videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Aforismi da Facebook

Una raccolta di miei aforismi (e proverbi) tratti dalla mia bacheca su Facebook… un social network che costringe a scrivere in spazi esigui. Gli orribili quadri di Francis Bacon accompagnano le mie frasi.


ANTI-IDENTITÀ

E se la MENTe (grande MENTula) MINCHionasse o MINGesse?… (mingo, -is, minxi, minctus, mingere= lat. orinare).
Ciò confermerebbe la mia teoria del sog-getto come -getto… e il fatto che dal cervello non fuoriesca che una sorta di pisciatina, di vago umore… quel che i nobili d'animo chiamano "pensiero".

Io sono io e tu sei tu… fessi entrambi.
Fessi, nel senso di "muniti di fessure"… Perdiamo in continuazione… e in continuazione riceviamo. Ci attraversa di tutto…

Dov'è l'io? E' seduto sulla riva a guardare quel che passa? Il -getto di infinito del futuro?
"Spero futurum" è un esempio di quel curioso tempo verbale che è l'infinito futuro, secondo i latini.

La prima regola è non credere ai nomi astratti. E capire che la Verità è un Imbroglio. La seconda è quella di non essere se stessi, ma mescolarsi sempre un po' con altro. La terza è non fare le vittime (o i carnefici)… La quarta è il rispetto dei viventi. La quinta è liberare la vita dalla schiavitù dei nomi astratti… La sesta è non avere regole: abolisce le precedenti e costringe a ricominciare daccapo…

"Farsi i cazzi propri" è una frase molto maschilista… e anche vagamente omosessuale, se lo dice un uomo. "Père-version" se lo dice una donna (li vuole forse tutti per sé in un recinto?). Perché mai i "fatti" dovrebbero diventare "cazzi"? E cosa fa sì che siano "miei"?… E poi: non esiste un "proprio" quando questo diventa troppo…

In principio era la sollecitazione…
"Sollus" (= tutto) e "citare" (= dare una spinta).

NESSUNA DIPENDENZA.

Fai di zero due e di due zero… Nei passaggi intermedi penserai di essere uno (sormontato dal 3, abitante del 4, governato dal 5, sposato col 6, diretto dal 7, equilibrato dall'8, scomparso nel 9, in bilico nel 10, forte nell'11, cosmico nel 12, morto nel 13, annegato nel 14, inzolfato nel 15, crollato nel 17, affascinato nel 18, risplendente nel 19, giudicato nel 20, trionfante nel 21). 22 diviso 7 = 3,14…

Prendi le lumache: sono orribili… ma fanno bei gusci.

Non si può fermare l'acqua.

Soffro da mesi di una strana forma di depressione che non suscita tristezza bensì ilarità.

La "new age", la spiritualità e il "pensiero positivo" in sintesi: "Occhio non vede, cuore non duole".
Capito? Non è il mondo che va a puttane e fa schifo… sei tu che non sei illuminato, sei "negativo" e lo vedi in questo modo!
Così si aggiunge pena su pena (come per il buddismo)…

C'è più merda in Cielo e in Terra di quanta se ne possa immaginare… (Guglielmo Scuotinfilza)

Siamo fatti della stessa materia dei sogni… che è un po' marrone. (Guglielmo Scuotinfilza).

I babbioni del Dharma.

"Non rompere…" è il comandamento unico che sostituirà l'evangelico "Ama il prossimo tuo"… a partire dal 2012.

COMUNICATO ANTI-IDENTITARIO n°1
Non sono particolarmente utile, né cerco amicizie o consensi… Non voglio essere riconosciuto per qualche mia capacità, né voglio un seguito… Io, tra l'altro, neanche sono Valerio Mele, figuriamoci… (ma neanche tu che leggi sei tu!…).

Saviano, Berlusconi, Di Pietro, Claudio Messora, Beppe Grillo, Travaglio, Santoro, Maria de Filippi, ecc… escono dalla stessa "fabbrica dell'individuo" impolitico, personalista e populista che imperversa da qualche tempo nelle coscienze alterate della classe media (…nel senso dei media).

