videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Appunti sulla visita alla G.N.A.M. di Roma (…e le mie foto)

In occasione della “Notte dei Musei 2011”, ho approfittato per fare una visita alla “Galleria Nazionale di Arte Moderna” di Roma, dove c’era anche la mostra sui Preraffaeliti… Ho anche le foto ad alta risoluzione per farne dei poster… Qui uno slide:

Credo di aver scattato delle belle foto… anche se non sono i quadri e le statue viste dal vivo… I riflessi in alcune foto mostrano quanto siano male esposti alcuni quadri (faretti fulminati o mal direzionati)… ma stando vicino alle pennellate degli autori ci si può spostare per vedere meglio… l’astrattezza o la matericità del dettaglio, l’insieme, i volumi, la fattura, le mille percezioni della stessa cosa (…quella tecnicamente riproducibile con una macchina fotografica e stampabile, scansionabile, visionabile su schermo, ecc…). Attraverso le opere stringi la mano di Gustav Klimt, di Dante Gabriel Rossetti, di Edward Burne Jones, di Gaetano Previati (il mio preferito). E questo non lo potresti fare attraverso una fotografia. Non troveresti il varco

“Venere che apre i cuori”… con le armi di Eros+Psiche (freccia+farfalla)… Troppo comodo…

Esageratamente leziosi, spocchiosi, i Preraffaeliti… Quel che si intende per “torre d’avorio”… Il che non esclude l’addensarsi di un’evanescente bellezza che fiorisce nella solitudine dorata… e che conserva le tracce di un doloroso ripiego. Quello che tutt’ora viviamo nel chiuso delle nostre case-celle.

E poi c’è sempre tutta questa carne nei quadri e nelle sculture di fine ‘800 esposte alla Galleria Nazionale di Arte Moderna (chiamata, con un pessimo acronimo mangereccio, “GNAM”)… gettata in terra, rapita, avvinta da perversità e lussurie varie, esotica, pagana, improbabile, kitsch… che, con una progressione sadiana (nel senso de “Le 120 giornate di Sodoma”) slitterà verso i cumuli dei corpi di Auschwitz… Voglio pensare che sia stata una deviazione feroce dalla delicatezza e dall’interesse per la linea curva femminile… Un po’ come Nietzsche che avrebbe potuto non essere frainteso dal nazismo… Ma la morbosità che ha accompagnato la dissoluzione dell’idealismo e la sua mistica contorta (fino ai suoi ultimi lampi genocidi) c’è tutta…

Nell’epoca della pornografia, rivedere tutto questo prurito degli artisti, che provava a bucare le maglie della Storia, fa pensare che sarebbe potuta andare diversamente… rispetto alle orribili, tetre e segaligne figure del Ventennio cui è stata indegnamente dedicata una sala della GNAM (…ma del resto siamo nella città che ha come sindaco un tale sposato alla figlia del fondatore di Ordine Nuovo e che compra le case occupate da movimenti di estrema destra).

Il Simbolismo e i suoi misteri sono rimasti chiusi nel silenzio impotente di una cospirazione silenziosa (estatica, dionisiaca, allusiva, individualista) degli artisti, che evidentemente non è riuscita… se non degradandosi a seduzione pubblicitaria o fosse comuni. Secondo me li ha fregati l’Ideale… che continuava a sopravvivere come un pericoloso fantasma distruttore, pur nella nietzschiana assenza della Verità e di Dio, grazie ai suoi apparati coercitivi che erano rimasti tutti in piedi… Avrebbero dovuto ridere di più delle forme e fare qualcosa, invece di affermarsi come artisti liberi, eccentrici, ai margini di una Società che stava rimpiazzando i Sovrani fino a diventare l’orribile “soggetto sociale globale” che regna nella bruttezza e nella perdita completa delle conoscenze e delle abilità artistiche e artigianali delle attuali “democrazie” (l’arte contemporanea, se pur suggestiva o consapevolmente insensata, la potrebbe fare chiunque… Alla fine sono cacate, come quella inscatolata di Manzoni… S’è persa la fattura, ma anche l’arte… c’è solo deformità o design
Il punto è che noi stessi siamo arte, siamo artati, costruiti, senza Verità, ma vivi… Non siamo fatti in serie come vorrebbero succedanei macchinizzati dell’Idealismo… Semplicemente non ci rendiamo conto delle potenzialità che potrebbe avere questa consapevolezza, se solo si ribaltassero i rapporti di forza e di potenza… e si usassero i loro strumenti, superando la divisione del lavoro e la catena di montaggio che frantuma le conoscenze e le ideologie in memi, che separa gli spazi, crea tornelli e confini e che ci considera mero materiale, merce, risorsa, mucchio di competenze messe a profitto… o spreco, rifiuto…
Il libero accesso ai musei ha suggerito anche questo… dovrebbe essere sempre così e dappertutto… anche nelle caserme, anche nei manicomi, nelle prigioni, nei luoghi di lavoro…).

Qui, di questo culo di marmo, incomprensibilmente nascosto ai visitatori, su cui è scolpita persino la cellulite, che non è donna ma è marmo solo per caso… dicono così:
L’ambiente è stato intenzionalmente caratterizzato, per la statuaria, dalla figura femminile nell’immaginario spiritualistico di fine secolo: l’innocenza, il peccato, la maternità, la vedovanza. Anche la selezione dei dipinti, di scuola romana e settentrionale, si subordina al clima simbolistico ed evocativo proprio della parabola crepuscolaristica “in negativo” di fine Ottocento che l’esordiente Boccioni definirà “emporio di sentimentalismo moderno”.

