…

* * * * *

Contrordine. Non è ancora finita. Questo sindaco è davvero tosto! Ha annunciato che contesterà la sua destituzione decisa oggi dal governo. “Domani, proveremo che siamo uniti per contestare la decisione del ministro. […] Antananarivo non accetterà questa decisione. Non ci sono validi motivi per destituirmi”. Sabato avrebbe annunciato il “suo” governo di transizione. E ora dice: “Non ho paura di essere arrestato“.

Aggiornamento del 4/2/2009: Manifestazioni e cortei in molte città del Madagascar… Dato alle fiamme l’aereo del ministro delle Finanze!… (che aveva concesso al presidente Ravalomanana di comprare per 60 milioni di dollari un aereo a Seattle… si noti che nel Paese non c’è più da mangiare…). Il dirigente è stato riportato nella capitale da un elicottero dell’esercito malgascio. Sabato c’è la manifestazione di Rajoelina ad Antananarivo… Nel frattempo il sindaco ha annunciato oggi la nomina a sindaco “facente funzione” di una sua collaboratrice.

Aggiornamento del 7/2/2009: Rajoelina “è nominato presidente dell’Alta autorità di transizione al cospetto di 20.000 sostenitori… Davanti ad un ufficio del presidente ha detto: “Questo palazzo appartiene al popolo ed al comune, decido di darlo al primo ministro”. Sono contento di questa dimostrazione pratica di come possa esser ancora possibile revocare in massa e pacificamente un mandato presidenziale in caso di assurdità neo-neocolonialiste come quelle prospettate in Madagascar da Ravalomanana e la Daewoo… Per ora è un trionfo!… con la folla che canta davanti al cordone dei poliziotti.

Staremo a vedere se il simpatico, coraggioso e giovane sindaco riuscirà a resistere ad una situazione ancora instabile e a non cedere alle lusinghe delle potenze occidentali e alle pressioni della UA… o anche a sue possibili tentazioni autoritarie.

* * * * *

Niente da fare. Evidentemente non basta cantare vittoria davanti alle armi… Gli agenti in tenuta antisommossa hanno sparato sulla folla inerme

le vittime della polizia del regime di RavalomananaAggiornamento dell’ 8/2/2009: Ci sono stati 40 morti e 350 feriti… Nonostante l’esito sanguinoso delle manifestazioni, stamattina Rajoelina minaccia dalla sua radio il presidente Ravalomanana, intimandogli un “Io ti condanno” e aggiungendo che la lotta continua “fino alla vittoria”. Il presidente risponde con il coprifuoco notturno per una settimana. Domani ci saranno i funerali delle vittime…

Digressione: riflessioni malgasce personali sul potere, l’arbitrio e la Costituzione… con rêverie politica sull’anticostituzionalismo libertario e conclusioni sulla deriva autoritaria in Italia.

Quel che penso al riguardo?… Non credo nella possibilità di conquistare il potere pacificamente… e credo che Rajoelina o il popolo malgascio o tutti e due siano “pazzi” nel volerlo fare, inermi contro la polizia… Di fronte all’arbitrio del potere costituito credo sia giusto rispondere con un arbitrio di massa(1)… non di “popolo“, che ritengo parola criminale, da “banca del risentimento”, da “capitalizzazione dell’odio”. E’ nell’immaginario cristiano (fede che nel Madagascar è prevalente) volere martiri per una giusta causa… E anche tutta la nostra storia è impregnata della tragica necessità del sangue versato da rivendicare. Ravalomanana prima o poi pagherà i suoi delitti… Ma non condivido il fatto che l’opposizione al regime non esiti ad usare carne umana per questioni di coscienza e giustizia. La violenza scatenata di 20.000 persone (non in fuga, ma all’assalto) sarebbe la via più breve ed efficace… Se Rajoelina riuscisse ad affermare le sue ragioni con la non-violenza mi stupirei dell’efficacia di tanta caparbietà e di tanto spirito di sacrificio di massa da parte del popolo malgascio… Un’insurrezione implica a mio avviso, prima o poi, la presa delle armi… Ma se Rajoelina riuscirà ugualmente nel suo intento con la non-violenza resterà comunque una figura esemplare… nonostante queste ingenuità tattiche (o quest’uso cinico della fede di un popolo?). Se soccomberà, sarà una figura mitologica, come altre… un giovane morto per una giusta causa…

