videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Videocronaca del No-B day | contiene 3 domande ad Ezio Mauro

La videocronaca delle mie impressioni al No-B day… Giornata di una moltitudine caotica e politicamente non rappresentata (animata in alcuni casi anche da basse pulsioni giacobine)… Amaro segno dei tempi bui e senza idee che viviamo… La gente stufa di B. e del berlusconismo era tanta e questo fa piacere. Tanti corpi. La massa. Gnu in transumanza ideologica. E gioventù inafferrabile… gioiosamente trasversale.
Estranea (o quasi) a chi ha il diritto di parola dal palco.
Non è più tempo di chiedere più soldi (anche se è una tentazione irresistibile…“THAT’S WHAT I WANT!”, cantano gli Avengers all’inizio del video), giustizia, lavoro, democrazia… Il sistema è malato. Drogato da una mercificazione capillare e globale… del regno minerale, vegetale e animale. Bisogna inventarsi qualcos’altro… E che la smettano di parlare di “riforme” da fare necessariamente, quando in realtà, con questa parola, si intende completare lo sfascio neo-liberista della cosa pubblica, del welfare e della società… Occorre calma, responsabilità e riflessione. Delegare il meno possibile. Meno scemenze. Meno rancore.

Dis-credito (capire il cui prodest di ogni azione, parola o cosa e regolarsi di conseguenza)… Non: celebrazioni degli “eroi”, dei martiri civili o entusiasmi patriottardi in difesa di una Costituzione sacralizzata e intoccabile.

Per il resto si può in buona parte essere d’accordo con le analisi di

Francesco Raparelli di Global ProjectPS.: Il colore viola mi ha ricordato quello delle occupazioni dell’87 all’università di Bari (lì vi era l’ambiguità dell’invito a violare, “vìola”… Anche se avrei proposto l’arancione visto che ha portato bene alla rivolta popolare di Rajoelina in Madagascar ed è un colore più vivace…).

E ancora… Basta con lo slogan: “Fuori la mafia dallo stato!”… Non vorremmo mica che le istituzioni si svuotino!… Con ciò voglio dire che la mafia non è cosa così diversa dallo stato. E’ solo un esercizio non convenzionale del potere… come quello dei servizi segreti e delle riunioni (cene, incontri informali di politici, di good fellas, meeting di lobby, ecc…) fuori dai luoghi deputati (es.: il “Parlamento”). Nel capitalismo il “gioco sporco” è implicito. La sua posta in gioco è prevaricare, rastrellare il lavoro vivo altrui, fregare il prossimo, con l’inganno (e se non vi si riesce, con la forza…), non essere delle mammolette, mi pare… E uno stato capitalista non può non ricorrere di tanto in tanto ai proverbiali “estremi rimedi”, coperto dalla sua spettacolare apparenza democratica…


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Una Risposta

  1. valeriomele

    Per gli amanti della mosica, ecco il testo di Money, originariamente dei Beatles, ricantato da Penelope Houston degli Avengers (la migliore punk band di sempre, a mio avviso…).

    Money

    The best things in life are free
    But you can keep them for the birds and bees
    Now give me money
    That’s what I want
    That’s what I want, yeah
    That’s what I want

    (trad. del pezzo citato nel video:
    Le cose migliori della vita sono gratis…
    ma quelle le metti da parte per gli uccellini e le api!
    Mo’ dammi i soldi!
    Ecco cosa voglio!)

    You’re lovin’ gives me a thrill
    But you’re lovin’ don’t pay my bills
    Now give me money
    That’s what I want
    That’s what I want, yeah
    That’s what I want

    Money don’t get everything it’s true
    What it don’t get, I can’t use
    Now give me money
    That’s what I want
    That’s what I want, yeah
    That’s what I want, wah

    Money don’t get everything it’s true
    What it don’t get, I can’t use
    Now give me money
    That’s what I want
    That’s what I want, yeah
    That’s what I want

    Well now give me money
    A lot of money
    Wow, yeah, I wanna be free
    Oh I want money
    That’s what I want
    That’s what I want, well
    Now give me money
    A lot of money
    Wow, yeah, you need money
    now, give me money
    That’s what I want, yeah
    that’s what I want

    17 dicembre 2009 alle 15:14

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