videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

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Solstizio d’inverno

Sole del Mondo,
Signore degli Inganni,
che irradi dal più profondo
dei tuoi abissi,

torna a splendere
sui fasti sepolti,
sulle più banali menzogne,
sulle lingue velenose,

sulla terra in malora,
sull’arroganza del giorno,
sulle cecità illuminate
e sui cuori ottenebrati

dagli incanti d’amore,
dai labirinti involontari
e dalle delicate infamie…

Ancora tre giorni
e ci lascerai.

Ancora tre giorni
e rinascerai.

Ancora tre giorni
e ricomincerà la danza.

Nero di seppia
e palla di sterco
di scarabei,

moneta d’oro del cielo,

ascenderai ancora

sui detriti sulfurei,
sui tuoi servi fedeli
e sui campi di grano
dei tuoi astuti falsari.

Un gracchiare di corvi
ti saluterà festante.


Il mio 15 ottobre – ovvero Della diserzione

La testa del drago. Cronaca della giornata.

Fui un obiettore e ora un disertore convinto.

Alla battaglia per la migliore inquadratura ci andassero i tronisti…

(scritto il giorno dopo)

* * * * * * * * * * * * * * * *

“Piazza mia bella piazza (girando in tondo con l’indice sul palmo),

qui c’è una lepre pazza…

Il cacciatore PUM PUM (percuotendo il centro del palmo)

sparò

e la lepre… chirichirichirichiri (questo è solletico lungo il braccio fino al collo…)

se ne scappò.

(Filastrocca infantile)

Già alla stazione di Ciampino trovo persone insospettabili, “femministe” sulla cinquantina di “Se non ora quando”, quelle che avevamo boicottato l’8 marzo, che vanno ad una manifestazione che si preannuncia tesa… Tra me e me sul treno che mi porta a Roma, penso a come sarà la mia deriva per le vie della città (qui il mio percorso individuale)… Vado a Roma come un turista ad un safari, armato di macchina fotografica, che si rivelerà solo un travestimento, visto che capisco fin da subito che riprendere o fotografare soggetti e fatti è alquanto inopportuno… diventerei un delatore involontario. Ed è comunque riduttivo… perché quando esco dalla Stazione Termini trovo il corteo già avviato (non ne distinguo né la testa, né la coda) e una folla sterminata che si traveste, cerca di inserirsi nel fiume di gente, si accoda dietro ai carri dei vari spezzoni che sfilano come fossero a carnevale, ma con carri che vendono birra, lanciano slogan e danno indicazioni… Cinema e Teatro occupati, con Arlecchino in cima al loro carro, Globalproject, Cobas, centri sociali, studenti, NoTav, USB, CUB, Rifondaroli, varie tipologie di anarchici… Bandiere di tutti i tipi, tanto sole… sembra una grande festa… ma con volti tesi e anche piuttosto incazzati (pochissimi i veri “indignati”, che a Roma non hanno raggiunto il centinaio e tutt’ora stentano a trovare consensi per i loro continui snobismi, scarti e soprattutto per la tendenza filo popolo viola, quella un po’ stronzetta e legalitaria che ha inquinato del tutto, grazie ai suoi innumerevoli replicanti – IDV, Santoro, Travaglio, Grillo – il dibattito politico italiano… e che davanti alla crisi vera comincia a perdere colpi e mostrare il suo conformismo, se non fascismo, latente). Slogan contro la finanza, ma soprattutto contro il sistema capitalista e maschere odiose (non fosse altro per la pochezza fascistoide di quel film, per l’ideologia ridotta a vendetta personale, risentimento, per la sussunzione della A cerchiata nella V cerchiata) di “V per Vendetta” o l’ambiguità e l’ambivalenza di Anonymous (sabotatori informatici che testano l’efficienza dei software di sicurezza o comunque valorizzano il paradigma e il dispositivo informatico che attaccano). Ma io voglio vedere la testa… chi c’è in testa… così decido di prendere una scorciatoia… voglio capire come è composta la fiumana (so fin da principio di non appartenere a nessuno spezzone… son qui per analizzare, capire, se ci sono punti d’aggancio, se c’è qualcosa che m’interessa, che condividerei…). Imbocco via Daniele Manin, la parallela a sinistra di via Cavour, dove sta sfilando il corteo, che vedo a intermittenza dalle traverse. Supero le scale transennate di S. Maria Maggiore e continuo per via Paolina… Incrocio il corteo all’altezza dello spezzone di Rifondazione. Dopo pochi minuti sento un annuncio dal camion di Rifondazione: “Mi dicono che più avanti hanno incendiato un albergo… ora ci fermiamo e decidiamo cosa fare”… Supero le bandiere rosse e giunto alla curva mi rendo conto che sale del fumo piuttosto alto lungo la fiancata di un palazzo. Mi trovo affianco ad Andrea Rivera (quello delle citofonate) che dice: “Annamosene, va…”.

Io resto e cerco di capire dove sia schierata la polizia, che (molto stranamente) non si vede proprio… Punto le scale a sinistra di via Cavour verso S.Pietro in Vincoli… Passeggiata turistica e affaccio sul corteo. Dall’alto scorgo due macchine incendiate e il corteo che continua come se niente fosse (del resto fa pendant con gli slogan anti banche e capitalismo finanziario… ma forse, più semplicemente, si sottovaluta il tentativo, da parte di vari gruppi di ragazzi col casco, interni al corteo, di alzare il livello dello scontro… prevale una più mandriana logica di camminanti, di manifestazione-sfilata che da tempo non ha quasi nessun effetto in Italia, grazie ad un sistema mediatico totalmente assevito, impegnato quotidianamente a far scomparire i fatti e a seguire solo la narrazione del governo o, in misura molto minore, dell’opposizione, che è comunque di orientamento liberale…). Il carro più lungo è quello di Globalproject, i negriani (si trattano bene…). Pare tutto tranquillo. Niente polizia, giusto i vigili del fuoco e qualcuno che pulisce. La cosa non mi piace per niente… Gli elicotteri continuano a controllare dall’alto. Scelgo di raggiungere il Colosseo con una lunga deviazione… Passeggiare sotto il sole è molto piacevole. Ancora turisti, manifestanti a cui non sta piacendo la piega che ha preso il corteo e semplici girovaghi… Continuo a cercare di capire dall’alto, affacciandomi da largo Gaetana Agnesi, quello che sta succedendo in questa manifestazione. Vedo siparietti divertenti, ma anche un po’ ambigui. Ragazzi incappucciati e velocissimi che scrivono slogan su muri bianchissimi, rimproverati se non allontanati con la forza da omoni dei vari servizi d’ordine… I più ostili sono quelli dei Cobas… Rimango colpito dalla velocità dell’azione e dalla capacità di scomparire in poco tempo allo sguardo, anche il mio che in teoria potrebbe distinguere meglio… Il moto browniano di queste particelle sfugge alla molarità della massa… Non passano che pochi minuti e la tensione all’interno del corteo sale improvvisa. La gente si muove come pesci in branco al minimo scoppio o al minimo accenno di rissa. È proprio quel che sta succedendo lì sotto, vicino al Colosseo. Un tizio sale su per i giardinetti… Gli chiedo come mai. Mi spiega che dei ragazzi col casco volevano entrare nel corteo e il servizio d’ordine li ha insultati e respinti… (poi saprò, dai diversi servizi televisivi e dalle riprese, che hanno preso le parallele a destra del corteo, dalla parte opposta che io ho percorso e hanno fatto un po’ di macello, da bravi casseur… o black bloc, come li definiranno i commentatori di regime di questo 15 ottobre, rievocando con la bava alla bocca i fasti repressivi di Genova… o infiltrati come preferisce la tradizione paranoide e squadrista degli stalinisti o la coglionaggine dei legalitari-giustizialisti).

Proseguiamo per via Labicana. Io continuo a seguire il corteo a sinistra, ma voglio tagliare a destra per arrivare a piazza S. Giovanni direttamente (niente da fare, non mi piacciono gli skinhead che bevono birra al Bar Colosseo… rinvio la deviazione). A quel punto di nuovo annunci dai megafoni del carro, questa volta dei Cobas, che ci invitano tutti a metterci sul lato sinistro perché hanno dato fuoco ad un cassonetto (in realtà si tratta di un po’ più di un cassonetto: una caserma, qualche auto, ecc…). Mi infilo nei giardinetti di questa villa, dove mi metto a chiacchierare col giardiniere precario, un po’ preoccupato dell’eventuale lavoro extra, ma d’accordo con la manifestazione… Sostiene che avrebbero fatto meglio a incendiare i palazzi del potere… Sorrido, pensando all’ingenuità strategico-militare dell’ipotesi (anche piuttosto qualunquista)… ma se non altro registro una vaga adesione ideale alla manifestazione nel pecariato assunto dal comune di Roma… Il corteo intanto, incurante dell’annuncio, ha riguadagnato l’intera larghezza della strada… Io lo attraverso e mi muovo per raggiungere prima piazza S.Giovanni… Lungo la parallela c’è praticamente un corteo bis, così devio ancora per traverse sulla destra e, all’angolo tra via Annia e via Celimontana, seguendo un improbabile gruppo di turisti tedeschi attempati, quando sono davanti al piantone del Policlinico Militare, vedo sfrecciare a tutta velocità svariate camionette e volanti di polizia e Carabinieri… Il tizio, piuttosto giovane e con un fucile di mezzo, mi chiede: “Ma che è successo?”. Escono anche un paio di impiegati dalla faccia sospettosa che non mi piacciono per niente… Rispondo: “Non so… dicono che hanno incendiato un cassonetto…”. Osservano: “Sì, lo sappiamo… ma tutti questi mezzi! Mi pare esagerato!”. Ordinano di chiudere la cancellata. Non si sa mai… Continuo a caracollare per via Celimontana e a questo punto per capire cosa sta succedendo accendo la radio. Radio Onda Rossa mi ragguaglia sul casino che c’è in piazza S. Giovanni, così decido di aggirare ulteriormente fino a che mi trovo all’angolo tra via della Navicella (dove sono parcheggiate tre camionette, nel caso dovessero estendersi gli scontri?) e via dell’Ambaradan. Provo ad avviarmi verso piazza S. Giovanni ma, mentre sento le notizie tremende della radio, vedo come un plotone che batte la ritirata. Musicisti di samba che con musi lunghi per la mancata esibizione. Chiedo spiegazioni e mi sconsigliano di continuare… dicono che la piazza è piena di lacrimogeni, le camionette fanno i caroselli. In effetti in quella direzione si leva un denso fumo nero e bianco. Alla radio sento la battaglia, l’accerchiamento, le cariche, gli investimenti, la piazza circondata… Vengo a sapere che appena ho lasciato il corteo in via Labicana c’è stata una carica (erano i mezzi che avevo incrociato prima all’angolo di via Celimontana). L’unica via di fuga sembra essere proprio via dell’Ambaradan, ma chi è in piazza non vuole andarsene. Si ostina in un corpo a corpo violento quanto sterile con la polizia, visto che il grosso del corteo tra l’altro è stato deviato verso il Circo Massimo. In pratica le forze dell’ordine hanno impedito la conclusione di una manifestazione legittima tagliando e isolando la testa del corteo. A quel punto i manifestanti isolati si sono incazzati e hanno preso a lanciare sassi insieme ai casseur di prima, usciti dalle traverse di via Labicana, che erano stati respinti anche in modo piuttosto ipocrita e sbrigativo dal corteo più frammentato e internamente conflittuale che abbia mai visto (Qui il “linciaggio” dell’iconoclasta per ristabilire la dottrina catto-comunista)… Insomma una débâcle… per la causa degli Indignados che avrebbero voluto accamparsi a S. Giovanni… una prova di forza della tenuta del “movimento” di fronte ad una polizia pasticciona (che presumeva di sgombrare fronteggiando mille o tremila persone legittimamente radunate) senza adeguati mezzi e con pochi uomini. Dopo aver lasciato che si innalzasse il livello di conflitto, lasciando scassare a casaccio senza intervenire (magari anche con qualche piccolo aiuto… ma davvero non ce n’era bisogno dato il livello di incazzatura crescente, da parte di molti anche nei confronti della manifestazione), chi era nella cabina di regia a manipolare i suoi reparti magari ha “ben” pensato di cercare il morto o il ferito tra le forze dell’ordine… sarebbe stato un precedente per un lunghissimo “divieto di manifestazione”, in perfetto stile fascista… ma non c’è stato… (scatta invece tra i “pacifisti”, o meglio tra i comunisti vecchio stampo anche un po’ reazionari, ad ogni botto di petardo, un coro automatico di “Fascisti! Fascisti!”, che vale per qualsiasi cosa non si conformi alla sfilata modello… giorni dopo infatti ci sarà una manifestazione pacifica della FIOM, giusto per neutralizzare del tutto e spegnere nelle narrazioni vendoliane o nella retorica sindacale di Landini il clima pesante e sovreccitato che s’è venuto a creare…). Così me ne torno passando dal Circo Massimo verso l’Arco di Trionfo… Sono tutti lì quelli che hanno abbandonato alle mazzate la testa del corteo… o che hanno prudentemente protetto i “pacifisti”… alcuni dei quali si scopriranno violenti delatori, fornitori di testimonianze audiovisive alla polizia… comunque facce tristi… Per quanto si voglia dipingere positivamente la giornata, risulta evidente che qualcosa è andato storto… e parecchio. Si sono scassati obiettivi a cazzo di cane, non si è compattato niente, non si è adottata nessuna strategia, non c’è stata particolare intelligenza tattica (giusto una prova di resistenza per i prossimi round), poca solidarietà tra gli spezzoni del movimento, tanta volontà di potenza di professorini e partitini del cazzo… Alle luci del tramonto, la mia impressione è quella di un esercito in ritirata… Così decido di andare controcorrente lungo il fiume arenato dei manifestanti e raggiungere nuovamente la stazione Termini. All’imbocco di via Cavour, dietro le ultime sigle anarco-sindacaliste, vedo plotoni di polizia in borghese dalle facce truci… brrrr… Risalendo via Cavour attraverso uno scenario fatto di vetrine rotte, macchine incendiate e scritte sui muri qua e là. Tutti si fermano a fotografare. Su tutto prevale il rumore delle camionette che puliscono le strade. Rumore di una normalità insensata e opprimente, anche nella distruzione degli oggetti più o meno simbolici…

Il nemico è nel portafogli…

Considerazioni

Insomma lo STATO D’ECCEZIONE modello Carl Schmidt continua (molti non se ne sono neanche accorti dato il poco peso che si è dato agli arresti preventivi nei mesi scorsi)… Doloroso vedere video in cui signore anziane vogliono menare i loro nipoti teppistelli (colpevoli solo di avere il look sbagliato)… Forse è proprio la “guerra di tutti contro tutti” di hobbesiana memoria. D’altronde le telecamere sono dappertutto… i punti di vista sovrapposti e confusi… la violenza idem… Semplificare (come si sta facendo, nel modo grottesco e incredibile dei media), in questi casi, vuol dire rafforzare l’apparato di sorveglianza e punizione e sollecitare l’Altro di cui ha bisogno il sistema per performare al meglio (il Terrorismo, ecc… che evidentemente proprio non c’è…). Le visioni del black bloc della Repubblica (davvero una farsa di articolo!), il pessimo servizio del TG3 che riprende quelle tesi, il prendersela coi soliti capri espiatori, che in realtà sfilavano tranquillamente in corteo senza far casino… fanno capire che l’azione repressiva sarà dura e indiscriminata…

Ma la crisi lo sarà di più… e metterà a tacere tutti. Non c’è niente da fare. Né azione, né reazione.

