videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Poteri dell’orrore pubblicitario

Oggi sono rimasto alquanto disgustato dall’uso della manipolazione cognitiva operato (anche “maldestramente” per certi versi) da una pubblicità di suonerie, vendute da FlycellPoco prima leggevo il blog Kelebek, che scrive a proposito di una trans che entra a far parte dell’amministrazione Obama come consigliere del Dipartimento del Commercio, de “l’impressione che suscita il pensare a modificazioni o mutilazioni al proprio corpo e alla propria immagine” e di un “sistema mediatico […] congegnato in modo da rendere il prodotto-notizia interessanti per chiunque. Dove interessante significa due cose: la notizia deve essere immediatamente comprensibile e deve essere eccitante; e tutto ciò che ha a che fare con il corpo, il sesso e il genere è insieme comprensibile ed eccitante.” Subito dopo mi metto a cantare Mercedes Benz di Janis Joplin, ma non ricordo le parole (che sono una sarcastica accusa di certe voluttà consumistiche – cantate da un’icona del consumo autodistruttivo, tra l’altro…), così le vado a cercare in un sito e mi imbatto in un’immagine anomala, trans-umana, mutante, bizzarra e che instilla un certo senso dell’orrido (che suscita comunque un’emozione, giocando sul limite umano-animale, sulla deformazione dell’immagine del corpo, nonché sull’incertezza reale/virtuale… che potrebbe cominciare ad alterare con discrezione le nostre percezioni):

animali-ibridi

L’altro elemento che subito si aggiunge è la titillazione insistita dell’auto-stima e di un insano spirito competitivo (non sarai mica un sub-umano? tu puoi distinguere e distinguerti…) sotto la forma del test d’intelligenza (“Il 77,7% non passa questo test”… che mi richiama alla mente il numero della maledizione della stirpe di Caino… 777).
Mi cimento nel test per scoprire chi siano gli zozzoni autori di questa cacata di
pubblicità virale (che si trova in svariati siti)… Si tratta di un test molto optical e nocivo per la salute visiva ove si fanno domande su geometrie contorte… Campeggia in alto il pungolo osceno che spinge alla competizione e all’auto-valorizzazione di sé a discapito altrui:

“Fai l’IQ quiz ora. Sei più intelligente dei tuoi amici?”.
Accompagnato da immagini piuttosto psichedeliche e rincoglionenti e domande tipo “Guarda bene. Si muovono i cerchi?”:
optical
Cominciano a girarmi le palle, ma poi mi accorgo che il percorso non premia proprio per niente, anzi… in fondo alla pagina, scritto in piccolo, ci sono le condizioni dell’acquisto di suonerie del cavolo (sfido chiunque a leggere con attenzione scritte piccole dopo aver fissato l’immagine qui sopra…), che per qualcuno sono una truffa Si pensi solo a quanti bimbominkia possano abboccare a simili scemenze… che sono in realtà l’uso massiccio e simultaneo di diverse tecniche di marketing non convenzionale condite con un’estetica psichedelica, caleidoscopica e abbabbianteOooooh!

E ora indovinate questo: “Chi è allora l’ibrido tra un porco e un umano?”.Ps: il titolo del post è ispirato ad un libro della padrona di casa di Raffaele Ventura, Julia Kristeva (come si deduce dal commento # 18): Poteri dell’orrore.



SECONDA PARTEPer una critica delMulino Bianco 
Ovviamente va detto che la pubblicità della Flycell, che fa emergere del “materiale primario”, psicotico, mette a nudo strategie comunicative che sono proprie di tanti altri spot e marchi…

Il desiderio e il riconoscimento di sé (alienati) impliciti in figurazioni alla Mulino bianco, sono altrettanto mostruosi e deformanti… se non crudeli.

Quella mistura di Papà-mamma-figli (che io percepisco alla “Society“, il film dell’ immagine qui sopra…) camuffa da Natura armoniosa, filtrata di giallo-grano, la natura“mostruosa”, contaminata, cannibalica, contagiosa, psicotizzante, della mercantilizzazione della vita… rappresentata per di più in salsa familiare,e proiettata nel simbolo arcaico di una tecnologia tradizionale che non esiste più, come confermano anche i rari mulini, ormai diroccati, che si potrebbero avvistare tuttalpiù in qualche sperduta campagna italiana…




TERZA PARTE

La pubblicità onnipervasiva | il codice e l’ostensione del potere

Si potrebbe estendere la “pubblicità” a categoria giuridica, come ciò che sancisce la legittimità di una norma, ciò che pubblicizza una metafisica che prende per duratura l’opinione passeggera, condivisa a maggioranza, di un mucchio di signori poco raccomandabili rinchiusi in un’aula (…parlamentare).

