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Basilea III vs la materia oscura dei “derivati”

Molto “brevemente” (in parole più semplici anche se approssimative, in quanto non sono un “esperto”1 o un “fottitore” sadiano di professione, per cercare di capire perché si sono chiesti soldi pubblici per ricapitalizzare Bankitalia imponendo quote azionarie non superiori al 3% ai privati che partecipano del suo capitale…):
1) Dopo la crisi del 2008 (che non era una semplice crisi dei mutui sub-prime come vorrebbe la sineddoche delle versioni ufficiali) si è percepito come “problema” per le banche europee (come anche altrove, ma non in modo così paranoicamente burocratico e fintamente moralista) il fatto che siano piene, piene, piene di derivati (compresa la Deutsche Bank2) il cui conteggio è praticamente impossibile e potrebbe dar luogo a sbalzi di bilancio imprevedibili, essendo obbligazioni ad orologeria, spesso informali e poco trasparenti (vedi OTC, etc)… cui si aggiungono altre obbligazioni incerte, data l’usura del termine “derivati”, impacchettate come “debito subordinato” per ristrutturare i debiti senior dilazionando gli junior… come spiega Draghi più avanti…
2) Con Basilea III dal 2014 in poi si prepara un rientro, in nome di una presunta “austerità” di facciata (in realtà mascherando la generalità del “problema”), dall’abisso di obbligazioni incontrollabili su cui poggiano i bilanci delle banche europee. Si dispone cioè un FALLIMENTO ordinato (un ossimoro…), controllato nel caso si aggravi la crisi del sistema finanziario, scaricato sugli azionisti e le banche minori (che Draghi tempo fa aveva lasciato libere di capitalizzarsi al di fuori del controllo della BCE), salvando le banche principali e centrali (le istituzioni finanziarie di rilevanza sistemica dette “SIFI”) anche con denaro pubblico. Basilea III si aggiunge alle definizioni restrittive e prescrittive del capitale delle banche (CORE TIE 1, 2 e 3 che impongono priorità, scadenze di rimborso e pongono in ordine gerarchico eventuali insolvenze…).
3) Draghi scrive una letterina pubblicata da Repubblica (ma che non trovo online nell’originale), con toni a tratti apocalittici, nell’autunno dell’anno scorso in cui si dice molto preoccupato per la cosiddetta “stretta al credito” (il credit crunch):

“L’idea nasce dalla Germania. Sarebbe una cancellazione del valore di certi bond, che così andrebbero in insolvenza. La Commissione europea ha fatto propria quest’idea in un documento di tre mesi fa, che stabilisce una regola: prima che una banca in difficoltà possa rafforzare il capitale tramite un aiuto di Stato pagato dai contribuenti, deve esserci il “coinvolgimento” («bail-in») dei creditori privati; i più esposti fra questi, i cosiddetti creditori subordinati, devono rinunciare al rimborso dei bond nei quali hanno investito. E prima di loro lo stesso deve accadere per gli azionisti. Per questo, su spinta tedesca, si prospetta già una quadrupla linea di intervento, in base a una precisa gerarchia. In primo luogo VENGONO SPAZZATI VIA I DIRITTI DEGLI AZIONISTI E DEI CREDITORI SUBORDINATI, per aumentare il capitale in proporzione ai debiti. Quindi, se il DEFAULT PARZIALE non basta, diventa possibile per uno Stato METTERE FONDI PUBBLICI nella banca. La terza linea di difesa sarebbe poi il fondo salvataggi europeo, l’Esm, ma ora Berlino chiede che ANCHE I CREDITORI PRIVILEGIATI VENGANO COLPITI prima che si possa attingere alle risorse comuni dell’area euro. Tutto dipenderà dai risultati dell’esame delle banche e da come saranno condotti. Ma un sistema del genere, se mal gestito, può generare un crollo di fiducia degli investitori nelle banche e un’impennata del debito per sostenerle con aiuti di Stato”.