 

VIRTUAL REALITY

La Rete serve solo a catturare i pesci.

Già da tempo le falene s'accoppiano con le lucciole anziché con le lanterne.

Ormai qualsiasi produzione si faccia va in vacca nei social network, specie a livello di interesse commerciale (che diventa pari a zero, essendo la "rete sociale" un modo per mandarsi definitivamente e reciprocamente affanculo tutti quanti)…

(da una e-mail a Nicola Giudetti di Valerio Mele)


Il mio "stato" è un prodotto commerciale. Lo acquistate ogni volta che leggete il mio profilo o la mia bacheca. Lo pagate in modo indiretto, pagando i server, cliccando sui banner pubblicitari o prestandovi gratuitamente ad un'immensa indagine di mercato e ad una sorveglianza costante da parte del capitalismo totalitario.
Questo mondo è un'immensa prigione le cui mura sono scaffali di supermarket.

Continuino a sognare e a nutrire immaginazioni per gonfiare il loro ego… Io continuerò ad eruttare merda.

La precarizzazione e la squalificazione del lavoro va di pari passo con la DESENSIBILIZZAZIONE generalizzata. Questa società è sempre più spietata, privatizzata e mercificata in ogni suo più piccolo aspetto. Ecco perché siamo qui, a virtualizzare amicizie e riconoscimenti che non abbiamo… se non nelle carceri che chiamiamo Famiglie o Coppie. E che si trasformano inevitabilmente in lager…
Ovvio che la "desensibilizzazione" cresce con la "razionalizzazione"… Quella che serve ad ottimizzare i profitti, alla narcisistizzazione di massa… (cura di sé, sessualità a norma, fisico ok, pensiero ganzo che trascina gente, che coinvolge, che crea movimento…). Se ne esce solo con pratiche diverse… isole felici… abdicazioni… diserzioni… rinuncia ad essere se stessi… musica, immagini, sensi NUOVI.
Tutto da rifare.
Cura e desiderio dovrebbero uscire fuori dai luoghi angusti in cui sono stati ricacciati. Diventare responsabilità collettiva… felicità diffusa, festa.

Troppi gadget. Le immagini (…e non è così) sembra che non servano ad altro che a vendere merci. Gli oggetti scompaiono. E anche i corpi. Vorrà dire che farò dei piccoli mucchietti di realtà…

E' una forma di presbiopia molto grave quella degli idioti davanti agli schermi: vedono i morti solo se sono lontani… e non quelli che muoiono accanto a loro…

Dubitate di ciò che desiderate e che vi piace. Nella maggior parte dei casi è un imbroglio… un'esca per farvi replicare senza che ve ne accorgiate, e con sommo piacere, comportamenti condizionati dal nuovo ambiente virtuale creato apposta per voi…

Conobbi uno che aveva una pala eolica ed era ingegnere,
un altro che aveva delle barche a vela e alcuni terreni,
un'altra ancora che era molto bella.
Ci accampammo alcuni giorni per una riunione
con le varie frazioni dei Municipi Virtuali.
Di lì a poco saltò in aria la dorsale oceanica…

CRISI

Scompaiono le professioni, i mezzi di produzione (anche culturali) vengono venduti ad una moltitudine che non li sa usare e dà vita ad oggetti idioti e senza qualità, i negozi vengono soppiantati da grandi catene di distribuzione, il lavoro si sta trasformando in lavoro volontario o gratuito…
Ci vogliono spingere a creare tutto da noi… A loro bastano il contenitore, le infrastrutture e l'imbroglio finanziario.

Saremo sempre e comunque dalla parte della morte. Non l'auguriamo a nessuno, ma sosteniamo il suo lavoro… E' quello che intendo per vita.

La talpa scava, la città crolla.

Abbiamo già vinto, dal momento che di sicuro moriranno.

Conquistare una nicchia di merdato.

