videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Il lavoro “sommerso” e la concorrenza “sleale”

”Con la presenza del sommerso la profonda crisi che sta colpendo il Paese ha effetti economici e sociali meno pesanti di quanto non dicano le statistiche ufficiali. E’ evidente che chi pratica queste attività irregolari fa concorrenza sleale nei confronti degli operatori economici regolari che non possono o non vogliono evadere. Ma nel Mezzogiorno possiamo affermare che il sommerso costituisce un vero e proprio ammortizzatore sociale. Sia chiaro nessuno di noi vuole elogiare il lavoro nero spesso legato a doppio filo con forme inaccettabili di sfruttamento, precarietà e mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro. Tuttavia, quando queste forme di irregolarità non sono legate ad attività riconducibili alle organizzazioni criminali o alle fattispecie appena elencate costituiscono in questi momenti così difficili un paracadute per molti disoccupati o pensionati che non riescono ad arrivare alla fine del mese”.

(Il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi… sottolineature mie).

(Ipocrisia che salta, quando si descrivono, oltre agli effetti “negativi”, le virtù del lavoro “sommerso”, della pittoresca arte di arrangiarsi in questa specie di repubblica fondata sul lavoretto… Ipocrisia che salta anche, per esempio, quando un sindaco sottintende che, in fondo, i CIE assomigliano a galere, dunque, tanto vale metterci i detenuti…).

Si lamentano della “concorrenza sleale”… ma la concorrenza è SEMPRE sleale… la “lealtà” (etimologicamente: la “legalità”) viene sempre dopo un’aggressione senza regole… sempre e comunque ripetibile…

Il lavoro “sommerso”, le migrazioni, sono i principali strumenti, “dal basso”, di svalutazione dei salari… (strumenti ipocritamente e solo apparentemente mal tollerati… eventualmente puniti con un carcere che, con la sua pedagogia criminogena, cronicizza e radicalizza questi fenomeni). Come non vedervi l’utile degli imprenditori, magari proprio di quelli che sbandierano le virtù di una presunta legalità, che va tanto populisticamente di moda, che è comunque la legalità di chi è padrone di qualcosa, di chi fonda il “Lavoro”?

“Dall’alto” poi, come si vede, risolvono il problemino della paga degli schiavi, dei salari, con i cambiamenti strategici dei flussi di merci e capitale, con i loro trattati “trans” (ex WTO, GATT, ecc…)… Il risultato è: una violenza sempre più estesa e intensa… che finisce “naturalmente” per rinfocolare ideologemi bellicosi e identitari (alla fine ci si rivolge ai guardiani del gregge… anch’essi regolari o irregolari, poco conta), utilissimi a difendere lo stesso tipo di rapporto sociale di sfruttamento (chiamiamolo pure, “dal basso”, con meno riserve morali o senso di “alienazione” marxista, “prostituzione”orgasmo simulato da chiavata sui cadaveri) ad oltranza…

la “geopolitica”…

Postilla…

A tutti dovrebbe essere chiaro che questa crisi di sicuro non dipende né dalla “corruzione”, né dalla “speculazione” (o dalla cazzata della “finanziarizzazione dell’economia”)… queste due cose unite insieme semmai sarebbero il capitalismo più “efficace”, meno esplicitamente conflittuale (se non fosse che neanche queste bastano a conservare la stabilità dell’attuale Dominio sado-capitalista, parassitario, storicamente e socialmente determinato… e dunque…).

Annunci

2 Risposte

  1. Di solito l’Occidente quando parla di stupri (come quelli in Congo) è per nascondere altre violenze… esempio: che dire dei bambini che dopo essere stati costretti con le armi ad estrarre diamanti (imparando come si fa), ridotti alla fame, volontariamente e artigianalmente scavano miniere fai-da-te (in pozzi di 50 m in cui evidentemente si muore molto facilmente) per poi svendere ai mercanti quello che riescono a raccogliere per poco o nulla? o come giustamente ricorda Sebastiano Isaia, che dire dell’Occidente a caccia di terre rare, che la Cina non vuole mollare, nell’Africa centro-occidentale? Ormai è chiaro a tutti che l’Occidente parla di stupri (o di violazione dei diritti umani) e si “commuove” solo per meglio e più ferocemente colonizzare col consenso degli idioti di tutte le nazioni amiche…

    (Per di più è chiaro cosa intendo per sado-capitalismo quando si sente, nel documentario proposto dal blog Mazzetta, il militare congolese affermare che gli piace stuprare… non c’è “alienazione”, nel senso marxista, in questi uomini… è proprio che godono a distruggere tutto ciò che incontrano sul loro cammino… ne hanno pieno mandato… queste popolazioni devono essere messe in condizione di rischiare costantemente la morte per convincersi ad entrare in un buco sottoterra dal quale molto probabilmente non usciranno più… e devono arrivare a farlo “spontaneamente”… senza “alienazione”… autogestendo e desiderando il rapporto di sfruttamento, come unica speranza di vita…).

    31 luglio 2013 alle 15:10

  2. Pingback: Culi al caldo | Valerio Mele

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...