(scritto il 16 ottobre)

Oggi in ogni famiglia c’è almeno un nemico.

* * * * *

Nei giorni seguenti il mainstream mediatico e mediocratico (anche nel senso di mediocre) monterà la vicenda a modo suo… producendo più che altro una montatura insopportabile, portando i discorsi sulla dicotomia sterile e reazionaria violenza/non-violenza… come se non fosse violento rendere inutili le manifestazioni per anni, minimizzandole con le agenzie e i telegiornali; come se non fosse violento impedire in ogni modo che si sviluppi anche una rappresentanza istituzionale di istanze estranee alla religione liberale o liberista; come se non fosse violento, il giorno prima al Parlamento, scippare l’ennesima fiducia, questa volta col trucco dei radicali ligi ai regolamenti… come se non fosse violento bombardare i libici, come se non fosse violento negare diritti ai profughi rinchiudendoli nei CIE; come se non fosse violento derubare il futuro di milioni di persone con dei giochi di prestigio finanziari; come se non fosse violento barricarsi in una gerontocrazia di vecchi avidi, idioti e avari e impedire alle generazioni degli ultimi 40 anni di avere i diritti e le condizioni materiali delle precendenti; come se non fosse violento ogni fottuto supermercato, bancomat, casello autostradale o tornello della pubblica amministrazione, delle fabbriche o delle aziende; come se non fosse violenta l’idiozia imperante di dover continuare a pagare tasse e lavorare per sopravvivere… se non addirittura lavorare gratis… per ingrassare un mondo che premia in modo smisurato solo chi è più stronzo.

Dirò di più: il mainstream, lo Spettacolo, il taglio di montaggio del “potere”, vuole il sangue… Non c’è rappresentazione più perfetta di quella che rischia di smarrire il suo ordine, di quella che suscita emozioni primitive, sollecita il sistema, una reazione, una risposta… non c’è eroe mediatico migliore del black bloc… quanto meno del suo mito… Il Ribelle, l’individuo marginale (come può esserlo anche un broker rispetto alla Borsa o un massone rispetto allo Stato), che fino ad allora aveva zigzagato lungo il corteo per non farsi acciuffare (come io avevo zigzagato per disertare la fiumana di gente più o meno conforme, il drago…), ad un certo punto conquista il proscenio, diventa un mucchio di pixel su tutti gli schermi, con un estintore in mano… e tutti ad improvvisarsi detective, identificare, rendere identico quello che non lo è (che non corrisponde ad alcun modello, che mischia memi anche contradditori tra loro, versioni semplificate della realtà, format signoraggisti, perfino proto-nazisti…). Non è il Grande Fratello… non dobbiamo nominare chi deve uscire dal contesto della gabbia degli uomini liberi, giusti, onesti, residenti, cittadini a modo… Non si possono addirittura rispolverare leggi speciali (come ha ventilato Di Pietro: ”Si deve tornare alla Legge Reale. Anzi bisogna fare la ‘legge Reale 2’, alias Di Pietro, contro atti criminali come quelli di Roma. Si devono prevedere arresti e fermi obbligatori e riti direttissimi con pene esemplari”) dei tempi degli anni di piombo, per dei danni alle cose… ma ancor di più, per quello che tutta la società dello Spettacolo, della Simulazione e tutti i telegiornali in realtà desiderano. La notizia non c’è senza lancio di estintore, senza camionetta bruciata, senza blecchebloccheIl sistema performa meglio dove si crina, dov’è in crisi, dove genera la sua crisi... Ecco che i ragazzi che sono stati messi sotto dai caroselli delle camionette e resistevano al nulla, al potere che non c’è (ma che ha ancora bisogno di manifestarsi, in modo spettacolarmente territoriale e dispotico, sotto forma di manganelli, solo per far credere che lì vi è del potere… in qualche luogo preciso, istituzionale) sono vittima di un equivoco. Non c’è realtà del conflitto… solo una crassa farsa, una simulazione beota. Specialmente quando il luogo è ad alta rilevanza mediatica. La realtà si neutralizza, scatta la simulazione generale… Si attiva l’auto-panopticon… tutti riprendono tutti, cominicia la delazione generalizzata, il monitoraggio reciproco… La polizia chiede ai cittadini di fornire le prove registrate dei reati… I poliziotti vengono ripresi nella loro più o meno sportiva azione repressiva. Tutti sono chiamati ad essere poliziotti e black bloc di loro stessi… si cerca di insinuare in tutti un conflitto schizofrenico (ma non era una manifestazione che contestava il “potere”?)… come schizofrenica è una manifestazione che deve necessariamente alzare il livello di scontro per poter attivare la digitalizzazione collettiva delle immagini, l’eccitazione dei sensori, perché si riprenda all’infinito, da migliaia di angolazioni diverse… e inevitabilmente si annulli e ingolfi il pur implacabile e tremendo divenire del reale…

Senza questo schizo-capitalismo non c’è Spettacolo… non c’è nulla da raccontare, né narrare… c’è un trauma infinito, irrisolvibile, senza esito. Ogni scontro-evento si avvita su se stesso in suddivisioni infinitesimali dello scontro, si annulla infine nelle foto ricordo e si spegne un po’ alla volta… Quel che resta è il dispositivo che innesca, la macchina del controllo automatico che si perfeziona, che impara dalla sua sollecitazione, le contromosse; dall’esperimento con cavie umane, la tattica militare e mediatica; dai desideri, il loro possibile reimpiego o il loro appagamento riproposto in forme più innocue, più fashion… con surrogati, feticci, nuove merci, nuovi modelli umani…

Spunti

Nei giorni successivi alla manifestazione (così come era avvenuto tra le squadracce staliniste dei Cobas e i ragazzi incappucciati) in Grecia i membri del PAME hanno aggredito anarchici e popolazione greca con pestaggi indiscriminati… Bandiere rosse a difesa della polizia, che difendeva il parlamento, contro bandiere nere e manifestanti… botte da orbi… divide et impera.

Nulla fa pensare che questo pattern non si replichi in futuro, dato che ci attendono anni di scontri sociali e politici… se non guerre vere e proprie…

“E’ interessante notare che, sul piano strettamente visivo, questi “riots”, queste azioni rivoltose, sembrano le uniche in grado di colpire alla stessa velocità dei famigerati mercati finanziari. In termini puramente simbolici, le fulminee azioni della guerriglia urbana danno cioè l’illusione di essere le uniche capaci di tener testa al ritmo forsennato della speculazione finanziaria, che abbatte i prezzi dei titoli, aumenta i tassi d’interesse e offre un alibi ai governi che colpiscono il welfare e il lavoro. Potremmo dire, insomma, che a un primo sguardo i “demolitori” sembrano i soli in grado di “colpire veloci” come gli speculatori” (Emiliano Brancaccio).

Un esempio lampante di dromocrazia… In un certo senso questa violenza furtiva e rapidissima ci colpisce in ogni istante migliaia di volte… con i mille dispositivi di comunicazione cui siamo connessi. Eppure tutta questa macchina(zione) ha un punto debole… dipende da pochi elementi di fondo (Denaro, Lavoro, Centrali, Modelli, ecc) che abbiamo troppo interiorizzato per mettere in discussione… Ma a questo punto, rimettere in discussione i “fondamentali”, giocare un’altra partita, è forse l’unica via d’uscita.

Qui i dubbi di una ragazza sul senso della protesta… di borghesi delusi e defraudati… che se la prendono con la finanza… che è probabilmente la sola cosa che li tiene in vita e tiene in vita un sistema purtrescente e irriformabile:

‘Non sono proprio tutte le persone che credevano in un modo o nell’altro nel sistema capitalista quelle che ora, deluse, vanno a protestare? Non è questa la gente che sente che il sistema le prometteva una dignità che ormai hanno perso? Non sono queste le persone che hanno creduto alla favola della “democrazia”?’ Questo è ciò che accade con tutte le chimere, alla fine evaporano, lasciando dietro di sé una scia di scontenti, defraudati, indignati.

Ci si dovrebbe domandare cosa può esserci dopo il paradigma uscito dalla Rivoluzione Francese… dalle Repubbliche, dagli Stati Nazionali, dalle Democrazie rappresentative… Si sta esaurendo un ciclo. E non ci si è neppure cominciati ad interrogare sulla dissoluzione della forma stato e quello che verrà… di certo non sarà la catastrofe che ci si immagina… dipende dai punti di vista…

Tutto decade e poi muore. Per fortuna di chi verrà.

Dopo i riot e gli arresti del 15 ottobre. I negriani vogliono solo un potere più diffuso, “moltitudinario” come dicono loro, ma mai coincidente con ciascuno (e ciò va in culo ai loro “figli”, a quelli che si sono buttati nella mischia rimettendoci la libertà)… vogliono fare i capetti… come hanno spesso fatto i marxisti. Loro sono “dotati”… Poi, qui in Italia, la carriera è assicurata… un posto lo trovano sempre i professionisti del “tumulto” col culo altrui:

“Riteniamo sia di fondamentale importanza riaprire la riflessione e il confronto su un nuovo federalismo post-statale, da intendere non come modello o forma di governo ma, al contrario, come processo orizzontale, pattizio, aperto, in grado di coinvolgere una pluralità di poteri, SOGGETTI ED ISTITUZIONI DOTATI ab origine di CAPACITA’ COSTITUENTE. Un federalismo, per usare le parole di Luciano Ferrari Bravo, concepito come CONCENTRAZIONE DI POTERE NON CENTRALIZZATA, capace di tagliare trasversalmente e ricombinare dimensione territoriale e sociale”.

Grande opera di recupero della protesta all’interno di una dialettica innocua… una deviazione della “locomotiva” su un binario morto… E’ una critica spuntata quella che non tocca i fondamentali (Lavoro, Denaro, Prezzo, Banche, Stato, ecc…). Un’altro esempio di come si stiano annacquando i dibattiti sulla crisi… arrestando la critica e l’analisi con un linguaggio gergale, vago e alquanto paraculo…

Alla manifestazione del 15 è poi seguita una serie di occupazioni… a partire da #occupywallstreet…che vedremo come evolverà. Si definiscono il popolo del 99%… conto l’1% di cattivoni. Il popolo bue (di ogni stato) ha bisogno di un colpevole, di un capro espiatorio per sentirsi migliore, “onesto”, privo di responsabilità… Forse fanno schifo tutti… sia l’1% che il 99%… chi più, chi meno. Per quanto mi riguarda, ho l’ambizione di non essere un vivente disposto ad essere sondaggiato in percentuali… né voglio imporre il peso della mia volontà e immaginazione… tanto più secondo logiche di maggioranza. Bisognerebbe inventare le regole di un nuovo gioco e metterle in pratica


Le “necessarie riforme strutturali”…


Perché c’erano due torri al World Trade Center di New York?

Perché ci sono due torri al World Trade Center di New York?
(Jean Baudrillard, “Lo scambio simbolico e la morte”, 1976)

Ancora dallo stesso libro:
La “libera scelta” degli individui, che è il credo della democrazia, sbocca in realtà esattamente nell’opposto: il voto è diventato sostanzialmente obbligatorio: se non lo è di diritto, lo è per costrizione statistica, strutturale dell’alternanza, rafforzata dai sondaggi. Il voto è diventato sostanzialmente aleatorio: quando la democrazia raggiunge uno stadio formale avanzato, essa si distribuisce intorno a delle percentuali uguali (50/50). Il voto rassomiglia al moto browniano delle particelle o del calcolo delle probabilità, è come se tutti votassero a caso, è come se votassero delle scimmie.
A questo punto, poco importa che i partiti in causa esprimano storicamente e socialmente chicchessia – bisogna anzi che non rappresentino più nulla: il fascino del gioco, dei sondaggi, la coazione formale e statistica è tanto maggiore.
[…]
L’oligopolio, o duopolio, attuale deriva dallo sdoppiamento tattico del monopolio. In tutti i campi il duopolio è lo stadio raggiunto del monopolio. Non è la volontà politica (intervento dello stato, leggi anti-trust, ecc…) a spezzare il monopolio del mercato – è che qualsiasi sistema unitario, se vuole sopravvivere, deve trovare una regolazione binaria. Questo non cambia nulla del monopolio: al contrario, il potere è assoluto solo se sa diffrangersi in varianti equivalenti, se sa sdoppiarsi per moltiplicarsi. Ci vogliono due superpotenze per mantenere un universo sotto controllo: un unico impero crollerebbe da se stesso.
[…]
Dalla più piccola unità disgiuntiva (la particella domanda/risposta) fino al livello macroscopico dei grandi sistemi d’alternanza che governano l’economia, la politica, la coesistenza mondiale, la matrice non cambia: è sempre lo 0/1, la scansione binaria che s’afferma come la forma metastabile, e omeostatica, dei sistemi attuali.

 

In ogni caso dopo queste parole profetiche di Baudrillard, da 2 si è passati a 0… dunque l’universo è diventato un multiverso… è il regno del caos. E’ l’entropia che conduce il sistema. La polverizzazione del cemento e della civiltà. Come nel finale di “Fight club”, l’America sogna che crollino tutti i grattacieli. Sogna la vera perfezione: lo Zero Assoluto (la massima entropia).

Questa gigantesca simulazione e presa per il culo che ancora ci conduce, il raddoppiamento del codice (come avviene per il DNA, come per la clonazione) delle Due Torri abbattute, sopravvive oggi nel Lutto (unica garanzia di sopravvivenza temporanea, contro nemici random o inventati di volta in volta – i terroristi, Al Qaida, Saddam Hussein, Gheddafi, i mercenari negri, gli insorgenti, i terroni, i “clandestini”, le donne, i rumeni, i comunisti, gli anarchici, i “ratti”… tutti noi)… Ma il sistema, in cuor suo, sogna che crolli tutto, per liberarsi dal suo stesso incubo totalitario, divenuto insostenibile, prolifera in meta-stasi (meta-stati) si sdoppia senza quel codice perfettamente duplicato che era rappresentato dalle Due Torri, inventa strenue resistenze individuali, terroristiche, contro se stesso… (poiché il sistema si rifrange anche nell'”individuo”, nel Ribelle… nell’Eroe del cazzo). Di questa follia schizo-paranoide del sistema, di questo cancro, di questa catastrofe inerziale senza più referenti reali (e neanche ideali), ne sono la prova film come il su citato “Fight club”, “2012”, ma anche “Resident Evil”, “Inception”, “Il cigno nero”… Questo è, ahinoi, l’immaginario contemporaneo che tutto trascina e travolge con sé. Il punto è che “Terminator” non muore mai… Quella lucina rossa, quel red alert poliziesco si risveglia sempre, mortacci sua

Sparati, Schwarzenegger!
Suicidati, yankee!
Fatti a pezzi, carbonìzzati, bombàrdati coi droni!
Fatti la guerra in casa!
Mastùrbati col cesio!
Pròvocati terremoti, maremoti e uragani spaventosi!
Crepa sepolto dal busto di merda secca di Abramo Lincoln!
Bombàrdati coi missili nucleari!
Muori di leucemia, se sopravvivi al fallout radiattivo!
Vai a giocare agli indiani su Encelado!
Mangiati i batteri che resistono ai solfuri e al metano!
Esplodi in una supernova, scompari in un buco nero!
Fottiti col tuo cazzo anabolizzato!
Dio ti benedica, ma fuori da questa cazzo di galassia,
perduto nella 26esima dimensione
della tua fottuta teoria delle stringhe!


