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“Fare quelle due o tre cose per stimolare la crescita”

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2 Risposte

  1. Porfirio

    I politici italiani stanno lavorando bene. Ne vedo i risultati ogni giorno, quando il mio vicino di casa si spara, il negozio chiude le serrande, una fabbrica fallisce a poche centinaia di metri, ed io stesso non mi sento più ok.

    I politici italiani stanno lavorando bene. Non aumentano le tasse ma le chiedono con ancor più anticipo. Chiedono i pagamenti ora, togliendoci dall’imbarazzo di chiedercele il prossimo anno quando non avremo più soldi. Essi sono previdenti e queste si chiamano strategie di crescita a lungo termine.

    I politici italiani stanno lavorando bene. In base ad una logica di sano risparmio non pagano i debiti che hanno con le imprese. E’ uno stato forte, autorevole, deciso a non dare soddisfazione agli imprenditori. Così inflessibile da non fare una grinza quando qualcuno, per mettersi in mostra e per manie di protagonismo, si da fuoco. Altro che governo debole!

    I politici italiani stanno lavorando bene. Sanno che tutto questo casino si risolverà con una bella guerra, e per proteggere i nostri soldati acquista aerei da combattimento molto costosi. Dobbiamo salvaguardare i nostri confini da coloro che bramano le nostre ricchezze e i nostri paesaggi. Il pensionato che rovista nei cassonetti alla ricerca di un tozzo di pane è consapevole e si sacrifica per il futuro dei propri nipoti.

    I politici italiani stanno lavorando bene. Le aziende italiane scappano in Serbia e Polonia. Sono vigliacchi, e per non privare i propri cittadini del gusto di acquistarsi un paio di scarpe, lasciano ben aperte le frontiere alla produzione cinese.

    I politici italiani stanno lavorando bene. L’elenco continuerà…

    29 giugno 2013 alle 11:21

  2. A mio modesto parere, quelli che chiami i “politici” sono solo la schiuma di oceani di merda…

    Politica è un mucchio di tante altre cose che non sono identificabili semplicemente nella parola “politici” e che riguarda le scelte e le abitudini quotidiane di tutti… Credere che questo sia un fronte (politici/non politici) porta, evidentemente, solo a maggiore disperazione e risentimento (incazzature a vuoto, sprechi di energie ben depistate). Per me la responsabilità è collettiva… anche di chi credeva che avrebbe potuto scamparla facendo tutto secondo le regole, di chi pensava che certe cose date per scontato da tutti fossero normali… (è scontata, ovviamente, la responsabilità di coloro che facevano e fanno carte false per essere meglio degli altri… la logica dei pescecani, ma anche delle piccole lamprede, non porta molto lontano evidentemente… Certo, indubbiamente, e temporaneamente, fa campare materialmente “meglio”…).

    Insomma, in questa fiction contemporanea, se la borghesia (da qualche parte) soccombe, la borghesia (da qualche altra parte) vince.

    (Non c’è dubbio che gli imprenditori debbano andare ad est se vogliono continuare a rosicchiare carne… lo consigliano, tra le righe dei patti transnazionali come il TTIP, persino gli USA… o l’Aspen Institut, ecc… pare che funzioni così: qualcuno va schiavizzato, sfruttato, fregato, sacrificato, battuto, se vuoi accedere ai feticci base della “civiltà”: la girl, la macchina, i soldi, la casa, ecc…). E comunque, in questa partita, l’Europa tutta sta perdendo… l’aria è poca e se sono troppi a respirare, qualcuno va soppresso… non fa una grinza (per la logica “naturalizzata” del sistema attualmente imperante)… Incredibilmente c’è chi si sopprime da solo piuttosto che provare a mutare l’esistente per davvero… o anche semplicemente le sue abitudini… davvero poca cosa di fronte al fatto nudo e crudo che si muore…

    Orsù… coraggio.

    29 giugno 2013 alle 12:15

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