La Legge senza pubblicità (senza essere “resa pubblica”) manco esisterebbe. Dunque una legge si può definire, ai tempi attuali, come un frame del flusso spettacolare delle immagini (siano esse fantasmi, deliri o segni). Se non apprendessimo dalla TV che non si possono oltrepassare i 130 Km/h in autostrada, noi si continuerebbe a spingere a tavoletta… Dunque chi detta legge? La pubblicità…

Su questo garbuglio osceno e spettacolare di approfittamenti, omertà, omissioni, messaggi subliminali, frantumi ideologici, solleticamenti erotici ed emozionali, si innesta la grande macchina mediatica del potere, che produce, secerne, ingloba la materia vivente secondo codici che la spezzettano, la ritagliano ed inquadrano in una misura standard spazio-temporale (linee di pixel al secondo, frequenze di campionamento, etc…). Anche a costo di distruttivi effetti collaterali (guerre, soppressioni dei viventi che insorgono o meno…), che si possono sempre riciclare come “effetti speciali”.

Da tutto ciò è escluso il fuori-tempo, il futuro, l’imprevedibile, l’incommensurabile. La dismisura del vivente, del dettaglio.

Se Cristo pubblicizzava così il suo sacrificio:

“Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo, fate questo in memoria di me!”,

io direi piuttosto:

“Non prenderete, né mangerete QUESTO CORPO (che non ostendo o pubblicizzo…). E non vi è memoria possibile per questo istante inondato dal futuro, con un -getto“.

Niente sacrificio, niente vittime, niente colpevoli, niente potere, niente che inscriva in un codice e registri la mia vita, rendendola “pubblica”, spacciando la menzogna per verità… quando vi è solo menzogna (finzione tattica di una finalità strategica).

Cristo va a parare esattamente dove vuole andare a parare il Capitale: la sussunzione del corpo in un codice più “alto”, la sua “pubblicizzazione”… l’universalizzazione del dettaglio… il debito incolmabile… la Moneta solare che splende su miriadi di vite e cose rese miserevoli…

Dobbiamo smontare uno ad uno i codici, per far emergere il -getto che li genera… Sono tutte menzogne e abbiamo il dovere di inventarcene sempre di nuove, senza timore di frantumare e mutare i codici.

Che il dettaglio preceda la sua iscrizione in un codice. E che valga per il DNA come per la Legge.

I viventi non sono il codice.


  POSCRITTO

Divagazioni: La forza centrifuga e la r-evolution
Quel che vi è di positivo nel capitalismo avanzato è che, nel quadro generale della divisione del lavoro e dei saperi (che ha tenuto insieme il mondo industriale per due o tre secoli), è sorta una tendenza alla centralizzazione informatica e mediatica (nata però per motivi di “sicurezza” e di difesa degli interessi dei gruppi dominanti) che, come effetto collaterale, interconnette i saperi, accelerandone la differenziazione, mettendoli in crisi tutti, relativizzandoli e complicandoli, specie quelli umanistici su cui si reggono le ideologie degli apparati burocratici: economia, diritto, ecc…

Lo statuto incerto e aleatorio della verità dei fenomeni mediatici è incompatibile con la logica e l’ordine su cui si fondano certe teorie del tutto campate in aria e che si reggono sulla auto-valorizzazione, su ciò che ha titolo, sull’esercizio del potere (rituale e amministrativo), come nel caso del diritto o dell’economia. Così, per far bella figura davanti all’audience elettorale, si promulgano leggi di sghimbescio… che si contorcono in un codice che afferma tutto e il contrario di tutto, complicando all’inverosimile ogni possibile interpretazione… e che finisce per abolire l’efficacia di una legge per l’eccesso della sua complessità.
Creando nebulose, dissolvendo la materia.

La tendenza al frazionamento delle vite e delle popolazioni (la spinta al melting pot, al miscuglio più che al sincretismo…) è il contrappeso che blocca questo processo di frammentazione dei codici (e della loro possibile ricombinazione).  I singoli (in)dividui non devono avere la possibilità concreta di riasseblare i codici e formularne di nuovi, a loro misura, ricostruendo da sé le basi materiali dell’esistenza. Tutti sono condannati ad usare un solo codice (centralizzato, come nel mitologema del nucleo del DNA)… che però è in crisi irreversibile ed è (auto)distruttivo.

Qui sotto un esempio in cui un codice viene riscritto in periferia (tramite RNA invece che DNA), causando probabilmente (ahimé) un cancro!

Transcrittasi inversa: duplicazione genetica tramite RNA (un esempio di ricodificazione decentralizzata...)

Sarebbe auspicabile decentralizzare e distribuire i saperi e le risorse… e nel contempo agglomerare i viventi
Il capitalismo invece si limita ad interconnettere i saperi e i codici, centralizzandoli, e, nel contempo, a frammentare la “società” (il fantasma con cui definisce ed ordina l’insieme umano).
La prima è una forza centrifuga addensante, che crea nelle periferie. La seconda, una forza centripeta disgregante, che raccoglie al centro, distribuendo sempre meno (…o distruggendo a più non posso, visti gli impressionanti getti longitudinali di raggi gamma che sprizzano dai buchi neri centrali)…

Occorrerebbe studiare il movimento delle galassie per avere una risposta… Questa è un’esempio di galassia capitalista

PS: Probabilmente il neo-liberismo genera entrambe le forze (secondo un doppio movimento, cui fa comodo concedere autonomie localmente, pur di mantenere ben saldo e irraggiungibile il potere centrale… la cosiddetta “d-evolution”…). Il problema, secondo me, è impedire il potenziamento del centro e dei suoi codici (il che assomiglia più alla “r-evolution”…).

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