 (1) Per me il potere deve essere reversibile, mai costituito (basato su un “contratto politico”, non sociale, su un immaginario energico, allenato, su volontà solide, non soggette alla psicosi e alla regressione nel ventre-stato o nella metafora organicista e al delirio paranoide di un potere spettacolare e virtuale, ma senza corpo)… La “spada” (la responsabilità, la scelta, la volontà, la sovranità) deve essere nelle mani di ognuno. Nel momento in cui si delega ad altri, ad un terzo super partes questo ruolo, si è tutti soggetti a delle regole e alla loro applicazione random (la “spada di Damocle”… lo stato anonimo e totalitario). Quel che ne consegue sono individui che non ne vogliono sapere, che sentono la politica come uno spazio estraneo alla loro volontà e che abbassano la guardia per comodo, per ignoranza, per crapula… condannandosi alla frigidità e alla depressione e lasciando praterie libere e sconfinate ai grossi interessi corporativi e di classe. La vita (singolare o plurale) a mio avviso non è questo. E’ la fine del “cattolicesimo”, dell’universalismo, del soggetto trascendentale (invenzione di una classe egemone o dei suoi sudditi). E’ struttura di “rivoluzione permanente”, analoga alla rivoluzione planetaria (più che al concetto trozkista)… uno “schema” (un’immaginario disciplinato, una struttura in movimento), rotazione dei poteri, delle ideologie e delle logiche che non si arrocca mai nello “stato” e nella “costituzione”, ma che si presenta come “fase” di un processo, che chiama ogni volta alla responsabilità, al “che fare?”, finzione convenzionale di norme politicamente contrattate, sminuzzate, mescolate, discusse, immaginate, sognate, cambiate, memorizzate e sperimentate… localmente (senza per questo perdere la memoria storica del caro estinto “soggetto universale”, conoscerne la genealogia e gli orrori mascherati da progresso). Niente è per sempre e nello stesso modo. Esaltare la singolarità, l’invenzione, la finzione, la consapevolezza, considerarsi fase di un processo sempre differente, dovrebbe garantire da genocidi e abusi di potere (figli di dispositivi centralizzati)… per “forza vettoriale” esercitata da ogni parte in modo “orizzontale”… una sorta di laboratorio politico permanente, che impara da ciò che smonta. Una sorta di governo sperimentale senza “costituzione”, nè “società”, militarizzato il meno possibile, “fondato” da un lato sul carnevale delle leggi e della rappresentazione, sulla loro finzione tattica, consapevole (necessaria per preservarsi da conflittualità violente) e dall’altro sul contratto politico, reversibile, di volta in volta revisionato, con confronti argomentati in apposite assembee (legittimate nella loro composizione solo dall’efficacia delle misure adottate… e con la revoca sempre possibile dei “mandati”: membri sempre sostituibili)… Naturalmente tutto ciò implica la fine della catena di montaggio in favore di una “catena di riciclaggio-riassemblaggio”, la fine della divisione dei “saperi” e del lavoro e la ripartizione dello stesso per volontà, affinità e capacità personali e in base alle caratteristiche di un “territorio”, non necessariamente corrispondente ad un luogo geografico… L’idea è quella di sminuzzare i fronti conflittuali a costo di dover giungere a dividere ogni individuo in se stesso… o “aprirlo” a spirale… de-narcisistizzarlo. Io parto appunto da questo… più che dal Diritto, dal Rovescio: la fine della Verità, di Narciso e di Damocle.

* * * * *

Ecco perché non manifesterò e lotterò mai per la difesa di una Costituzione (e i suoi principi astratti e identitari), ma sicuramente e solo tatticamente per alcuni suoi principi anti-fascisti e di garanzia contro le ingerenze del potere nella vita e nelle libertà individuali.

