videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Per una “damnatio memoriae” preventiva e retroattiva

A proposito di monumenti viventi che non vogliono crollare e della Ricorrenza… del buco di memoria che “siamo”…

– Cosa successe? Non ricordo… Che sta succedendo? Qual è la successione degli eventi? Ho almeno diritto ad una successione?…

Questa smania per la storia monumentale (o “universale”) deve finire…

…e il bello è che pure gli oppositori di tutte le risme hanno i loro simboli, i loro monumenti, le loro bandiere, i loro sacrari, i loro caduti!…

George Grosz – “Republikanische Automaten” [Macchine repubblicane], 1920.

Del “popolo sovrano” come caricatura e cratere.

La strage di Bologna, in questa prospettiva, non è un evento monumentale, in quanto evento probabile, sempre sospeso, privo di chiara identità… è un buco (anche di memoria) con intorno delle ideologie e depistaggi… una metafora della realtà la cartina tornasole della farsa acida o basica, formale o sostanziale, che “siamo” (o, meglio, recitiamo, taluni malvolentieri, come macchine, fuori campo, senza sembianza – la sola condizione possibile – indicando ferocemente il buco “democratico”… Viene da pensare: “Ma è davvero avvenuta?”… Stazione ricostruita, traffico ripristinato… Abbiamo solo tracce filmate, qualche morto, carte processuali, indagini labirintiche, i parenti delle vittime, fischi di circostanza, ancora per qualche anno… Ad ogni modo la democrazia è quella… sembra che sia il solo modo in cui al “popolo”, questa specie di caricatura delle parate militari nazionali, sia stato concesso di “governare”… una sorta di impossibile monumento probabile, ipotetico… una storia sospesa… dunque una non storia, un non governo… un buco appunto… un’attesa perenne della violenza che crea confini, esterni ed interni, e monumenti, contratti, Verità…).

George Grosz “Der graue Mann tanzt” [La danza dell’uomo grigio], 1949.

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Una Risposta

  1. Proposta giornata della memoria… ma si sono scordati di cosa.

    5 novembre 2013 alle 01:42

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