videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Dagli spioni dell’imperialismo digitale al PIL come effetto speciale (passando per l’apatia e l’austerità)

Lo spettacolo della potenza potentissima del sistema di sorveglianza statunitense viene “rivelato” da alcuni leaks (e ci si serve all’uopo di una romantica narrazione, per accontentare i desideri condizionati dei dipendenti dello spettacolo, e di un’ennesima scheggia impazzita… ma già lo sapevamo benissimo di essere spiatissimi e che la democrazia fosse un involucro carino per coprire delitti, truffe e sfruttamenti vari)…

Un potente dissuasore, forse, la paranoia generalizzata… Se poi non dovesse funzionare, appaltano un po’ di terrore o bombardano (coi droni o alla vecchia maniera)… Anche in Italia ci hanno provato, dicendo che le parole hanno un peso e di fatto limitando la libertà di parola con velate minacce ufficiali da parte delle istituzioni… (secondo me sono tutte cazzate quelle che seminano… coscienze sdoppiate, schizocapitalismo, destabilizzazioni da imperialismo psichicosindromi da assedio… non attacca… siamo troppo amorfi e annoiati…).

A.C.S. = Apatici Contro la Sensologia

Bluffare è sempre più economico… (ammesso che abbiano tutta questa potenza di stoccaggio dati che dicono, poi chi li analizza? anche l’intelligenza artificiale non è che mi sembri così intelligente… l’importante è far credere che stanno spiando tutti… un po’ come i francesi fecero credere di avere un loro sistema di comunicazione per i militari… sempre in queste infrastrutture “segrete” che tutti però sanno dove sono… e se non lo sanno, ne viene strombazzata a destra e a manca la collocazione sulle mappe di google…).
– Ehiiiii… guardate qui! questo è un edificio segreto di un servizio segreto! è un segreto eh!

Un mash-up di Debord & Baudrillard: spettacolarizzare il segreto…

segreto inteso come simulazione di una verità sottostante che (comunque) non c’è… non come simulazione (di una simulazione che nasconde una verità sottostante) per nascondere una verità nascosta da qualche altra parte… ma l’ambivalenza resta e la scommessa pure… e questa è la sola cosa che regge la baracca (…obama).

In definitiva: esiste un valore da qualche parte? lavoro vivo/lavoro morto (come il gatto di Schrödinger)… produttivo/parassitato-estorto-accumulato… Cina/Usa?
Io vedo solo titoli cui non segue alcun contenuto… figuriamoci un valore!

Trasformare i titoli dei film di Hollywood in titoli di stato è la sola “hope” di sopravvivenza… tutto il capitalismo si regge sulla sequenza, sul plot e sul comPLOTto… sui “movimenti”, sulla cinetica del cinema in cui siamo immersi in prima persona… Io-Poddo, Io-Paddo, Io-Phono

Lo stato d'”eccezione culturale” del cinema europeo e l’aumento del P.I.L. come effetto speciale

…avrà qualcosa a che fare con la curiosa idea statunitense che il cinema, l’arte e la Cultura siano investimenti e non spesa? (qui un link in lingua originale) …con questi curiosi trucchi di montaggio del bilancio che scambiano le uscite con le entrate, questi effetti speciali che aumenterebbero magicamente il PIL nazionale non solo agli USA ma anche agli stati che asseconderebbero l’invasione di blockbuster? Si tratta di alcuni aspetti dei nuovi segretissimi e per niente dibattuti accordi tra Europa e USA (TTIP)

Anche l’attuale premier italiano, tra l’altro, nel suo piccolo, stava provando a convincere gli austeri (*) teutonici della bontà di certe idee… trasportato da questa ventata di surrealismo economico proveniente dagli USA…

Ma sembra che, per quanto riguarda il cinema europeo, vigerebbe una sorta di stato di “eccezione culturale”:

Tutelare l’industria culturale europea è più importante dei guadagni che potrebbero derivare dal libero scambio in questo settore. Questo il parere del Parlamento europeo che oggi [ndr: 23 maggio 2013] in plenaria ha votato per chiedere l’esclusione del settore culturale e degli audiovisivi dal nuovo accordo commerciale tra Europa e Stati Uniti. A grande maggioranza gli eurodeputati hanno dato il via libera all’inizio dei negoziati, che cominceranno a giugno, per quello che viene definito come il più grande accordo commerciale del mondo. In una votazione separata hanno però anche approvato (con 381 voti a favore, 191 contrari e 17 astensioni) il paragrafo di una risoluzione comune per escludere dal mandato i servizi audiovisivi. Obiettivo: salvaguardare la diversità culturale e linguistica dei Paesi dell’Ue dalla possibile cannibalizzazione del colosso a stelle e strisce.
A sostenere la posizione adottata oggi da Strasburgo anche quindici Stati membri: Italia, Francia, Germania, Spagna, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Grecia, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Slovenia. Insieme hanno recentemente scritto una lettera alla Commissione europea proprio per chiedere di applicare la cosiddetta ‘eccezione culturale’. Non solo. Sul tema si è mobilitato anche il mondo del cinema con 80 registi tra cui Michael Haneke, Pedro Almodovar, Mike Leigh, Ken Loach e i fratelli Dardenne, che hanno sottoscritto una petizione inviata a Bruxelles.