Con Boccioni però la luce (…la pennellata) sapientemente scomposta da Previati e dal suo Divisionismo si fa violenta, deformante, anti-accademica… fino ad approdare al ribellismo fascistoide e bellicista del Futurismo marinettiano… Quelle potenziali soggettività femminili vengono sfregiate, scomposte, macchinizzate… Si dovranno attendere gli anni ’70 per cercare di liberare quei corpi dalle stratificazioni edipico-masturbatorie maschili (perciò queste madri o peccatrici erotizzate scolpite nella fredda pietra… provate voi a penetrare una donna di marmo!… essa è interdetta al sesso in modo evidente, pur evocando l’agognato contatto ad ogni levigata dell’artista o alla possibile carezza del visitatore)… e gli anni ’80-’90 e questo primo decennio per ritornare prepotentemente alla restaurazione senza fronzoli del circo del desiderio masturbatorio (sempre maschile… tendenzialmente violento, imbecille e con donne anorgasmiche) con l’estetica porno o con le modelle e veline varie… Con l’erotismo hard(ware) e soft(ware)… a seconda delle gradazioni di intensità… con i videogame ammazza-e-spara veri o virtuali…

Insomma, quel che intendo dire è che quella sensualità e quell’interesse morbosetto di fine Ottocento, nelle loro promesse mancate, forse erano meglio dei loro sviluppi… Su qualche statua si deposita persino la polvere. Più nessuno le accarezza.

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4 Risposte

  1. Lo GNAM ( acronimo del cazzo, come del resto la stragrande maggioranza degli acronimi in lingua italiana ) lo visitai l'estate scorsa, mi piacque anche se non quanto il fantastico Moderna Museet (se cosí si scrive…) di Stoccolma… Fatto curioso, quello futurista é uno degli stili che preferisco-parlo di estetica, le idee portate avanti dagli artisti sono un'altro paio di maniche, anche se non bisogna dimenticare che per un Severini c'é stato pur sempre un Novatore…

    18 maggio 2011 alle 22:07

  2. valeriomele

    Certamente c'è un'altra storia del futurismo… Non avverso tutte le avanguardie e le sperimentazioni del Novecento. Di sicuro in Italia una certa sovrabbondanza retorica ha fascistizzato l'esuberanza anti-accademica dei primi cimenti futuristi, mutandone la marca eversiva… che aveva in comune sia col Dadaismo  che con l'Espressionismo (io preferisco quest'ultimo insieme ai surrealisti "eretici" come Artaud… e l'ispiratore di tutte le avanguardie possibili, Alfred Jarry). La sperimentazione pop, o i "concetti spaziali" di Fontana, sono, a mio avviso, una demente e spocchiosa presa per il culo… Bastava Duchamp… La provocazione per cui nei primi del Novecento rischiavano di essere menati, s'è tramutata nei decenni in preziosa mer…ce, nelle mani di avidissimi e abilissimi mercanti d'arte… come pure fu l'anarchico Arturo Schwarz, cui si deve la presenza al museo dei ready-made di Duchamp… Polveri bagnate. Non ci interessano.

    Ci sarebbe piuttosto da interrogarsi sul senso del museo… sul perché certi oggetti siano disposti in bacheca e sorvegliati manu militari… Cosa si archivia? Cosa si nobilita?…Perché finiscono al museo quelli che volevano dar fuoco ai musei? Perché ancora, nonostante la dissoluzione della forma quadro o statua in istallazione o design, si cerca questa metafora… Si cataloga l'originale… Di che godiamo? (ho provato a spiegare la promessa deludente dell'erotismo di fine Ottocento… che, oltre all'aspetto edipico-masturbatorio-castrante, è forse un tentativo di lenire i sensi di colpa coloniali, attribuendo seduzione fatale ad esotismi ed erotismi irresistibili, da predare… stuprare… accatastare in pile di schiavi… o resta comunque un sublime perdersi nelle più belle visioni psichedeliche che la storia dell'arte ricordi, forse per sfuggire alla realtà orrenda della "civiltà" industriale nascente, quella stessa che ha portato al sempre imminente disastro senza soluzione dei nostri giorni… forse per creare immaginari mai realizzati… e sono quelli che mi interessa mettere all'opera).

    19 maggio 2011 alle 02:32

  3. Ho sicuramente un rapporto ambiguo con i musei: mi interessano, li visito, provo piacere nell'ammirare le opere d'arte esposte…ma al tempo stesso penso che i musei non dovrebbero esistere, inoltre-tornando al futurismo-nemmeno dovrebbero continuare ad esistere le opere d'arte di chi voleva distruggere tutto ció che diveniva col tempo vecchio… Un'opera dovrebbe rimanere legata al suo contesto, non isolata in un edificio insieme ad altre opere "decontestualizzate". Sembrava che almeno la cosiddetta street art potesse sconfiggere la tendenza del "chiudiamo tutto ció che gli esperti ritengono sia degno di venir chiamato arte in un mausoleo", ma i fatti dimostrano che non é cosí, basta pensare ai lavori di Banksy, almeno a quelli che non sono stati distrutti dai bigotti che continuano a dire che un graffito é vandalismo e non arte- anche se in fondo sono proprio quei bigotti, paradossalmente e in modo del tutto inconsapevole, a mantenere integra la natura di una forma di protestArte come quella dei graffiti…

    20 maggio 2011 alle 14:37

  4. Mille complimenti ,un post stupendo!

    20 ottobre 2011 alle 03:35

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