videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Economia di guerra e schiavitù salariale

Scrivevo in occasione del lancio papale di fiori a Lampedusa:

La contraddizione è che il libero mercato (che non vorrebbe confini) ha bisogno di confini, recinti, schiavismi salariali, proprietà, eserciti, per esistere (ovunque e comunque)… e le posizioni privilegiate per la “crescita” (questo rapporto sociale transnazionale di sfruttamento) sono quelle di chi controlla gli ingressi e pattuglia con potentissimi sistemi radar, non tanto quelle di chi investe le sue risorse finanziarie, per esempio, in “grandi opere”. Gli Alleati, i Volenterosi, non sono mai stati pacifisti… anche se si propagandano (CON QUALE FACCIA???) con ideologie farlocche para-francescane, ecumeniche o stupidamente popolari…

Anche perché: dov’era la Chiesa fino a ieri? quando si promulgavano leggi razziali e si lasciavano morire annegate persone a centinaia alla volta? quando si prendevano accordi con Gheddafi per i lager dei subsahariani? quando si rifornivano di armi i ribelli in Libia e, dopo, in Siria? quando si mandavano i bombardieri per delle (non formalmente, ma sostanzialmente) missioni di guerra? quando si allungava la detenzione delle “persone” (evidentemente sacre solo a parole per i cristiani) migranti considerate “irregolari” dall’italica “introversione” (come la definiva con un’orrida litote un articolo dell’Aspen) a 18 mesi? Per tutto questo il Papa avrebbe chiesto “perdono”?

Questo ciò che ho scritto oggi, dopo la morte per annegamento di tanti migranti, sempre a Lampedusa…

Ci vuol poco a versare qualche lacrima nel lacrimatoio o buttare i fiori in mare (come facili profeti o menagrami…).

Qui non c’entra solo l’atteggiamento della Fortress Europe, la Turco-Nap0litan0 e la Bossi-Fini, i piddini e pidiellini che piangono lacrime di coccodrillo, ma la generale indifferenza nei confronti delle strategie militari che l’Italia e i Volenterosi europei sostengono, in accordo con la Nato, sia pure con paracule strategie “light footprint”, e che stanno creando nel Mediterraneo milioni di profughi e migrazioni forzate – dacché saremmo in “democrazia” e le deportazioni non creerebbero consenso – con uno scopo preciso (accanto alla destabilizzazione dell’intera area e al rimescolamento dei vari interessi economici occidentali nel Nordafrica relativi allo sfruttamento delle risorse energetiche, nel caso della Libia e della Tunisia chiaramente a svantaggio dell’Italia): l’aumento, in Europa del sud, della “produttività”, ossia della quota di plusvalore relativo estratto dal lavoro in modo intensivo, basato sull’abbassamento dei salari e sui cartelli delle mafie, anche grazie allo sfruttamento di questo disperato “esercito di riserva”

E manco arrivano vivi… Ma si sa che aumentando il rischio aumenta anche il prezzo di questo traffico… anche gli scafisti (la bassa manovalanza di questo mercato clandestino dei futuri schiavi d’Occidente, che pagano per essere schiavizzati, pur di sfuggire ad una condizione di miseria sicura o di estremo pericolo) reclamano spettacolarmente la loro parte… Come ovviamente gli avvoltoi dei governi coinvolti (quello italiano che tenta di far scucire soldi ad un’Europa hayekianamente piuttosto sorda sotto questo aspetto… e quelli nordafricani – collaborazionisti, usciti in qualche modo dalle “primavere arabe” che tanto avevano infiammato i cuori risorgimentali e nazionalisti o confusamente ribelli dei dementi del popolo mediatizzato e dei social network, ma soprattutto delle grandi imprese e degli imperialisti occidentali ancora non presenti nell’area – che chiederanno prevedibilmente più finanziamenti all’Italia, o chi per lei, per intensificare i controlli, la repressione interna e la sorveglianza sulle loro coste). C’è poi la questione che la quota degli immigrati clandestini va evidentemente controllata se i loro generosi e accoglienti datori di lavoro vogliono mantenere un salario di sopravvivenza… troppa domanda di lavoro nero sottopagato, rischierebbe di abbassare troppo i salari e finirebbe per impedire la loro stessa esistenza… e anche questi piccoli stermini e campi di lavoro forzato (stile Rosarno) non sarebbero ben visti in una “democrazia”…

