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Democrazia terminale

"Democracy I" di Raul Ruiz, ma non il regista...Nel giorno successivo alla vergogna delle leggi razziali in Italia (denuncia dei clandestini da parte dei medici, schedatura dei clochard, via libera alle ronde, permesso di soggiorno a punti…), il presidente del consiglio pronuncia frasi in linea con la sua impunità e il suo irresistibile umorismo:

"Io, francamente, immaginavo con l’ottimismo che mi è normale, che si potessero superare da parte del Colle queste posizioni legate a fatti giuridici anche non condivisibili e che noi non condividiamo".

(fonte APCOM)

(I "fatti giuridici" sono una sentenza che ha superato i tre gradi di giudizio…). Finalmente può fare quello che gli pare indipendentemente dagli altri "poteri"… La volontà di uno solo contro gli apparati che rappresenta e contro sentenze e costituzione. Un vero anarchico al potere… come l’Eliogabalo di A. Artaud o "Ubu re" di A. Jarry, ma con meno fantasia… Una specie di messia che, con la scusa di salvare la vita di una cittadina, si arroga, scavalcando magistratura e presidenza della repubblica a colpi di decreti, il diritto di vita e di morte su ciascuno di noi… spaccando il paese in due con un colpo di accetta e con dualismi mitologici improponibili nella loro licenziosità poetica. Metafore davvero brutte… da anacronistica guerra fredda… freddure da lasciare gelati… accostamenti da riprogrammazione neuro-linguistica, che non lasciano scampo ai "poveri di spirito":

"Ci sono due culture che si confrontano: da un lato c’è la cultura della libertà e della vita, dall’altro quella dello statalismo e, in questo caso, della morte. E noi – ha concluso – siamo per la vita e la libertà".

Chi mai può essere contro la vita e la libertà? (La libertà, ovviamente, è la sua… è infatti a piede libero grazie alla sua concezione dinamica dello stato, che può cambiare le regole in ogni momento, a seconda dei suoi interessi o dell’umore dell’audience, la vera disgrazia dell’Italia…). Ieri ventilava l’ipotesi necrofila e grandguignolesca di un figlio da una cittadina terminale… sostenendo che una donna in coma da 17 anni potesse procreare…

E noi tutti, in Italia, siamo cittadini terminali… tranne i clandestini, che qui hanno libertà di morire in pace (se sopravvivono ai container nel deserto e agli accordi italici con il "Re dei re tradizionali d’Africa" Gheddafi)… e hanno facoltà di diffondere liberamente il colera se non vogliono essere denunciati.

 


 

il PDR, il Partito Dei Risvegliati, che rosicchierà l'attuale classe dirigente...P.S.: Il premier (dopo aver di nuovo ricordato – brr… – che trattasi di cittadina "con delle funzioni come il ciclo mestruale attivo") aggiunge: "E se fosse possibile farla risvegliare?" Io di conseguenza rettifico la mia definizione di "cittadini terminali" con quella più inquietante di "cittadini-zombie"…

Imperterrito, continua a travolgere le istituzioni, imbrattando la Carta cui ha giurato fedeltà e definendola "costituzione russa"… una specie di insalata di leggi comuniste, insomma…

La spiegazione, forse, sta nel fatto che ci sono nano-particelle di coca nell’aria, fuoriuscite dagli inceneritori…


Altri aspetti razzisti del decreto in questione… Tratto da "Sono tornate le leggi razziali" di Gianni Barbacetto:

"Con il Regio decreto legge del 17 novembre 1938 (provvedimenti per la difesa della razza italiana) furono introdotte nell’ordinamento una serie di misure persecutorie, la prima della quali consisteva nel divieto dei matrimoni misti (art. 1 "il matrimonio del cittadino italiano di razza ariana con persona appartenente ad altra razza è proibito"). Adesso è tornato lo stesso divieto. Il disegno di legge sulla sicurezza votato dal Senato, prevede (art. 39, comma 1, lett. f) e art. 5) l’impossibilità giuridica per gli stranieri, che non siano titolari di un permesso di soggiorno in corso di validità, di contrarre matrimonio. Il che significa che, sia pure in modo mascherato, è stato reintrodotto nel nostro ordinamento il divieto dei matrimoni misti (fra cittadini italiani e cittadini extracomunitari in condizione di irregolarità amministrativa)".

"Con la nuova legislazione gli appartenenti alla razza degli immigrati extracomunitari, non dotati di titolo di soggiorno, non possono compiere atti di stato civile. Questo significa che una donna che partorisce, non potrà riconoscere il proprio figlio naturale, che nascerà come figlio di nessuno, e quindi verrà tolto alla madre naturale ed affidato ad un istituto".

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