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La pedofilia mediatica II | A proposito di “Vi ho tanto amato”

Ieri ho assistito ad un orripilante reportage sul turismo sessuale in Thailandia, andato in onda su Raitre per la serie di inchieste e reportage di “C’era una volta”, in cui si mostra anche il corpo torturato di un bambino… E’ sempre più difficile distinguere tra censura (condanna morale, esecrazione) e pubblicità (inconfessabile istigazione)… è l’ambivalenza dei media e delle notizie, l’ambiguità dell’immagine (esplorata per esempio da Klossowski nelle sue elucubrazioni sul simulacro).
Lo stesso meccanismo vale, per esempio, anche per i “pacchi bomba” (anche qui la condanna preventiva di un gruppo specifico è indistinguibile, nella simulacralità della notizia, da una potenziale istigazione virale a delinquere… al sogno dell’esplosione immaginaria nel cuore dei simboli che si intendono difendere… qui le Nazioni, lì il Bambino-“couch potato” che è in noi… vedi la foto a fine post…). Un italiano in Thailandia diceva, riferendosi all’uso delle giovani prostitute: “E’ un lavoro come un altro, per loro”… “Noi siamo la loro fabbrica”. Da vomito…

Nel mio post “La pedofilia mediatica” avevo già discusso dell’argomento…
La comunicazione mediatica tutta è pedofilia… I media (anche quelli “social”), con i loro meccanismi e giochini che si fanno paradigma prima che il nostro immaginario possa opporre resistenza… non operano forse una sorta di “stupro”?

L’immaginazione va riordinata diversamente, salvaguardata, educata, sottraendola alla pressione devastante dei media e delle loro regole (scritte e non), degli stupratori di corpi e coscienze (americani e non – gli “occidentali”, i professionisti dello stupro immaginario, matrice e calco di quello reale…).

Il denaro è il medium dei media… lo stupratore principale. L’equivalente generale delle inclinazioni sessuali… Qui la Rai snocciola il tariffario thailandese (lo faccio anche io ora, ma per svelare l’ambiguità irrisolvibile della notizia pubblicata…): 7 € la prestazione, 400 € il salario mensile, 5.000-10.000 € una piccola schiava, ecc…

“Noi siamo la loro fabbrica”… Il Pedofilo si vede dunque come la macchina di una fabbrica… al cui corpo si attaccano operaie e operai giovanissimi. Per loro si tratta, al massimo, di sfruttamento del lavoro minorile… deve diventare una questione professionale (“un lavoro come un altro”), esperienza desensualizzata, disposizione di corpi a disposizione (come nel più classico dei “quadri” di De Sade).

Forse quello che viene ucciso è proprio l’aspetto propriamente vitale, sessuale… Quello che più si odia è proprio ciò che sfugge alla macchina, alla fabbrica… Corpi connessi a forza, innestati alla macchina “pére-verse” (nel senso inteso da Lacan, qui a pag 5). E’ una passione fredda, gelida… roba da killer.

E’ come un soldato che uccide per divertimento   in Afghanistan, facendo il tiro al bersaglio coi civili… o forse peggio. Poiché si tratta di educarsi all’insensibilità… (forse per questo accade proprio in Thailandia e dintorni, dove transita oppio, ci si narcotizza, ci si assuefà, ecc…).

Si è pronti a questo punto ad ingozzarsi di pop-corn seduti sul divano davanti ad un mega schermo al plasma che trasmette a ripetizione quei delitti erotici, esotici, narcotizzanti che chiamiamo palinsesto… E questo delitto contro la propria immaginazione, purtroppo non è esclusiva di qualche turista zozzone… non è così lontano…

Probabilmente il brodo di cultura della pedofilia (se non la pedofilia stessa) sono gli stili di vita occidentali, l’indifferenza alla vita, sempre più “schermata”, spettacolare, di cui necessita il Mercato, la percezione estetica contemporanea… il Pene Capitale

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12 Risposte

  1. valeriomele

    Per non parlare del sentimentalismo, delle anime piangenti che si sovrappongono alla violenza nuda e cruda e delle musiche di Allevi… che forse sono il vero orrore…

    30 dicembre 2010 alle 19:31

  2. valeriomele

    …Le donne ("tutte le donne") che si redimono agli occhi degli spettatori solo se distese e moribonde su un letto d'ospedale, ammalate di AIDS… Voglia di sublimazione e martirio che sposa perfettemente l'immaginario della pedofilia… Diversamente sei solo una puttanella da quattro soldi, senza anima, da ammazzare, indegna di ascolto, per la Rai… Insomma, uno spettatore.