Resta il fatto che per un verso o per un altro, certe stragi (che non sono “ecatombi” o “disgrazie” come si tende a dire, dato che vi sono dei responsabili a monte di questa situazione, se non un intero sistema) convengono a troppi…

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7 Risposte

  1. DIGRESSIONE SUL FRONTE DEL PACIFICO (da una lettera ad un amico)

    “L’adesione fin dal primo giorno alla Trans Pacific Partnership potrebbe contare poco, ad esempio, di fronte a quella zona di libero scambio triangolare Cina-Giappone-Corea del Sud, per ora solo ipotizzata ma che potrebbe prima o poi realizzarsi”.

    In virtù di questo gli Usa consigliano all’Australia di spendere il 2% del PIL in riarmo… Se non fosse che per gli australiani:

    Quelli con la Cina, colonna portante dell’Asia first, rappresentano la “madre di tutti gli accordi bilaterali”.

    E dunque mandano affanculo sostanzialmente i tentativi di egemonia statunitense (sempre più in crisi e che perde pezzi oltre ad avere seri problemi interni di bilancio, cavalcati come al solito dai repubblicani… che magari preferirebbero massacrare di divari sociali, più rigido controllo securitario e sfruttamento bieco la popolazione americana stessa…) sull’area del Pacifico.

    Insomma è uno “scappa citrulo” globale… qualcuno in culo se lo deve prendere sempre (missili o miseria), specie se l’acqua è poca… Ma a volte la si fa diventare poca apposta… per semplificare le cose, successivamente, con una bella scazzottata (western style), tenendo così a bada le velleità autonomiste ed espansioniste dei capi(-mafia) degli stati emergenti… A noi, in Italia, in mancanza di profittevoli guerre locali di un certo peso e importanza strategica, tocca una relativa miseria, per garantire (in quanto parte del lager della colonia europea con a capo i kapo tedeschi) la crescita del PIL Usa (dopo la crisi del 2008)… mitigata dal fatto di essere pur sempre la portaerei del meditarraneo… e da un governo di Pulcinella sempre a 90° di fronte agli interessi strategici stranieri… perché corrotto di brutto evidentemente… (ma, prima ancora, probabilmente, ricattato, minacciato o felicemente rassegnato…).

    PS: Probabilmente anche Letta, nella rapina che chiamano “legge di stabilità”, si appresta a stanziare qualche miliardo di spese di guerra (la differenza con l’Australia è che il dibattito al riguardo in Italia sta a zero o quasi… prevale il lato emotivo, lo zoom sugli effetti collaterali mediaticamente interessanti, le singole tragiche storie dei cocci rotti che si infrangono sulle coste…).

    3 ottobre 2013 alle 18:27

  2. L’ipocrisia si taglia a fette.


    COM’E’ “UMANO”, LEI…

    Ecco dove approdano le visioni di questi nuovi “umanisti”:

    “Ciò che consideriamo è il migrante rinchiuso nei CIE, esposto all’immagine pubblica del clandestino usurpatore, non l’uomo ricco di storia, che sfida l’assolutezza delle nostre politiche per farci cogliere, al fondo di esse, decisioni e progetti umani che investono l’esistenza intera”.

    Ripeto:
    “Decisioni e progetti umani che investono l’esistenza intera”. Non basta più il normale rapporto prostitutivo… la colonizzazione dei corpi dev’essere completa…

    Ovviamente costoro non si azzarderebbero mai a parlare di GUERRA e degli interessi Occidentali e cinesi in Africa… per loro è sempre faccenda genericamente umana, pietosa… l’uomo che migra è merce prelibata per questi preti snob, radical-chiccosi

    Voglio dire che senso ha dare senso a chi viene se già non ha senso chi c’è?… Chi è questa entità sovranazionale che dovrebbe accogliere? Perché costui parla identificandosi con essa? Io vedo solo un meccanismo che stritola tutto e tutti con qualche punta di sadismo (per inerzia) qua e là…


    “Senza speranza” sono quelli che hanno scritto ‘sta cazzata… pietismo inutile e disgustoso (del resto diffuso anche tra quelle persone che fino a ieri godevano dei respingimenti e perfino delle mitragliate libiche)… che cosa si fa pur di non attribuire responsabilità a niente e nessuno…


