videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

L’Arma del ricatto e il trans-politico.


Il caso Marrazzo, caso in cui, a mio avviso, scivola soprattutto l’Arma dei Carabinieri, che noi di solito si reputa un corpo irreprensibile, virtuoso e integerrimo, ma che in questa circostanza ha visto quattro suoi militari portare avanti un sordido ricatto (non è la prima volta che assistiamo a simili “scivoloni” indifendibili, se pensiamo a Genova e alle trattative con la Mafia, al golpeBorghese…), mi induce a citare Baudrillard, a proposito della sua categoria del “transpolitico”:
“Il corpo sessuato è consegnato oggi ad una sorta di destino artificiale. E un tale destino artificiale è la transessualità. Transessuale non nel senso anatomico, ma nel senso più generale di travestito, di gioco della commutazione dei segni del sesso e, opposto al precedente gioco della differenza sessuale, di gioco dell’indifferenza sessuale, indifferenziazione dei poli sessuali e indifferenza al sesso come godimento. Il sessuale viene fatto poggiare sul godimento (è il leitmotiv della liberazione), il transessuale sull’artificio, sia che si tratti di cambiare sesso, sia che si tratti del gioco dei segni dell’abbigliamento, dei segni morfologici, gestuali, caratteristici dei travestiti. In ogni caso, operazione chirurgica o semiurgica, segno o organo, si tratta di protesi e, oggi che il destino del corpo è quello di diventare protesi, è logico che il modello della sessualità diventi la transessualità e che questa divenga ovunque il luogo della seduzione.
Siamo tutti transessuali. Così come siamo dei mutanti biologici potenziali, siamo dei potenziali transessuali. E non è una questione di biologia.
Siamo tutti simbolicamente dei transessuali“.E ancora:

“Ognuno cerca il proprio look. Dato che non è più possibile trarre argomenti dalla propria esistenza, non resta altro che fare atto d’apparenza senza preoccuparsi di essere, né tantomeno di essere guardati. Non già: esisto, sono qui, bensì: sono visibile, sono immagine – look! look!
Non è neppure narcisismo, è un’estroversione senza profondità, una sorta di ingenuità pubblicitaria in cui ciascuno diventa l’impresario della propria apparenza”.

E infine, a proposito degli effetti iperrealisti della “liberazione sessuale”:

“Una volta passata l’orgia, la liberazione avrà lasciato tutti alla ricerca della propria identità generica o sessuale, con sempre meno risposte possibili, data la circolazione dei segni e la molteplicità dei piaceri. E’ così che siamo diventati dei transessuali. Così come siamo diventati dei transpolitici, cioè degli esseri politicamente indifferenti o indifferenziati, androgini ed ermafroditi, che hanno investito, digerito e rigettato le ideologie più contraddittorie, che portano ormai solo la maschera e che sono diventati, nella nostra testa, forse a nostra insaputa, dei travestiti del politico“.

(da“La trasparenza del male – Saggio sui fenomeni estremi”, del 1991, capitolo: “Transessuale”, di Jean Baudrillard )

Al di là del senso di ineluttabilità che trasuda insopportabilmente e nauseante dalle analisi deliranti di Baudrillard (giustificate anche dall’esergo: “Dato che il mondo prende una piega delirante, dobbiamo adottare un punto di vista delirante”)… quest’uomo patetico (nella foto accanto) che ostenta il suo look salmonato senza macchia né interiorità, ben studiato, puramente pubblico, come ha ben evidenziato il blog Kelebek in un suo post, è un esempio di “transpolitico”, di indifferenza al senso, di artificio, di simulazione… ed è nello spirito della contemporaneità… Se non fosse per la sua insistenza penitente-clericale, molto italica ahimè, su termini come “debolezza” per definire (la sua passione per quell’artificio della merce-corpo che si rivela abbagliante in un trans o) la sua passione per l’indifferenziato… o l’indifferenza per le passioni. Come indifferenziati sono i rifiuti che finiranno nell’inceneritore di Albano, a due passi dal Parco dei Castelli Romani, di cui lui ha approvato (sotto ricatto?) la costruzione la scorsa estate. E rifiuto indifferenziato lo sarà anche lui a questo punto… a meno che non si riciclerà, divenendo la bandiera delle minoranze trans-gender… o andandosene anche lui all’Isola dei Famosi.

A questo punto, per coerenza col trionfo dell’artificiale in politica, potrebbe essere proposto un trans alla presidenza della Regione Lazio al posto di Marrazzo. Qualcuno finto, come per altri versi lo è anche Berlusconi… purché non sia ricattabile, in quanto già abbastanza “trans” (semiurgicamente o chirurgicamente) in partenza… (dunque non soggetto a gossip e moralistici scandaletti di provincia… ma qui da noi è il Vaticano che non rende possibile il sincero manifestarsi della mostruosità del “transpolitico”, una forma “perfetta”, totalitaria, carnivora, del potere… pena la fine della credibilità delle favole morali che garantiscono anche i privilegi clericali).

La mia personale opinione è che, contro i deliri della governance post-moderna, debba ritornare (anche contro le fantasie barocche di Baudrillard, che sono “trans” per certi versi, con la loro proliferazione di termini, come fossero protesi da rivendere…) la virulenza di una critica ideologica questa volta sensibilissima (alle minime distorsioni di prospettiva) e, soprattutto, distruttiva nei confronti degli attuali inaccettabili modelli economici e politici.
Una strategia di attacco progressiva, dall’interno, dall’esterno, virale… che si imponga come dis-credito e s-fiducia e rilancio, nel contempo, della strategia e della teoria. Che combatta la sua guerra sul terreno di scontro principale, al momento: quello virtuale, cognitivo… quello delle scelte individuali, quello della lotta alle molte dipendenze che ci impone la mercificazione compiuta (o quasi) del mondo, dei corpi e delle pratiche ad essi relative. E della resistenza alla guerra degli apparati di stato (o delle macchine, o di certa tecnica) contro gli individui, intrapresa sotto il nome pretestuoso, inquietante, genocida e destabilizzante di “guerra al terrorismo”.


Genesis P. Orridge alla Regione Lazio!GenesisP-Orridge
   
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3 Risposte

  1. valeriomele

    Patetici bacchettoni, omosessuali omofobi e "clerico-fascisti".

    Si ciancia di monasteri, dolore estremo, dimissioni, uomo finito…

    Doveva rimanere in carica e rispondere: "Sì, amo un trans… embé?".

    Niente di più coerente con la transpolitica, della transessualità. Cosa c’entrano moglie, figlia e monasteri?…

    Poteva andare a qualche scuola di samba del carnevale di Rio… invece di fare la riedizione kitch di un romanzaccio dell’Ottocento.

    (E comunque il PD è un covo di ipocriti collaborazionisti).

    29 ottobre 2009 alle 08:09

  2. utente anonimo

    "uccelli di rovo"… e ora siamo al completo? Sig.ra Cugci

    29 ottobre 2009 alle 22:56

  3. Pingback: La rosa più selvatica che si sia mai vista | Kelebek Blog

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