    30 dicembre 2010 alle 19:59

  3. valeriomele

    L'importante è difendere il Sacro Bambino Obeso.

    30 dicembre 2010 alle 20:13

  4. utente anonimo

    Che la violenza o l'istigazione di questa sia funzionale al sistema è cosa già nota. Ma questa scelta assuefatta nel tempo diviene il paradigma della "civiltà" (=sistema, potere… o qualsiasi cosa che rappresenti il pensiero tipo: io so io, e tu non vali-sei un cazzo…) stessa. Difatti stati, governi, "recepiscono" solo la violenza è l'unica con cui "dialoghino", l'unica che riconoscono. Non solo perché la vogliono, ma perché egli stessi sono promotori e promulgatori di violenza. Quindi la violenza stessa; nelle sue varie sfaccettature, dal malandrino all'omicida alle stragi di stato (create nel proprio o in quello altrui), ai genocidi ecc… Cosi' l'attenzione corre ad un  sampietrino (scusa una pioggia di sampietrini che oscurano il cielo di Roma…), ad un corpo sapoificato, ai segni delle sevizie sui corpi di un bimbo… De Sade fra un quadro e un'altro scriveva "pipponi" politici… Ora avviene il superamento del sadismo… solo quadri e niente filippiche…  ma soprattutto tanta indifferenza, o meglio l'incapacità culturale di acquisire un processo interno alla viltà umana. Ciò che temono pervertono ed usano perché è l'unico linguaggio che conoscono e riconscono. Un radicato razzismo (paura, odio) che esportano come collante di se stessi, in ogni luogo e fatto. Tradotto in termini sociali, politici ed economici… sono quei sacrifici in nome del dio denaro! e non solo nella visione cattolica, ma a mio avviso ovunque c'è dio c'è violenza… invece chi ti ama ti pupa (=ti fotte). Come vedi l'odio e l'amore si avvalgono della stessa pasta… di quel brodo primordiale a cui non abbiamo mai attinto come superamento, ma solo come ad una scodella il cui liquido brucia e ti scotta… Buon anno!!!

    31 dicembre 2010 alle 11:24

  5. valeriomele

    Buon anno a te "anonima" commentatrice! 

    31 dicembre 2010 alle 13:11

  6. AW8

    mi trovo in parte d'accordo…
    (che bel discorso da fare 12 minuti prima di capodanno?)
    tu pero' non dimenticare che sei comunque occidentale e ragioni da occidentale…e che quindi ecco ti poni verso certe questioni con il tuo carico esperienziale e culturale verso qualcosa che e' al di fuori della tua esperienza e della tua cultura.

    questo non  significa che io approvo il pedofilo ed approvo che una bambina si prostituisca ma…vado al di la della mia cultura per comprendere che purtroppo il pedofilo che dice quello che a te perplime…purtroppo ha cinicamente e fottutamente ragione…..

    e rai tre come qualsiasi emittente televisiva approfitta di questa verita' cinica…
    doppia violenza verso queste bambine che  purtroppo non hanno un esempio diverso come potremmo avercelo noi e che quindi purtroppo si, non sono altro che un ingranaggio del mercato.

    chiediti come mai lo tsunami del 2006 ha movimentato così tanto l'occidente?

    31 dicembre 2010 alle 22:54

  7. valeriomele

    Beh… per esempio hanno anche venduto ai paesi intorno all'Indocina costosissimi rilevatori di tsunami da mettere in fondo all'oceano, che tra l'altro manco funzionano…

    Poi certo che il pedofilo dice la "verità"… ma a me non perplime tanto la verità del pedofilo, o il fatto che vi sia una fabbrica della pedofilia, ma il fatto che vi sia una cornice assolutamente complice da cui nessun occidentale può trarsi fuori… In sostanza dico che i media (tutti quelli che usiamo, compreso forse queste parole su un blog, cui magari dò una valenza critica, una capacità di allargare la "cornice" del fenomeno della crudeltà di questo colonialismo erotico a caccia di vergini da uccidere) sono uno stupro… che in thailandia o in indocina viene semplicemente messo in atto realmente… mentre qui avviene simbolicamente come un linguaggio ormai consolidato, un brodo di cultura dello stupro, che è anche stare a guardare sul divano la guerra in Afghanistan che rende possibile il benessere dello spettatore schermato al plasma, a 52 pollici… o che è lo spettatore stesso stuprato da immagini che scavano nel suo immaginario, deturpandolo, prima ancora che questo si "formi"… (Perciò mettevo come esempio il Bambino Grasso davanti al televisore, per difendere i privilegi del quale è necessario stuprare altrove bambini più magri… Probabilmente quel Bambino Grasso è lo stupratore stesso, il Pedofilo, colui che crescendo sa che si deve odiare l'infanzia, sa che si deve ammazzarli da piccoli, prima che formino una disciplina diversa da quella del Mercato… Il Pedofilo dice la "verità" anche quando gioisce della sua onnipotenza nel poter comprare tutto, persone, anche la telecamera che lo riprende… dice "Io sono Dio"… Per me è solo uno stronzo… ma nel suo delirio segue il motto americano "In God we trust", stampato sul dollaro…).