Dev’essere stato preso in seria considerazione il passo in cui Draghi sosteneva che si violassero i diritti di azionisti e creditori, che son stati risparmiati… a discapito dell’impiego di denaro pubblico con cui nel passato recente è stato aiutato anche il Monte dei Paschi di Siena… mettendolo, come spesso accade, metaforicamente nel culo all’intera collettività nazionale che, si sa, di queste cose non capisce un cazzo e può tranquillamente garantire quei miliardi con quel metodo obsoleto e volgare di valorizzazione che è il (surplus dei surplus da) lavoro (ossia le tasse… lo sgobbo dei lenoni sui prostituti).
4) La necessità di ricapitalizzare Bankitalia votata l’altro giorno in Parlamento con qualche pacata reazione è ispirata dal principio prudenziale di aumento del capitale che garantisce i prestiti, in quanto si prevede burrasca (e non a caso si conducono i famosi “stress test” che piacciono tanto anche al FMI). Con la soglia del 3% forse si intendono alleggerire le posizioni pesanti (di banche piene di crediti deteriorati?) presenti nel capitale di Bankitalia, sperando nell’afflusso di capitale fresco di nuovi privati… (cosa molto improbabile, in quanto non credo che i titoli di Bankitalia sarebbero così appetibili in questo momento… Si dovrà ricorrere prima o poi allo strozzino capo, o quasi, cioè all’ESM… come ha già fatto Grecia e Spagna…).

IL FUTURO (INSTABILE) “DEFICIT SPENDING” TRUCCATO DA “AUSTERITY” E “STABILITÀ” NEL PRESENTE
(17 febbraio 2014)

Mi viene il dubbio che le ricapitalizzazioni delle principali banche del circuito europeo (volute dagli accordi di Basilea III) non servano tanto a garantire “solidità” in caso, per esempio, di corsa agli sportelli o per reagire positivamente a “stress test” (bella invenzione letteraria… per distogliere l’attenzione e conservare pubblicamente il mito della prudenza dell’etica protestante, ecc…), quanto ad aumentare la portata del leverage bancario per prestare o stampare più “moneta” (come si usa dire semplificando un po’ troppo). Voglio dire… magari non è come la raccontano… non è per prudenza la raccolta di capitali “sicuri”, ma per un’intenzione di alzare ulteriormente la posta… facendo dell’euro una moneta “derivata” a tutti gli effetti. Instabile e gonfiata a dismisura di capitalismo terminale.
(Altra panzana incredibile, a mio avviso, è quella di quegli economisti mainstream che arrivano a dire che il rientro dei capitali dai paesi emergenti dipenda dal fatto che “gli investitori” trovino convenienti i titoli di stato europei… Questa contrazione, ben orchestrata da chi gestisce fondi e titoli per qualche trilione e non dagli “investitori”, prelude solo ad una più ampia espansione del credito – come ad una sistole segue una diastole… – serve ad allontanare il collasso col solo modo che è proprio del capitalismo, cioè il rilancio del rischio…).
E’ solo la rana che continua a gonfiarsi sempre più… (si legga la fine del link…). Segno che continuano a navigare a vista e prendere tempo (e a capitalizzare un’incredibile ma insufficiente mole di lavoro sottopagato altrui)… sperando nell’impossibile “ripresa” (su queste basi, su questo castello di carte del tutto sproporzionato e in bilico… e lo sanno perfettamente… ma finché dura…).

_________________________

1L’esperto… parla veloce di cose complicatissime inzeppate di termini tecnici e anglofoni, sbeffeggiando a priori eventuali critici e detrattori e, in virtù della divisione del lavoro che l’ha reso così edotto nel suo specifico settore, in men che non si dica s’incula tutti coloro che, rimasti a bocca aperta, si chiedono interdetti: “Ma che ha detto?”.
Taluni preferiscono il blow job… che sembra quasi un impiego.
E comunque piace… fa sentire attivi… parte di qualcosa più grande.

2 L’incredibile mole di derivati OTC nel bilancio annuale del 2012 della Deutsche Bank:
55.6 TRILIONI DI EURO… una roba da record mondiale… ciò che vediamo del mondo è solo la punta di un iceberg… In fondo anche i fisici sostengono che il 95% della materia è oscura… E’ l’episteme contemporanea…
E se va male qualcosa… con quelle cifrette lì?
L’ironia al riguardo di un americano che osserva che DB ha battuto persino JP Morgan.