Ecco perché non ha senso in Italia schierarsi pro o contro il caso Englaro eclissando temi più gravi come l’intolleranza e l’anarchia sociale istigata dall’alto…

Di fronte ad un governo razzista, con tentazioni autoritarie, che pretende di governare con decreti in uno stato di perenne emergenza e oscena sollecitazione umorale, già da tempo auto-delegittimato nelle sue funzioni per l’incoerenza e l’imbecillità dei provvedimenti presi e delle assurdità da “diritto di natura” che ogni tanto escono fuori, vi può essere solo una richiesta che abbia senso, prima che la situazione degeneri ulteriormente: DIMISSIONI!

Aggiornamento del 10/2/2009: La situazione resta tesissima in Madagascar. Dopo le dimissioni del ministro dell’interno (una donna che ha giudicato inaccettabile la strage di civili durante la manifestazione di sabato 7 febbraio) del governo di Ravalomanana, ieri Rajoelina ha incontrato un inviato speciale dell’Onu. E oggi il suo “primo ministro” dell’auto-proclamatosi governo di transizione ha nominato 4 nuovi ministri… Domani c’è una manifestazione del Presidente Ravalomanana e Rajoelina ha invitato tutti i malgasci a rimanere a casa e non andare a lavoro.

Aggiornamento del 17/2/2009: Ci sono state manifestazioni sia il 14 che oggi… Era stato mandato un mediatore per conto dell’UA per cercare una soluzione al braccio di ferro tra Rajoelina e Ravalomanana e la manifestazione del 14 si era svolta pacificamente pur tra imponenti schieramenti delle forze dell’ordine. Oggi invece le due fazioni si sono fronteggiate e ci sono stati scontri, nonostante gli appelli del Consiglio dei Vescovi… Sono stati sparati dei colpi in aria da parte della polizia di Ravalomanana che si era trincerata nelle caserme. La folla si è comunque dispersa.

Aggiornamento del 19/2/2009: Con una motivazione che definirei “sovietica”, il presidente Ravalomanana sostituisce il precedente ministro degli interni (dimessosi dopo la strage di civili del 7 febbraio scorso) dichiarando che questi si è dimesso per ragioni di salute.

Aggiornamento del 20/2/2009Alcuni uffici del governo sono stati occupati da Rajoelina e i suoi sostenitori nel corso della notte! Con il consenso della polizia e senza spargimenti di sangue. Nell’operazione sono state arrestate 50 persone. Rajoelina accusa il presidente di aver dissipato fondi dello stato e di essere responsabile della strage del 7 febbraio.

Aggiornamento del 28/2/2009: Dopo lo stallo delle trattative tra Rajoelina e il presidente Ravalomanana, il sindaco di Antanarivo proclama oggi uno sciopero generale di alcuni giorni a partire da lunedì. Oggi ci sono stati anche due morti in una manifestazione nel sud del Paese. Ha ribadito lo sciopero anche  il nipote dell’ex presidente, Didier Ratsiraka, Roland Ratsiraka, vicino a Rajoelina. Se devo giudicare dalle alleanze, il “rivoltoso” non è così bene intenzionato come sembra… E sotto le apparenze di una battaglia per la libertà ci sono insofferenze etniche e differenti sfere di influenza che si fronteggiano. Sintetizzando l’anomalia: l’ex-comunismo (ma filo-cristiano!!!) di taluni alleati di Rajoelina contro il capitalismo neocolonialista (cristianissimo) e senza scrupoli di Ravalomanana. Ma staremo a vedere per capire meglio anche solo se una strategia sovversiva (in un contesto para-democratico o di pseudo-dittatura) possa affermarsi senza eccessivo spargimento di sangue… e soprattutto ci riserviamo ulteriori analisi più approfondite sull’ideologia di fondo che ispira Rajoelina (che almeno in apparenza sembra chiedere maggiore libertà per il Madagascar e denunciare la corruzione di Ravalomanana). Nel frattempo l’ovvia crisi del turismo e la fame stanno devastando il paese.

