videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Les americains…

Ecco l’incipit del poema-radiofonico “Per farla finita con il giudizio di Dio” (1948), di Antonin Artaud, poeta, attore e autore di saggi e testi teatrali, allora appena uscito dal manicomio di Rodez, dopo svariati elettroshock. Dopo 61 anni non sembra essere cambiato un gran che nel mondo…

Antonin Artaud

«Ho sentito ieri

(ci sarebbe da credere che io sia rimasto indietro, o è probabilmente

una falsa voce, uno di quegli immondi pettegolezzi

che si diffondono tra lavandini e latrine

quando si svuotano le tinozze dei pasti

una volta di più ingurgitati),

ho sentito ieri

di una delle pratiche ufficiali più clamorose

delle scuole pubbliche americane

che fanno sì che questo paese si creda

all’avanguardia del progresso.

Sembra che, tra gli esami o le prove che

si impongono a un bambino che per la

prima volta entra in una scuola pubblica, ci sia

la prova denominata del liquido seminale o

dello sperma,

che consiste nel chiedere al

novizio un poco del suo sperma per riporlo

in una provetta

tenendolo pronto in questo modo per tutti i tentativi di

fecondazione artificiale che potrebbero in futuro

aver luogo.

Poiché gli americani sono sempre più convinti di

non aver bambini e braccia a sufficienza,

non operai,

ma soldati

e vogliono con tutta la forza e con tutti i mezzi

a disposizione fare e fabbricare soldati

in previsione di tutte le guerre planetarie che

potrebbero scoppiare in futuro,

e che sarebbero destinate a dimostrare attraverso

le schiaccianti virtù della forza

la sovraeccellenza dei prodotti americani,

e dei frutti del sudore americano in tutti i

campi dell’attività e del possibile dinamismo

della forza.

Perché bisogna produrre,

bisogna con tutti i mezzi possibili

sostituire la natura ovunque possa essere

sostituita,

si deve trovare all’inerzia umana un campo

più vasto

bisogna che l’operaio abbia di che cosa occuparsi,

che siano creati nuovi campi

d’attività,

questo diventerà il regno di tutti i falsi prodotti

fabbricati.

di tutti gli ignobili surrogati sintetici,

con cui nulla ha a che fare la natura bella e vera,

dovendo cedere vergognosamente il posto

una volta per tutte ai trionfali surrogati

sintetici,

dove lo sperma delle fabbriche per la fecondazione

artificiale

farà miracoli

per produrre eserciti e corazzate.

Niente più frutti, né alberi, né legumi,

né piante officinali o non,

e di conseguenza niente più alimenti,

ma prodotti di sintesi in abbondanza,

nei vapori,

negli umori insoliti dell’atmosfera,

su particolari assi delle atmosfere strappate

con la forza e la sintesi alle resistenze

di una natura che della guerra non ha conosciuto altro

che la paura.

Evviva la guerra, non è così?

Perché in questo modo, è la guerra che gli

americani hanno preparato e preparano

senza tregua».

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4 Risposte

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