Acceleriamo il disegno globale: squalifichiamo tutte le professioni, i lavori, l'artigianato… "DO IT YOURSELF"… ci dicono… un po' come dire "fatevela in mano".
Abolizione della partita iva, niente tasse e bollette, niente lavoro salariato… A questo carcere ci si sottrae solo non facendo più niente (né produzione, né scambio, né consumo di merci)… e in massa.

Sono per il consumo ascetico.

La somma degli stronzi fa la fogna.

Un borghese non può che sostenere che questo sia il "migliore dei mondi possibile" e che non si può fare nulla per cambiarlo.

La merda non può tirare lo sciacquone.

Lo stronzo può essere ricco o povero… in quest'ultimo caso è solo un povero stronzo.

La realtà non sta dov'è il desiderio.
Scherziamo? Per lo psicanalista Lacan il desiderio era articolato in bisogno/domanda, direi economicamente… Si finirebbe per sottomettere la realtà alla legge della domanda/offerta…
LIBERARE LE MACCHINE tra le macchine (in modo subdolo… zitti zitti, un po' alla volta, senza contrapposizione frontale), sarebbe invece una pratica interessante… (per me le "macchine" sono il modo di produzione e di riproduzione di taluni concetti, a loro volta prodotti e riprodotti da macchine, che diventano realtà… e viceversa… Occorre preliminarmente liberare le macchine da alcune cosine: brevetto, proprietà, profitto, ecc… smontarle e rimontarle secondo altri principi…).
Il denaro in quanto macchina, non è più denaro.
Il desiderio in quanto macchina, non è più desiderio.
La loro articolazione è la macchina. E quel che voglio è liberare questa articolazione. Snodarla.
Trasformare il giogo in gioco.

Per lo stato sono un nome e un cognome. Tuttalpiù una residenza e un codice fiscale. In cambio di…? Niente… Anzi… bisogna pure pagare per essere marchiati come capi di bestiame. E desiderarlo, essere masochisti… "Oh sì, marchiami! Mettimi a catena! Umiliami! Tassami!".

Per me la sola soluzione resta l'uso di un'altra "valuta" (che non si limiti all'economia del tempo, del lavoro, della macchina, delle risorse materiali e immateriali) che argini con le sue regole condivise (i suoi "municipi" deterritorializzati) il formarsi della società dello spettacolo, delle merci, della simulazione, della dromocrazia, della nube memetica e di tutte le forme evolute di estorsione…

Si dovrebbe travolgere questo circo, non fare gli acrobati… Hop! Hop!

Un domani, alla Fiat, gli operai, per avere il salario, dovranno partecipare ad un contest

 Il Senso e la Bellezza del mondo non ci sono, dal momento che si mette piede in un negozio o in un supermarket… (E lo fanno tutti…). E non ci sono neanche se si è soli con questa Vacanza che è diventata la Natura.

E' sempre la stessa storia: RECINTARE ED ESPROPRIARE… Il capitalismo comincia sempre così… (e poi continua quasi allo stesso modo… Qui abbiamo tornelli, casse, caselli autostradali, bancomat… ma anche noi siamo espropriati e colonizzati… con la forza… abbiamo solo interiorizzato quei recinti… da bravi bovini).

Giù a valle cresce il grano.
Lassù in montagna nascondono la grana.

Il futuro ammazzerà chi ammazza il futuro.

Si piangono i macellai invece dei macellati…

Chiamano fiction questo orrore stomachevole che giustifica grossolanamente le loro zozzerie… Questo neorealismo del mulino bianco è ignobile, inguardabile… Attori mentecatti che sogghignano sorrisi fintissimi, da barbapapà
Ridateci Tarkovsky, Angelopulos, Watkins… e in prima serata!
A colazione, Fassbinder… Nel pomeriggio, per i bambini, Buñuel…

C'hanno le pezze al culo e sono classisti…
Se un giorno si ritrovassero per strada ad elemosinare, negherebbero di essere mendicanti.

Abbasso l'Euro, Abbasso l'Europa, Abbasso le Nazioni, le Regioni, le Province, i Comuni, le Circoscrizioni… Abbasso anche i condomini e i vicini di casa!