Aggiornamento del 7/3/2009: Dopo tentativi piuttosto misteriosi di trattativa tra i due contendenti ora è Rajoelina che sembra avere la peggio. Ci sono stati scontri sotto la sua residenza tra manifestanti e polizia con almeno un morto e diversi feriti (i sostenitori del sindaco si sono raccolti in comitati di vigilanza e presidiano il palazzo, respingendo le forze dell’ordine con lanci di pietre e barricate). Rajoelina si trova ora in una località segreta perché teme di essere arrestato. Chiede di tornare al tavolo delle trattative sotto l’auspicio delle Chiese cristiane del Madagascar (Ffkm)…

Aggiornamento del 10/3/2009: La situazione sta precipitando… Si è venuto a sapere che Rajoelina, dopo che l’emissario dell’ONU si è interessato alla crisi in Madagascar, s’era rifugiato nell’ambasciata francese. Questa mattina alcuni sostenitori di Ravalomanana hanno manifestato proprio davanti all’ambasciata, ma poi sono stati dispersi dalla polizia. Rajoelina, stamattina, s’è poi spostato dall’ambasciata per un’altra destinazione, ancora ignota. Nel frattempo c’è stato un ammutinamento di soldati nel campo Capsat (corpo di amministrazione del personale e servizi dell’Esercito di terra) e la “richiesta” di dimissioni del ministro della Difesa (accusato delle “violenze commesse sulla popolazione” e del “reclutamento di milizie e di mercenari stranieri”) da parte di un Consiglio di sottoufficiali dell’esercito malgascio. Dunque emerge un nuovo soggetto politico piuttosto inquietante, l’esercito, che aggiunge alla tensione un ultimatum di 72 ore per risolvere la crisi istituzionale nel paese… In questo clima, le “assisi nazionali” proposte dal presidente contestato per risolvere il conflitto pacificamente dal giovedì al sabato, sembrano andare a farsi benedire… Il capo di Stato maggiore dell’esercito, il generale Edmond Rasolofomahandry, preannuncia con il suo ultimatum una situazione da golpe militare. Da notare che la sola Francia ha offerto appoggio al sindaco, capo dell’opposizione (Yves Sokorabi, vice portavoce dell’organizzazione mondiale a New York, ha fatto sapere che si trovava sotto l’esclusiva protezione della Francia). Anche perché come potrebbero gli americani sostenere un amico del nipote dell’ex-dittatore “sovietico” del Madagascar, Ratsiraka?

Segnalo un interessante approfondimento, pubblicato dalla Società Missioni Africane, su Rajoelina, DJ e pubblicitario passato alla politica con disinvoltura sconcertante… Una rivolta nata dalle stampanti e dalla musica (cui il popolo malgascio sembra essere particolarmente sensibile)… L’articolo ammonisce alla fine dei pericoli concreti per la stessa coalizione del sindaco che potrebbero provenire da alcuni alleati “ingombranti” di Rajoelina.

Aggiornamento del 14/3/2009: Nella notte tra il 13 e il 14 marzo dei “blindati” dell’esercito hanno raggiunto Antananarivo. I militari (fioccano “auto-nomine“: in 24 ore l’ammutinato Edmond Rasolofomahandry, autore dell’ultimatum, è stato sostituito da Andriarijaona, meno perentorio…) si dichiarano neutrali rispetto ai contendenti e negano di voler muovere verso la sede presidenziale. Sostengono di essere lì per “ristabilire la sicurezza e la serenità e salvaguardare la coesione in seno alle forze armate”. La polizia si è unita al nuovo capo di stato maggiore. I sostenitori dell’ex-sindaco si sono dati appuntamento, come sempre, in Piazza 13 maggio da dove dovrebbero partire nuove azioni dimostrative e di protesta. Ieri c’è stata una simbolica “occupazione” del Ministero delle Finanze. Si vocifera che oggi i manifestanti (che a giudicare dalle foto sono tanti e sono gente comune) potrebbero decidere di recarsi alla sede della presidenza…