(Eeeeeeh ma noi ci dedichiamo alla storia mitologica delle nostre famiglie, mica a Batman…).

Orgogliosi ad ogni modo di trasformare la fame di molti in fama di pochi… molto neorealista, molto pittoresco…

Il film come moneta… da titolo per il pubblico a titolo pubblico… davvero geniale…

“Ti pago in Terminator o in Spiderman?”.

Comunque credo che, tutto sommato, si possa fare a meno del cinema “impegnato” o “d’essai”… ormai andiamo verso altre forme artistiche, più da video (=”io vedo”, come esclamerebbe un’illuminato, un indi-video, che contempla le radiazioni dell’Iper-uranio)… meno proiettive e da caverna platonicasono già pronti sensori dalla definizione più che cinematografica


(*) L’austerità, retoricamente considerata, è una menzogna moralistica che ricalca modelli narrativi di espiazione pseudo-religiosa, bi-sogno (alienato) dei dominati costruito dai dominanti, dall’alta borghesia, per conservare lo stesso stile di vita e potenza imprenditoriale di prima della crisi, in mancanza di idee e di voglia di cambiare abitudini… ed è anche una litote per mascherare la riduzione in povertà di un terzo della popolazione.
La novità della risposta statunitense sembra invece essere un monetarismo (altro che estenuanti dibattiti tra liberisti e keynesiani!…) più allargato e sempre più spinto, spettacolare, schizofrenico, che include (dopo i derivati) anche le opere d’arte e i brevetti come fossero moneta, nonché un ulteriore sbilanciamento verso la produzione “immateriale”, i brevetti e il dominio digitale… Occorre inoltre ricordare che le “bolle speculative”, per il capitalismo, non sono un male, sono proprio il capitalismo… il resto è chiesa protestante.

(Ovvio poi che lo scoppio delle suddette bolle speculative produca, localmente o con effetti sistemici, miseria, declino e distruzione… che nessuna morale o retorica “austera” può tamponare… Le risposte possono dunque solo essere sistemiche, paradigmatiche… per questo sarebbe necessario inventare giochi d’insieme, non sistemici, del tutto diversi dal Gioco Totale in atto… altro che ritocchini al calcolo del PIL…).

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9 Risposte

  1. Come può un film divenire una voce del PIL (o anche un titolo di stato, all’occorrenza)?

    Se ne impongo l’acquisto a tot network sparsi nel mondo, tramite accordi politici con le “colonie”, ogni produzione privata di film può avere un risvolto produttivo (a livello nazionale in termini di tasse) proprio in virtù di questo “libero” scambio… se anticipo i guadagni previsti derivati dalla vendita e la distribuzione e li sommo alle spese di produzione del film, ecco che “magicamente” comparirà un attivo.
    Lo stesso ragionamento può essere applicato ad altri settori culturali (ritenuti di volta in volta strategici, per motivi apparentemente misteriosi, non certo derivati dalla mera legge della domanda e dell’offerta… che del resto non esiste se non come astrazione ideologica).

    18 giugno 2013 alle 00:47

  2. http://sebastianoisaia.wordpress.com/2013/06/18/leccezione-culturale-lultima-foglia-di-fico-di-un-capitalismo-decotto/

    Oppebacc’… siamo n’eccezzzione culturalo!

    Poi è pure strana questa cosa che si sorvoli su latte, vino, pasta, mozzarelle, olio extravergine d’oliva, pecorino, parmigiano reggiano… ma il CINEMA “D’ESSAI” NO!!! ne va dell’identità europea

    19 giugno 2013 alle 00:29

  3. Pingback: Modello Troia | è sempre e solo stata una guerra d’assedio | Valerio Mele

  4. …A PROPOSITO DI SPIONI

    – Allora funziona così: tu riveli un segreto di Pulcinella a tutto il mondo, noi facciamo finta di braccarti, chiedendo di estradarti, ovunque tu vada… poi cerchi di accreditarti e di venderti ai loro servizi provando ad infiltrarti…

    (…è un’ipotesi personale sul caso Snowden… ma potrebbe adattarsi benissimo ad altri casi noti di leaks omeopatici… la cui rivelazione nuoce per finta… o si dimostra un bluff… uno sfoggio di armi segrete – o di chissà quali segreti – che non si hanno in realtà… giusto un tentativo di mettere il conflitto dell’Occidente col resto del mondo sul piano della guerra fredda anziché economica… che sta facendo più male evidentemente…).

