videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Ci sono vittime e vittime…

Ci sono vittime e vittime… la discriminante è solo una: la telecamera. Il mondo al di là della telecamera praticamente non esiste…
Bisognerebbe:
1) disinnescare tutte le strategie vittimarie (e identitarie che ne conseguono).
2) oscurare tutte le telecamere… scomparire nel buio siderale della realtà…
3) cominciare a vedersi con gli occhi… ascoltarsi con le orecchie… sentirsi con il tatto… ecc…

…eventualmente, ammazzare o ammazzarsi una volta sola, può bastare… non vedo perché farlo anche mediaticamente… Non riesco a sopportare il fatto che la Legge diventi Emozione… sondaggio esemplare della carne e dei nervi umani…

Per ogni minatore salvato in Cile ce ne sono altri sepolti in Africa e in Cina. Per ogni Sarah Scazzi ammazzata brutalmente ci sono molte altre ragazze che scompariranno senza TG speciali. Per ogni soldato ammazzato in Afghanistan ci sono centinaia di morti ammazzati dalla "democrazia" e dalla "pace", ecc…
Come è anche vero che per ogni fiction che rende l'amore un'orrore di imbecillità, ci sono mille baci e carezze che frantumano tutti gli schermi…
 

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16 Risposte

  1. fai come ti pare le telecamere sono l' occhio del mondo moderno

    13 ottobre 2010 alle 12:41

  2. valeriomele

    Auguri, Terminator…  

    13 ottobre 2010 alle 12:53

  3. valeriomele

    …Per provare a rispondere alla retorica militarista imperante in Italia… e all'invocazione delle bombe da parte di La Russa e Fassino…Il punto è che non si possono moltiplicare gli occhi alienati della telecamera (o della fotocamera), che sucita emozioni e sollecita schieramenti… Anche questo commento è molto probabilmente un errore.

    13 ottobre 2010 alle 13:06

  4. l' occhio che vede il filmato della telecamera si costruisce il proprio film,meglio più telecamere per vedere anche da altre angolazioni, proprio come si faceva senza le telecamere una volta

    13 ottobre 2010 alle 13:45

  5. valeriomele

    Qui un esempio di "rieducazione", che magari negli anni '70 poteva apparire coercitiva… ma che ora è divenuto disciplina volontaria davanti agli schermi…Qui un esempio di taglio di montaggio… che in un certo senso ha in se qualcosa di crudele e di macabro… dal momento che si sostituisce alla realtà, all'esperienza della vista… si sostituisce all'occhio:

    13 ottobre 2010 alle 13:46

  6. valeriomele

    La prospettiva relativista (se non cubista) di "una telecamera per ciascuno di noi" sembrerebbe "innocente" (1)… almeno fino al momento in cui non ci si ritrova a riprendere una vittima… Da allora si innescano meccanismi difficili da controllare e che evidentemente qualcuno strumentalizza allegramente… trasformando dolore e rabbia in argomentazioni paranoidi, di difesa di un NOI contro un LORO… o di semplice mistica e aggregazione identitaria e comunitaria. In questo probabilmente la Legge si fa, oscenamente, Emozione (e viceversa)…E' indubbio poi che la diffusione capillare delle telecamere trasformi ognuno di noi (armati di telecamera) in un potenziale secondino della società carceraria…* * * * * * * * *(1) Io probabilmente la penso come certi indigeni che credono che fotocamere e videocamere catturino l'anima…A partire da questo sviluppo la mia sensibilità (anche di videomaker) nei confronti del mezzo

    13 ottobre 2010 alle 14:13

  7. valeriomele

    Oppure finisce come nel film di Wenders

    13 ottobre 2010 alle 14:57

  8. valeriomele

    A occhio e croce (come facevano i tessitori o i pittori quando riproducevano un modello) direi che il frame, la "cornice" è ciò che risulta invariante nelle in-quadrature…Questa esclusione della vista laterale, del fuori fuoco, dell'odore, del sapore, del tatto… di gran parte della realtà…L'ambiente virtuale ha molto da "perfezionarsi"… siamo ancora lontani dalla "augmented reality" di "Minority report" o, ancora meglio, di "eXsistenZ" di David Cronenberg… o di un film odioso come "Avatar"… Ad ogni modo la contraffazione e i surrogati restano quello che sono… e non c'è dispositivo che non possa spegnersi…Ecco… la realtà è quando è tutto spento .

    13 ottobre 2010 alle 17:25

  9. Più che le telecamere mi infastidisc/preoccupa la spettacolarizzazione, quando la telecamera "c'è" ma fanno in modo che ti dimentichi che ci sia, e scambi cio che vedi per la "realtà"

