videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Il conflitto identitario come epifenomeno della guerra frattale nella società “civile”.

Che ci sia una condizione di guerra frattale questo è un fatto… che ci sia chi vuole linearizzare il conflitto nei modi più “spettacolari” e naïf, pure… ma si tratta di chi non capisce fino in fondo questo fenomeno e se ne serve a fini identitari (che sia per la Legge o per Allah o per la supremazia del maschio bianco “occidentale”… “padre padrone padre eterno”, come scriveva Joyce Lussu), indispensabili a quanto pare perché abbia luogo qualsiasi tipo di violenza sociale e politica… La base di tutto questo è l’individuo (proprietà, patrimonio e anima “indivisibile”).

Ciò che potrebbe disinnescare questi potenziali schizo/paranoidi e distruttivi sono proprio le vituperate divisioni… le dividualità in relazione tra loro (al di là del rapporto sociale che le imprigiona)… il rimosso dei conflitti e dei discorsi… ciò che la società “civile” ha cancellato, scartato, preferendo ogni volta la dialettica vittima-carnefice, il ressentiment, la vendetta, la rappresaglia…

Insomma la questione che si pone è se vi sarà prima un dominio o una liberazione dividuale… (il che potrebbe, prima che sia percepibile qualsiasi cambiamento in tal senso, fornire spunti per qualche soggetto fantascientifico…).

In un certo senso David Lynch già testimonia, con i suoi improbabili corsi di “meditazione trascendentale”, di un tentativo di instaurare un ipotetico Dominio Dividuale… un Inland Empire… un imperialismo psichico… Nel film la protagonista, un’attrice mischiata alle prostitute che battevano sulla hall of fame di Hollywood, subisce un agguato misterioso (da parte di se stessa?) con un coltello… Riuscire a sostenere questa scissione, schizofrenizzare individui e società mantenendo lo stesso rapporto divisivo nella produzione a tutti i costi (la “pace”), è la sfida sistemica che sembra lanciare Lynch…

Altri tentativi, più psichedelici, di assalto psichico ci furono anche ai tempi della musica “trance”… sempre dal lato dominante… (c’è sempre qualche punta di new age in tutte queste scomposizioni o disturbi del frame consueto… senza conseguenze reali):

La definizione di “psychic warriors” non nasce comunque a caso… Alludendo evidentemente ad una già presente società di controllo (non pienamente dispiegata quanto lo è oggi con la dichiarazione ufficiale di una non meglio identificabile e precisata “guerra interna” da parte di Obama),  il “nome collettivo” Luther Blisset scriveva qualche decennio fa “Totò, Peppino e la guerra psichica”, in cui accennava appunto alla “guerra psichica” contro il “Pizzardone Astratto”, in modo pseudo-delirante… tra descrizioni di insensate gesta graffitare, T.A.Z., rave come forme di guerra psichica contro i “surluoghi” e svariate goliardate che non andavano da nessuna parte… che hanno nel tempo dimostrato tutti i loro limiti e la perfetta compatibilità col paesaggio metropolitano che avrebbero voluto “combattere” (…la “metropoli”, anche nella sua orrenda versione smart, virtuale, “sostenibile”, ha saputo includere quasi ogni aspetto, anche il più simbolicamente contraddittorio e controproducente, del tempo libero, con maggiore applicazione e controllo di quello dimostrato in precedenza nei confronti del tempo di lavoro, per esempio nelle fabbriche, nei manicomi, negli ospedali… il situazionismo al potere, il “fascismo” postindustriale è prevalso… scrivo “fascismo” in quanto non si tratta “semplicemente” di democrazia totalitaria ma proprio di dittatura da parte di una sola ideologia… che finge di essere pluralista e che sta perdendo progressivamente la sua copertura ideale, la sua spruzzatina di vernice democratica…).

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13 Risposte

  1. “STRANE” ALLEANZE…

    “Ha lasciato perplessi la rivelazione di un amico di Adebolajo, che ha spiegato come i servizi di sicurezza britannici del MI5 avessero in passato tentato di reclutare l’omicida”.

    Un po’ quello che scrivevo a proposito di Mohammed Merah… difficile definire cosa o chi metta in atto certe esecuzioni… o definire un netto confine di demarcazione amico/nemico… impossibile un fronte che non sia dettato dal dispotismo, quando è reso indistinguibile da una fusività schizoide (propria per esempio di un capitalismo che guadagna anche dalla distruzione oltre che dalla produzione…). Dunque senza guardare paranoicamente in senso complottista (specialità da donnicciuole reazionarie del tea party su youtube) si può tranquillamente definire già nei fatti, nell’efficacia reale, strategica, un’alleanza inquietante che non può essere disinnescata con un bisogno di vedere di più, sapere di più, cercare la Verità nascosta dalle immagini mandate avanti e indietro, scandagliate con tutti i programmi più sofisticati, quanto con un’esigenza di eliminare ogni “di più”, ogni surplus semiotico, immaginario… embolizzando, emblematizzando, ciò che viene messo in evidenza, presentato come rappresentativo, rilevante, ciò che diviene oggetto di attenzione di un mainstream che sopprime le divergenze, mostrando un unico vettore…

