videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

‘Pornostragisti

IL GIORNO DOPO  la commemorazione della strage di stato (piduista) in cui il poeta post-prandiale di corte, Bondi, è stato fischiato pesantemente,  IL GIORNO DOPO le proditorie esortazioni di Gianfranco Fini (che da tempo recita la parte del finto oppositore al regime paradossal-porno-mafioso-piduista di cui è parte integrante) a far luce sulle vere responsabilità della strage di Bologna,

Valerio Fioravanti, a sinistra della Fenech nel manifesto accanto, con svariati ergastoli sul groppone, torna LIBERO! (o almeno i giornalisti ne danno notizia solo ora con un tempismo alquanto sospetto e assai di cattivo gusto)…

Il poverino, che in fondo si era sempre dichiarato innocente, oltre alla sua carriera di attore “erotico soft casereccio trash” svolgeva una intensa attività di terrorista  nero nei NAR.

Quando ho letto la notizia mi è venuto un gran senso di nausea… Corpi bruciati, vite stroncate… e questo futuro criminale (a prescindere che abbia o meno avuto responsabilità nella strage)  recitava merda che ora viene definita “cult” dagli intellettuali di sinistra a la pàge

E’ tempo di tornare a fare i filmetti con la Fenech?… (visto che tra l’altro anche  Gloria Guida vuole farne uno con lei… e la politica è diventata il peggiore dei B-movie).

E di ringraziare anche i nonni, i Gran Maestri, i camerati che hanno fatto carriera… e che l’hanno tirato fuori dagli impicci.

Liberate pure Riina a ‘sto punto…

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2 Risposte

  1. Eschaton dice che è una strage di stato…inteso in senso sostanziale, non formale.

    Ovvero uno stato sostanzialmente criminale… salvo ad essere poi formalmente galantuomo e rappresentativo di un certo ordine più o meno condiviso.

    A me sembra il prologo di un’assoluzione “urbi et orbi”, invece, la mania di far chiarezza espressa da Napolitano (che è riuscito nella mostruosa impresa di far abbracciare le vedove Pinelli-Calabresi), Fini, Fioravanti e altri nostri esimi concittadini negli ultimi tempi. Un provvidenziale “colpo di spugna” che cancelli qualsiasi “sostanza” immonda… Un ritorno alla pura “formalità” dunque… Senza servizietti segreti. Cosa sarebbero mai? Se son davvero segreti non se ne saprà nulla e basta.

    Da notare poi che Fioravanti era libero già da mesi… ma la stampa ha voluto creare appositamente uno scoop posticipato al giorno dopo la commemorazione della strage… Così… tanto per fare più colpo con il pensiero revisionista espresso dal Giusva. L’invito a “lavorare” ad altre ipotesi.

    Non voglio poi prendermela con il pluriergastolano (che magari non c’entra con la strage di Bologna, anche se non era comunque un santo!, come si usa dire)… E’ piuttosto vigliacco prendersela coi capri espiatori. Il mio era un invito sincero a ritornare in grande stile a partecipare all’orgia del potere che tutti abbiamo sotto gli occhi (anche contro la nostra volontà, come nuova forma di pubblicità oscena alla Oliviero Toscani)… E comunque non sembra essere cambiato un gran che dai tempi della Loren, della Fenech o di altre donne di regime… Giù, giù, fino a Noemi.

    Ma è che continuo ad avere un forte senso di nausea… che non ha niente a che vedere con un’ipocrita indignazione. Forse un po’ più con un mostruoso “contagio”.

    Ecco il problema dei “complotti”… Alla lunga la nube che sollevano ti coinvolge… e cominci a sospettare di esser complice, in qualche modo, dei delitti di una civiltà intera.

    Il punto è che siamo spinti costantemente a desiderare l’indesiderabile…

    Qui le mie riflessioni sullo Stato e le possibili strategie immaginarie anti-governamentali.

    Ma quanti anni ha la figlia di Giusva? (29?)

    Pare che sia nata nel 2001… Dunque 8 anni fa… Ciò vuol dire che in carcere, dopo aver ammazzato svariate persone ed essere incriminati per una strage con 85 morti e 200 feriti, si può sempre procreare (non disperiamo)… “Nessuno tocchi Caino”, bisogna saper perdonare… L’amore vince sempre. E loro hanno tanto sofferto ingiustamente… avendo probabilmente pagato per colpe di altri. Forse un giorno gli intitoleranno una via… “via Fioravanti”… Nel frattempo una solida coppia di fascisti va in ferie con gran dignità… e, lui ci tiene a dirlo, senza fare proclami…

    Quando torna può sempre fare domanda per partecipare come volontario in una ronda, perché no?… ora è un uomo libero!…

    Ma l’idea del filmetto zozzetto (categoria “mature”) mi pare meglio… in questi tempi di realpornopolitik.

    Dice sua moglie: “Ho una storia di destra, questo sì. E finalmente vedo che qualcuno comincia a sforzarsi di capire cosa è successo. Ma non so cosa voglia dire oggi, essere di destra o di sinistra. Meno male. Stiamo uscendo dagli schemi. Ho scoperto l’importanza di altri valori. Più personali. E a farmi voler bene anche da chi era molto lontano da me. Anzi, anche se alla destra abbiamo fatto perdere un pò di voti, spero che anche lì ci vogliano ancora un pò di bene. E che riescano a riconoscere una cosa: che in fondo, paradossalmente, siamo stati noi ad aprire un dialogo a sinistra, superando la cultura dell’odio”.

    Lo dicevo io che era solo bisogno d’amore…
    Each man kills the things he loves… la-la la-la laa-laa laaaaa

    Alla fine hanno fatto una “strage di cuori”…

    Avete capito come si apre “il dialogo” a sinistra?

    Alle pistole, i mitra e le bombe, si sostituiscono damigiane di melassa, menzogna e confusione ideologica (“non so cosa voglia dire oggi, essere di destra o di sinistra. Meno male. Stiamo uscendo dagli schemi”).

    Comincio a vedere dietro la fine bipartisan delle ideologie, vagamente post-moderna, un chiaro disegno di “destra”… nella sua nuova forma. Una forma più “popolare”… Quella della stupidità. Quella del meme, dell’infiltrazione. Quella del “né destra, né sinistra”… che previene qualsiasi presa di coscienza, finalità e strategia. Che impedisce la compattazione delle masse contro i despoti privati, nascosti (manco tanto) a macchia di leopardo nella Cosa Pubblica. Come i vermi in una carogna.

    Gli individui (questi “modelli”, queste Barbie e questi Big Jim che la società dello spettacolo cerca di replicare) devono smetterla di sentirsi al sicuro dopo essere stati evacuati dalla politica e da tutte le decisioni di vitale importanza per la sopravvivenza di una società.

    Ci stanno facendo fuori senza che ce ne accorgiamo e col nostro stesso consenso… Altro che strage di Bologna…

    12 agosto 2009 alle 04:28

  2. Pingback: Il mio nome è Nick | dal situazionismo al fascismo postmoderno « Valerio Mele

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