Appunti sulla crisi

Ciò che segue è  una raccolta di mie riflessioni su Facebook sull’argomento crisi…  Nei commenti tutti gli aggiornamenti!

È chiaro che il falso allarme sul default degli USA è una messa in scena per valorizzare e sottolineare l’imparzialità delle agenzie di rating (americane) che stanno declassando a più non posso degli stati europei (come a dire: “Eh ma se anche l’America prende sul serio i declassamenti, a maggior ragione dovrebbero farlo dei miseri staterelli europei!”).

E poi questi sono i fondamentali della shock economy… si è giunti fino ad evocare un default, a minacciare di non pagare gli stipendi, prima di poter far comparire la faccia fintissima di Mr. Obama dinnanzi alle telecamere, avvolto nell’aura di Salvatore dell’economia mondiale… Questa manovra è servita solo a far pesare ancora di più (non agli USA ma ad altri stati) i deficit nazionali come arma non convenzionale nella strana guerra tra i nuovi capitalisti-rentier (i pochi nuovi dominanti del capitalismo finanziario globale) e il resto dei gonzi e straccioni che popolano il pianeta.

Insomma è un ricatto bello e buono per estorcere denaro, per far cedere libertà e diritti acquisiti, a favore della classe parassitaria globale… Qui sì che c’è stata composizione di classe persino trans-nazionale!… l’altra classe, quella antagonista, dopo qualche protesta di massa, si è squaquaraqquata… è bastata qualche carica, qualche arresto, qualche strage, qualche guerra, ecc…

Abbiamo perso… non c’è partita possibile sul loro stesso terreno e con i loro fondamentali (Moneta, Mercato, Nazione, Profitto, ecc…).

Scrivono:

Ora che “l’impasse Usa è stata superata”, i market mover torneranno a essere in Europa “i problemi del debito europeo e di nuovo in Italia il movimento degli spread”.

Questi market mover (“quelli che movimentano il mercato”… i detentori di hedge fund consistenti) sono coloro che causano le montagne russe finanziarie responsabili della crisi. Si nutrono di panico… lo generano, quando non c’è. Hanno bisogno di agitare le acque per aumentare la loro rendita. Ma l’economia non è solo numeri, titoli e convenzioni (come pensano i monetaristi e i liberisti)… dietro ci sono le persone… che se non si incazzano, d’altronde… e non capiscono e non inventano il nuovo… subiranno questo ed altro…

E comunque a giudicare da come continua ad andar male, con Draghi alla BCE e Tremonti che impone politiche protezioniste anti-“speculazione” alla CONSOB in un contesto globale di guerra aperta (si avrebbe bisogno di motilità estrema dei mercati proprio per arginare in qualche modo le tendenze ribassiste), è probabile che l’Italia si trovi in default prima del previsto… (Stessa cosa del resto intendono fare la Merkel e Sarkozy, tassando i trasferimenti finanziari…). Dicono che gli “speculatori” (d’oltremanica, si intende) vogliono stressare le banche italiane per indurre l’Europa ad adottare misure concrete… di solidarietà tra stati europei… (che in realtà si detestano e si boicottano)… per gettarsi a pesce (sempre gli americani che si trovano nelle condizioni di dover mungere l’Europa, visto che non lo possono fare più con l’America del Sud…) sulle nuove iniezioni di liquidi a venire (il super-debito continentale, gli eurobond) e le inevitabili privatizzazioni degli asset nazionali in svendita… Occorrerebbero almeno 2000 miliardi altro che i 22 messi a disposizione di recente…
Ciò vuol dire che faremo la fame tutti (i debiti sembra che si onorino con politiche lacrime e sangue di rigore e austerity da parte degli indebitati! ne sono un triste esempio le centinaia di miliardi di euro che il governo italiano si appresta diligentemente a sborsare senza batter ciglio con la doppia manovra-rapina estiva)… Sarebbe un’ottima occasione per cambiare il sistema… ma siamo troppo coglioni, in media.

Riflettendoci un attimo, perché cazzo dovremmo essere preoccupati del crollo delle Borse europee? E’ solo un castello di carte in cui siamo stati costretti ad abitare… Basterebbe uscire e lasciarlo bruciare
Ma ci sono troppi tossicodipendenti da denaro, lavoro, TV e carte di credito.

Il problema sono i rimedi che i politici prendono con la scusa della loro crisi… sono rimedi recessivi, depressivi, reazionari, liberticidi, ecc… buoni solo ad aumentare ulteriormente i profitti e la rendita dei detentori di capitale vario… Insomma, ORA BASTA, CHE SE NE VADANO TUTTI, non dovrebbero essere solo slogan latino-americani…

Invece qui ci sono gli scolaretti diligenti… che al primo rimprovero dei “mercati” promettono una macelleria sociale senza precedenti… indorando la pillola indigeribile con parole fashion tipo delega assistenziale… E intanto portano a conclusione il disegno della P2 (che altro non è che il neoliberismo americano, ovvero una strategia di dominio di lunga gittata, più che un presunto e pittoresco complotto massonico ad uso e consumo di una popolazione sempre più idiota ed incline ad individuare un bau-bau alla volta con cui prendersela).

E comunque questo governo è colpevole di aver lasciato crescere il debito pubblico in modo allucinante (400 miliardi negli ultimi 3 anni!)… sostenendo che non contasse, nel bilancio, quanto la crescita del PIL (che non c’è stata)… e non può svegliarsi ora e dire che ora il debito invece conta e conta sulle ossa della gente che non ha più i soldi per mangiare… Dovrebbe essere abbattuto, un governo simile… invece abbiamo Napolitano che porta tutti all’ovile della responsabilità…

Si dovrebbe rispondere a Trichet: “Perché non riabbassi i tassi all’1%, invece di farci spremere come limoni?”.

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Aaaaaaah… allora siete in combutta! Qui avete messo degli imbecilli che dicono sempre di sì a tutti a prescindere (Usa, Francia, Germania…) e che avevano il compito di darsi ai bagordi, spendendo disinvoltamente 400 miliardi di denaro pubblico in 3 anni… mentre vi stavate preparando a mietere gli interessi che intanto sono cresciuti… bravi, bravi…

Occorrerebbe finirla con questo automatismo secondo cui le perdite in Borsa debbano essere trasferite alla società… la finanziarizzazione non è un processo automatico. Nel frattempo sarebbe il caso di infrangere questo incantesimo economicista che prende la volatilità dei mercati per una fatalità statistica cui piegarsi in modo acritico, come se non vi fosse alcuna soggettività dominante ed egemone dietro a dirigere l’orchestra dei capitali e dei titoli… Per quanto ci riguarda non bisogna abboccare alla faccenda opportunistica, cinica e sadica dei sacrifici inutili che vorrebbero imporre, svaligiando la popolazione (pensioni, tredicesime, invalidità, ecc).

L’accelerazione del capitalismo neoliberista non ci voleva… e non possiamo sostenerla… avremmo bisogno di tempo (dunque tassi bassi, niente panico, ecc). Le barricate in questo momento sono distruttive e fanno il gioco dei vari autoritarismi (e forse è proprio per questo che si accelera la crisi e la si intensifica…). Ci sarebbe bisogno di appoggiarsi e difendere istituzioni antagoniste ancora da creare (non so… una cosa come una confederazione di municipi, ecc)… che possono nascere, essere comprese e fatte funzionare solo nel tempo. Dalla confusione invece nasce solo confusione… e violenza reazionaria e repressiva (vedi il delirio di Cameron sui recenti riot in UK: “Faremo valere la Forza della Legge”… cui è seguita una serie di arresti indiscriminati).

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È chiaro l’intento classista su scala globale di deprimere il ceto medio a vantaggio dei ricconi e delle multinazionali ben finanziarizzate, con queste montagne russe dei “mercati”… ormai il PIL non si fa con l’industria, l’artigianato, il lavoro… lo si fa facendo carte false… titoli assurdi (come i CDS e i futures) e assicurazioni contro il fallimento, che inevitabilmente lo evocano ad ogni piè sospinto… Hanno scoperto da tempo che la paura muove il mondo (lo diceva pure Hobbes). Persino noi che non abbiamo niente ci caschiamo… e ci mettiamo a parlare di Borsa (un po’ come quando tutti fanno i CT della nazionale durante i mondiali di calcio).

La risposta a queste iniquità può essere solo esasperare la crisi, fallire… non avere paura…

Qualcuno potrebbe dire… ma impoverire il ceto medio non fa rastrellare utili… perché poi i prodotti non si comprano… Proprio per questo si sono buttati su beni primari (acqua, grano, mais, gas, petrolio…). Insomma l’idea è quella di mettere tanta paura al ceto medio, ai piccolo-borghesi, per farli sgobbare di più… come se la ricchezza generale dipendesse davvero da questo! dalla riduzione in schiavitù e dalla rinuncia ai diritti e alla democrazia del cazzo!… ma qualcuno deve pur assumersi la colpa… e i borghesi essendo per lo più dei sentimentali cagasotto, che credono in valori morali… addirittura in Dio o nelle “piccole cose” (come gli schermi LCD) della vita di merda che fanno… sono i più adatti allo scopo… Tuttalpiù si inalberano (vengono indotti a farlo tramite i media del cazzo) per i “diritti umani”, ma solo allo scopo di lasciarli violare con una ferocia centuplicata… (es: che fai Gheddafi? spari sulla folla e uccidi una decina di persone? Ti bombardiamo per anni, vendiamo armi ai ribelli, facciamo patti sottobanco con mercenari e terroristi, ti fottiamo i miliardi che ci hai messo nelle banche, lasciamo annegare i profughi in mare, ecc…).

Vogliono i soldi di chi non ne ha, per continuare a giocarseli a poker… e mostrano foto di broker di Borsa disperati, con le mani nei capelli… poverini… soccorreteli… date miliardi della vostra salute, delle vostre abitazioni, del vostro cibo, della vostra acqua… indebitatevi, sgobbate, rinunciate alla vostra libertà… per far tornare il sorriso sui volti di chi conta le ricchezze dei giocatori…

Bisognerebbe staccare la spina… Eutanasia di stati, meta-stati e mercati

Questa più che una crisi dei debiti sovrani è un’insensata mercatocrazia (orientata in senso liberista e filo-atlantico)… un economicismo dogmatico che si impone su tutto. E la politica non conta più un cazzo (o fa mosse che peggiorano le cose per impreparazione o sapendo di peggiorarle)… Potrà chiedere sacrifici inutili al popolo, ma è più una questione di sistemi, tecnologie finanziarie e alleanze strategico-militari che non sono più in grado di garantire profitti (che da più di 40 anni non corrispondono a quelli dichiarati…), né pace sociale o pace tout court
 Così Letta senior esclama: “Tutto precipita”…

Bisognerebbe far sì che precipitino solo loro, intanto… l’ingovernabilità in questo momento è una condizione urgente.

I politici al governo sono soldati diligenti del neoliberismo più feroce di cui l’Euro(pa) si sta facendo sempre più strumento meta-statale, di governance finanziaria…in senso imperialista e filo-atlantico… L’Europa è sempre di più un ologramma, un potere virtuale non per questo meno efficace, anzi… È l’episteme contemporanea: la virtualità al posto di comando… e questo, oltre che per le stesse guerre, neutralizzate dai media in modo modulato, con un massimo di social network e un minimo di copertura televisiva, vale anche per la frenetica attività di Anonymous, crowdsourcing a metà strada tra intelligence governativa e sabotaggio anarchico… Insomma sostanzialmente il governo non capisce i cambiamenti e non vi si oppone, rispondendo col “vecchio” neoliberismo… che continua ad essere ottimo alleato per la desertificazione delle risorse sociali, per la neutralizzazione di ogni possibile risposta popolare e che si allea colpevolmente con l’economicismo tecnocratico di chi come Trichet alza i tassi di interesse nel mezzo della crisi dei debiti sovrani… e come se non bastasse propone di continuare con gli eurobond che affosseranno definitivamente le banche italiane e l’autonomia finanziaria residua dei vari stati periferici… e prepareranno l’aumento della quota privata dei debiti pubblici… Questo si traduce in una resa incondizionata al fantasma dell’Euro(pa), in un ulteriore incatenamento dell’Italia alla globalizzazione, alle dinamiche del neoliberismo, alla centralizzazione continentale del potere e pone di fronte all’impossibilità materiale di rovesciare queste istituzioni liberticide… Per me la risposta politica può essere solo ingovernabilità, insolvenza e intensificarsi della crisi del modello meta-statale… anche nel senso di canceroso, parassitario

È come se uno spettro elettronico fosse continuamente alla ricerca di materia vivente ed elettricità da risucchiare per poter continuare ad avere la sua parvenza di vita… Come si combatte contro un simile spettro?

E continuano ad accumulare errori su errori (populisticamente sintetizzati nella guerra agli “speculatori”) che tendono tutti in realtà ad accelerare i ribassi e le vendite nelle Borse europee… Questo dispendio incredibile di capitale è prodotto o artificialmente o per idiozia… Io credo più alla prima ipotesi… con l’intento di costringere gli stati europei a cedere sovranità in modo irreversibile al Meta-Stato

Secondo Morgan Stanley è tutta colpa dell’Europa… che non sa dare risposte “adeguate”…

E la politica in USA comincia a pensare di processare le agenzie di rating che condizionano la vita di miliardi di persone… Anche se tappare la bocca ai “tecnici”, non è che serva a molto (è un falso bersaglio, un capro espiatorio… segno di un certo nervosismo che si scarica prendendosela coi sottoposti…). Sarebbe il caso piuttosto di ridimensionare drasticamente il comparto finanziario (ma questo significherebbe ridiscutere le posizioni di dominio imperiale… e nessuno lo farebbe mai spontaneamente… per questo occorrerebbe una rivoluzione…), vietare a livello globale l’uso di certi titoli in Borsa (derivati, CDS, futures), vietare le vendite allo scoperto o la possibilità di operare finanziariamente da parte degli hedge fund… dichiararli FUORI LEGGE!… e affrontare tutte le conseguenze (…disastrose) del caso (si parla, fonte wikipedia, di 300.000.000.000.000.000.000 $ in tutto il mondo… 300 miliardi di miliardi. Una cifra molto maggiore dell’intero PIL mondiale).
Tutti giù per terra!Basta con i rialzi truccati, con le scommesse, con le ipoteche del futuro (a quel punto rimarrebbero solo interessi mostruosi su debiti insolvibili… e non serve assolutamente a niente introdurre così tardivamente il pareggio di bilancio in costituzione…). Che dichiarino tutti fallimentoE’ il capitalismo (con la sua impossibile accumulazione illimitata di capitale) che è fallito… (quel che vediamo è solo una sua sopravvivenza spettrale… un’apparenza di vita che si muove per inerzia… ma quanto si trascina e quanto trascina con sé questa agonia!). Dovrebbe eventualmente sapersi azzerare e ripartire… Ma resterebbe comunque il principio dell’interesse e del profitto (con la violenza implicita ed esplicita che questo comporta), come problema di fondo… Occorrerebbe strutturare la violenza secondo altre modalità (…rivolgendola magari contro il primo che sussume, circoscrive, comanda, estorce, sopprime, ecc… a memoria perenne del mondo di merda che fu).


