videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

(S)comparse per Nanni Moretti in “Habemus papam”

scomparse

Questa foto è una sorta di delitto imperfetto, un rovesciamento di campo, in cui la (s)comparsa passa in primo piano rispetto al regista… Da sinistra a destra: Io (dettaglio), Nanni Moretti in pausa dessert e l’acrobatico microfonista del film, al bar “Chocolat” davanti al Teatro Valle (Roma)

Martedì e venerdì scorso mi è capitato di partecipare, in qualche modo, al film che sta girando Nanni Moretti a Roma… Come al solito la fauna delle comparse (dei generici… della plebe insomma…) è di gran lunga la cosa più divertente di queste esperienze (in precedenza sono stato un mandolinista morto durante un’improbabile sparatoria, nella pessima fiction con Giancarlo Giannini “Io non dimentico”…).
Non ho idea se questi due giorni di attese sul divano del foyer varranno un secondo scarso di pellicola in cui passo sullo sfondo e dietro le quinte, ma sicuramente non dimenticherò il  singolare generico (nella vita sottufficiale di marina)
Emanuele  col suo tormentone che rivolgeva a tutti: “T’hanno tajato la parte!”… che  sottolineava ironicamente l’inutilità di tante comparse che vagavano scojonatissime qua e là. Con un’altro generico, Gabriele , che fa il bassista negli Eskimo Trio, chiacchieravamo di un ipotetico progetto di video ad episodi dal titolo “Scomparse”, per documentare lo sfacelo umano, alla Ciprì e Maresco, che ci si materializzava davanti agli occhi… Crisi di panico di donne della produzione, battutacce da caserma, intolleranze nei confronti della pignoleria esasperante del regista… che venerdì ho avuto modo di vedere in azione in una condizione di (sua) relativa serenità… e devo dire che mi sembra un regista molto competente, che tende a controllare tutti i dettagli… correndo dalla macchina da presa ai monitor, correggendo costantemente il lavoro degli attori, di cui non è soddisfatto quasi mai… neanche dopo il decimo ciak…
Strilla “azione!” come in Bianca dice bastoni!.
Il popolo tutt’intorno, lontano dai tormenti creativi e dalle nevrosi di Moretti invece, si diverte… socializza… nei tempi morti che inesorabilmente si dilatano, inghiottendo il senso del fare cinema… per di più in un teatro… il senso del narrare… il senso del comparire di ogni comparsa… mostrando in tutto il suo splendore la squallida realtà dello scambio denaro-tempo di lavoro che si muove sotto la firma eccelsa di un  “privilegiato”.
Il cinema nel suo prodursi è come la società… è uno spettacolo in movimento, una danza di satelliti e gerarchie, di simulacri di idee e sensi comuni, una passione per l’esposizione e per lo sguardo che spia… che disegna i confini di classe, gli inganni, il lavoro al suo grado zero di essere-a-disposizione… che è una prestazione per fede… la fede idiota dei nostri tempi… che sottrae senso all’attività umana a vantaggio di vane narrazioni… sempre più astratte, prive di vita… e che sottraggono vita.
E’ un erotismo malsano… cui solo un reale rigetto potrebbe porre fine.

Nella foto, la (s)comparsa Gabriele D’Ubaldi, bassista degli Eskimo Trio e, imprevisto,
un riflesso di Nanni Moretti sulla porta del Teatro Valle.

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2 Risposte

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