videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Lavoro! Lavoro! Lavoro!… Più soldi! Più soldi! Più soldi!

Il G20 a Londra: Non pagheremo la loro crisi - Difesa del lavoro - Potere operaioQuello che accomuna le proteste di questi giorni a Berlusconi è una mentalità che dai vertici del potere fino a chi non conta nulla è nella sostanza identica.

Drogati di bisogni e di consumo che si aggirano in cerca del pusher.  Ecco cosa è la liturgia della protesta, come l’ha definita pigramente un giornalista di RAI TRE.

A prescindere dagli “anarchici” modello “black block” che sfasciano le vetrine delle banche, che erano lì per fare coreografia o giustificare le successive repressioni con gli strani manganelli londinesi…

Dicevo insomma che le rivendicazioni salariali o la difesa del lavoro (che predominano sulla critica radicale) hanno in comune con l’intero sistema la domanda di più soldi… Anche il premier lavora instancabilmente per la stessa ragione (e il suo lavoro gli fa schifo, per sua stessa ammissione). La maledizione è proprio questa… che tutto è finalizzato alla ricerca del denaro, unica vera divinità.

L’attuale crisi (ottima scusa degli industriali e dei superpotentati per rubare un po’ di più, inventandosi la fantasmagorica “stretta creditizia”, la “crisi di liquidità”) non è né finanziaria, né economica… è cuturale.

Questa gente, messa al potere, in virtù del forte spirito di risentimento popolare, farebbe peggio di chi c’è già. La mentalità è quella. Non sono esenti dalla diseducazione televisiva… Non sono immuni dal virus che virtualizza il mondo… Non hanno un orticello chic e new age, da “decrescita infelice”, come la moglie di Obama-Frankenstein.

E poi… perché protestare solo quando ci sono i potenti in riunione? E tutti gli altri giorni? Si litiga per il parcheggio? Per la fila alla posta a pagare le bollette? Si glorifica la-rete-che-garantisce-la-comunicazione-orizzontale? Si picchia una donna come in certi video kinky su Pornhub?

Shining - locandinaLa crisi è soprattutto crisi culturale. La sinistra (non parlo del PD, ovviamente…) è rimasta a pascere i buoi marxisti o marxiani, che fanno tutt’uno con la riduzione dell’uomo a bestia da soma, col primato dell’economia (con la cruda realtà che gli idealisti alla Hegel nascondevano, ma non troppo, sotto il tappeto). O si è assisa su posizioni anarcoidi poco “scientifiche” e tanto trasgressive quanto autolesioniste. E non ha senso neanche il luogo comune di un ritorno all’economia reale, quella “buona”, rispetto a quella finanziaria che è “cattiva” (non c’è trucco senza inganno). E neanche si possono sopportare gli ammiccamenti ipocriti e istrionici degli Obama e dei post-veltroniani o i patetici tentativi di ristrutturazione in chiave ambientalista del capitale. La posta in gioco è la credibilità del denaro, della verità, dell’intero sistema. Questa politica della carota e del bastone deve finire. E’ tempo di uscire dalla dialettica cristiana dell’Uno, Dio-Denaro, unico valore, sopra le moltitudini, di cui sono preda anche e soprattutto i sinistri o sinistrati o sinistroidi. I conflitti vanno localizzati, non globalizzati. Come le contrattazioni (politiche) che dovrebbero seguire. I valori di scambio vanno contrattati non equiparati universalmente. I poteri decentrati fino a scomparire. E, prima di tutto, la gente va EDUCATA, fatta crescere… non tenuta a stecchetto o ricattata. O deviata dalla figa finta, dalle lusinghe del successo di pubblico, dall’orribile disciplina del protagonismo.

Occorre più vita, non sopravvivenza… discredito, non credito… non più lavoro o più soldi…

Basta col “soggetto universale”. Basta con l’allucinazione al potere.

(Non c’è più musica “nuova” da un sacco di tempo!…).

Non chiedete solo soldi e lavoro… Non urlate il passato… E’ il futuro che fa il presente. E ha bisogno di nuovi apprezzamenti e valori di scambio non depositabili in banca.

Peter Murphy (in “Dancing” dei Bauhaus) consigliava di danzare un po’ dappertutto…

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4 Risposte

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