Il capitale in orbita

(Ecco un’immagine emblematica del “capitale in orbita” di cui parlava Baudrillard… “Per 159 giorni un esemplare test della moneta globale UFWC, United Future World Currency, coniata dalla Zecca italiana dello Stato è diventato virtualmente una ‘valuta spaziale’)

Unificare e omologare le diversità sotto un unico standard monetario. Non si è ancora capito che il monetarismo e l’economia finanziaria sono un trucco per impedire la fine prematura del capitalismo in crisi mortale. Una moneta unica globale sarebbe la fine dei giochi delle nazioni, delle identità e delle divise e l’impossibilità di sopravvivere per miliardi di persone.

Avverrebbe come sta accadendo nell’area euro… Asticelle piazzate sempre più in alto… Regioni sempre più ricche, aree sempre più depresse… Centralizzare non porta a redistribuire. Non può esistere un valore “sociale” della moneta finché permane il capitalismo (…o il marxismo… o qualsiasi ideologia produttivista… monoteista, identitaria e fallocentrica… con le sue brave lotte di classe, di clan, di gang… o territoriali, coloniali… o, andando indietro nel tempo o in periferia, tra orde barbare, primitive o nomadiche). Il debito pubblico globale, senza il gioco degli scambi o della profittabilità delle aree depresse, si trasformerebbe in schiavitù ed in deserto che cresce… in campo di concentramento globale sorvegliato da telecamere e sentinelle, in politica securitaria costantemente impegnata a ricacciare indietro, se non eliminare, le masse che non accedono al credito… perché così, ancora di più, detterebbe legge chi ha in mano la decisione sui tassi di interesse, chi suggerisce il giudizio tecnico delle agenzie di rating (pressato dagli shortsellers, dai possessori di hedge fund… dai capitalisti contemporanei dei paradisi fiscali).

Il punto è che non si è ancora capito cosa sia questo prodotto cognitivo, culturale, che chiamiamo “moneta” (macro-economicamente l’addebito pubblico per il profitto privato, micro-economicamente l’equivalente molecolare dell’interesse finanziario, il modello del desiderio del più povero come del più ricco… non più solo “l’equivalente generale delle merci” di marxistica memoria che occulta in una forma astratta la violenza dei rapporti di produzione). La Moneta è il dominio reale pienamente dispiegato, quello che determina bisogni e desideri, li spinge, li sollecita, spreme liquido seminale, istanze rivoluzionarie, crisi, migrazioni, guerre… è il dio monoteista pienamente secolarizzato. La differenza è che invece di pregare si stupra… Anche e soprattutto la nostra idea di amore è diventata uno stupro… la disciplina sentimentale delle donne, dei loro corpi, dei loro orgasmi… le riviste femminili, la cosmesi, i porno con le unghie laccate… la virtualizzazione dell’amicizia, del sesso… sono il riflesso di quella “moneta in orbita” che trasforma tutto in immagine senza corpo, de-siderale, in simbolo ad uso di un Terzo sempre più interiorizzato, ma che non siamo noi… Non sentite anche voi questo insistente tintinnare di monete, questa anima metallica, tra i vostri pensieri?

Io ormai chiudo gli occhi di fronte alle immagini. Quando mi guardo allo specchio, cerco di non vedermi. Né mi interessa guardare l’immagine d’altri.
Quanto all’ immagine del profilo, non sono io… è la mia moneta.


Universi-bolla quadridimensionali si infrangono contro l’orizzonte degli eventi…

 

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(Una divagazione estetico-intuitiva riguardo alle dimensioni che comprendono la nostra, suggerita da alcune teorie della meccanica quantistica e della gravità quantistica, che parlano tra l'altro di orizzonte degli eventi).

Per analogia, vedo, nel movimento con cui una bolla si strozza per diventarne più di una, questo passaggio da "buco nero" a "buco bianco"… Quest'ultimo a mio avviso potrebbe essere il big bang di un nuovo universo…
Sempre nell'analogia, il confine della bolla, come la linea di superficie, sono l'orizzonte degli eventi di ciascun universo-bolla, quello al di là del quale perde di senso l'unità quadridimensionale (spazio-temporale, definita da x,y,z e t). L'acqua in cui gli universi sono immersi e l'aria soprastante rappresenterebbero altre dimensioni che comprendono le 4 conosciute di cui possiamo avere esperienza e nelle quali ha senso per gli scienziati condurre esperimenti… Nell'acqua in questo caso non avrebbe alcun senso la singola bolla in sé (la sua relativa realtà spazio-temporale) ma la somma di tutte le perturbazioni che spostano gli universi dalla dimensione acqua a quella aria. Nell'acqua cioè non fluirebbe il tempo come distinto in presente-passato e futuro, ma come un insieme indistinto in cui le probabilità spazio-temporali hanno già creato forme definite, orizzonti di realtà (unversi-bolle, appunto). In una simile dimensione l'inizio, il presente e la fine di ciascun universo convivono, sono individuabili in un punto qualsiasi e secondo una direzione a piacere (un po' come accade per la posizione probabile dell'elettrone nella sua orbita). L'acqua preme, perturba e deforma gli spazio-tempo, gli universi-bolla, li costringe nella loro evoluzione temporale, ne accelera o rallenta la dinamica dei movimenti (ecco che si spiegherebbe anche l'accelerare dell'allontanamento delle galassie, l'accelerazione del redshift), prima di consegnarli all'"aria"… E l'aria cosa potrebbe essere se non la pressione che produce gli universi spazio-temporali, solo più allentata, divenuta gas?… ecco dischiudersi un impensabile spazio-tempo senza orizzonte… Una sorta di rimescolamento del tempo, dei poliversi (o multiversi, dicono i fisici) dallo spazio-tempo reversibile… si sarebbe liberi, se si potesse essere e vivere in quella dimensione, di non essere se stessi, di andare avanti e indietro nel tempo, trasformarsi… Ovvio che secondo questa logica frattale le variazioni e i cambiamenti di stato possono essere infiniti… all'aria potrebbero aggiungersi infiniti altri elementi e dimensioni… in una processione senza origine, né fine, complessivamente senza senso… ma in-finita, localmente sensata…
(Scartando le noiosissime ipotesi di un tutto che sia un perfetto niente o un tutto pieno omogenei) Dio sarebbe infinitamente torturato dalle esistenze e dalle fasi di transito, dunque non esisterebbe mai in quanto Tale… Noi siamo una di quelle sevizie… seviziati a nostra volta dalle turbolenze che ci scomporranno in nuove forme… piccole divinità provvisorie relativamente felici di esistere e terrorizzate dalla loro fine relativa…
Non credo ad ogni modo che dimensioni diverse non possano comunicare tra loro (se già non lo fanno… la natura animale e del pensiero si muove in modo molto misterioso per esempio)… Mi piacerebbe imparare a cambiare forma. Prima di morire, possibilmente.

Il bello è che, dopo aver scritto queste righe, scopro che qualcuno ha già pensato un multiverso inflattivo a bolle! 🙂

"L'universo sembra un enorme frattale in crescita. Consiste di molte bolle inflattive che producono nuove bolle, che a loro volta producono altre nuove bolle, ad infinitum. Perciò l'evoluzione dell'universo non ha fine e può non avere alcun inizio. Dopo l'inflazione, l'universo si divise in domini differenti di grandezza esponenziale nei quali le proprietà delle particelle elementari e anche le dimensioni dello spazio-tempo potevano essere differenti".

Chi ha scritto queste parole è uno scienziato appassionato di riflessi sull'acqua e un grande fotografo… Un fratello frattale russo… solo un po' più ricco di me…


“Vogliamo i soldi!”.

“Gli americani senza lavoro meritano più di un sussidio, si meritano anche i dividendi. I ricchi non li avrebbero mai racimolati senza di loro”.

Quanto segue è il resoconto di uno strampalato dialogo notturno…

Perché non si è fatto dell’Italia un paradiso fiscale in modo da lasciare un po’ della rendita finanziaria globale anche qui? perché i capitalisti non fanno i capitalisti, non si aggiornano, insistendo con ricette liberali e liberiste per smantellare lo stato sociale o fustigando la plebe la sua scarsa produttività quando l’economia è finanziarizzata?

Ovvero, se la produzione industriale, buona parte del terziario, il commercio e soprattutto l’agricoltura non “rendono” abbastanza, perché si insiste a mantenere in piedi le finzioni ideologiche e il moralismo di un modello di produzione di merci e servizi che si sta dissolvendo? Si aggiunge anche questo infervoramento della magistratura che dovrebbe avere questo compito restauratore di garantire una legalità e una rettitudine che non può esistere in uno stato capitalista e nella “guerra per bande” che lo caratterizza… Certo… è illogico questo produrre crisi a livello globale da parte del capitalismo finanziario, è come se l’umanità si segasse il ramo su cui è appollaiata, ma se questo è il capitalismo, perché i paesi capitalisti si rifiutano di esserlo? Se la logica interna del capitalismo prevede che interi popoli schiattino di fatica o muoiano di fame o per l’instabilità programmata e la violenza dei loro regimi, perché gli stati (privi di risorse e materie prime) che conoscono tutti gli strumenti finanziari evoluti (e che permettono le attuali truffe globali) non si reggono su questo piuttosto che su valori astratti, risorgimenti, spirito cristiano, lavoro, costituzione e cacate simili? Perché insistere su D-M-D’ (denaro-merce-denaro) invece che semplificare in D-D’, perché non demercificare e smaterializzare il più possibile l’economia?
In Italia ci sono poi ominicchi che si accontentano di tirare a campare, non costruiscono imperi, ma molto meno… si fermano a godersi la vita egoisticamente, vivono di sotterfugi che li fanno fluttuare a mezz’aria, volare basso… rasoterra… fanno la gloria fiscale di S. Marino o del Vaticano, ma non di uno stato più grande come l’Italia… perché non fregarsene della morale pubblica e fare dell’Italia un’immensa Antigua? Si tratterebbe solo di evitare menate ideologiche e sganciare i soldi dei traffici illeciti o leciti di tutto il mondo alla popolazione… che fondamentalmente vuole i soldi non i “valori”. Perché il popolo in uno stato capitalista non sviluppa una morale predatoria e non richiede a gran voce precise misure truffaldine e piratesche al Parlamento?
(L’ostacolo principale risiede nel fatto che vi è una predominanza anglo-americana nel potere di produrre denaro dal denaro… e questo privilegio è protetto militarmente… Ma che potrebbero fare? Rivolgerebbero mai i missili delle loro basi sul territorio italiano verso i più importanti capolavori mondiali della storia dell’arte? Naaaaaa…
Altro ostacolo, o errore, è quello delle democrazie di dipendere dall’opinione pubblica, che sembra esigere valori cristiani, festaioli, tarallucci e vino, “volemose bene”, falò sulla spiaggia… invece che sfruttare a proprio vantaggio e fino all’osso popoli lontani di cui a malapena si conosce nome, storia ed ubicazione geografica).

PS. Ovviamente era un ragionamento per assurdo… Io sono per il superamento dell’incubo del capitalismo globale, ma è anche vero che si fa solo finta di muoversi in altre direzioni… serve per lo più a scaricare la coscienza in modo paraculo, atteggiarsi a rivoltosi ed eccitarsi per qualche fuoco di paglia insurrezionale senza conseguenze… Il fatto che si analizzi la realtà in modo approssimativo e insufficiente a cambiare alcunché è segno di questa pigrizia e non intenzione reale di fare rivoluzioni, ecc… Segretamente si spera sempre che le cose funzionino come una volta, quando più o meno si stava bene (ma quando?!)… Il capitalismo invece si esalta nelle crisi… produce continuamente crisi (così sosteneva Deleuze ne l’Anti-Edipo…). Quello che funzionava e che ha rincoglionito i cervelli di tutti, semplicemente ora non funziona più… Scrollatevi di dosso tutta la paccottiglia delle nazioni, dei diritti, dei valori, delle ideologie che contrappongono capitale e lavoro, liberismo e keynesismo, nazional-socialisti e marxisti, mafiosi e giustizialisti… Le cose sono molto più “easy”... convenzionali… O si accetta il ballo fino in fondo, questa danza macabra degli ultimi capitalisti… o si cominci a fare qualcosa per davvero… Le vie di mezzo sono spettri senza corpo.


Appunti sulla visita alla G.N.A.M. di Roma (…e le mie foto)

In occasione della “Notte dei Musei 2011”, ho approfittato per fare una visita alla “Galleria Nazionale di Arte Moderna” di Roma, dove c’era anche la mostra sui Preraffaeliti… Ho anche le foto ad alta risoluzione per farne dei poster… Qui uno slide:

Credo di aver scattato delle belle foto… anche se non sono i quadri e le statue viste dal vivo… I riflessi in alcune foto mostrano quanto siano male esposti alcuni quadri (faretti fulminati o mal direzionati)… ma stando vicino alle pennellate degli autori ci si può spostare per vedere meglio… l’astrattezza o la matericità del dettaglio, l’insieme, i volumi, la fattura, le mille percezioni della stessa cosa (…quella tecnicamente riproducibile con una macchina fotografica e stampabile, scansionabile, visionabile su schermo, ecc…). Attraverso le opere stringi la mano di Gustav Klimt, di Dante Gabriel Rossetti, di Edward Burne Jones, di Gaetano Previati (il mio preferito). E questo non lo potresti fare attraverso una fotografia. Non troveresti il varco

“Venere che apre i cuori”… con le armi di Eros+Psiche (freccia+farfalla)… Troppo comodo…

Esageratamente leziosi, spocchiosi, i Preraffaeliti… Quel che si intende per “torre d’avorio”… Il che non esclude l’addensarsi di un’evanescente bellezza che fiorisce nella solitudine dorata… e che conserva le tracce di un doloroso ripiego. Quello che tutt’ora viviamo nel chiuso delle nostre case-celle.

E poi c’è sempre tutta questa carne nei quadri e nelle sculture di fine ‘800 esposte alla Galleria Nazionale di Arte Moderna (chiamata, con un pessimo acronimo mangereccio, “GNAM”)… gettata in terra, rapita, avvinta da perversità e lussurie varie, esotica, pagana, improbabile, kitsch… che, con una progressione sadiana (nel senso de “Le 120 giornate di Sodoma”) slitterà verso i cumuli dei corpi di Auschwitz… Voglio pensare che sia stata una deviazione feroce dalla delicatezza e dall’interesse per la linea curva femminile… Un po’ come Nietzsche che avrebbe potuto non essere frainteso dal nazismo… Ma la morbosità che ha accompagnato la dissoluzione dell’idealismo e la sua mistica contorta (fino ai suoi ultimi lampi genocidi) c’è tutta…

Nell’epoca della pornografia, rivedere tutto questo prurito degli artisti, che provava a bucare le maglie della Storia, fa pensare che sarebbe potuta andare diversamente… rispetto alle orribili, tetre e segaligne figure del Ventennio cui è stata indegnamente dedicata una sala della GNAM (…ma del resto siamo nella città che ha come sindaco un tale sposato alla figlia del fondatore di Ordine Nuovo e che compra le case occupate da movimenti di estrema destra).