    Il sia pur pessimo blog Conflitti e strategie, tra schizzi di nauseabonda retorica rosso-bruna, o fascio-stalinista che dir si voglia, è tra i pochi a scrivere qualcosa di sensato… (pensa come stiamo messi…):

    “I professionisti dell’accoglienza e dell’integrazione, che versano lacrime di coccodrillo e si abbeverano del sangue dei dannati della terra, sono stati i più rapidi ad invocare conflitti e bombardamenti contro quei Paesi dai quali adesso salpano orde di profughi e schiere di fuggiaschi […].
    Tutti i partiti in Parlamento votarono contro Gheddafi e avrebbero fatto altrettanto con la Siria, qualche settimana fa, qualora gli Stati Uniti li avessero messi di fronte al fatto compiuto”.

    [Certo in quell’appaiare “accoglienza e integrazione” – senza accenno ai CIE, all’allungamento a 18 mesi di detenzione in condizioni assurde e ai respingimenti nei lager libici – in quell’“orde” davanti a “profughi” e in quel “contro Gheddafi” in vece di “a favore della missione di guerra (che chiamarono di pace)” o “per i bombardamenti” che manco votarono in realtà, ma decise il capo… qualcosa si tradisce della bava rosso-bruna… Ok… si fa prima a dire che hanno azzeccato per puro gusto geopolitico schmittiano, solo le responsabilità primarie… che sono delle stesse aree politiche che ora fanno molto finta di piangere…].

    7 ottobre 2013 alle 13:56

  3. Vogliono la libertà di spostarsi senza frontiere o stati, ma non contestano il fatto di essere merci…

    Ovviamente la “merce su due gambe” vorrebbe andare dove vuole il mercato… (è sottinteso, implicito e interiorizzato).

    5 novembre 2013 alle 02:02

  4. Pingback: Padella o brace? | Valerio Mele

  5. Nessuno che faccia notare le precondizioni, le cause storiche, di certi naufragi… Per esempio la GUERRA in Libia tanto voluta dai “volenterosi” istigati da guerrafondai taccagni e operata da solerti sottoposti alquanto viscidi…
    Per non considerare l’affare che comporterebbero i finanziamenti europei per i soccorsi, per l’accoglienza nei campi di concentramento o per la demenziale difesa di confini marittimi inesistenti…

    24 aprile 2015 alle 13:54

  6. «La prima domanda è: “Chi scatena tutta questa guerra?… Siamo noi africani o… ‘Occidente’?”. Perché, se tu metti fuoco a casa mia la mattina, io vengo a casa tua a dormire la notte…».
    Lo dice nel video del link un tipo… Non fa una grinza…
    Metterei però tra virgolette “africani”, “casa mia”, “casa tua” e “Occidente”…
    Le risposte a questa domanda (al di là delle semiosi che risemantizzano la guerra in mille modi più digeribili, come questa patetica lotta agli “scafisti” divenuta un meme di tutti i media e i politici italiani) comunque si sintetizzano in “più stato” (più difesa, sino al ritorno del colonialismo, oppure più assistenza, più “corridoi umanitari”) per arginare e “localizzare” i flussi del mercato “globale” (questa infame pretesa universalista e totalitaria che produce miseria diffusa e merci umane in esubero, da distruggere, per mantenere un costo salariale né troppo alto, né troppo basso…). Credo che né le macerie degli stati, né i trionfalismi del dio Mercato possano traghettarci fuori da questa guerra che i paranoidi megalomani dell'”Occidente” vorrebbero infinita, frattale, strutturale, universale… (genetica, radioattiva, semiotica, informatica, etc…). Occorrerebbe superare il declino di questo delirio del “mercato globale” capitalista (e non con sovranismi, fascismi, giustizialismi, legalitarismi, possibilmente…).

    24 aprile 2015 alle 13:57

  7. Ma come? Non era l’Italia che si fondava sul “traffico di carne umana” (o “lavoro”, secondo il primo articolo della sua costituzione)?
    Se dovessero davvero “colpire duramente i trafficanti”, come dicono, dovrebbero cominciare con il bastonarsi e arrestarsi tra di loro.

    24 aprile 2015 alle 13:58

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