AMORE

Può bastare l'amore per una persona ad essere felici? Secondo me no… e neanche quello per più di una. “E' un mondo difficile:[…] felicità a momenti e futuro incerto” (Tonino Carotone).
La fine degli anni '90 segna anche l'insufficienza di un ripiego intimista durato 20 anni…

DIARIO DI GUERRA.
Il mio futuro è con lei… QUESTA donna, QUESTA fragile contingenza che anche io sòno.

E' blu l'amore di chi diventa CIANOtico (quando viene strangolato dal partner…). Oppure è metafora dell'amore asfissiante… e questo accade nella maggior parte dei casi… O ancora, è "triste, malinconico", nel senso americano del "BLUEs"… e canta come gli schiavi neri nei campi di cotone dell'Ammore.
No, l'amore è TRASPARENTE come un vetro. Non si vede e ci sbatti contro. A volte come i moscerini su un parabrezza.
O è LUMINOSO come le lanterne per le lucciole.
Più verosimilmente sfugge al paradigma spazio-temporale nella forma singolare e inafferrabile dei neutrini e dei tachioni.
Ovvero, se ci si innamora, è probabilmente conseguenza dello scoppio di una supernova da qualche parte…

Metterò su una rubrica: la peste del cuore.

L'unico senso della vita accettabile è amare una persona in particolare…

Custodiamo l'immaginario, il potere magico di generare segni e di produrre "misteriosamente" effetti reali.

Cerchiamo di parlare dell'inculata per quello che è (un momento di condivisione tra amanti "esperti" e attenti)… non per lo stereotipo patriarcale, maschilista, cefalofallico che la trasforma nel "ve famo er culo" delle tifoserie ultras o nelle estasi dell'arrapato cronico Pierino… Sarà popolare… ma ciò significa solo che si è di fronte ad un popolo di merda…

Il sentimentalismo e l'ammore sono il lato B dei fascismi…
La vita è tragica o comica. Non ha vie di mezzo.
Dall'etimologia greca di "tragico" e "comico": canti caprini, scurrilità e gozzoviglie…
Senza capri espiatori però… sennò riprende il gioco infinito della comunità dei fratelli (o sorelle) con le mani sporche di sangue, per aver evirato, ucciso genitori, ecc… (vedi Edipo…). Poi vengono le Menadi coi sensi di colpa e di vendetta… No, no…
La piattezza assoluta, la noia mortale. La nostra grazia sia la morte… per tutti, indistintamente, senza colpevoli.

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5 Risposte

  1. utente anonimo

    …e può bastare non avere l'amore per sentirsi infelici? 🙂 Secondo me sì "L'unico senso della vita accettabile è amare una persona in particolare…" Certo… me! ps. mi vanno a fuoco i piedi

    4 settembre 2010 alle 08:37

  2. "Scompaiono le professioni, i mezzi di produzione (anche culturali) vengono venduti ad una moltitudine che non li sa usare e dà vita ad oggetti idioti e senza qualità, i negozi vengono soppiantati da grandi catene di distribuzione, il lavoro si sta trasformando in lavoro volontario o gratuito…"e non è affascinante tutto ciò? siamo come rockstars ubriache la sera prima di essere trovate morte nella nostra stanza d'albergo per un'overdose.

    5 settembre 2010 alle 23:45

  3. valeriomele

    Come dico poco più avanti può essere un opportunità… a me pare una catastrofe così a rallentatore (più che una sola sera di ebbrezza prima di morire…) che in teoria darebbe il tempo di rimescolare le carte…

    6 settembre 2010 alle 00:32

  4. potresti fare un opuscolo sull'amore poi aggiungici la casualità   

    19 ottobre 2010 alle 18:37

  5. valeriomele

    Tra 20 e 15 anni fa stampai 3 opuscoli sull'amore. I titoli dei più lunghi:

    – Per la distruzione dell'Amore
    – L'Amore
    – La libertà in amore

    Dal mio trasferimento a Roma e dintorni in poi però, sono diventato un monaco dell'amore…

    Mi spiace solo che non ci siano appositi eremi non religiosi…

    19 ottobre 2010 alle 18:56

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