videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Il censurato “Agorà”?… Una cagata pazzesca!…

C’è da dire che il film “Agorà” (per cui il Vaticano – ma è probabilmente una trovata pubblicitaria – avrebbe fatto tante storie…), colossal dalla sceneggiatura e dalla trama debolissima, se non puerile, sulla vita e la morte di Ipazia, martire pagana, si può definire un’opera di propaganda del nuovo becero laicismo razionalista stile Dawkins e dell’ideologia neo-imperialista americana, revisionista e pressappochista riguardo a questioni storiche di cruciale importanza. Nel film le contrapposizioni dottrinarie semplicemente scompaiono, vi sono solo gruppi ben definiti senza alcuna mescolanza e ridotti a macchietta che cancellano completamente il sincretismo inestricabile dell’epoca, disegnando una mappatura ideologica (in stile tecnocratico alla Google Earth) che mi fa venire in mente la concezione che un americano può avere dei talebani o dei conflitti religiosi e delle guerre civili che loro stessi disseminano a bella posta un po’ in tutto il mondo, come di recente in Sudan… (a proposito: che ci fa un aspirante capo di stato del Sudan del sud con un cappello texano?).
La cosa drammatica è che si tratta di una produzione spagnola… e questo la dice lunga sul grado di colonizzazione mentale e di vassallaggio culturale filo-imperiale, anche qui in Europa… Vera merda per i cervelli.

E poi: che c’entra l’agorà con Alessandria d’Egitto? Non era un luogo esclusivamente greco, anzi, era capitale culturale e commerciale di un impero (quello romano) in decadenza… e soprattutto non c’entra niente con l’ordinamento politico ateniese dei tempi di Pericle.
Quanto al supposto femminismo in nuce del paganesimo dell’epoca, nutro forti dubbi… Certo lo spirito sincretico, misto ad un certo esotismo egiziano, possono aver giocato anche un ruolo nella considerazione di Ipazia come intellettuale (come anche dell’alchimista Maria l’Ebrea, poco tempo prima…), ma si trattò probabilmente di eccezioni, magari dovute al rango, prima del prevalere della misoginia del nuovo fondamentalismo cristiano anti-gnostico e della lotta alle eresie (come quella di Ario).
Altra falsificazione è aver presentato i cristiani come un gruppo omogeneo di buzzurri, quando vi erano invece svariate tendenze settarie travagliate da terribili dispute e conflitti dottrinari (e non)…
Per non parlare di un paio di anacronismi: dell’ordalia del passaggio sul fuoco! e dell’accusa ad Ipazia di stregoneria, con un millennio circa di anticipo sull’Inquisizione!

Insomma il film, per la sua superficialità, pressappochismo e per la vacuità della trama e dell’inconsistente, immancabile e pretestuosa storia d’ammore in esso rappresentata, si potrebbe fantozzianamente definire “una cagata pazzesca“…

Annunci

10 Risposte

  1. utente anonimo

    In fondo non è che mi aspettassi un gran che da un film, fintamente censurato per promuoverne invece la sua visione. Ne comprendo ora l'escamotage, una volta constatato l'assoluto vuoto di contenuti. Una banale e mediocre lettura, conforme al livello minimo di pseudo-cultura in cui evidentemente ci vogliono tenere. Sprazzi di idee mal sviluppate. Quel tanto che basta per farti credere di averti propinato qualcosa d'importante, ma, che risulta, inutile. La pretesa di fare un film storico, approssimato nello svolgimento, completamente cambiato nel suo finale. Concordo con te, nel pensarlo un film di propaganda. Un film che sembra dire: non vi affaccendate, tanto tutti sono uguali… né-destra-né-sinistra, ma tutti insieme a vedere il mondo dall'alto come spettatori… guai ad inserirsi, a pensare… a sapere… oltre l'occhio vigile ed imposto dalla macchina da presa…Una rappresentazione di una figura femminile alla quale l'unica salvezza viene imposta per mano di un misericordioso (che la grazia, prima perché ne è innamorato, poi perché ella è rimasta illibata – cosi come lui aveva chiesto nelle preghiere al suo signore). Un uomo che sceglie per lei una dolce morte, invece della brutale verità che la vede torturata e smembrata nel fisico e nel pensiero.Agorà, un film denunciato come anti-cattolico, ma che propone una visione erotica cattolica. Un regista che vede nel mestruo la non armonia femminile. Che identifica le donne in un fazzoletto: che cade, che cura, che raccoglie… ecco come esprime al negativo la concezione cattolica, adottandone gli stessi precetti. In totale contrasto con quelli che erano i fondamenti culturali di Ipazia. Il film è solo uno scalzare cattiveria con cattiveria, in nome di un altissimo (…google earth).