    Insomma… prendere le parti di una spia “pentita” in fuga mi pare ridicolo… il gioco delle parti risulta per forza di cose prigioniero del paradosso del mentitore… La semplificazione che io proporrei è: che Assange e Snowden si fottano… (insieme a tutta la commedia dei segreti di stato) anche perché non hanno rivelato nulla che non si sapesse già e troppi insistono a sbandierarceli grottescamente come gli alfieri della libertà di parola… è impossibile schierarsi e non vedo il motivo di farlo, dato che c’è un fronte frattale, ambivalente e indecidibile…

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    E’ un po’ come se tutti recitassimo per dei sovrani invisibili… attori shakespeariani di pessimo livello… teatro polverizzato e campionato in tracce digitali testuali, audio, video… Persino il nostro DNA e le pieghe delle impronte digitali sembra che recitino… Un gigantesco e noiosissimo archivio (da collezionisti o naturalisti del Settecento eternamente indecisi sul criterio per ordinare i pezzi) destinato evidentemente a sovrani alieni.

    Probabilmente tutta questa manfrina serve a scremare i rapporti di alleanza con gli USA e capire chi è più o meno vicino a quelle politiche (per rafforzare il TTIP)…

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    Non capisco poi, come mai il caso Snowden e il datagate avrebbe rivelato il fatto che siamo spiati, quando lo stesso presidente Obama aveva poco prima “rassicurato” gli americani che non spiava loro (cosa, tra l’altro, risultata falsa) ma i cittadini dei paesi stranieri a scopo preventivo… Per me sono tentativi di governo transnazionale, basati sul bluff e sulla strategia del clamidosauro“make themselves bigger than they really are”, come dice il documentario… intimidazioni che sono meno intense di una guerra per esempio, ma che si pongono gli stessi obiettivi di dominio… e sono del tutto in linea con gli algoritmi di compravendita quotidiana delle borse, nonché con la digitalizzazione globale, la sola chance incruenta (si fa per dire…) per garantire un remote control dei vari rentier e reggenti sparsi per il mondo dalla Grande Testa… senza contare l’appeal dei gadget tecnologici che in fondo fa desiderare spontaneamente questo controllo a distanza, presentandolo addirittura come supporto perfetto per le rivoluzioni in corso… ormai noiose e prive di esiti sorprendenti… “esaltanti” come degli ordinari “lavori in corso”… manutenzione delle strade… sampietrini volano, sampietrini si risistemano…

    26 giugno 2013 alle 15:20

  5. FAST (BIT) FOOD ovvero: come crepare di fame a causa dell'”intelligenza” artificiale.

    Scrive Aspenia:

    “The fast will eat the slow.
    […]
    Il bilancio europeo dovrebbe – si è detto – sostenere meno l’agricoltura e destinare più risorse allo sviluppo del settore digitale.
    […]
    Le moderne tecnologie – e il sistema cloud innanzi tutto – pongono un’enorme questione di conservazione e categorizzazione di dati. Non tanto da un punto di vista economico, quanto sul lato della gestione e della sicurezza. La verità è – ed è vero anche per le informazioni più sensibili – che esiste ormai un’immensa quantità di informazione destrutturata: non è ancora possibile analizzare e catalogare il tutto. È, quindi, urgente mettere a punto sistemi matematici e metodiche che consentano un’analisi intelligente: non poche volte è, infatti, accaduto che siano state prese decisioni improprie a causa di una mancata o errata comprensione dei dati”.

    31 luglio 2013 alle 16:33

  6. Altri meravigliosi fotoritocchi al calcolo del PIL… Basta trasformare le uscite (investimenti in ricerca, sviluppo e persino industria militare) in entrate (ma per quale miracolosa legge antigravitazionale? se non quella di chi possiede brevetti e caratteristiche di potenza bio-tecnologica-informatica-militare-industriale? E’ la legge del più forte… che si fotta l’etica protestante tedesca).
    Dicono:
    – Ma noi lavoriamo!
    Rispondono:
    – Ma noi saccheggiamo, assediamo, ammazziamo… (anche il tempo di lavoro sadomaso cui siete tanto affezionati in Pomerania).

    Affascinante come un dibattito tra sadomasochisti e necrofili.

    21 gennaio 2014 alle 18:33

  7. Pingback: Basilea III vs la materia oscura dei “derivati” | Valerio Mele

  8. NON CI POSSO CREDERE…
    http://www.repubblica.it/economia/2014/05/22/news/istat_da_2014_droga_e_prostituzione_in_calcolo_pil-86847923/
    Con questo nuovo calcolo del PIL, paradossale, virtuale (perché presupposto statisticamente, impossibile), si equipara di fatto l’economia informale a quella formale… a conferma di quanto sia ormai apertamente criminale l’economia capitalista… supportata dalle (pro)istituzioni con i loro fidi burocrati a predisporre, alla bisogna, leggi e favori.
    Sono già molto oltre le diatribe sull'”abolizionismo” della prostituzione… Siamo ai precog della marchetta (e non per sanzionarla, ma per trarne profitto!). Lenoni statistici.

    28 giugno 2014 alle 11:35

  9. Pingback: “Ogni promessa è debito” | un’esegesi eretica. | Valerio Mele

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