Il Simbolismo e i suoi misteri sono rimasti chiusi nel silenzio impotente di una cospirazione silenziosa (estatica, dionisiaca, allusiva, individualista) degli artisti, che evidentemente non è riuscita… se non degradandosi a seduzione pubblicitaria o fosse comuni. Secondo me li ha fregati l’Ideale… che continuava a sopravvivere come un pericoloso fantasma distruttore, pur nella nietzschiana assenza della Verità e di Dio, grazie ai suoi apparati coercitivi che erano rimasti tutti in piedi… Avrebbero dovuto ridere di più delle forme e fare qualcosa, invece di affermarsi come artisti liberi, eccentrici, ai margini di una Società che stava rimpiazzando i Sovrani fino a diventare l’orribile “soggetto sociale globale” che regna nella bruttezza e nella perdita completa delle conoscenze e delle abilità artistiche e artigianali delle attuali “democrazie” (l’arte contemporanea, se pur suggestiva o consapevolmente insensata, la potrebbe fare chiunque… Alla fine sono cacate, come quella inscatolata di Manzoni… S’è persa la fattura, ma anche l’arte… c’è solo deformità o design
Il punto è che noi stessi siamo arte, siamo artati, costruiti, senza Verità, ma vivi… Non siamo fatti in serie come vorrebbero succedanei macchinizzati dell’Idealismo… Semplicemente non ci rendiamo conto delle potenzialità che potrebbe avere questa consapevolezza, se solo si ribaltassero i rapporti di forza e di potenza… e si usassero i loro strumenti, superando la divisione del lavoro e la catena di montaggio che frantuma le conoscenze e le ideologie in memi, che separa gli spazi, crea tornelli e confini e che ci considera mero materiale, merce, risorsa, mucchio di competenze messe a profitto… o spreco, rifiuto…
Il libero accesso ai musei ha suggerito anche questo… dovrebbe essere sempre così e dappertutto… anche nelle caserme, anche nei manicomi, nelle prigioni, nei luoghi di lavoro…).

Qui, di questo culo di marmo, incomprensibilmente nascosto ai visitatori, su cui è scolpita persino la cellulite, che non è donna ma è marmo solo per caso… dicono così:
L’ambiente è stato intenzionalmente caratterizzato, per la statuaria, dalla figura femminile nell’immaginario spiritualistico di fine secolo: l’innocenza, il peccato, la maternità, la vedovanza. Anche la selezione dei dipinti, di scuola romana e settentrionale, si subordina al clima simbolistico ed evocativo proprio della parabola crepuscolaristica “in negativo” di fine Ottocento che l’esordiente Boccioni definirà “emporio di sentimentalismo moderno”.

Con Boccioni però la luce (…la pennellata) sapientemente scomposta da Previati e dal suo Divisionismo si fa violenta, deformante, anti-accademica… fino ad approdare al ribellismo fascistoide e bellicista del Futurismo marinettiano… Quelle potenziali soggettività femminili vengono sfregiate, scomposte, macchinizzate… Si dovranno attendere gli anni ’70 per cercare di liberare quei corpi dalle stratificazioni edipico-masturbatorie maschili (perciò queste madri o peccatrici erotizzate scolpite nella fredda pietra… provate voi a penetrare una donna di marmo!… essa è interdetta al sesso in modo evidente, pur evocando l’agognato contatto ad ogni levigata dell’artista o alla possibile carezza del visitatore)… e gli anni ’80-’90 e questo primo decennio per ritornare prepotentemente alla restaurazione senza fronzoli del circo del desiderio masturbatorio (sempre maschile… tendenzialmente violento, imbecille e con donne anorgasmiche) con l’estetica porno o con le modelle e veline varie… Con l’erotismo hard(ware) e soft(ware)… a seconda delle gradazioni di intensità… con i videogame ammazza-e-spara veri o virtuali…

Insomma, quel che intendo dire è che quella sensualità e quell’interesse morbosetto di fine Ottocento, nelle loro promesse mancate, forse erano meglio dei loro sviluppi… Su qualche statua si deposita persino la polvere. Più nessuno le accarezza.


Il video del funerale in mare di Osama Bin Laden


E’ ri-morto.

“Questo quadro!…”, gridò il principe, come colpito da un’idea improvvisa. “Questo quadro!…”, ripeté.
“Ma questo quadro può far perdere la fede!”
“Infatti la si può perdere”, confermò inaspettatamente e all’improvviso Rogòzin.

(F. Dostoevskij – L’idiota)

In effetti è un quadro che va persino oltre i peggiori incubi di Quentin Tarantino (poiché rimane indefinitamente lì, in un teatro misero di cui sfonda la quarta parete, senza redenzione alcuna)… Un quadro ateo. La Kristeva ha scritto un saggio a tal proposito in “Sole nero – depressione e malinconia”

RESTIAMO UMANI.

Basta discorsi vittimari. Non c’è bisogno dei “nostri morti” e tanto meno di fratellanza per poter parlare, pensare, emozionarsi, agire. Questo è pasto totemico, necrofilia… quello che il cristianesimo chiama “comunione”. Non vedere il contesto generale, incantarsi a guardare un dettaglio… seguire lo sversamento del mainstream. Sentirsi fratelli. Essere conformisti.

Basta leggere o rileggere qualcosa di Nietzsche, Stirner, Lautréamont o Foucault… per capire come l’umanità sia un’invenzione… una divinità subdola.

Giustamente Nietzsche collocava il tentativo fallito di superamento dell’umano al mercato, in Così parlò Zarathustra… “Tutti gli uomini sono uguali” lo dice il mercato… e lo sono davanti alla merce (prima che alla Legge, anch’essa una merce ideologica, usata da una classe che nasconde continuamente i rapporti di disuguaglianza profonda, se non la violenza più efferata, dietro concetti astratti e “umanitari” appunto). E non a caso Marx parlava del denaro come dell’equivalente generale di tutte le merci… L’uomo liberale, in quanto misura di tutte le merci (più che di tutte le cose), diventa il denaro stesso (o, nella forma peggiore, il capitale, soggettivandolo)… Per l’uomo liberale, borghese, gli uomini diventano il prezzo giusto… merce o denaro equivalente. E si può acquistare il loro tempo e la loro vita, in maniera più o meno giusta. A questo punto la legge della domanda e dell’offerta, la “mano invisibile”, farà il resto… e alcune vite umane finiranno per non valere niente…

L’Umanità, la Fratellanza, le Famiglie, le Nazioni sono delle prigioni, dei bracci della morte… Viviamo in degli “isolati” che ricordano le baracche dei campi di concentramento e ancora parliamo di umanità senza vedere cosa abbia comportato questa livella insensata e indiscutibile… o questa bandiera comune che spesso si sventola, come se fosse neutrale e fosse cosa buona e giusta… Ognuno di noi è differente e singolare, speciale (anche senza specie, senza specchio), irripetibile… questo è il bello. Le combinazioni sono incalcolabili. Eccedono l’immaginazione e le categorie. Questo traboccare scioglie i recipienti astratti, li rovescia sui pessimi inventori delle barriere, dei confini, delle composizioni di classe… Prima di porre l’umanità al servizio della “lotta di classe”, occorrerebbe rivedere le tassonomie di Linneo e quanto siano cadute in disgrazia, grazie all’inclassificabilità dei funghi, per esempio… Ecco, mi cito: “Siamo saprofiti temporaneamente umani”.

Non “restiamo umani”. Noi moriamo. Allo stesso modo, viviamo… temporaneamente… e non c’è trascendenza che tenga…

Ciò che ci avvicina non sono delle finzioni (quelle servono ai p.r. del Circo Barnum della politica o dei social media), ma la consolazione reciproca e occasionale da questa disperazione (questa sì, umana e solo umana) di fondo… o le scosse mortali/vitali dell’orgasmo… Non sentite anche voi come vi lavorano dentro i funghi? Come voi stessi siete in qualche modo già ora i funghi che vi attraversano e vi trasformeranno in concime? Occorrerebbe una macchina per tagliare i nomi astratti dalle nostre teste…

De-composizione di classe…

“Dichiarazione universale dei diritti umani”:
« Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.
Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza».
Fratellanza? Ragione? Coscienza? Nascono liberi e eguali di diritto, ma poi?… se non si sentono “fratelli”? se sono irragionevoli? Se sono incoscienti, matti, idioti?… C’è la galera, il manicomio, la guerra, la repressione, ecc… E quanto alla Costituzione Italiana: cos’è questo umano (che qui si circoscrive al pericoloso e semplice “cittadino”) “senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione” se non moneta vivente, merce su due gambe, merce al lavoro, uno schiavo col contentino della medaglia della “dignità”?… A me l’umanità fa orrore. Ci sono alcune persone… ecco tutto… ognuno si scelga quelle che ritiene più simpatiche e non pretenda di imporre la sua simpatia come un valore astratto valido per tutti… (diffidare dei simpaticoni…). La regola generale, per quel che so e ho visto sino ad ora, è che per lo più ci stiamo tutti reciprocamente sul culo… La fatica è non far sì che questa cosa diventi un problema, con “maggioranze” o “minoranze” (…rappresentanti di una classe) che intendano soggiogare a sé tutti gli altri (inclassificabili soprattutto)… con strumenti e linguaggi comuni (monete, etimi, simboli, immagini, memi, narrazioni, ideologie) concepiti fin dall’inizio per innescare e incentivare competizione, sopraffazione e sfruttamento…

“Per i vili e gli increduli, gli abietti e gli omicidi, gli immorali, i fattucchieri, gli idolatri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno di fuoco e di zolfo: questa è la seconda morte” (Ap 21,8).

Ma siamo così sicuri che la morte spirituale (la seconda morte, in quanto la prima sarebbe quella “corporale”) sia una brutta cosa? Forse il cristianesimo esperisce la morte in maniera poco onesta… la fiction improbabile e costruita su paure e puntelli ancestrali che edifica per far accettare l’inaccettabile forse cancella la realtà: la condizione miserabile dell’esistenza umana. Bella quanto effimera… nata come rottura di un equilibrio che non ci prevede mai come entità autonoma e assoluta, ma come vibrazione momentanea… come quella della codina perduta dello spermatozoo che eravamo. Io non credo in una folla di miliardi di spettri in attesa di giudizio. La sentenza è già scritta. Morirete punto e basta. Tutto questo non doveva esserci. Senza considerare che senza una perfetta morte o nerezza non rinasce proprio niente. La nigredo è nigredo. Non altro. Quel che muore è l’umano, la persona che egoisticamente vorremmo durasse in eterno… Ma perché poi? A far che?… Sopravvivono i funghi, le ife, le spore… e la polvere.


Circuiti integrati ed esercito di riserva.

Trasformare l’esercito di riserva dei migranti e disoccupati creato dal capitalismo globale (che vuole abbassare drasticamente il costo delle risorse umane) in esercito insurrezionale non servirà, ammesso che vi si riesca… Sognano una vita “normale”. Dovremmo far presente che non vi è nulla di “normale” in casa-macchina-lavoro-supermarket-televisione-pc. Questo è un circuito integrato

Integrazione, anche nel senso di integro, prevede la compresenza schizoide di guerra e sbalordimento per gli effetti negativi della stessa, oltre allo scarto di ciò che non è funzionale o di ciò che è rotto (folle, malato, misero) o fa resistenza fino al corto circuito… altre resistenze sono del tutto integrate nei circuiti e risultano indispensabili al funzionamento integrale del sistema… Occorrerebbe montare una macchina che sfasci quella in cui si trova… che si autonomizzi, sia infinita… spezzi la logica binaria, non sia integrale, totale, come nelle attuali democrazie totalitarie. Non sfugga alla realtà con un circuito o con un protocollo (IP, TCP, etc…), un modello o un paradigma. Opponga il Gioco al Giogo… sia decentralizzata… duale io-tu senza Terzo mediatore. Interrompa l’interruttore della logica binaria 0-1 (che ha come Terzo il suo linguaggio, la sua articolazione), con una logica di tipo frazionario (vibratoria, come in musica) o zerologica (il Rovescio del Diritto)… Quali macchine supporterebbero l’in-finito regolato dalle relazioni io-tu, aprendosi alla realtà fisica anche a rischio di ferirsi?… Noi viventi… dis-integriamo la macchina ogni volta.

Non siamo I/O
(semplici interruttori),
siamo io-tu…
almeno in due
non appena si comincia a parlare
o a muoversi.

Ripartire sempre da qui…


Contro la “guerra giusta” di Obama in Libia e Afghanistan


Siamo in “guerra contro la Libia”… ma la chiamano “no fly zone”.

“Patria, si fa chiamare lo Stato ogniqualvolta si accinge a uccidere” (da “Romolo il Grande” di Friedrich Dürrenmatt).

Proseguo il diario della crisi libica per frammenti…
Qui parlo di aperta illegalità dell’operazione militare dell’Italia in ambito internazionale, della neolingua per cui la “guerra” diventa “no fly zone”, della perdita di sovranità conclamata degli stati nazionali dopo questa risoluzione ONU e in nome dell’obamiana “guerra giusta”, dell’interventismo italiano bipartisan e della pericolosità della retorica patriottica risorgente in quanto già belligerante…

17 marzo

Gli itagliani appena finito di cantare “stringiamci a coorte” in un tripudio di bandiere tricolori grondante retorica Risorgimentale, se non filo-sabauda, che già di fatto sono in guerra contro la Libia, violando sia il trattato di pace con la Libia, che il patto costituzionale di non belligeranzae i difensori della Costituzione a giorni alterni? Dove sono? Dell’articolo 11 se ne fregano?

Con dieci voti favorevoli, nessuno contrario e cinque astenuti (Cina, Russia, Germania, India e Brasile) il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato la Risoluzione 1973 proposta da Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti che autorizza l’istituzione della No Fly Zone sui cieli della Libia (e OGNI MISURA adatta a proteggere la popolazione libica, con esclusione dell’occupazione militare).

Non la chiamano più neanche GUERRA… La chiamano NO FLY ZONE… Con lo stesso criterio si mette il deodorante sulle città di “monnezza”… Fanno solo ribrezzo…

Eni, Finmeccanica, etc… ringrazieranno Francia e GB, pronte a sbombardare già stanotte… (o saranno costrette a stringersi un po’ per far posto ad altre compagnie e industrie dei paesi interventisti, che nella neolingua diventano la “coalizione dei volenterosi”?).

Non la chiamano più guerra… ma questa lo è.

Da un mio commento in risposta ad un amico:
“TUTTE LE MISURE NECESSARIE”… la motivazione umanitaria ben la conosciamo in quanto è stata usata, per esempio, anche nel silenzioso (e silenziato) massacro afghano (che tutt’ora viene spacciato per “missione di pace”!)… E l’ONU non ha mai contato un cazzo… sai quante volte ci sono state infrazioni del diritto internazionale da parte occidentale o si è usata l’ONU come prima istanza, prima di procedere agli sbombardamenti di rito?… L’opinione pubblica è indotta dai media a pensare: “Hai visto? abbiamo fatto di tutto, ma loro sono ostinati e ci hanno costretto a bombardare… E poi quello è un dittatore spietato”… Peccato che lo era anche fino a ieri, quando serviva agli italiani (ma anche agli europei…) per torturare i migranti africani nei suoi lager o nel deserto e quando gli montavamo tende e cortei di donnine pagate… Questa è aggressione. Punto. Programmata, istigata, fomentata, preparata da tempo… Che ci fanno tutti quei giornalisti in Libia preventivamente schierati dalla parte degli insorti, se non a far simpatizzare gli spettatori occidentali con una parte?