    29 aprile 2010 alle 00:51

  2. valeriomele

    D'accordissimo… Anche i "dettagli" (fazzoletto e concezione della donna da parte del regista) fanno schifo dunque 🙂

    29 aprile 2010 alle 02:00

  3. utente anonimo

    4 maggio 2010 alle 16:32

  4. utente anonimo

    Mi piacerebbe che Margherita Hack leggesse il tuo blog e commentasse i tuoi post.
    La tua prosa è strepitosa, degna di un romanzo di eccellente fattura stilistica.
    Il problema è che sei così occupato ad eccitarti nello scrivere frasi che urlano "madonna come sono intelligente e acculturato!" che finisci col giudicare la guarnizione anziché la portata…
    I concetti del film sono buoni: non sarà una cronaca ma se ne volevi una forse era meglio che ti leggessi un buon saggio che perdere il tempo davanti ad un film: è sempre la stessa storia…
    Qui si parla di come le religioni, la politica, dividano i popoli. Ti sembra che sia "un'opera di propaganda del nuovo becero laicismo razionalista"? Ti sembra un concetto semplicistico? Se credi di avere le risposte ti devo proprio deludere: non risolvi un beneamato niente infiorettando i tuoi post se poi non raggiungi uno scopo. Vuoi ingrossare le schiera di "chi nn sa fare insegna/critica"? o il tuo intento è racimolare consensi prendendo i lettori per sfinimento?

    Grazie comunque per aver condiviso con noi ignoranti le tue idee.

    5 giugno 2011 alle 03:19

  5. utente anonimo

    E togli la moderazione. è casa tua, ma beccatela una critica ogni tanto o vuoi essere arrogante a tal punto? 🙂 Stai sereno. Non ti volevo offendere… è solo che sei un po' troppo convinto, impara da Socrate, eh….

    5 giugno 2011 alle 03:28

  6. valeriomele

     

     Non mi piace Socrate e neppure Margherita Hack… sono troppo dogmatici… A mio avviso gli atei razionalisti non sono atei… un dio ce l'hanno eccome… ed è pure più ostinato e rompiscatole.

    Non so che intendi per "scopo", né perché ritieni che io non ne indichi alcuno… Secondo: io non insegno… forse critico… al massimo penso. Perché mai tu ti debba attendere che io "faccia" qualcosa poi, non lo capisco (neanche so chi sei, né tu sai cosa faccio). Se poi chi legge si sfinisce, non posso farci nulla… quello è il mio stile (la mia "prosa strepitosa" … grazie del complimento anche nel caso vi fosse dell'ironia)… può non piacere… mi viene naturale infiorettare e non voglio assolutamente "racimolare consensi"… su cosa poi? Io sto bene, forse meglio, anche se non mi legge nessuno… Scrivo innanzitutto per me… per appuntare miei pensieri… E se non piacciono, ci sono tanti post e blog meno sfinenti del mio qui su internet… 

    5 giugno 2011 alle 16:36

  7. valeriomele

    Tra l'altro non credo affatto di essere arrogante… o di non confondermi con gli "ignoranti"… non penso di non esserlo anche io per molte cose… Né mi sembra che tu lo sia…

    Quanto alla moderazione, il punto è che io ci rimango male se i commenti sono troppo aggressivi e negativi… e penso di dover avere la libertà di scegliere a chi aprire (e come) la porta di casa… Semplicemente qui su Splinder vi è la libertà di moderare e io ho scelto di moderare… Potevo pure impedire di commentare, ma siccome spesso sono io a commentarmi, quello l'ho lasciato nel layout del blog…

    5 giugno 2011 alle 16:46

  8. utente anonimo

    Grazie per avermi risposto. Voglio precisare che il mio complimento sul tuo modo di scrivere è assolutamente sincero e non nascondo una certa invidia nel leggere le tue righe. Mi sto abituando (che io sia maledetto per questo!) a leggere fuffa di ogni tipo, su ogni cosa, nella rete, scritta da persone che stuprano la nostra lingua, per non parlare delle argomentazioni quantomeno discutibili, ma sto divagando…

    E' un piacere leggere chi sa scrivere, per quanto riguarda le opinioni poi, se ne può sempre discutere. Capisco il tuo intento di rendere i tuoi pensieri pubblici e credo che le tue idee siano sacrosante; non credo che tu stia meglio a non avere nessuno che ti legga, altrimenti avresti un blog "offline". Hai la forza di comunicare quello che pensi senza curarti delle critiche: è fisiologico dunque che tu voglia un pubblico che ti legga(cosa assolutamente condivisibile). Non puoi neanche esimerti dall'essere un "docente" (http://en.wiktionary.org/wiki/doceo#Latin) perché lo sei in modo collaterale nel momento stesso in cui esprimi quello che pensi e qualcuno ti ascolta.

