videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Per l’abolizione del matrimonio – a proposito di violenza sulle donne e matrimoni gay

Isolare, magari in una mostra, la violenza sulle donne dalla violenza rivolta contro altre categorie di viventi (al di fuori o a margine della benestante comunità “produttiva”, basata cioè sui dogmi del Lavoro o del Denaro, in un periodo in cui il sistema si dimostra tra l’altro ostile alla riproduzione dei viventi in quanto tali, dunque alle donne cui è ancora affidata la riproduzione materiale e cui viene per lo più richiesto il titillamento del desiderio di merci, dunque di loro stesse in quanto merci, o una deturpante1 identificazione coi modelli dominanti) è un modo per genderizzarla e sessualizzarla (farla rientrare nel frame patriarcale, maschilista o nella categoria fetish).

In questa cornice di denunce selettive si inseriscono anche le (apparenti) difese di regime della sessualità non riproduttiva (come la definiscono i preti, turbandosi e stigmatizzandola)… matrimoni tra omosessuali, i diritti delle minoranze omosessuali, l’aggravante dell’omofobia nei reati, ecc… quando è evidente che la questione principale è un’insensata estensione del “matri-monio”… (dall’etimologia: “scambiare o offrire una madre”… ma chi “scambia o offre in cambio una madre” in un rapporto omosessuale? ha un senso mantenere questo termine?) Non sarebbe il caso di porre piuttosto fine alla pratica tribale del matrimonio (che in realtà non è che una tutela del “patrimonio” mascherata)? (ad ogni modo il matrimonio tra omosessuali è la giusta parodia, molto liberoscambista, del matrimonio tra eterosessuali… Però che senso ha rendere il diritto di famiglia – o dei famigli -, relativizzandolo, qualcosa di gaio, di simpatico, di buffo?… a me, per esempio, il diritto non fa ridere affatto…).
Magari basterebbe chiamarli “sposalizi“, “unioni coniugali”, invece di “matrimoni”… (questo non toglie però la motivazione patrimoniale, l’obbligazione proprietaria, che c’è sotto… qui infatti credo che si parli più dell’estensione a tutti di un diritto proprietario molto discutibile, almeno per me… ciò non toglie che non sia decisamente coerente con il diritto attuale…).


1 si vedano le ministre di questa legislatura tecnica… e non mi riferisco al pur spaventevole aspetto…

Annunci

14 Risposte

  1. Paolo1984

    sarò sicuramente una vittima del Sistema, almeno ai tuoi occhi, dato che non vedo nell’unione coniugale lo stesso irrimediabile schifo che ci vedi tu (semplicemente ci sono unioni, etero o gay, serene e altre no) ma per me la questione è molto più semplice: nessuno è obbligato a sposarsi ma se una coppia etero o gay vuole sposarsi è suo diritto farlo. Punto

    23 novembre 2012 alle 14:49

    • virgola!… Infatti… mettevo in discussione proprio il continuo appello al diritto, come fonte di integrazione ad un sistema o, meglio, ad un’accozzaglia di dispositivi, che si trincera dietro il “monopolio della violenza” ed è armato fino ai denti… tu stesso che sei sposato, sei un dispositivo (lo dico senza offesa, non sono un umanista o un sentimentale, io stesso non mi ritengo così “umano”…), detentore di un contratto che ti garantisce alcuni diritti proprietari… come è ben spiegano questi svizzeri ai loro cittadini confederati, per esempio… Abolire il matrimonio lo intendevo come una provocazione volta più che altro a criticare, oltre che il diritto in generale, il diritto attuale basato sulla proprietà (privata o pubblica), che maschera da diritti una serie di obblighi (con conseguenti violenze eventuali, nel caso le unioni non siano più “serene”, per esempio…). Se tu ti identifichi con questo modello, buon per te (sei in buona compagnia)…