    Curioso lapsus di Mazzetta che scrive “sondato” in luogo di “soldato”… e anche bel post, ricco di precisazioni come dovrebbe fare un giornalista serio, in cui degrada l’accaduto ad episodio di cronaca (“Ma abitualmente vengono inscritti tra gli episodi di cronaca comune, come sarebbe accaduto all’omicidio di Rigby se i due non avessero motivato l’attacco in maniera speculare a quanto fece Lee James al tempo”), lasciando però in secondo piano l’ipotesi della schizofrenia paranoide della società di controllo, dei media che istigano la confessione in diretta e immolano alla causa razzista e fondamentalista, sull’altare dello Spettacolo totale, gesti che restano del tutto ambivalenti e diventano illeggibili se linearizzati…

    25 maggio 2013 alle 13:49

  2. Pingback: Snuff polity | politiche della “pozza di sangue” | Valerio Mele

  3. Lo spettacolo della violenza politica per occultare la violenza sociale…

    …quella di tutti i giorni, quella della “società civile” in lotta per un parcheggio

    Questa è la mia impressione anche dopo l’aggressione di ieri a Velletri al cantante dei 99 posse

    Resto però rigidamente contro quella che ho definito la SNUFF POLITY e contro tutti gli identitarismi…

    …compresi quelli di chi ha deciso di convergere al centro, sdoganare la merda e tagliare gli estremi della distribuzione gaussiana, a campana (che si traduce in un: menatevi tra di voi, magari ammazzatevi, che noi governiamo meglio e “legittimati” dal nostro ruolo di gestori dell’eccezione… tutto è cominciato con l’abbraccio tra due vedove… e poi con l’Ammore che vince l’odio finanziando le squadracce e infine le larghe intese… della classe egemone…).

    Qui a Velletri, per esempio, l’importante sarà portare avanti il progetto “plus”… asfaltare gli abitanti, trasformarli in indigeni per i turisti fantasma o per i pochi benestanti che rimarranno… estendendo l’ecumenopoli che produce ormai scontri random di ideologie (sempre più frastagliate e frattali e mai uguali a se stesse… non c’è qualcosa come un fronte comune, se non nelle speranze di chi vuole continuare a coltivare i suoi affari… vince invece chi riesce a mettere il caos nella giusta sequenza, diffondendola e rendendola illeggibile per l’altro… è una questione di montaggio, pro-getto, più che di mazzate… Non a caso sta vincendo la macchina dotata di codici criptati su cui siamo seduti).

    8 giugno 2013 alle 01:25

  4. Pingback: Dagli spioni dell’imperialismo digitale al PIL come effetto speciale (passando per l’a-patia e l’austerità) | Valerio Mele

  5. Pingback: Il lavoro “sommerso” e la concorrenza “sleale” | Valerio Mele

  6. “Lavoratori PRECOGnitivi” contro “lavoratori cognitivi”… (a proposito dell’arresto di Varg Vikernes (Burzum).

    Insomma i precognitivi hanno cambiato la categoria random da reprimere preventivamente, estendendo di parecchio il numero dei “sospetti” (brilliant!): i “metallari con tendenze occultiste e un po’ di destra”… cioè quasi tutto il cognitariato metallaro…

    13 Il messaggero che era andato a chiamare Micaia gli parlò così: «Ecco tutti i profeti, unanimi, predicono del bene al re; ti prego, le tue parole siano concordi con le loro, e predici del bene!»
    14 Ma Micaia rispose: «Com’è vero che il SIGNORE vive, io dirò quel che il SIGNORE mi dirà».
    15 Quando giunse davanti al re, il re gli disse: «Micaia, dobbiamo andare a far guerra a Ramot di Galaad, o no?» Egli rispose: «Va’ pure, tu vincerai; il SIGNORE la darà nelle mani del re».
    16 Il re gli disse: «Quante volte dovrò scongiurarti di non dirmi altro che la verità nel nome del SIGNORE?»
    17 Micaia rispose: «Ho visto tutto Israele disperso su per i monti, come pecore che non hanno pastore; e il SIGNORE ha detto: “Questa gente non ha padrone; ciascuno ritorni in pace a casa sua”».
    18 Il re d’Israele disse a Giosafat: «Non te l’avevo detto che costui non mi avrebbe predetto nulla di buono, ma soltanto del male?»
    19 Micaia replicò: « Perciò ascolta la parola del SIGNORE. Io ho visto il SIGNORE seduto sul suo trono, e tutto l’esercito del cielo che gli stava a destra e a sinistra.
    20 Il SIGNORE disse: “Chi ingannerà Acab affinché vada contro Ramot di Galaad e vi perisca?” Ci fu chi rispose in un modo e chi in un altro.
    21 Allora si fece avanti uno spirito, il quale si presentò davanti al SIGNORE, e disse: “Lo ingannerò io”.
    22 Il SIGNORE gli disse: “E come?” Quello rispose: “Io uscirò e sarò spirito di menzogna in bocca a tutti i suoi profeti”. Il SIGNORE gli disse: “Sì, riuscirai a ingannarlo; esci e fa’ così”.
    23 E ora ecco, il SIGNORE ha messo uno spirito di menzogna in bocca a tutti questi tuoi profeti; ma il SIGNORE ha pronunziato del male contro di te».
    24 Allora Sedechia, figlio di Chenaana, si accostò, diede uno schiaffo a Micaia, e disse: «Per dove è passato lo spirito del SIGNORE, quand’è uscito da me per parlare a te?»
    25 Micaia rispose: «Lo vedrai il giorno che andrai di camera in camera per nasconderti!»

    31 luglio 2013 alle 16:46

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