videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Noi festeggiamo domani…

 «Basta con la bandiera rossa bagnata del sangue dei nostri soldati. Io inalbererò la BANDIERA NERA, che porta il lutto dei nostri morti e delle nostre illusioni» (Louise Michel)

140° anniversario della Comune di Parigi

Domani, 18 marzo, festeggio il 140° anniversario della Comune di Parigi… un modo per superare le celebrazioni di oggi, dell’Unità di un sanguinario Stato Nazionale come lo è stato, e lo è tutt’ora, l’Italia (…come lo sono del resto tutti gli Stati Nazionali) e altre pericolose finzioni (patri-ottiche, patri-moniali e patri-arcali…) che fungono da copertura a bande ben organizzate, appunto, sia a livello nazionale, che internazionale (è il caso dell’EU, dell’ONU, della NATO, ecc…) o globale (l’FMI, il WTO, le mafie, ecc…).

In questa triste giornata che celebra lo sterminio dei contadini meridionali da parte dell’esercito sabaudo e le successive imprese criminali italiche (fino al Trattato Italo-Libico per far fuori i migranti africani), consiglio la lettura di post come questo di Miguel Martinez (Kelebek), che considera la Patria e le celebrazioni patriottiche uno “spettacolo postumo”. Alcune frasi:

“La Mano Invisibile non avrebbe potuto controllare il pianeta, senza gli eserciti, gli esattori fiscali e le scuole.
Ma la stessa Mano Invisibile oggi sta spazzando via lo Stato Nazione. […] Il capitalismo globale non è certo una novità; però negli ultimi decenni, è diventato insieme sistema unico di governo reale e ideologia totalizzante”.

…e questo tanto incazzato di Riccardo Venturi (Asocial network) , fine filologo non dell’orribile Inno di Mameli (che un Roberto Benigni nazional-patriottico, ormai in preda all’alzheimer, cantava sussurrando a Sanremo), ma dell’Internazionale (scippata in seguito dal “gran Partito” dei fucila-rivoluzionari…) e di altri canti comunardi… (C’è persino un’Internazionale femminista… non lo sapevo!).

Bandiera nera esposta alla finestra,

come a significare che non si vuole nessuna bandiera, nessun confine, nessuna patria, nessuna identità

 …mentre diluvia sulle teste vuote (ecco cos’è questo rumore…) e sulle parate.

“Plus que jamais nous bambochons”… così scriveva il poeta Arthur Rimbaud in “Chant de guerre parisien”, in piena insurrezione parigina del 1871… Ridacchiava trasformando le bombe di petrolio che scoppiavano sui tetti, in un “più che mai noi facciamo baldoria” o… “cazzeggiamo come fanciulli”, tradurrei a senso il suo bambochons… Dev’essere questa la vera origine dei “bamboccioni” di Schioppa (…che nel frattempo è schioppato); modo inaccettabile di definire i disoccupati, i precari, gli esclusi dal banchetto della rendita di una classe gerontocratica, mortifera, sempre più arrogante, oligarchica, corrotta, ingorda, grottesca…
Aggiungerei, correggendo il poeta veggente (ahimé, futuro mercante di schiavi in Africa…), che non era proprio un gioco di ragazzini lanciare quelle bombe… e che occorrerebbe rompere completamente qualunque metafora familista (altro che enfant de la patrie… o fratelli d’Italia!)… che tuttora sopravvive nei recenti riot (per esempio nell’ascolto paterno dei book bloc da parte di Napolitano… patetico quanto neutralizzante… necrotizzante)…

C’è chi, non senza una certa sagacia e un certo cinismo, critica questa attitudine riottosa come borghese in nome di una totalizzazione panborghesista: tutti colpevoli, responsabili e coinvolti… Io non ci sto a questo tirarmi i vestiti per inserirmi nel club esclusivo metropolitano… Sì, lo so… suona sinistro il “Noi che non siamo niente, saremo TUTTO” dell’Internazionale… ma non si può affermare senza malafede che l’incubo della democrazia totalitaria che viviamo, sia la realizzazione di quella volontà che fiammeggiava tra le barricate…
Via dalla libertà come scelta tra merci differenti, come scelta tra divise monetarie e bandiere differenti… La libertà non è all’interno del sistema economico che ci tortura da qualche secolo in qua… e continueremo a chiamarci fuori e a volerne uscire… con la forza e la continuità di nuove pratiche, nuove istituzioni, nuove rivolte contro il Profitto e lo spettacolare dispiegamento delle sue soggettivazioni…
Assediare, bloccare, sottrarsi.

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Una Risposta

  1. valeriomele

    Louise Michel, ci hanno rovinato la festa… Proprio il 18 hanno dichiarato guerra…
      
    "Amis, il pleut de la mitraille.
    En avant tous ! Volons, Volons!
    Le tonnerre de la bataille
    Gronde sur nous… Amis, chantons!
    Versailles, Montmartre salue.
    Garde à vous ! Voici les lions!
    La mer des révolutions
    Vous emportera dans sa crue".

      Niente volonsno fly zone

    19 marzo 2011 alle 03:17

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