      PS: non ho certo io il potere di impedire che la gente si sposi, però si può sempre proporre di non basare il welfare (o meglio la sopravvivenza al di là delle logiche produttiviste o della “produttività”, che va tanto di moda) sulla pelle dei viventi o sul contendersi di immobili, mobili, ecc… sul diritto non scritto, “naturale”, che impone più o meno arbitrariamente degli obblighi e dei recinti ai famigli (figli, casalinghe, colf, animali domestici, ecc), ai dividui (in questo caso potrebbero essere amanti, avventure, viandanti, migranti e quant’altro) e a tutto ciò che non viene fatto rientrare nell’ordine della Legge e delle identità che promuove, privatizza, pubblicizza e propaganda…
      Detto questo anche io ho una relazione stabile… non è che non ce ne possono essere al di fuori del matrimonio… Altri preferiscono un de-siderio più errante e vago… ma sono gusti e circostanze…

      23 novembre 2012 alle 16:06

      • Paolo1984

        io non sono sposato, nè credo che ci si debba sposare per avere una felice e stabile relazione amorosa. Credo che chi desidera sposarsi non necessariamente veda l’altro come proprietà nè che l’oppressione sia connaturata irrimediabilmente al matrimonio o alla coppia monogama (c’è chi afferma anche questo)..magari mi illudo ma così la penso

        23 novembre 2012 alle 16:30

  2. A proposito di ministre e di violenza del diritto e per diritto, dopo la Severino con i lacrimogeni “rimbalzati” dal suo ministero, è il turno della Cancellieri che vorrebbe estendere il DASPO dagli ultras ai cittadini cattivi!… (ciò vuol forse dire che si pagherà il biglietto per manifestare???) anche se ammette che forse c’è qualche problemino di incostituzionalità… su prove interpretabili e discrezionali (vedi la nota n°2) si fonda la Forza, non il Diritto… ma la cosa grave è che giustifica questa misura eccezionale di repressione con l’aggravarsi della crisi economica… è da incubo il suo discorso di ieri al senato! Fascismo tecnico…

    E i sosia allora? i gemelli? le somiglianze? le coincidenze?… Ma quanta gente è in carcere su semplici supposizioni e leggi lasciate appositamente molto nel vago?… Nel frattempo se io volessi denunciare un fatto (che non sia in una manifestazione pubblica) a mezzo video, non lo posso fare perché viola la privacy… e allora si capisce da che parte sta la Forza (…cioè, dalla stessa parte del Diritto e di coloro che detengono il “monopolio della violenza”, come lo chiamano… oltre a quello del sale & tabacchi, oggi in parte liberalizzato, come il Diritto del resto… che serve sempre di più solo alla classe che si può permettere di prezzolare e influenzare i suoi giudici… già spontaneamente ingiusti di loro, per la loro condizione e per il potere che si arrogano).

    PS: dimenticavo… questo post è stato pubblicato anche da FaS, dopo il mio apprezzamento per i contenuti anti-identitari espressi da questo “manifesto”

    23 novembre 2012 alle 15:13

  3. Non tutti i Mali vengono per nuocere… compresa la violenza sessuale sulle donne come scusa ONU (CEDAW) per invadere gli stati alla periferia (sempre più estesa) dell’Impero… (come avevo notato in precedenza…). Già avevano inviato il trilaterale Prodi in avanscoperta…