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4 Risposte

  1. Traduco un pezzetto dalla voce inglese della Wikipedia sugli OTC:

    L’esposizione nozionale dei mercati di derivati OTC è cresciuta per tutto il periodo [degli ultimi decenni] e al 31 dicembre 2010 era pari a circa 601.000 MILIARDI DI DOLLARI [!!!]. Il mercato OTC è una rete informale di relazioni bilaterali e dinamiche con la controparte, di esposizioni creditorie che variano nel tempo le cui dimensioni e la cui distribuzione sono legate ai mercati di importanti asset. Le istituzioni finanziarie internazionali hanno sempre coltivato la capacità di trarre profitto dai derivati OTC e chi partecipa ai mercati finanziari ne beneficia. Come risultato i movimenti dei derivati OTC svolgono UN RUOLO CENTRALE E PER LO PIU’ BENEFICO nella finanza moderna.

    Qui invece la voce in italiano.

    Il trucco sta proprio nel rapporto “informale” (fuori dalle Borse…), comunque obbligazionario… che non calcola quei titoli se non come liquidità a disposizione ma ancora da capitalizzare (riserva aleatoria di credito, spesso ad altro rischio, in mancanza di solvibilità)… Comunque sono obbligazioni con scadenze ad orologeria, con conseguenti INSOLVENZE E BUCHI DI BILANCIO A SORPRESA, che possono causare crolli improvvisi e imprevedibili, quasi fuori controllo, dei bilanci di banche e stati, data la loro mole e la loro scarsa trasparenza, cui non si sa come far fronte se non con ulteriori strumenti finanziari ancora più strutturati e di una certa consistenza trilionaria (vedi i fondi tipo MES)… Castelli di carte che possono crollare quando le insolvenze e i valori negativi cominciano ad essere troppi e tutti insieme per essere arginati… Circostanza che non è affatto detto che non si verifichi… e non solo per caso ma anche volontariamente, per le mire imperialistiche incrociate, affatto estinte viste le condizioni critiche dell’economia mondiale, nonostante si propagandino politiche economiche transnazionali, si mobilitino le diplomazie… Infatti mentre da un lato si intavolano trattative, dall’altro ci si arma fino ai denti e si vorrebbero includere le spese militari nel conteggio del PIL…

    ______________________________

    Un mio amico ieri mi faceva notare il punto di vista di chi possiede grossi capitali… e che ha una doppia anima: da una parte amano il RISCHIO e dall’altra amano la STABILITA’. L’unica cosa che li muove è guadagnare di più quando è possibile e mettere al sicuro la rendita quando non è possibile… Sta di fatto che se prevale il secondo caso (la corsa ai beni rifugio, senza investimento) tengono paralizzato l’intero ciclo economico… Valli a convincere poi questi lenoni a scommettere sulla magra somma complessiva delle attività prostitutive (di una tipologia di esse o dei loro equivalenti generali monetari) di una data nazione o di un dato continente… (Ma come si fa a smettere di dare credito alla logica del “di più” e smettere di offrirsi in cambio di spicci? Mancano degli strumenti sufficientemente strutturati e attraenti per questo… Meglio prostituirsi, pensano tutti, rassegnandosi e accontentandosi… qualche attimo di relax si trova sempre tra un cliente e l’altro… la maîtresse o il lenone ogni tanto ti fa persino qualche complimento… se non lo fanno i clienti…).

    3 febbraio 2014 alle 04:18

  2. IL SIGNOR AGIO

    Ma i sovranisti e signoraggisti del M5S pensano davvero che gli euro che circolano in Italia siano “nostri”? che sono italiani in quanto stampati da Bankitalia? che il denaro sia qualcosa che viene creato dalle sole istituzioni pubbliche? che la liquidità sia fisicamente da qualche parte in qualche forziere pieno di contanti o lingotti? che il valore del denaro, come capitale, sia deciso da un atto amministrativo e non dallo specifico rapporto sociale capitalista che estrae profitti, astrae interessi, accantona rendita, consuma gli eccessi, per poi confrontarsi con mercati noti, ignoti, scommesse assai complesse e concorrenza mondiale (anche con mezzi di persuasione violenta, armata, se ritenuto “necessario”)? Non si accorgono che il pubblico si comporta esattamente come un privato solo un po’ più grande e col brand nazionale? Non si sono accorti che è da un po’ che non ci sono imperatori, feudatari, Comuni e Principati che battono moneta?