    Buon anno in ogni caso… con l'augurio di rimestare, distruggere e ricostruire diversamente, nel magma della nostra immaginazione, tutte le storture che pervadono il modo di vivere e pensare occidentale e non…

    1 gennaio 2011 alle 11:22

  8. certo che un occidentale puo' tirarsi fuori, scegliendo. operando quella disobbedienza che non e' appannaggio ne di queste destre e sinistre semplicemente asservite alle caste, ma di chi usa il cervello. e lo usa attivamente per scegliere, valutare, considerare, pensare.

    per amare…per gioire e indignarsi. e promuovere a partire da se un nuovo modo di esistere.

    3 gennaio 2011 alle 06:48

  9. valeriomele

    Il problema più che originato da modi di pensare, stili di vita o modi di esistere, nasce dalle nostre pratiche quotidiane, da quel che facciamo tutti i giorni… per lo più assecondando il movimento di cui volenti o nolenti siamo parte… Usare soldi europei (che ingrassano un capitalismo sempre più virtualizzato, finanziarizzato, lontano, oligarchico, anti-democratico), la carta di credito, arricchire multinazionali senza scrupoli con i propri acquisti, continuare a credere nella religione del Lavoro (per lo più inutile, se non dannoso) che produrrebbe ricchezza, ecc… I nostri pur liberi e brillanti pensieri sono fumo al confronto di quel che in pratica facciamo e contribuiamo a sostenere più o meno volontariamente…
    Direi dunque che occorrerebbe criticare questi modelli diventuti ormai abitudini consolidate e proporre PRATICHE differenti… che contrastino la trinità LAVORO-DENARO-MERCE, il Grande Stupratore…

    3 gennaio 2011 alle 09:29

  10. utente anonimo

    … non bisogna andare troppo lontano.

    Vogue Paris December 2010/January 2011 Issue
    da un articoli di Femminismo al Sud

    11 gennaio 2011 alle 01:32

  11. utente anonimo

    Anch io trovo che il reportage sia orrido.La penso cosi  perche anch io sono uno dei tanti europei che si recano una (o anche piu volte)all anno in Thailandia e spesso sono stato proprio a Pattaya,la localita della quale si parla nel reportage.
    Pattaya e sicuramente una meta del cosidetto"turismo sessuale"ma il reportage amplifica in maniera incredibile il fenomeno…mai vista nessuna compravendita di bambini,mai viste ragazze costrette a prostituirsi per colpa di organizzazzioni criminali,mai visti turisti cosi "idioti"come quelli nel reportage…
    E vero,a Pattaya ci sono migliaia di ragazze che si prostituiscono per strada,nelle discoteche,nei club….e come in tutto il mondo ci saranno anche le eccezioni.Ma descrivere Pattaya come una discount per pedofili non corrisponde assolutamente al vero.
    Questo reportage e in definitiva " una costruzione ad arte "(basta vedere le interviste fatte ai turisti)…

    16 luglio 2011 alle 08:51

  12. valeriomele

    L'intento del post non era comunque quello di denunciare la "pubblicità negativa" di un'attività così orrida… quello semmai è un merito del documentario… Nessun negazionismo da parte mia. Certamente quei turisti idioti non erano comparse e tantomeno le ragazzine… Se lei di persona non ha trovato che vi siano minorenni in vendita come descritto dal documentario può darsi che non le sia capitato di ritrovarsi in quegli stessi precisi luoghi (a proposito che ci faceva da quelle parti?)… Non è la veridicità del documentario quella di cui discutevo…
    Non rilasciamo commenti che potrebbero far comodo al turismo sessuale pedofilo, prego…

    16 luglio 2011 alle 12:29

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