videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

La pelle di Borsellino

Vogliamo riempire di contenuti questo lutto per un giudice che da giovane militava nel FUAN, divenuto icona e martire bipartisan e in particolar modo della nuova “sinistra” legalitarista?
La lotta alla mafia da parte dello stato è senza senso, essendo entrambi parte di uno stesso sistema e funzionando con modalità simili (dispongono entrambi di un “organico”, di un esercito, di un sistema di alleanze, apparati, gerarchie, regolamenti, fondi, tangenti o tasse, ecc). La messa in scena della legalità delle “persone oneste” serve solo a coprire la legittimità delle “persone disoneste”… e non sono aspetti dissociabili… Senza esecuzioni la Legge non potrebbe mai essere esecutiva.

La differenza sta solo nel definire chi sarebbe legale ammazzare (su chi sarebbe legittimo ammazzare può esservi comunque accordo o “trattativa”…).

Entro i confini ristretti, particolari e storicamente determinati della legalità, il giudice B. è probabilmente un utile martire… ma sapendo come funziona praticamente l’applicazione delle leggi (gli ammazzamenti oltre-confine, il lento sterminio dei non abbienti, quello più rapido dei rivoltosi, ecc) e la violenza che rende legittima la Legge, c’è poco da farne un Eroe (come se esistesse da qualche parte uno stato sacro, con i suoi santi laici e un paradiso dei legalitaristi e dei giustizialisti… il che mi pare un’evidente astrazione priva di ogni senso storico e della realtà)… Diciamo che è morto perché ha sconfinato oltre il limite consentito dalla stessa Legge. Voleva vederne la Verità… come se ci si potesse aspettare qualcosa di diverso da un BUUUUUUUM!… tanto tritolo. Non c’è Dio e la Madonna a garanzia dell’ordine della Legge (disposta più che altro a difesa della legge strutturale del valore). Al massimo può esserci la Sacra Corona… o, più mondanamente, i necessari, “normali” e banalmente prevedibili meandri oscuri della “democrazia” e del capitalismo… quelli che decidono d’ufficio dello schmittiano stato d’eccezione… specie quando si rischia di svelare il segreto di pulcinella degli interessi particolari (o sistemici) dei dominanti.

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Una Risposta

  1. Anche Ingroia vuole la Giustizia (del resto è un giudice supportato da stuoli di “legalitaristi”…), intesa come “altro mondo” da Dell’Utri (che giudica Ingroia, non senza mefitica ironia, un “pazzo”)…
    Ma non ci si illuda: forzare la mano per sgominare la cosca precedente non significa dipingere un futuro luminoso di legalità, onestà, giustizia che risplenda per sempre sui destini progressivi di un capitalismo italico illuminato… ma solo spianare la strada ad un altra cosca o ad altre cosche più o meno internazionali…

    21 luglio 2012 alle 00:51

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