    Leggevo di Maurizio Ferraris che considera il “dolore” (addirittura il suo racconto) come ciò che ci accomuna agli animali, dunque ad ogni categoria extra-umana o percepita come tale anche all’interno del consesso umano… Prontamente dall’alto si adeguano a questa nuova tendenza del “realismo” post-post-moderno (che in questo caso sembra più sadomasochismo sublimato, capace di comprendere solo le vittime come motore delle motivazioni umane) e rendono tutti partecipi della violenza sulle donne per pubblicizzarla come reato dei reati dall’esemplare carattere transnazionale, svuotandolo di tutta la sua portata antropologica, sociale, ecc… proprio per imporre le politiche transnazionali del capitalismo che si impongono ormai non più con la guerra guerreggiata (che è roba da stati nazionali), ma con il caos controllato (più o meno), con il libero mercato nero, regionale, del traffico d’armi, con la collaborazione strutturale e occulta col “nemico” e infine, se funziona il giochetto della propaganda, con operazioni di polizia internazionale (che a differenza delle normali operazioni di polizia comportano bombardamenti, anche con droni e killeraggi vari… aspettiamo che certe misure vengano usate anche sul fronte interno… dipende dalla prevedibile escalation della risposta popolare anche in Europa).

    27 novembre 2012 alle 23:12

  4. A conferma delle tesi di questo post un bell’articolo di FaS:
    http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2013/01/04/dellobbligo-di-fare-sesso-nel-matrimonio-la-moglie-e-una-puttana/
    In cui si scrive tra l’altro:
    “Mi chiedo, io che non penso gli uomini siano violenti e sesso/dipendenti per natura, così come non penso che le donne siano angeli/ascete/vergini senza voglie sessuali per natura, inclini solo a sgravare figli, a soccorrere palle e a curare ferite altrui: se c’è chi ancora ritiene che il sesso sia un “dovere di assistenza morale” invece che un piacere reciproco, perché non ci pensa l’Asl e ancora, poi, mi chiedo, perché mai c’è chi si ostina a puntare all’ottenimento di qualcosa di così vetusto come l’Istituto del matrimonio quando è sorretto da regole così sessiste e stereotipate che più di così davvero non si può”.

    Ciò non toglie che spesso nei confini angusti del matrimonio si possa paradossalmente celare una scelta di libertà (dal lavoro, dunque dal più esteso ed importante vincolo del capitalismo) che si potrebbe rintracciare nelle figure poco considerate della casalinga svogliata… della madre degenere, ecc…

    4 gennaio 2013 alle 12:16

  5. Anche Marginalia e la sua amica Jamila M. H. Mascat sembrano esser d’accordo sulla critica del matrimonio in generale:
    http://marginaliavincenzaperilli.blogspot.it/2013/02/coming-out.html

    Leggo:

    “Non perché non mi rendo conto che sposarsi sia un privilegio, al contrario. Proprio perché è un privilegio, dico: non estendiamolo, piuttosto smontiamolo, liberiamocene. Immaginiamo una riconfigurazione giuridica che permetta di attribuire diversamente quegli stessi diritti vincolati ora al matrimonio. Ripartiamo dai diritti individuali e dalle unioni civili. Ok, lasciamo in piedi il matrimonio per chi proprio non può farne a meno, ma invece di chiedere semplicemente la concessione di un privilegio, proviamo a rendere quel privilegio superfluo”.

    Diciamo che sono decisamente più critico nei confronti del diritto (sia “individuale” che di “famiglia”… vi ravviso del giusnaturalismo in questi due termini)… ma potrei essere d’accordo sulle prime frasi, nel caso avessi qualche interesse riformista… A mio avviso c’è poco da “ripartire”… sono menzogne per rendere digeribile l’indigeribile (“individuale” è come dire “privato”, difendere il privilegio proprietario… Quanto alla famiglia, meglio parlare di famigli, come scrivo proprio nel post qui su… ma sempre di relazioni di dipendenza biologica e schiavitù psichica parliamo… che al limite possono essere giocabili, qualunque combinatoria si applichi).