18 marzo

In linea con deliranti principi di ingerenza all’interno di altri stati (con gli USA naturalmente posti a supremo giudice della violazione dei “diritti umani”) della “guerra giusta” del discorso di Obama alla cerimonia del suo immeritatissimo “Nobel per la pace”, Ban Ki-moon, a proposito della DICHIARAZIONE DI GUERRA ALLA LIBIA sotto mentite spoglie, parla di “risoluzione storica”… Così l’ANSA:

Il segretario dell’Onu Ban Ki-Moon ha definito questo pomeriggio di portata “storica” la risoluzione sulla Libia adottata ieri dal Consiglio di Sicurezza, perché sancisce IL PRINCIPIO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE DELLA POPOLAZIONE CIVILE. In una conferenza stampa congiunta con il premier spagnolo José Luis Zapatero, Ban Ki-Moon ha detto che “tutti gli stati membri dell’Onu” devono contribuire alla sua applicazione e che “le autorità libiche devono cessare immediatamente ogni ostilità contro la popolazione civile”.

Ban Ki-Moon è un irresponsabile (e un guerrafondaio che siede evidentemente al posto sbagliato…). Lo storico principio di cui parla è un principio di ingerenza programmatica negli affari interni degli stati, di cui nega la sovranità su presupposti arbitrari in favore di una sovranità astratta, quella dei Diritti Umani (che copre in realtà con tutta evidenza, visti i numerosissimi precedenti storici, i più concreti interessi economici occidentali…). E’ la guerra totale. Una guerra che non si chiama neanche più tale… che interviene con operazioni militari dall’etichetta di volta in volta inventata, pittoresca… No fly zone… “zona di non volo”… neanche una mosca (=“fly”).

L’Italia mette a disposizione le basi aeree…

Guerrafondai con gli aerei degli altri…

E la sinistra di merda (…il PD) invece di puntare il dito contro i veri responsabili, questo governo che ha sostenuto e foraggiato Gheddafi per biechi interessi economici e razzisti, plaude ai bombardieri di altre nazioni, già pronte a depredare in nome del solito umanitarismo di facciata… (ma quanti massacri si compiono in un silenzio pressoché assoluto, senza che l’ONU dica nulla?).

E’ la replica della guerra in Iraq… Solo che questa volta il “pasticcio” è stato innescato dalla politica estera italiana… e l’America non si espone sin da subito e direttamente come fece con Bush… Mette in prima linea gli interventisti europei… mentre la Germania si tira fuori…

Bocchino, poi, preso dall’orgasmo da ultimatum, fa notare come l’Italia stia facendo una “figuraccia” in ambito NATO e invoca il bombardamento made in Italy

“Un’ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria. L’ora delle decisioni irrevocabili”

Un Nap0litan0 in gran spolvero bellico con un misto di retorica di patria, diritti umani e pensiero unico occidentale, un mix letale, proclama: “Nelle prossime ore dovremo prendere decisioni difficili, impegnative, rispetto a ciò che sta accadendo in Libia. Viviamo in un mondo ricco di promesse per il futuro e gravido di incognite. Se pensiamo a ciò che è stato il nostro Risorgimento, innanzitutto come movimento liberatore, non possiamo rimanere indifferenti rispetto alla sistematica repressione di fondamentali libertà e diritti umani in qualsiasi paese, non possiamo lasciare che vengano distrutte e calpestate le speranze di un risorgimento anche nel mondo arabo (n.d.r.: ?!)”.

 Intervengono anche gli USA con la NATO, rompendo gli indugi e partecipando al banchetto, accanto alla cosiddetta “coalizione dei volenterosi” (Francia e GB in prima linea, che considererei non tanto nazioni, quanto apparati industriali militarizzati neocolonialisti)… Frattini e La Russa rassicurano sulla partecipazione attiva alle incipienti missioni militari. La Russa parla addirittura di “salto di qualità”. SI CHIAMA GUERRA, CAZZO! è da ipocriti, irresponsabili… ed è da criminali… quanto o più di Gheddafi.

Dulcis in fundo… Bersani: “Pronti a sostenere ruolo attivo dell’Italia”. Frattini: “Possibili nostri aerei su siti militari”.
Condivido in pieno questo post di Miguel Martinez.

19 marzo

Beppe Grillo fa notare che c’è qualcosa che non torna

Enrico Letta (PD) rivendica con orgoglio il servilismo filo-atlantico del suo partito (che già abbiamo riscontrato con il bombardamento di Belgrado benedetto da D’Alema…): “Lo strappo della Lega e’ grave, il governo non ha piu’ una maggioranza in politica estera ed e’ stato salvato dalle opposizioni, di questo dovrà rendere conto al Paese”.

Si richiama anche Casini alla questione dell’Unità Nazionale in funzione anti-leghista… Ma di quale Unità Nazionale parla, se stanno obbedendo come servetti criminali, come SICARI, ai dettami e agli interessi di USA & co.?…

Antonio Di Pietro a RaiNews24: “Daremo il via libera a questa OPERAZIONE UMANITARIA”… ecco: le immagini dell’operazione umanitaria

Con i bombardieri Gianfranco Fini invece esporta “libertà” e “dignità” sul popolo libico…

Bersani: “Pronti a sostenere un ruolo attivo dell’Italia”.

Nel corso della giornata si scoprono le carte: il comando della guerra è passato in mano USA… La base operativa portata a Napoli. Berlusconi accetta che dell’Italia si faccia una portaerei… e non esclude in un secondo momento di mandare a bombardare il suo amico.

Nel frattempo comincia la “pioggia di fuoco” dell’operazione “Odissea dell’Alba”. Persino il nome scelto è orribile… e l’Odissea durò dieci anni…

20 marzo

Comincia lo show necrofilo… tutti gli italiani con bandiera dei ribelli anti-gheddafi e sacchetto di pop-corn a gridare “Allahu akbar” davanti allo schermo…

Tra i partiti della sinistra (il PD è tutto un tripudio di retorica patriottarda e interventista vomitevole… è ormai un partito filo-atlantico e liberale, pure un po’ PiDuista) c’è da segnalare la presa di posizione netta della Federazione della Sinistra e quella tiepidina-insipida di Sinistra e Libertà.

zona-deCONCITAtaLa solita Concita De Gregorio sfodera un articolo con accenti interventisti grandguignoleschi (degna del finale di “Apocalypse now” con i deliri di Marlon Brando) in linea con le inquietanti direttive del partito (“Vorrei stare dalla parte di chi ha bisogno con gli strumenti che servono, con senso della misura e del limite, senza offendere e senza ipocrisia, sporcandoci le mani come sempre accade quando si tratta di metterle nel sangue e nel fango dei feriti. Che le mani pulite sono una colpa se qualcuno sta morendo qui accanto. Certo coi Tornado è difficile. Sono giorni orribili ma bisogna starci dentro).

Gasparri, riferendosi alla Francia e fregandosene apertamente della scusa dei diritti umani delle popolazioni con cui l’ONU ha firmato la risoluzione 1973, esprime concetti a modo suo…: “L’interventismo di alcuni non può avere ripercussioni solo sull’Italia. Non vorremmo infatti che a qualcuno, a conflitto risolto, restasse il controllo del petrolio e a noi l’invasione di clandestini”.

La Russa e Luttwak danno spettacolo su Rai3… il ministro sembra gareggiare con la Francia a chi bombarda di più e prima… Luttwak, l’avvocato televisivo delle strategie criminali americane, perora la causa dei bombardamenti giusti su chi è cattivo con la propria popolazione, con qualche riserva sulla sua efficacia (stigmatizzando la fretta francese)… e sputa (in faccia a La Russa che nicchiava sulle definizioni) che l’Italia è in guerra

Nel frattempo questo blog, grazie anche a Facebook, è oggetto di attenzioni e visite molto particolari… ed è contattato da qualche centinaio di persone spaesate, molte più del solito, che si chiedono stupite “Ma siamo in guerra?”… Ciò è anche dovuto al convinto interventista Nap0litan0, icona di una inguardabile sinistra nazionalista, che negando l’evidenza, sostiene che non siamo in guerra

21 marzo

Miguel Martinez, con un bel post, fa notare che c’è stata una risoluzione ONU a favore di “civili” armati non si sa bene da chi… (in nome dei Diritti Umani di alcuni contro quelli di altri…).
Li avete visti i ragazzini che facevano il segno dello sgozzamento, col dito, davanti alle telecamere?

In uno scambio di messaggi su FB, spiego come la penso sui recenti avvenimenti:
A me sembrano “pasticci” (tentativi “geopolitici”, da parte italiana con l’avallo degli USA, avventurosi e non riusciti evidentemente, anche perché sabotati, magari…) cui si cerca di rimediare… Di sicuro questa è una guerra in cui i “volenterosi” fanno a gara a chi bombarda di più e per primo… Gli italiani devono recuperare in affidabilità col patto NATO a costo di sembrare traditori cinici e poco credibili. Così bombardano le armi che hanno venduto alla Libia (a proposito anche il colonnello Mauro Gabetta che ha partecipato a queste operazioni evita di dire – ai microfoni della giornalista del TG3 che lo incalza – che ha bombardato: dice che i Tornado sono equipaggiati per neutralizzare le basi aeree… poco prima aveva usato il verbo “sopprimere”… riferito alle le difese aeree… con sguardo soddisfatto come quello di un bambino obbediente che sa di aver fatto il suo dovere…). Sull’effetto fiction credo più che sia una faccenda di come viene impacchettata la guerra dai media (e dalla rete, che apre canali appositi in streaming per far ascoltare in diretta i pianti disperati delle donne coinvolte nel conflitto di Bengasi e vari filmati di propaganda dei ribelli)… Ma bisogna sforzarsi di non pensare in modo simil-complottista… come se dietro ad una cosa ce ne debba stare un’altra e un’altra ancora, ecc… ecc… tutto può essere vero a quel punto… Non ha molto senso leggere le cose come se avessero un quadro chiaro fin dall’inizio (non si formerebbero pantani come l’Afghanistan se le cose fossero così chiare)… Quanto vi è di strategia obliqua USA o di obiettiva confusione e imprevedibilità sul campo non è possibile dipanarlo… E tocca aspettare un po’ per capire… Nel caso della Libia si procederà ad una spartizione più equa delle risorse tra gli stati della “coalizione dei volontari”… e Gheddafi lo uccideranno nel bunker o sparirà da qualche parte… O, visto che va di moda, andrà in coma anche lui…
Sul fatto che possa accadere che il trattamento ONU possa essere riversato contro chiunque poi, fa parte delle strategie proclamate da Obama nel suo
discorso al ritiro del premio Nobel per la pace… I Diritti Umani… la salute dei popoli (che esordisce con il Kossovo e continua con lo stesso metodo di manipolazione delle informazioni anche in Libia) e la sicurezza contro i terrorismi ovunque si annidino (e ce li piazzino a bella posta), sono le scuse principe per sbombardare a grappolo, coi droni, alla fosbury, ecc…

Frattini parla di “partecipazione” alla guerra se come fosse a “Giochi senza frontiere”… o come se fosse a decoubertiane olimpiadi… “L’importante è partecipare”. Toccherà aggiungere questa nuova disciplina olimpionica: “Soppressione delle difese aeree” (come diceva il war-gamer italiano mandato con l’aeroplanino a schiacciare i pulsantini per far colpire gli obiettivi…).

“In Libia non ci deve essere una guerra, ma la piena implementazione della risoluzione 1973. L’Italia ha accettato di fare parte della coalizione internazionale proprio per fare rispettare il cessate il fuoco, fare fermare le violenze e proteggere la popolazione”, ha detto Frattini, parlando con i giornalisti. Continuano su questa linea di negazione di una guerra in piena regola, dei bombardamenti da parte dei tornado, dichiarati dagli stessi piloti italiani al TG3.

(Sul piano strategico globale, l’UE è chiaramente spaccata tra la posizione della Germania e l’orrida “coalizione dei volenterosi”… i servi NATO, che, come indipendenti, prezzolati o desiderosi di prezzolamento futuro, come i “responsabili” del governo Berlusconi, oggi escono allo scoperto con Frattini, che invoca la protezione paterna della NATO, degli USA…).

Ban Ki-Moon, contestato al Cairo, sostiene che “il forte impegno della Lega Araba per proteggere i civili ha reso possibile l’adozione della risoluzione dell’Onu”

Il “protettore” di civili… un pappone, praticamente…

“Pappone” perché difende una mercanzia (preziosa perché esplicitamente dichiarata tale da alcuni politici italiani, come Gasparri, che parlano già del dopo-Gheddy fregandosi le mani…), fomentata a bella posta contro un governo ufficiale (che fino a ieri si sbaciucchiavano felici) come arma tattica e santificata mediaticamente (anche tramite i canali web non ufficiali)… Io non sono (né mi identifico con) le popolazioni della cirenaica insorte e militarizzate (male) che sventolano una bandiera nazionale di tanti anni fa con il paradossale orgoglio patriottico per una nazione immaginaria, da inventare… E’ un po’ come dare i kalashnikov, qualche bazooka e qualche aviogetto agli abruzzesi che improvvisamente vogliono l’indipendenza per come sono stati trattati… che farebbe il democratico governo centrale italiano? Si comporterebbe in modo così diverso da Gheddafi?

 E’ chiaro comunque che gli stati coivolti nel conflitto sono intervenuti militarmente e in forze solo dopo che è fallita la rivoluzione disorganizzata e male armata dei ribelli cirenaici (e il progetto di chi li ha armati e sostenuti anche emotivamente agli occhi del mondo)… In Occidente ormai si vende (e si compra) anche la Rivoluzione… (non si spiegherebbe come mai altri popoli africani che resistono in armi ad aggressioni ancora più cruente, organizzandosi per bande di guerriglieri, non suscitino invece commozione alcuna…).

 Ovviamente non sono pro-Gheddafi… ma le azioni di guerra (che coinvolgono così tanti stati) devono avere un minimo di logica accettabile… invece si prendono decisioni nell’aperta illegalità… secondo principi arbitrari… senza analisi sul campo… senza che la gente abbia capito un cazzo della situazione effettiva e dei rischi eventuali… informata solo con videuzzi fatti male che inquadrano anche peggio, dettagli di qualche granata esplosa… Sicuramente Gheddafi ha sparato sulla folla e terrorizza il suo popolo, come stanno facendo se è per questo in Barhein, Yemen o Israele a Gaza per esempio, approfittando del caos nel Mediterraneo… Che dovrebbero fare? In nome dei diritti umani violati dovrebbero bombardarli tutti?

Invece litigano… i Francesi vogliono il comando, gli USA vogliono passare per quelli che non ne sanno niente (Obama cerca il petrolio, senza troppe grane, dal Brasile, proprio oggi…), due ministri Italiani un po’ fetish o BDSM, atlantisti anche se Obama non li asseconda, invocano la NATO o niente basi…

Intanto l’UE è già pronta a farci un megaprestitone per quando falliremo nel 2013…

“Gli Stati Uniti ridurranno presto la loro partecipazione alle operazioni in Libia. Lo ha detto il segretario alla Difesa americano Robert Gates a Mosca dove e’ in visita”. Qui tutto il manicomio risiko-geopolitico.

