videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Universi-bolla quadridimensionali si infrangono contro l’orizzonte degli eventi…

 

http://cache1.asset-cache.net/xd/92887885.mov?v=1&c=NewsMaker&k=2&d=62CA815BFB1CE4800AA5C54E9CFCAFDB98C9093FE4C4A24BFD0C37D6EA6AD706
 

(Una divagazione estetico-intuitiva riguardo alle dimensioni che comprendono la nostra, suggerita da alcune teorie della meccanica quantistica e della gravità quantistica, che parlano tra l'altro di orizzonte degli eventi).

Per analogia, vedo, nel movimento con cui una bolla si strozza per diventarne più di una, questo passaggio da "buco nero" a "buco bianco"… Quest'ultimo a mio avviso potrebbe essere il big bang di un nuovo universo…
Sempre nell'analogia, il confine della bolla, come la linea di superficie, sono l'orizzonte degli eventi di ciascun universo-bolla, quello al di là del quale perde di senso l'unità quadridimensionale (spazio-temporale, definita da x,y,z e t). L'acqua in cui gli universi sono immersi e l'aria soprastante rappresenterebbero altre dimensioni che comprendono le 4 conosciute di cui possiamo avere esperienza e nelle quali ha senso per gli scienziati condurre esperimenti… Nell'acqua in questo caso non avrebbe alcun senso la singola bolla in sé (la sua relativa realtà spazio-temporale) ma la somma di tutte le perturbazioni che spostano gli universi dalla dimensione acqua a quella aria. Nell'acqua cioè non fluirebbe il tempo come distinto in presente-passato e futuro, ma come un insieme indistinto in cui le probabilità spazio-temporali hanno già creato forme definite, orizzonti di realtà (unversi-bolle, appunto). In una simile dimensione l'inizio, il presente e la fine di ciascun universo convivono, sono individuabili in un punto qualsiasi e secondo una direzione a piacere (un po' come accade per la posizione probabile dell'elettrone nella sua orbita). L'acqua preme, perturba e deforma gli spazio-tempo, gli universi-bolla, li costringe nella loro evoluzione temporale, ne accelera o rallenta la dinamica dei movimenti (ecco che si spiegherebbe anche l'accelerare dell'allontanamento delle galassie, l'accelerazione del redshift), prima di consegnarli all'"aria"… E l'aria cosa potrebbe essere se non la pressione che produce gli universi spazio-temporali, solo più allentata, divenuta gas?… ecco dischiudersi un impensabile spazio-tempo senza orizzonte… Una sorta di rimescolamento del tempo, dei poliversi (o multiversi, dicono i fisici) dallo spazio-tempo reversibile… si sarebbe liberi, se si potesse essere e vivere in quella dimensione, di non essere se stessi, di andare avanti e indietro nel tempo, trasformarsi… Ovvio che secondo questa logica frattale le variazioni e i cambiamenti di stato possono essere infiniti… all'aria potrebbero aggiungersi infiniti altri elementi e dimensioni… in una processione senza origine, né fine, complessivamente senza senso… ma in-finita, localmente sensata…
(Scartando le noiosissime ipotesi di un tutto che sia un perfetto niente o un tutto pieno omogenei) Dio sarebbe infinitamente torturato dalle esistenze e dalle fasi di transito, dunque non esisterebbe mai in quanto Tale… Noi siamo una di quelle sevizie… seviziati a nostra volta dalle turbolenze che ci scomporranno in nuove forme… piccole divinità provvisorie relativamente felici di esistere e terrorizzate dalla loro fine relativa…
Non credo ad ogni modo che dimensioni diverse non possano comunicare tra loro (se già non lo fanno… la natura animale e del pensiero si muove in modo molto misterioso per esempio)… Mi piacerebbe imparare a cambiare forma. Prima di morire, possibilmente.

Il bello è che, dopo aver scritto queste righe, scopro che qualcuno ha già pensato un multiverso inflattivo a bolle! 🙂

"L'universo sembra un enorme frattale in crescita. Consiste di molte bolle inflattive che producono nuove bolle, che a loro volta producono altre nuove bolle, ad infinitum. Perciò l'evoluzione dell'universo non ha fine e può non avere alcun inizio. Dopo l'inflazione, l'universo si divise in domini differenti di grandezza esponenziale nei quali le proprietà delle particelle elementari e anche le dimensioni dello spazio-tempo potevano essere differenti".

