videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Risveglio

E c’era sulla finestra (mentre ancora ciò che potrebbe definirsi l’osservatore cosciente, un abbozzo di “io” che si sforzasse di distinguere, non era presente) un’altra finestra e un’altra ancora… una decina di finestre diverse, con o senza balcone, alla destra del letto, che si sovrapponevano… Dieci lunghi secondi (almeno tali potevano sembrare) nei quali prevalevano le rassomiglianze e ancora non c’era una definizione temporale dello spazio… Poi, mano a mano, il catalogo invisibile (l’invisibile alito di morte che crea le distanze disponendo il vivente ad una perfetta passività verso ciò che viene, il -getto invadente del futuro) differenziava, scartava, cancellava le finestre fuori contesto, rapidissimamente, ma non abbastanza perché non le si distinguesse ancora, in sovrimpressione… Poi “io” mi sarei svegliato, con accanto un corpo di donna contestualizzante, che aveva condotto alla scelta della finestra giusta… quella di quel momento, di quella stanza, della mia stanza da letto… con lei accanto. Ripetuta centinaia di volte, ma lei. Riflessi in controluce sul profilo della sua spalla. Sono sveglio.

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6 Risposte

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  3. L’altro giorno ho sognato di leggere un curioso libro le cui illustrazioni se sfregate potevano cambiare… inoltre, una volta letta una pagina, se si ritornava a leggere, cambiavano parole e immagini…

    Un po’ come leggere i pensieri… la ri-petizione prevale… ri-chiedo, attendo conferma, immaginando, annusando, assaggiando, toccando, ascoltando un evento sensoriale qualsiasi… e muovendomi di conseguenza… giocando incomprensibilmente d’anticipo… dal momento che vengo dal futuro

    Sono (o suono) l’esteriorità che viene, che si -gettiva, che si piega e non si s-piega.

    14 luglio 2013 alle 01:27

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