    13 ottobre 2010 alle 18:32

  10. valeriomele

    Quando guardi le riprese di una telecamera ti aspetti sempre che succeda qualcosa…Nella realtà invece sembra non succedere nulla. E non ti aspetti nulla… Invece accade tutto… per tutti i punti di vista, tatto, udito, gusto e odorato… E tutto ciò non è in-quadrabile…* * * * * *Anche la parabola dei minatori cileni è in un certo senso la storia di ogni spettatore… sepolto nel suo divano-miniera… collegato al mondo via cavo-tubo-cordone ombelicale-antenna… salvato dalla gloria dello spettacolo, dalle inquadrature vendute in esclusiva… NOW, YOU LIVE! Novelle creature di Frankenstein, novelli Lazzaro o zombie, che finalmente vivono nel paradiso della comunicazione globale… YES, WE CAN!… Ognuno di noi può vedere LA LUCE (al plasma, con LCD o tubi catodici… immerso nella gloria trionfante, tra gli applausi e l'emozione della nazione intera). Basta avere un bel po' di sfiga da far commuovere i sassi o… l'x-factor… oppure… servire a chi vuol far dire alla realtà proprio quella cosa che gli serve… come alla destra cilena, che si deve accreditare a livello nazionale e internazionale…Come quel fumogeno inquadrato dalle telecamere che seguivano la partita non giocata Italia-Serbia… così somigliante a quello lanciato contro Bonanni e le sedi CISL… Chi fa di queste cose è un "criminale", sentenzia oggi Frattini… Ci si appresta dunque a manganellare e a fare mattanza di serbi di merda (lasciati entrare e fare spettacolo…) o sostenitori della Fiom, dei sindacati di base e degli autonomi… fa lo stesso (il manganello non distingue tra ultra-nazionalisti ed estremisti di sinistra)… Quel fumogeno in campo (…visivo, soprattutto) serve anche a far bruciare il diritto a lavorare meno e guadagnare di più… e a far vincere lo stato e gli industriali 3-0 a tavolino

    14 ottobre 2010 alle 07:27

  11. valeriomele

    Sul reality show dei minatori cileni

    14 ottobre 2010 alle 08:04

  12. utente anonimo

    In questo scenario, aggiungerei anche i programmi televisivi tipo: striscia o le iene. Ma è mai possibile che per avere un po' di attenzione (non dai media ma dalle "autorità"), si debba ricorrere ad espedienti mediatici? Inoltre, con quale criterio un programma sceglie la propria vittima da portare a vessillo? Perché la mercificazione del "caso umano"?. L'altro giorno a Ballarò i giornalisti dicevano che i lettori compravano piu' copie quando si riportano cronache nere o gossip. Sicuramente il voyerismo è una parte forte nel genere umano, ma anche qui'… e sti' cavoli se un giornale vende meno copie, ma in comprenso riporta notizie piu' interessanti e meno spettacolarizzate. Io questo boom di vendite lo attribuirei piu' agli interessi dei giornali stessi, all'abitudine del lettore a tali scoop, e infine al fatto che tanto altrimenti i giornali NON DICONO UN CAZZO DI INTERESSANTE CMQ!I tg. che mandano continuamente, la moviola di un pugno sferrato in pieno viso. lo fanno per lo share, ovviamente! Personalmente non volevo essere sottoposta a quella visione continua… Questa forzata abitudine alla violenza, a mio avviso, non può far altro che stimolarne altra! Il problema è alla base di quella cultura "civile" (come ama definirsi il potere occidentale), che prende come riferimento l'unica visione dettata dalla propria telecamera. Maleducazione e violenza, vanno a braccetto 🙂 e generano negli individui, il bisogno di protezione. Quella rassicurazione cristiana 🙂 di cui il potere si serve per controllare.Avremo dunque, individui che auto-richiederanno, fermezza, leggi piu' severe, senza rendersi conto che quel che auspicano per gli altri, i diversi, i delinquenti, ecc, ecc…, un giorno potrebbero essere loro stessi a essere cnsiderati tali, per il semplice fatto che… per esempio: rivendicare i propri diritti venga considerato un attacco terroristico. Invocare pene di morte per i "mostri", non ci nobilita ne ci civilizza, tanto quanto non lo fa il lavoro!!!Ho buttato alla rinfusa, tanta carne al fuoco 🙂 Se mi verrà in mente altro lo aggiungerò, grazie.Sig.ra Momx

    14 ottobre 2010 alle 13:54

  13. valeriomele

    Amata Sig.ra Momx,Oggi si aggiungono (oltre alla condanna dei fumogeni italiani esposti in bella mostra dalle "forze dell'ordine") giusti sospetti da parte di un sito riguardo ai fatti accaduti prima e durante la partita Italia-Serbia ("Lo scopo di chi ha voluto gli scontri "a questo punto politico" – ha sottolineato il sottosegretario – è di dare un'immagine di una Serbia non pronta all'ingresso nell'Unione europea" …cosa che, per esempio, diminuirebbe di molto i vantaggi di delocalizzare la produzione di automobili FIAT in Serbia… A questo punto mi aspetto di vedere Marchionne in curva togliersi il pulloverino e mostrare a tutti il suo tatuaggione cetnico, scrivo io su FB)… convalidati da un'altra subitanea notizia che pare l'ovvia e voluta conseguenza…Sempre suo.

    14 ottobre 2010 alle 14:18

  14. utente anonimo

    14 ottobre 2010 alle 14:23

  15. valeriomele

    Ormai il copione è prevedibilissimo… Non vogliono passare per aggressori. Per giustificare la rappresaglia è necessario che il nemico sia criminalizzato oltre misura, in modo paranoico…Così, uscendo allo scoperto sul 16 ottobre, Maroni prende a delirare…- Ma non era finita la lotta di classe? Non era una roba da '800? Lo dice pure Marchionne…- Contessa… apra gli occhi… Questi vogliono anche il preziosissimo buco del suo culo…

    14 ottobre 2010 alle 17:33

  16. Pingback: L’ovvietà degli attentati nella “società gassosa” | Valerio Mele

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