videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Beatrice Antolini al Circolo degli Artisti | 19 febbraio 2010

Venerdì scorso ho visto un bel concerto (mi è piaciuto molto… era da un bel po’ che non si sentiva qualcosa di originale) di una cantante piuttosto ispirata, vivace e talentuosa anche come musicista. Le influenze della sua musica sono tantissime… pop, new wave, psichedelia, progressive, punk, salsa… i brani cambiano atmosfera più volte al loro interno, in una sorta di remix e di divertissement post-moderno… Ecco un piccolo assaggio in video:


Qui un’altro video della serata… C’è da dire che le ultime performance testimoniano di un sensibile miglioramento rispetto alle registrazioni su CD e ai concerti anche solo di un anno fa… Tutto questo lascia presagire un’evoluzione anche più interessante nel futuro…
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5 Risposte

  1. utente anonimo

    vabbè… mo pe na’ vorta che esci! 

    21 febbraio 2010 alle 16:58

  2. valeriomele

    Beh… siam stati fortunati a beccare il concerto giusto 😉 

    21 febbraio 2010 alle 19:46

  3. valeriomele

    Qui un concerto fatto in casa… 

    23 febbraio 2010 alle 08:44

  4. utente anonimo

    Già

    23 febbraio 2010 alle 15:16

  5. valeriomele

    "Quando gli altri cantano i testi, io canto le chitarre, il basso, la batteria… [ride] nel senso che sono più attenta al suono che ad altro".

    "Quella è la mia musica, la sento mia, a me piace e… spero venga apprezzata anche dagli altri! [ride] Nessuna forzatura e nessuno sforzo. I pezzi vengono da soli, non mi domando mai quale forma dovrebbero avere… come accada, non lo so. È scrittura automatica. Un po’ come quei tipi che parlano con i morti, più o meno, però in chiave musicale".

    (fonte: massimobaraldi.it)

    * * * * * * * * * * *

    Anche il "Volo Notturno", il mio gruppo di svariati anni fa, funzionava così… Fabio ne sa qualcosa (La traccia omonima "Volo Notturno"…è quasi spiritismo)… come quando componemmo 13 brani, in un solo turno di sala prove a Bari, con la netta sensazione di "essere suonati", più che suonare… Stessa cosa per "400 anni", "Il Buffone" e altre cosucce inedite che risuonano in qualche angolo del nostro cimitero mentale…
    La prima citazione dall'intervista somiglia invece ad una mia massima: "Quel che conta è ciò che esce dagli amplificatori"…
    Qualcosa di quel "metodo" si percepisce chiaramente in molte tracce di questa musicista… E io sono convinto che si possa fare di più… 

    L'unico neo è… che questa ragazza pensa a San Remo!!!
    E in concerto, quello che ho visto, ha detto alla band allibita: "Vi voglio bene!… Di brutto!"…

    Lo trovo piuttosto… imbarazzante. Un po' come scrivere "okkei"…

    3 marzo 2010 alle 15:41

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