Chi ha scritto queste parole è uno scienziato appassionato di riflessi sull'acqua e un grande fotografo… Un fratello frattale russo… solo un po' più ricco di me…

Annunci

7 Risposte

  1. valeriomele

    Anche se non mi piacciono i termini "inflazione" o "bolla"… sembrano quasi duplicare e replicare l'immaginario del capitalismo…

    6 luglio 2011 alle 22:06

  2. utente anonimo

    Sarà per questo che ogni volta, quando alzo gli occhi al cielo, di notte, mi sembra di perdermi tra i puntini luminosi.

    22 luglio 2011 alle 18:08

  3. Beh l'infinito è sempre un argomento interessante e anche la trasmissione del pensiero. a volte due persone lontanissime fanno le stesse scoperte, l'importante è chi arriva prima molti Nobel si son persi per questo…

    9 agosto 2011 alle 16:30

  4. valeriomele

    Dal paragrafo undici in poi del 3° capitolo di questo libro vengono presentati degli esperimenti davvero paradossali, tra cui quello di Mandel (di cui non ci sono molte tracce in rete…) circa l'apparente duplice natura (onda/particella) del fotone…

    Mie riflessioni…

    Dal punto di vista della (velocità della) luce le geometrie spazio-temporali del mondo si generano in ogni momento. Non le pre-esistono. La luce arriva prima di giungere a destinazione in quanto il mondo fisico (esperibile da un essere vivente) dal suo punto di vista sarebbe indeterminato e inosservabile. Questo basta per violare la causalità degli eventi. Eppure su scala astronomica la luce sembra viaggiare "lentamente" e una sbarra lunga un anno luce impiegherebbe almeno un anno a trasmettere il suo movimento da un capo all'altro. Insomma, perfino il movimento sembra essere un'onda, più che una solida certezza. Ovvero esiste solo in virtù della sua possibilità locale, del suo campo d'esistenza. Alla velocità della luce questo campo di esistenza è solo probabile. Semplificando artificialmente le geometrie spaziali di propagazione, dunque la sua probabilità, la luce prende strade determinate e si comporta come un corpo. Il raggio di luce, anche dopo svariati sdoppiamenti e deviazioni di percorso, non ha cioè un inizio e una fine in senso temporale, ma è la sua durata… Conosce il suo bersaglio fin da quando viene emesso e si regola di conseguenza… L'osservatore è solo una variabile esterna che ne forza il comportamento (da probabilità ondulatoria, a particella priva di probabilità alternative di percorso, impedendone il 50% delle possibilità quando la scelta è tra due percorsi, dunque restituendo alla luce il 100% della sua "fisicità" e mostrando dunque la sua natura "corpuscolare"… che altro non è che una forma d'onda particolare…).

    Qui un possibile esempio di "collasso d'onda" (del suo campo di possibilità, qui visto come una "bolla") in un punto…

    Ancora sull'esperimento di Mandel: qui.

    13 agosto 2011 alle 17:49

  5. valeriomele

    Fisici Ricreano la “Fine del Tempo” In Laboratorio.

    Chi l'avrebbe mai detto che la fine dei tempi è un quadrillage… (è proprio un carcere la mente di certi fisici… vedono il mondo a scacchi, come Cartesio che si misurava la sua res extensa, la sua "cosa estesa"!… come quel generale che ammoniva su rainews24 riguardo alla necessità di "curare il giardino di casa", riferendosi ai finanziamenti per le guerre).

    Allo stesso modo gli adolescenti si misurano la lunghezza del pene, ecc… (ma che senso ha senza controparte?… cosa non si misura con l'estensione cartesiana? perché mai la divergenza elettromagnetica longitudinale ad un foglio a quadretti dovrebbe spacciarsi per una fine del tempo? cosa c'è oltre il "giardino di casa" del generale?… Costoro non vedono che il proprio cazzo… i propri attrezzi, il proprio canone, il proprio cannone).

    Quel che i fisici chiamano orizzonte degli eventi io lo chiamerei più propriamente orizzonte paranoico degli eventi… E non esistono "metamateriali"… tutto è materia.

    17 agosto 2011 alle 00:59

  6. Pingback: Per una teoria del di-vertimento e della di-versione « Valerio Mele

  7. Pingback: Barriere coralline | Valerio Mele

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...