22 marzo

Oil-exports-from-LybiaLa mia impressione è che più che guerra contro la Libia, questa sia una guerra degli USA e dell’EU, nel senso dell’entità fantasma dalla governance finanziaria fluttuante, contro l’Italia e i suoi rapporti internazionali privilegiati miseramente e vergognosamente caduti (…o si è fatto in modo che ciò accadesse)… Indeboliscono gli ultimi asset nazionali (Finmeccanica, Eni, Ansaldo) rimasti, prima di comprarli a buon mercato… o comunque di ridimensionarli pesantemente… E questo sarebbe anche in linea con la politica di pressione economica e finanziaria nei confronti di quell’Europa di serie B che chiamano molto poco elegantemente PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna).

Kelebek ci parla degli interessi miliardari in ballo ruvidamente sciorinati da un imprenditore…
Il punto resta uno solo… La guerra e tutto quello che accadrà dopo e piuttosto in fretta (il declino e la conseguente svendita dell’Italia) dipendono da questo governo e dalla sua “opposizione” (nel senso del PD, dell’UDC, dell’IDV)… Sarebbe ora schiodare a forza dallo scranno un bel po’ di gente…

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Ecco cosa diceva un rapporto ufficiale dell’Onu del gennaio 2011: “In Libia la protezione dei diritti umani è generalmente garantita… ed include non solo i diritti politici ma anche quelli economici sociali e culturali…all’avanguardia nel campo del diritto alla salute e nella legislazione sul lavoro… la Libia ha abolito tutte le leggi discriminatorie…”.
Sfugge il passaggio dal considerare un dittatore per procura una mammoletta, al dipingerlo come Satanasso da sbombardare… (e comunque è chiaro che un gruppo di squali deve essersi comprato Ban Ki-Moon e tutta l’ONU…).

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La crisi nel Mediterraneo comincia dalla Grecia, non dalla guerra in Libia…

Ipotesi: gli USA non possono più permettersi di mantenere in pax militare i cocchi europei… costa troppo, sono in crisi, hanno un debito galoppante… quindi ci balcanizzano, messicanizzano e cinesizzano – sfruttando anche lo storico cinismo delle classi dominanti delle nazioni europee, unite con lo sputo EU – per indebolire la regione ed estrarre direttamente plusvalore (prima con l’FMI e poi, ad asset distrutti e da ricostruire, magari dopo una guerra continentale…). E dunque migrazioni epiche, razzismi, nazionalismi, autoritarismi, conflitti sociali (che del resto montano anche pressoché spontaneamente coi venti di destra che corrono)… Per ora ci mancano solo i conflitti religiosi… E sembra che anche il patto NATO, tanto invocato in ginocchio sui ceci dai Frattini vari, non sia così indistruttibile, se la Germania si defila e la Francia vuole comandare… e gli Stati Uniti ci fanno più di un pensierino su, flirtando col sud dell’America, riguardo alle risorse energetiche… Ad ogni modo, personalmente, non saprei dove fuggire… Forse l’unica è mobilitare un antimilitarismo e un anticapitalismo di massa…

In poche parole, il capitalismo (ri)comincia ad essere distruttivo per potersi precariamente rigenerare… ma a me pare che scivoli progressivamente verso il basso, a ondate successive, seguendo ostinatamente il suo delirio… travolgendo con sé tutto quello che permea, sussume e coinvolge…

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Uhm… tutti d’accordo? E che sarebbe questa nuova entità militare? “Secondo la Casa Bianca, la Nato dovrà essere “parte di una STRUTTURA DI COMANDO INTERNAZIONALE una volta che gli Usa lasceranno” la guida, perché ci saranno paesi extra Nato”. E comunque gli Stati Uniti si vogliono mettere nelle condizioni di defilarsi o comunque di restare sullo sfondo di un nuovo gioco europeo di alleanze e, soprattutto, di contrapposizioni…

Pout-pourri di Con Bendit (chi è contro la guerra è per Gheddafi, dice… Ha la sarcosi… una malattia terribile)… “Sotto il selciato, la spiaggia”… di Tripoli… “bel suol d’amore”.  Per non parlare del partito di Vendola, che difende i Diritti Umani delle popolazioni ARMATE e la democrazia (…che poi è quello che si sta esportando con le bombe).

24 marzo

Nap0litan0 dice oggi: “Siamo pienamente dentro la Carta delle Nazioni Unite”.

E nel frattempo esce un bell’articolo di Femminismo al Sud in cui si prendono le distanze dal pacifismo di destra (decisamente poco credibile e strimentale, nato per contrapposizione pavloviana ad un’oscena sinistra interventista)…

La Merkel intanto preme sull’assedio internazionale (sul fronte economico) dell’Italia, proponendo in pratica anche il taglio del 38% delle esportazioni libiche di petrolio erogato agli italici, a Trattato Italo-Libico ormai saltato… Io vedo sempre più in questa guerra una linea di continuità con i ricatti della finanza internazionale nei confronti dell’Europa di serie B (i cosiddetti PIIGS… vedi quello che sta succedendo in Portogallo con il ministro dimissionario dopo il rifiuto della richiesta del prestito all’Europa e in Spagna con i tagli del rating da parte di Moody’s…), unita ad un necessario rimescolamento delle carte all’interno del blocco capitalista occidentale… che sta espandendo i suoi confini al nord-Africa e alla Turchia (trasformando l’eredità neocolonialista mascherata in qualcos’altro in via di definizione…) e a quei Paesi che forniranno un esercito di riserva di lavoratori a bassissimo costo e senza diritti o quasi, a garanzia di più elevati profitti… E’ l’idea di pace che ha Obama: estendere il capitalismo, col suo format “democratico”, anche laddove fino a ieri era stato impedito da locali despoti prezzolati… auspicando l’agognata Liberazione = l’unità di tutti  i popoli davanti alla merce… assecondando una concorrenza al ribasso (e l’ ovvia decadenza di buona parte dell’Europa)… Ma, a quel punto, ci si potrebbe aspettare di tutto da parte dei governi che dovranno contenere la guerra sociale nel Mediterraneo (e oltre)… terrorismi, protezionismi, nazionalismi, razzismi, divisioni su base etnica, religiosa, politica, ecc… E non è da escludere che qualcuno arrivi a pensare a rimedi barbari come la guerra tra nazioni per sedare le rivolte definitivamente… Insomma la mentalità “progressista” obamiana non pacifica affatto: destabilizza… frammentando le alleanze, precarizzando i rimedi, procedendo per shock e emergenze a catena… garantendo un moltiplicarsi probabilmente ingovernabile di “normalizzazioni”… apre indefinitamente la partita… E a quel punto sarebbe di fondamentale importanza che le moltitudini (multilingue e poliloganti, coloro che mescoleranno costruttivamente i loro saperi e le loro esperienze) si alleino contro l’attuale assetto imperiale degli stati-nazione… strappando spazi ancora più ampi di libertà, creando istituzioni non previste dal format
Una volta si diceva “socialismo o barbarie”… La seconda mi pare che stia avanzando a passi da gigante.

28 marzo

Il Grande Circo continua: Ban Ki-Moon all’ONU presenta Nap0litan0 come una Leggenda! La leggenda poi sproloquia sulla necessità della guerra in Libia… Stessa cosa dice oggi anche quel finto-punk prezzolato di Bob Geldof, quello della truffa del Live Aid… Tutti per lo sbombardamento da salotto…

6 aprile

Bombardano ad ovest, mentre ad est mandano le dive di Holliwood tra i fuggiaschi e i disperati dell’Africa… e il cerchio si chiude… Anche noi in fondo siamo stati bombardati e poi “salvati” dagli eroi del cinema… Una volta c’era John Wayne, oggi Lara Croft… testimonial dello stile NATO, dello spettacolo mortale, calata come una bomba con le labbra pendule.

In Italia intanto l’attenzione e il dibattito è integralmente concentrato sugli immigrati, i profughi che Maroni insiste a chiamare, in linea col razzismo padano, “clandestini” o tunisini dipinti incredibilmente come fossero dei perdigiorno, dei viaggiatori a sbafo!… Sono concentrati sull'”invasione” di coloro che (come italiani e occidentali, da cui provo a dissociarmi…) bombardiamo o facciamo bombardare o di coloro che abbiamo recintato in dittature per decenni e che ora sono liberi… In pratica, facciamo la guerra due volte contro di loro… sia contro chi resta, che contro chi fugge… Mi meraviglia che non ci sgozzino…

In realtà continuano a morire nel mar Mediterraneo… Ne muoiono 250, a pochi giorni dal discorso da cabaret di Berlusconi a Lampedusa davanti alla sua claque… E altri a Manduria, dove sono stati deportati in una tendopoli dai confini facilmente valicabili, fuggono o si mettono a cantare e suonare con i salentini in una sorta di improvvisato sincretismo etnico… con l’unico linguaggio che non ha bisogno di traduzioni, quello della musica… E’ una bella immagine… che purtroppo contrasta col tentativo del governo di creare un’emergenza ad hoc con il suo corollario di poteri speciali e l’ennesimo tentativo spartirsi i soldi della EU… che comunque fa anche lei la sua porca figura razzista col “no, grazie” dei (governanti) francesi, interventisti della prima ora e fedeli al ruolo di “cattivi” che hanno scelto, o con l’alzata di spalle dei (governanti) tedeschi di fronte allo “tsunami umano”, come è stato grottescamente definita l’ondata dei profughi da alcuni ministri miserabili della Repubblica Italiana…

25 aprile

Liberati dal nazi-fascismo a suon di bombardamenti per essere consegnati ad una schiavitù più sottile e volontaria… che ai giorni d’oggi si rivela una guerra permanente per difendere questo immenso supermarket a cielo aperto. Tocca liberarsi anche della Liberazione (e dell’Impero di cui siamo parte…).

26 aprile

Il buffone, i l servo sciocco della Nato, a Pasquetta si trasforma in bombardiere… Ordini superiori.

La Russa invece fa bombardare scavalcando le opposizioni interne e il Parlamento… La cosa peggiore è che persino Nap0litan0 sostiene che discuterne in Parlamento sia inutile, perché sarebbe già stato fatto… L’ulteriore impegno dell’Italia in Libia annunciato ieri sera dal presidente del Consiglio Berlusconi costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall’Italia a metà marzo, secondo la linea fissata nel Consiglio supremo di Difesa da me presieduto”.

 28 aprile

WeakiCIA mette in giro la voce che uno dei prigionieri a Guantanamo avrebbe potuto far esplodere una bomba H in una città europea… Mi sembra una motivazione inventata appositamente per giustificare ogni contromisura (torture e bombardamenti…) e coalizzare l’alleanza occidentale contro il nemico immaginario (esterno ed interno).

L’effetto della notizia su una mente bacata è più o meno il seguente: “Ok, gli USA hanno rinchiuso vecchi e bambini, ma (notizia collaterale che non può non catturare maggiormente la mia attenzione) in mezzo a loro c’era pure chi poteva sterminare città intere con una BOMBA H!… Pauuuuuura! Pochi ne hanno rinchiusi… Meglio ammazzarli tutti indiscriminatamente, se coltivano simili idee tra loro! Bombardate! Torturate!”.

1 maggio

 Tra beati reazionari vaticani, sposi regali inglesi, PD interventisti e lavor di patria (Nap0litan0, insieme al Presidente del consiglio, invoca un’impossibile pace sindacale alla vigilia dello sciopero generale del 6 maggio…) è tutto un tripudio di ipocrisia bellica…

2 maggio

Tanto era inventato anche da vivo… Osama non è una persona… è una scusa. Anche se dovesse corrispondere ad una persona reale, la sua funzione e il suo ruolo ne hanno cancellato la sostanza. Non credo che ci libererà del suo fantasma… essendolo stato sino ad ora…

Dicono alla CNN che l’hanno sepolto in mare… così si perderà per sempre la sostanza di questo corpo immaginario… Credo che la “morte” di Bin Laden e la farsa dei suoi tanti successori costituiscano un cambiamento nella politica militare USA… Cercano scuse per estendere il conflitto a dismisura… Meglio tanti nemici di cui non si sa il nome e che possono essere ovunuque… Magari in Pakistan, così invadono anche quello…

3 maggio

Gli insorti“Ok, volete che rischiamo il culo per i vostri interessi occidentali? Mollate almeno 3 miliardi dei soldi che vi siete fottuti!…”.
La Clinton impone a Frattini e al governo italiano di sganciare qualcosa dei miliardi “congelati”
E Gheddafi ovviamente si incazza

4 maggio

Siamo alla demenza… I leghisti non vogliono i negher che scappano dalla guerra… (chiedono un  “bombardamento temporaneo” ma i negher devono restare sul posto, sotto le bombe…). Neanche i razzisti col colletto bianco dell’EU, che hanno revocato Shengen dopo le rimostranze francesi, vogliono profughi in Europa… E ora dovremo mostrare le nostre carte d’identità europee alle frontiere, non sia mai ci mischiamo con gli africani e viceversa…

Dal momento che non è possibile prendere alcuna decisione autonoma rispetto alla Nato, io esternalizzerei la Difesa a questo punto…

Anche se non saprebbero che farsene di uno come La Russa che alzerebbe il “cartellino rosso” contro chi si sbaglia a bombardare… Ha scambiato il campo di battaglia per un campo di calcio!… sembra “Generali a merenda” di Boris Vian…

Nel frattempo, la nuova strategie USA: “La morte di bin Laden cambia ogni cosa, è l’inizio della fine del nostro coinvolgimento in Afghanistan“. Appunto… ci sono guerre altrove cui badare….

6 maggio

Che senso ha comandare uno scempio sanguinario e vendicativo e aver orrore degli effetti di quel che si è comandato?… Qui si cancella la realtà, se non la si è già cancellata da un bel pezzo… E’ come vedere le partite guardando gli invitati di “Quelli che il calcio”… Una merda doppia. E’ una pubblicità virale dell’ultima merce possibile (quella che vende la morte reale…). Si passa dal sesso al sangue, secondo la nota progressione sadiana… Mr. Obama vuole che si desideri oscenamente anche la morte come merce e spettacolo… per questo ne nega la visione (nel caso dell’agguato ad Osama)… Deve essergli piaciuto “Videodrome”. O più sottilmente vende il vuoto, il sospetto che non vi sia nulla da vendere, sessun “body of evidence”, nessun cadavere… mantenendo intatto un simulacro… e lasciando proliferare quelle simulazioni di verità che girano a vuoto, che chiamiamo complottismo… Costui deve aver letto Baudrillard e Klossowski (o per lo meno un loro riassunto)… Io sarei favorevole alla realtà reale. Quella che non viene ripresa in quanto non veicola “intensità”, quell’oscura forza simulacrale diffusa sui pixel degli schermi da quelli che considero fantasmi noiosi… (vip, attori, rockstar, politici). Meglio negare fama alle “persone”. Chiunque esse siano. Anche le une e trine.

Con la morte di Bin Laden hanno prodotto un cloud event ad arte… Mediaticamente funziona meglio di un fatto certo. Nell’incertezza, comunque, meglio sparare… (anche cazzate).

Si capisce a questo punto come mai la notizia della morte di Bin Laden si trasformi (sin da principio) in un proliferare canceroso e rapidissimo di notizie inverosimili e contraddittorie il cui scopo è quello di produrre un clima di sospetto incrociato, che alimenta paura e confusione (e incapacità di comprendere da parte del “soggetto sociale globale”), fomentando un conflitto diffuso e generalizzato… impedendo, di fatto, l’individuazione degli interessi strategici di fondo nella nebbia delle informazioni difuse a cazzo di cane. La strategia informativa messa in atto da Obama è la stessa di Wikileaks

10 maggio

Foto di una bomba che cade… su Tripoli “bel suol d’amore”.