    13 febbraio 2013 alle 19:09

  6. Il punto è che chi si accasa accende un mutuo… perciò spingono sulle “pazze”…

    La “novità” inoltre è che l’economia sembra essersi spostata tutta sul lato assicurazioni (futures, ecc.)… in un certo senso anche le pensioni lo sono… Non essendoci presente da un bel pezzo, vivono di aspettative future, già abbondantemente tradite… Spettri… tutti i dubbi di Descart vengono al pettine…

    “Più veloce della luce”… più anticipato del tempo stesso… eiaculazione precocissima… godimento sotto zero… quasi dolore estremo… insucchiamento preventivo…

    un disegno di Topor

    14 luglio 2013 alle 00:32

  7. Pingback: Un post moderno (l’ermafrodito Mosè-Miriam riemerge dalla forma-stato del codice napoleonico) | Valerio Mele

  8. Pingback: Il pene egoista | Valerio Mele

  9. da un riflessione su FB…

    Il “matrimonio gay” è un po’ come la riserva frazionaria per garantire i prestiti. Serve per ampliare il bacino di circolazione del desiderio anche in assenza di capacità di riproduzione reale. Seguendo la stessa analogia, la “corsa agli sportelli” sarebbe un po’ come se tutti all’improvviso esigessero che gli omosessuali procreino.

    A rigore si dovrebbe parlare di “patrimonio gay”. Ma meglio restare nell’ambiguità del genitore androgino (matri-patri-monio)… dà più un’impressione di reversibilità (che non c’è) degli eventi.

    RAV – No spe non quadra, il matrimonio non fa mica circolare il desiderio, lo circoscrive. Se intendi il desiderio come risorsa scarsa nel senso in cui è necessariamente scarsa la liquidità, e la riserva frazionaria come sistema per aggirare questa scarsità producendo “segni di segni” (meta-moneta spendibile come moneta), il suo equivalente libidinale sarebbe la pornografia (meta-desiderio spendibile come desiderio).

    “il matrimonio non fa mica circolare il desiderio, lo circoscrive”

    In effetti anche la riserva frazionaria è circoscritta ed è sottratta alla circolazione… essendo un accantonamento di profitto a partire dal quale per logica di interesse (desiderio) si affastellano le forme più barocche di scambio (titoli, banconote, azioni, derivati, ecc).
    Seguendo questa complicata allegoria, l’omofinanza non garantirebbe la produzione e la riproduzione reale (per esempio di viventi da valorizzare col lavoro, ecc), simulandola soltanto.

    Inoltre io, il matrimonio, oltre che come circoscritta “tomba dell’amore”, come ritenzione e riserva d’interesse (se lo consideriamo sul lato finanziario), lo intenderei anche (sul piano della cosiddetta “economia reale”, dell’estrazione di plusvalore) come modello di prostituzione intensiva (dispotica, pesante ed estenuante quasi come un’attività mineraria di estrazione di plusvalore dal vivente, magari scindendolo e riproducendolo nella fabbrica-madre… prostituzione continuata finché morte non li separi, non solo dei corpi, ma anche di cose immateriali, segni più complessi dello stesso desiderio, come i sentimenti, i pensieri, ecc… tutti pronti per essere sussunti e scambiati come merci, denaro o titoli…)… In un certo senso il matrimonio (anche come “prima società naturale”, come origine dei rapporti societari, contrattuali, come forma originaria di un loro presunto valore naturale, antropologico, come prima speculazione) è persino più porno della pornografia (che si limita ad una porzione della circolazione… ad occhio e croce si spende in media più per una moglie, magari con prole, che per relazioni a pagamento… Eccome se circola il desiderio-denaro! e i segni, i fantasmi e le allucinazioni proliferano, su quella enclosure iniziale!… amori, cioccolatini a s. Valentino e famiglie marchiate Barilla comprese). E ad ogni modo ciò che conta per l’omofinanza è la simulazione di un modello precedente (il matrimonio nella classica famiglia nucleare borghese) come è per la riserva frazionaria che simula la riserva in oro.

    3 ottobre 2013 alle 01:13

  10. Pingback: Padella o brace? | Valerio Mele

  11. Pingback: L’habitat fa l’habitus | divagazioni dividualiste e anti-umaniste | Valerio Mele

  12. Pingback: Elogio del divorzio | Valerio Mele

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...