Aggiornamento del 16/3/2009: Siamo all’epilogo. Ieri Rajoelina aveva chiesto a Ravalomanana di andarsene entro 4 ore e che l’esercito era dalla sua parte. Vi era stata anche l’occupazione del ministero degli Interni con l’insediamento del nuovo ministro proclamato dall’ex-sindaco. Ravalomanana non mollava e proponeva un referendum, forte di una manifestazione con 3.000 suoi sostenitori. Oggi l’esercito, comandato dal nuovo Capo di Stato Maggiore Andriarijaona, ha occupato il palazzo presidenziale… Ravalomanana era già altrove a 10 km da Antananarivo. Vi sono stati spari ed esplosioni, ma a quanto pare nessun morto o ferito. E’ stato un “golpe bianco”… E ora protestano tutti: dall’UA, alla Francia… all’UE, che democraticamente monita: “L’Unione europea respinge certamente ogni atto di violenza e, se fosse imposto con la forza militare un nuovo capo dello Stato, contro la costituzione, allora non lo riconosceremmo”. In Madagascar invece si discute sui giornali su cosa sia giusto o meno, chi sia sovrano o meno… La messa in discussione della democrazia (o del coacervo di interessi internazionali che si celano neppure troppo nascostamente dietro il suo mito o la sua imitazione) pare ormai davvero inaccettabile, ovunque essa avvenga… anche se ottenuta con mezzi democratici, come manifestazioni di piazza (più che giustificabili…) represse nel sangue da un regime pseudo-democratico… Mi chiedo come possa un ministro degli Esteri ceco monitare per conto della civile UE sugli oppositori del disastro che aveva prospettato Ravalomanana al suo paese. Rajoelina ad ogni modo aveva respinto la proposta di referendum, accusando Ravalomanana di alto tradimento e chiedendo il suo arresto.

La domanda è: in quali casi è giusto rompere il patto di soggezione del “popolo sovrano” in una democrazia? Violare l’integrità del territorio di una nazione e affittare per 90 anni metà dei territori coltivabili (contadini compresi) ad uno stato estero non è “alto tradimento”? Non è abbastanza per giustificare una rivoluzione, per di più non-violenta? Ma ridiscutere i principi della democrazia qui da noi, sarebbe chiedere troppo… e l’UE, con un certo timore, monita.

18/3/2009 – RAJOELINA PRESIDENTE: Ieri Ravalomanana aveva consegnato le dimissioni in favore dei militari e di un loro governo di transizione, un direttorio, ma questi hanno riconosciuto in Rajoelina il nuovo presidente del Madagascar. L’atto è divenuto esecutivo oggi. E persino l’UA non strilla più all’attentato delle regole democratiche… Si limita a dire che Rajoelina, per la costituzione, è troppo giovane e dovrebbe indire elezioni entro due mesi (il governo attuale non intende indirle prima di due anni)… Altri interpreti dei recenti avvenimenti limitano l’attuale avvicendamento nella presidenza ad una guerra tra uomini d’affari… Non mi pare sia così… Il paese tira un sospiro di sollievo. La faccenda della Daewoo, la chiusura dell’emittente dell’opposizione e il fuoco sulla folla hanno pesato come un macigno sulla figura del presidente destituito Ravalomanana. E comunque, la crisi della democrazia non mi pare faccenda della periferica isola del Madagascar, ma è anche percepibile qui da noi in Europa e in Italia con gli interessi padronali che si sostituiscono allo stato e con gli atteggiamenti e i provvedimenti liberticidi, repressivi e censorei che ormai si susseguono quotidianamente.