    Immagino discorsi in qualche lingua nordeuropea tipo:
    – Vi piace tanto la “sovranità monetaria”? Vi fa sentire orgogliosamente itagliani? Vi sembra di contare qualcosa?… Va bene, “stampate moneta”, rischiate in proprio invece che con la liquidità della BCE all’1%… vedete quanto vale il brand Italia nel mondo… andate in giro a fare la questua per capitalizzare la vostra risicata liquidità… svalutatevi sul mercato secondario… scassate pure i bilanci delle vostre principali banche private, delle assicurazioni, dei fondi pensione… e poi ritornate da noi col cappello in mano (visto che non avete la possibilità di agire sulla leva dei tassi di interesse e avete un rating pessimo…). A quel punto le cifre necessarie a colmare i buchi di bilancio saranno ancora più alte… Noi vi faremo un comodo prestito, strutturato quel tanto che basta per tenervi in waterboarding economico, controllato rigidamente dai nostri curatori fallimentari dell’ESM… e vi invieremo ispettori ogni tot tempo per controllare che abbiate falcidiato per benino la vostra popolazione… naturalmente, in caso di inadempienze, ci rivarremo su tutti gli asset che ci offrirete come garanzia collaterale…

    Entrare in Europa è fondamentalmente alienare beni e rinunciare ad essere una nazione autonoma per divenire regione di un’area economico-politica in via di (perenne) formazione… ma quanti decenni ancora ci vogliono per questo strazio, questo proliferare di colossi burocratici macchinosi, farraginosi, complessi, contraddittori, sempre più impopolare, paraculo e controproducente? Non sarebbe meglio cambiare idea, ammettere il fallimento e mestamente, senza enfasi paranoide nazionalista, sciogliere quante più istituzioni possibili?
    Sogno pianti in diretta dei capi di stato… L’Euro(pa) che si scioglie in un mare di lacrime… La tristezza, finalmente… dopo tanti sbagli. La fine di ogni ottimismo alla Candido… Dimissioni di massa, sedi vacanti… che vi restino tutto il tempo necessario per essere del tutto delegittimate, senza alcun rimpiazzo.

    6 febbraio 2014 alle 00:29

  3. Nel frattempo una raffica di “scandali” colpiscono alcune banche con quote (da ricollocare sul mercato dopo il noto decreto) nel capitale azionario di Bankitalia
    (Unicredit, MPS, Assicurazioni Generali…) Questi “stress test” non si limitano al solo ambito finanziario… spesso sconfinano in quello politico e giudiziario…

    6 marzo 2014 alle 19:30

  4. Capitalisti che parlano di “etica”… di “economia reale” (da sostenere con i 1.000 miliardi del TLTRO)… Stanno messi proprio male…

    I campioni della fiction che parlano di “realtà”… Non vedendo profitti a breve, medio e lungo termine si affidano all’indebitamento generalizzato, per diffondere il vangelo dell'(auto)imprenditorialità diffusa, naturalmente “virtuosa”, “sostenibile”, “meritevole”, ecc… (anche se poi la migliore impresa resta la realistica mafia, coi suoi traffici illegali, la vendita di armi, il sostegno a vizi vari…). Mettono ai ceppi, prestando denaro, dei futuri falliti, sperando nel frattempo di continuare a scommettere su di loro (o scommettere sulle scommesse)… pro o contro, smuovendo così capitali (segni, invenzioni, intestazioni, semplici titoli senza contenuto) che circolano sul Grande Zero, sul mistico (e apocalittico) “pareggio di bilancio”, sul mitologico “equilibrio del mercato” sempre di là da venire (ω) pur essendo il principio (α). Flussi di bit in cambio di sangue umano. Denaro non-morto. Nosferatu.

    22 luglio 2014 alle 01:32

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