videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Meritocrazia?… Ma vaffanculo, va’!

Questa parola (usata dal piduista Licio Gelli nel suo “Piano di Rinascita Democratica” e dagli attuali partiti di governo e non, come fosse neutra) è la sintesi dei preconcetti clerico-fascisti espressi (per esempio) dal distributismo… dove si indica la “terza via“, di cui cianciano ai giorni nostri i movimenti italiani di estrema destra con ambizioni culturali… Sembra un argomento fatto apposta per confondere le acque, per nascondere i conflitti sociali sotto il tappeto, per mostrare la finta bontà di uno stato autoritario (e capitalista) che concede e distribuisce… e premia il “merito” (lo scodinzolamento per il padrone di turno… il lecchinaggio, insomma) e lo spirito corporativo!… Uno schifo semi-feudale… nel cuore stesso dei preconcetti della borghesia capitalista, con il sogno di uno Stato armonico e la nostalgia di un mitico ordine… diciamo pure, medioevale…
E’ facile cogliere in queste dottrine una sorta di degenerazione autoritaria delle idee anarchiche (del socialismo utopista di Proudhon o dell’individualismo anarco-nichilista di Stirner, per esempio), lette con la lente dell’individualismo borghese e proprietario. Si tratta di una storia
(la genealogia di alcuni termini e concetti comuni a tradizioni di segno dichiaratamente opposto) mai letta con la dovuta attenzione, a causa dello strapotere culturale e politico del marxismo e del liberalismo (con i loro miti – o le simulazioni, direbbe Baudrillard – del progresso, dello sviluppo, del lavoro, della produzione, ecc…).

A mio avviso sarebbe il caso di rispolverare l’armamentario anti-autoritario (federativo, libertario, sindacale… arricchendolo e ampliandolo, possibilmente… adeguandolo ai tempi) per affrontare l’autoritarismo e la dittatura localmente risorgente, nell’attuale assetto democratico-totalitario, sul suo stesso terreno ideologico (quello che in passato, nei momenti di massimo contrasto, condusse da un lato al fascismo… e dall’altro alle occupazioni delle fabbriche in Italia e alla resistenza in Spagna… La battaglia fu vinta dalle forze nazionaliste, come sappiamo… i resti delle idee libertarie invece, li seppellirono i “compagni” comunisti)… Le categorie marxiste si sono dimostrate, nel XX secolo, fin troppo solidali alla lunga con il capitalismo, accelerandone lo sviluppo su scala globale… La Cina, per esempio, è la sintesi mostruosa, la sussunzione di queste due tendenze (apparentemente duali) del secolo scorso…

Oggi spira un forte vento di grecale… ma, come in migliaia di scontri, insorgenze e occupazioni, si è ancora impreparati ad usare nuove categorie e nuovi paradigmi di economia politica cui far riferimento… Ancora una volta comunisti e sindacati (ufficiali) medieranno e ammazzeranno qualsiasi novità radicale, per riconsegnare la merce-lavoro in mano ai padroni… con qualche concessione… Questa canzone potrà finire solo quando ci si renderà conto che la classe dominata non è più quella dei “lavoratori”, ma quella di tutti i viventi… condizionati e inquinati mediaticamente da una logica che li fa desiderare compulsivamente sopra ogni cosa la merce-denaro e che li esorta ad andare, spontaneamente e sgomitando, a morire a rate negli attuali “campi di lavoro” (uffici, fabbriche, ecc…) e, nel “tempo libero”, premiare, coi consumi e i servizi, i soliti monopolisti… sempre più feroci, mortiferi e privi di scrupoli…

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2 Risposte

  1. valeriomele

    Brunetta, Gelmini, Scajola, Sacconi…

    7 marzo 2010 alle 13:38

  2. Pingback: Infatti chi vince poi Sanremo? « Valerio Mele

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