    Socrate stesso era un insegnante, come puoi non apprezzare la maieutica? Socrate era un gran rompicoglioni ma costringeva la gente a pensare.

    Quello che voglio dire è che posso capire le tue critiche al film: può non essere preciso, recitato in modo approssimativo etc. Però avrei apprezzato di più che cogliessi anche qualche lato positivo. So che nei licei lo studiano, pur sottolineando le incongruenze storiche, per capire come certi fenomeni socio/religiosi stravolgano il modo di pensare del popolo. Sai che palle a parlare della stessa cosa, in modo metodico e preciso, ad una marmaglia di liceali? 🙂 In un mondo di bunga bunga anche uno spiraglio di cultura è una ventata da respirare a pieni polmoni.

    Se avessi detto la stessa cosa di Troy ti avrei dato ragione al 99% (con qualche riserva 🙂 ) ! Luca Franzin.

    5 giugno 2011 alle 17:17

  9. valeriomele

    Rispondo per punti ma in disordine quel che mi fa venire in mente il tuo commento:

    – il "lato positivo" non è nel film quanto nella storia di Ipazia, che è stata argomento di un altro mio post.

    – non credo che tu stia meglio a non avere nessuno che ti legga, altrimenti avresti un blog "offline"
    Io sono online perché esiste questo supporto, questo ipertesto o intertesto (la pagina web), come prima esistevano dei fogli di carta. Mi è più comodo per via dei riferimenti e dei link a portata di click, tutto qui.

    Hai la forza di comunicare quello che pensi senza curarti delle critiche: è fisiologico dunque che tu voglia un pubblico che ti legga
    Io mi curo delle critiche, quando ci sono… me la prendo anche a male, come qualunque persona con pacchetto-emozioni inclusive. Quando scrivo non penso né a pubblico, né a critiche… in accordo, forse, con il senso etimologico secondario di doceo: "faccio le prove" (almeno sul blog), come fossi in un teatro senza pubblico (e posso essere ognuno dei ruoli – quinte e tende incluse, come anche chi commenta – di una tragedia o commedia che non prevede però alcuna prima…). Qui, sul blogroll, "tutto scorre, nulla permane"… tutto è molto incompiuto, confuso, mischiato. Anche il pubblico scorre. Qualcuno si intrattiene, poi scorre via, come trasportato da un flusso che non posso seguire e che solo molto raramente può davvero riguardarmi o interessarmi…

    – Socrate stesso era un insegnante, come puoi non apprezzare la maieutica?… La detesto. Non sopporto l'idea che dentro di me, da qualche parte, sia annidata la Verità, come se tutto il resto, nervi, carne, unghie, capelli, sorrisi, mitocondri, ecc… non valesse niente… Conosco Me Stesso e so che non sono io. Non c'è un Me Stesso… Ci sono tanti Valeri, diverse possibilità, storie, eventi, immagini, esperienze, sensazioni, legate a questo corpo (a questo mobile evento spazio-temporale, a questo campo magnetico variabile, a questa costante o frenetica attività elettrica dei dendriti) che non può essere rinchiuso in gabbia con l'identità di Valerio… come fossi in uno zoo dell'Essere (es.: un mio pensiero anti-Verità e anti-Identità dell'altro giorno: "Siedo a guardare il cosmo. Il cosmo si guarda attraverso i miei occhi").

    – In un mondo di bunga bunga anche uno spiraglio di cultura è una ventata da respirare a pieni polmoni... La "cultura" ha la stessa radice (lat. còlere) di "colonizzare", come osservava Carmelo Bene… Prima occorrerebbe de-colonizzare le nostre esistenze, poi forse qualcosa si potrebbe coltivare…

    6 giugno 2011 alle 14:10

  10. Cat

    Mamma mia non capisco perchè vi accanite tanto,prendetelo per quello che è,un FILM,niente di più.Comunque non concordo sull’appunto che hai fatto,quando critichi l’immagine che si da dei cristiani come una massa unita.Quando si trattava di perseguitare,i “cristiani” o meglio una comunità cristiana era davvero unita,semplicemente nel film non potevano inserire una divagazione per spiegare parlare del periodo storico.Per uanto riguarda il titolo ti do ragione non ha molto senso.

    29 giugno 2012 alle 14:08

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...