Aggiornamento del 19/3/2009: L’intero Nuovo Ordine Mondiale sembra essersi scatenato contro l'”anti-democratico” Rajoelina, che, dando conferma di quel che sostenevo ieri, come primo gesto da neo-presidente, ha stracciato l’infame accordo con la Daewoo! Ha poi deciso di “sospendere le attività dell’Assemblea nazionale e del Senato” dando vita ad un’Alta autorità per la transizione verso la IV Repubblica, garante del regolare funzionamento delle istituzioni e della democrazia durante il periodo transitorio che non può superare i 24 mesi”, come annunciato anche prima del “golpe bianco”, che potremmo piuttosto definire come un avvicendamento a furor di popolo, con l’ausilio delle forze militari per evitare nuovi spargimenti di sangue da parte di un governo IMPAZZITO, affarista, finto-democratico, CONTRO LA POPOLAZIONE al punto da sparare sulla folla inerme e (prima della crisi) considerare possibile l’utilizzo di metà delle terre coltivabili da parte della paracula filo-occidentale Corea del Sud (Nella Costituzione è scritto che le terre sono un bene inalienabile” ha detto Rajoelina, precisando tuttavia di non essere contrario a investimenti stranieri nel paese “nel rispetto delle leggi e della volontà popolare”)… Tant’è vero che fioccano i non riconoscimenti e i commenti negativi proprio dagli USA, come anche dalla SADC (Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe), dall’UA, dalla UE e dalla Norvegia, che ha deciso di ritirare i suoi aiuti. Il Madagascar fa paura, perché costituisce un pericoloso precedente. Sono i primi a ribellarsi contro la spartizione delle risorse vitali dell’Africa… i primi a reclamare per la loro terra, contro gli interessi delle Corporation e dei potenti del mondo. Il “j’accuse” di Rajoelina non ha precedenti. Vedremo come si giocherà la carta della mediazione internazionale… e se ci saranno sanzioni. E come vorrà rilanciare l’economia del suo Paese dopo questi mesi critici.

Nel frattempo malgasci tirano un sospiro di sollievo e tutti si interrogano, in un francese che sa di Ottocento, su cosa sia la democrazia, questo corpo estraneo della civiltà dei bianchi, che, da quelle parti, assume forme bizzarre… come le sembianze di un lemure.

Mi auguro un prolifico contagio di delegittimazione di certe politiche neo-neo-colonialiste in Africa.

Aggiornamento del 20/3/2009: Prosegue l’ipocrisia internazionale sul Madagascar, paese considerato meno a rischio disordini dell’Italia, di altri stati europei e dell’America!… Gli USA parlano di colpo di stato e sospendono gli aiuti non umanitari, la Francia in un primo tempo più morbida, si è espressa duramente parlando anch’essa di colpo di stato per voce di Sarkozy e ha promesso sanzioni in sede UE… a conferma del timore di “contagio” cui accennavo ieri. 


 

 

 

la rivolta in Madagascar

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Una Risposta

  1. valeriomele

    Ad un anno di distanza, dopo la mediazione dell'UA e l'oscena proposta di far governare tutte insieme allegramente le fazioni degli ultimi quattro presidenti malgasci (in una versione ancora più pittoresca dello Zimbawe di Mugabe), il braccio di ferro internazionale si fa più duro. Sanzioni, sanzioni, sanzioni…Ricordo che sono stati i primi (dopo gli argentini…) a mettere in atto un'aperta rivolta locale e clamorosa contro il mercato globale meta-statale e predatorio (che mette in crisi sovranità territoriali se non la vita stessa di intere popolazioni).Sono poi seguiti i fatti della Grecia… con rivolte, insurrezioni e scioperi generali contro le politiche di rigore imposte dalla UE al governo e la denuncia grottesca dell'FMI circa i bilanci truccati dalla Grecia per entrare nella moneta unica (ma non credo che l'Italia non abbia fatto carte false), che sta massacrando il potere d'acquisto di milioni di persone anche in Europa.(Qualche cinico tedesco aveva suggerito alla Grecia di vendere delle isole per ripagare i debiti. Noi in Italia siamo più fortunati… Venezia varrebbe di più…).* * *Prima o poi questa polveriera mondiale esploderà… E chi governa già lo sa…Stanno solo cercando di rinviare e contenere lo scontro.

    24 marzo 2010 alle 17:14

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