videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

La Banca di Dio: fede e giusto prezzo.

Mi ha lasciato un assegno che non posso manco riscuotere...– Toc, toc!

– Chi è?

– Sono Dio… Suo Figlio.

– Ah!… Si accomodi…

Quel che ci siamo detti non posso raccontarvelo, per ovvie ragioni, ma quando era sull’uscio per andarsene, Gli ho dato trenta pezzi d’argento e Gli ho fatto:

– Ti basta?

– Sì, è il mio prezzo…

– Meno male… pensavo di più.

– Corro a darli al Vasaio!

Mah… forse lo fa per un fatto scaramantico, ho pensato. Forse trenta pezzi d’argento portano male… Di sicuro, se Egli fa così con tutti, questo Vasaio dev’essere davvero molto, molto ricco…

Solo molto tempo dopo mi ripresi dall’incantesimo e mi accorsi che si trattava di una truffa. Ma anche questo era stato previsto e profetizzato…

 

 


 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».

 

(dal Vangelo di Matteo 25,14-30)

 

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