videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Dalla “liberazione sessuale” a GG Allin qualcosa deve essere andato storto…

Il punto è che il ritorno del rimosso, ovvero l’ipotesi “rivoluzionaria” post-freudiana che una produttività bruta, la libido, possa sollevarsi contro i tabù e le prescrizioni della “civiltà” modificandone le strutture, indica in realtà le risorse materiali (non impiegate direttamente nella produzione ma nel consumo distruttore di risorse) le quali dovranno essere riprodotte successivamente in qualche modo (che guarda caso è sempre lo stesso, questa sorta di immaginario “motore a due tempi” diviso tra produzione primaria e secondaria, economia e politica, struttura e sovrastruttura, ecc…). Spesso invece questo dispendio (è il caso di GG Allin, ma anche dell’ordine circense del porno, come dell’attuale modo di produzione) diviene immediatamente produttivo, dispositivo per capitalizzare (spettacolarizzare, simulare, feticizzare, surrogare) fino all’estremo (se non fino alla morte) la vita… precarizzandola, privandola progressivamente di qualunque possibile relazione, progettualità e strategia, chiedendo un “di più” irrecuperabile, imponendo sottilmente una sorta di obbligo debitorio “individuale” (“idiota” in senso aristotelico) che ha sempre strisciato nei secoli tra dispotismi e democrazie…


 Considerazioni postume (7 settembre 2012)

Ciò a cui teniamo di più e che riteniamo al di fuori del “sistema” o contro di esso è già capitalismo.
Non c’è una natura o una sessualità che sia estranea a questo rapporto sociale.
L’importante è cosa si monta e come (anche nel senso della sequenza di montaggio). La natura e il sesso sono un artificio.

Pensare (e vivere) a partire da questo. Nessuna nostalgia di una “sostanza” o di una “origine” perduta ha più senso. Ciononostante c’è sempre un fuori immaginario (che diventerebbe reale) da mettere in moto per scatenare i giunti della Grande Macchina.

Lavorio della morte o del futuro… dell’a-venire.

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3 Risposte

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