Secondo il generale italiano Claudio Gabellini quella bomba in fotografia sarebbe per “la protezione della popolazione civile”.

E poi insistono più volte, denegando freudianamente, di non essere interessati ad assassinare Gheddafi… che non sono come i barbari che sono atterrati con quattro elicotteri in terra straniera per far saltare il cervello di Osama a colpi di mitra!…

13 maggio

Raid Nato uccide 16 civili…

“Notizia che non ha scosso più di tanto i vertici Nato, secondo cui il rais continuerà a non costituire bersaglio della missione militare in Libia”.

Beh… diciamo che è una menzogna per non dire che hanno una pessima mira… A meno che il vero obiettivo non siano direttamente i libici che dovrebbero difendere e che hanno la sfortuna di vivere a Tripoli… e che notoriamente infrangono la no fly zone

20 maggio

Alcuni video ritraggono a “popolazione libica” che la Nato e i Volenterosi difendono a discapito di altri (linciati, torturati e bombardati…) grazie alla risoluzione ONU 1973.
Obama annuncia lo stanziamento di 40 miliardi per sostenere i popoli arabi in rivolta

E (scoop!) la NO FLY ZONE diventa anche NO SAIL ZONE“Vista l’escalation nell’uso della forza navale, la Nato non ha avuto altra scelta che passare a un’azione di forza per proteggere la popolazione civile della Libia e le forze marittime dell’ Alleanza”. La Nato affonda 8 navi di Gheddafi.. Ormai si bombarda qualsiasi cosa somigli ad un obiettivo militare (aereo, di terra o navale) o ad un possibile bunker del marrano

27 maggio

Obama al G8: “Usa e Francia sono determinati a terminare il lavoro in Libia”

1 giugno

Frattini a Bengasi: alcune centinaia di milioni di euro verranno stanziati per i ribelli libici da Eni e Unicredit con i soldi del regime di Gheddafi “congelati” dall’ONU (notizia prontamente fatta sparire dall’ANSA insieme al discorso anti-italiano del ministro degli esteri di Gheddafi, che denunciava inoltre le evidenti violazioni del diritto internazionale…). Ma non erano 3 miliardi? (che erano comunque un’elemosina rispetto alle centinaia di miliardi congelati dall’ONU)… Neocolonialisti, traditori e anche con le braccine corte

Questi ribelli cirenaici poi… sono così irresponsabili da coinvolgere gli algerini con accuse non dimostrate circa un loro invio di mercenari a sostegno del regime di Gheddafi (altra notizia cancellata dall’ANSA…). O sono telecomandati da chi vuole estendere il conflitto e gli interessi sull’intero Maghreb? (visto che la strategia USA nell’era di Obama è ormai quella di non fare mai per primi la parte dei cattivi…).

Intanto sembra che ci siano 718 vittime civili libiche, cui l’ONU risponde con un’alzata di spalle… Ban Ki-Moon: “Non abbiamo una conferma indipendente” delle 718 vittime civili dei bombardamenti Nato sulla Libia, come denunciato ieri da Tripoli”.

Neanche un euro di quei soldi “congelati” viene speso per i profughi che vengono imprigionati nei lager italiani, col recente divieto di farvi entrare la stampa che sa di censura e di evidente intenzione repressiva lontana da sguardi indiscreti. Qui la circolare del ministro sassofonista dalla montatura sgargiante che sembra essere particolarmente insensibile agli annegamenti in massa dei “negher” nel Mediterraneo.

* * * * *

L’ONU, con la “no fly zone” ha invocato protezione per una parte della popolazione libica che a quanto pare (è uffuciale) compie CRIMINI DI GUERRA… Non una parola contro i bombardamenti (non autorizzati dalla risoluzione 1973) della popolazione civile da parte dei governi occidentali…

 E se lo ammette la stessa ONU… chissà che scempi stanno compiendo oltre a quelli documentati dai video in rete (linciaggi, esecuzioni sommarie, torture, ecc… specie ai danni dei neri, considerati “mercenari”… L’accusa di oggi da loro rivolta contro degli ipotetici mercenari algerini deve far parte di questa tendenza paranoide…).

4 giugno

La “no fly zone”, dopo le navi, si estende anche a truppe di terra e veicoli che notoriamente spiccano il volo… nell’indifferenza generale

6 giugno

Certe reazioni di Nap0litan0 mi sembrano decisamente ipocrite… Non era forse indifferente quando comandava l’intervento italiano in Libia? Ora perché dovrebbe commuoversi per la gente che muore fuggendo dai bombardamenti che lui stesso ha comandato?

(Giorgio Nap0litan0 che – in una lettera a Claudio Magris – ha sottolineato come sia necessario ”reagire politicamente e moralmente”: ”l’indifferenza e’ un rischio da scongiurare”, ha aggiunto).

Io piuttosto non sono affatto indifferente al carico di bombe e missili che i “Volenterosi” (di cui fa parte anche l’Italia grazie anche al deciso interventismo di Nap0litan0) scagliano sulla popolazione libica… Non sono indifferente ad una guerra che non ha neppure la lealtà di chiamarsi tale, che si spaccia orwellianamente per missione per salvare la popolazione libica (quei ribelli cirenaici armati dall’Occidente che compiono, sempre secondo la schizofrenica ONU, crimini di guerra come la loro controparte tripolitana gheddafiana). Si chiama NO FLY ZONE e, spingendosi creativamente molto al di là dei limiti imposti dalla risoluzione ONU, distrugge tutte le forze armate di Gheddafi, di mare, di terra, manda elicotteri per far saltare in aria presunti bunker, continuando a fare morti tra i civili... Sarebbe giusto se certi uomini politici affondassero loro nel Mediterraneo. O quanto meno venissero additati come i responsabili dei morti sotto i bombardamenti, di un’aggressione assurda, vigliacca, neocolonialista, imperialista… e della vendita di armi non si sa bene a chi… ad un esercito irregolare che va a caccia di “mercenari” neri o algerini e che potrebbe rivendere le stesse anche a gruppi di terroristi…

22 agosto

Epilogo della guerra neo-neocolonialista in Libia: le principali gang criminali internazionali hanno preso il covo di un predone del deserto. Presto discuteranno per spartirsi il bottino.

Infatti, Cameron: “Ora il nostro compito è fare tutto ciò che possiamo per fornire supporto alla volontà del popolo libico, che è a favore di una transizione verso una Libia libera, democratica e inclusiva” (…degli interessi britannici, si sottintende… “all inclusive”).

I soldi di Muammar Gheddafi vanno «messi al sicuro nel nome del popolo libico e usati per finanziare la transizione verso la democrazia in Libia, perché il popolo libico ha guadagnato quei soldi», ha detto il cancelliere tedesco Angela Merkel

Non credo proprio che Unicredit (che aveva nei soldi libici congelati il 7% del suo capitale azionario) farà lo stesso… E chissà come andrà a finire con tutti gli altri appalti miliardari in sospeso (che La Russa cerca penosamente di far valere in uno scenario evidentemente mutato a svantaggio dell’Italia)… Da come andranno queste spartizioni tra Volenterosi e Ribelli, si vedranno i veri motivi di questa guerra indecentemente sostenuta dall’ONU.

24 agosto

Ri-belli in posa per l’Ansa… è stata una guerra molto glam… guerrieri come giocatori di calcio… esultanza finale come una vittoria di campionato… Asettica. Niente morti. Niente feriti. In fondo non è una “guerra” clausewitzianamente intesa… resta tutt’ora, sulla carte, una “missione di pace”… eterna.      

 Presto torneranno a considerare i ri-belli come “beduini”, con il pericolo del “fondamentalismo islamico” (o addirittura di Al Qaida! come sta accadendo in Sinai…) che incombe, se non fanno tutto quello che dicono i loro padroni occidentali…

27 agosto

“I ribelli rastrellano la zona: ne fanno le spese tanti ragazzi, soprattutto quelli con la pelle più scura, accusati di essere mercenari”... Ancora una volta persino l’ONU riconosce gli abusi dei “ribelli”

29 agosto

Questa poi!… Hanno deciso di chiamare la conferenza per spartirsi le risorse della Libia in un modo davvero grottesco: “Amici della Libia”

20 ottobre

 Dopo un’orribile caccia all’uomo durata mesi, Gheddafi è morto. E sappiamo perfettamente che la guerra di Obama non è finita. Già si guarda altrove… Siria, Iran…


No alla guerra giusta di Obama
 
Di seguito il codice del banner:

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<a href=”https://valeriomele.wordpress.com/2011/03/19/siamo-in-guerra-contro-la-libia-ma-la-chiamano-no-fly-zone/&#8221; target=”_blank”><img alt=”No alla guerra giusta di Obama” src=”https://valeriomele.files.wordpress.com/2011/11/0c70574b528e7bbc5556cb2f2f75a3c41.jpg&#8221; height=”195″ width= “160”></a></div>

 


Noi festeggiamo domani…

 «Basta con la bandiera rossa bagnata del sangue dei nostri soldati. Io inalbererò la BANDIERA NERA, che porta il lutto dei nostri morti e delle nostre illusioni» (Louise Michel)

140° anniversario della Comune di Parigi

Domani, 18 marzo, festeggio il 140° anniversario della Comune di Parigi… un modo per superare le celebrazioni di oggi, dell’Unità di un sanguinario Stato Nazionale come lo è stato, e lo è tutt’ora, l’Italia (…come lo sono del resto tutti gli Stati Nazionali) e altre pericolose finzioni (patri-ottiche, patri-moniali e patri-arcali…) che fungono da copertura a bande ben organizzate, appunto, sia a livello nazionale, che internazionale (è il caso dell’EU, dell’ONU, della NATO, ecc…) o globale (l’FMI, il WTO, le mafie, ecc…).

In questa triste giornata che celebra lo sterminio dei contadini meridionali da parte dell’esercito sabaudo e le successive imprese criminali italiche (fino al Trattato Italo-Libico per far fuori i migranti africani), consiglio la lettura di post come questo di Miguel Martinez (Kelebek), che considera la Patria e le celebrazioni patriottiche uno “spettacolo postumo”. Alcune frasi:

“La Mano Invisibile non avrebbe potuto controllare il pianeta, senza gli eserciti, gli esattori fiscali e le scuole.
Ma la stessa Mano Invisibile oggi sta spazzando via lo Stato Nazione. […] Il capitalismo globale non è certo una novità; però negli ultimi decenni, è diventato insieme sistema unico di governo reale e ideologia totalizzante”.

…e questo tanto incazzato di Riccardo Venturi (Asocial network) , fine filologo non dell’orribile Inno di Mameli (che un Roberto Benigni nazional-patriottico, ormai in preda all’alzheimer, cantava sussurrando a Sanremo), ma dell’Internazionale (scippata in seguito dal “gran Partito” dei fucila-rivoluzionari…) e di altri canti comunardi… (C’è persino un’Internazionale femminista… non lo sapevo!).

Bandiera nera esposta alla finestra,

come a significare che non si vuole nessuna bandiera, nessun confine, nessuna patria, nessuna identità

 …mentre diluvia sulle teste vuote (ecco cos’è questo rumore…) e sulle parate.

“Plus que jamais nous bambochons”… così scriveva il poeta Arthur Rimbaud in “Chant de guerre parisien”, in piena insurrezione parigina del 1871… Ridacchiava trasformando le bombe di petrolio che scoppiavano sui tetti, in un “più che mai noi facciamo baldoria” o… “cazzeggiamo come fanciulli”, tradurrei a senso il suo bambochons… Dev’essere questa la vera origine dei “bamboccioni” di Schioppa (…che nel frattempo è schioppato); modo inaccettabile di definire i disoccupati, i precari, gli esclusi dal banchetto della rendita di una classe gerontocratica, mortifera, sempre più arrogante, oligarchica, corrotta, ingorda, grottesca…
Aggiungerei, correggendo il poeta veggente (ahimé, futuro mercante di schiavi in Africa…), che non era proprio un gioco di ragazzini lanciare quelle bombe… e che occorrerebbe rompere completamente qualunque metafora familista (altro che enfant de la patrie… o fratelli d’Italia!)… che tuttora sopravvive nei recenti riot (per esempio nell’ascolto paterno dei book bloc da parte di Napolitano… patetico quanto neutralizzante… necrotizzante)…

C’è chi, non senza una certa sagacia e un certo cinismo, critica questa attitudine riottosa come borghese in nome di una totalizzazione panborghesista: tutti colpevoli, responsabili e coinvolti… Io non ci sto a questo tirarmi i vestiti per inserirmi nel club esclusivo metropolitano… Sì, lo so… suona sinistro il “Noi che non siamo niente, saremo TUTTO” dell’Internazionale… ma non si può affermare senza malafede che l’incubo della democrazia totalitaria che viviamo, sia la realizzazione di quella volontà che fiammeggiava tra le barricate…
Via dalla libertà come scelta tra merci differenti, come scelta tra divise monetarie e bandiere differenti… La libertà non è all’interno del sistema economico che ci tortura da qualche secolo in qua… e continueremo a chiamarci fuori e a volerne uscire… con la forza e la continuità di nuove pratiche, nuove istituzioni, nuove rivolte contro il Profitto e lo spettacolare dispiegamento delle sue soggettivazioni…
Assediare, bloccare, sottrarsi.


“L’8 marzo tutto l’anno” | il mio video del corteo notturno a Roma

Colonna sonora:
Sainkho Namtchylak – “Dream Of Death”
Katastrophy wife – “Gone away”
Bikini kill – “Rebel girl”
La mia traversata del corteo serale (organizzato da Centro Donna Lisa, Donnedasud, le Facinorosse, Infosex-Esc, Lucha y Siesta Action-A, le Malefiche, la Meladieva, le Ribellule, SuiGeneris) dell’8 marzo 2011 a Roma, dalla Bocca della Verità fino a Campo de’ Fiori, all’indomani delle notizie circa lo stupro di una donna in una caserma dei carabinieri, avvenuto in un contesto di politiche reazionarie e razziste avviate da tempo dal governo italiano e dal sindaco Alemann0… e altrove rispetto ai fiocchi rosa di altre manifestazioni più edulcorate e ripulite (che rispolverano addirittura la “nazione” nelle loro rivendicazioni radical-chic) del femminismo d’accatto e superficiale radunatosi intorno alle esternazioni di Concita de Gregorio, alle tesi de “Il corpo delle donne” e di “Se non ora quando”
Io, personalmente, ho partecipato volentieri in quanto trovo insopportabile la pressione di questo stato sulle vite e sulle libertà individuali dei soggetti più esposti alla crisi epocale del capitalismo che stiamo vivendo (…anche se forse è proprio nella crisi che il capitalismo si esalta maggiormente e scopre la sua “verità” più violenta… e, localmente, dispotica… es.: in alcuni stati chiave, nelle relazioni private, nelle forme mafiose del capitale, ecc…).
Donne, migranti, precari, disoccupati… il fronte si allargherà man mano che la crisi avanza… Non sarà più solo una questione di diritti civili… e non ci sarà manipolazione mediatica che tenga…
E’ il momento sia di agire in modo più efficace, modificando direttamente i rapporti sociali, che di spremersi le meningi per pensare e costruire le regole del gioco di un futuro radicalmente diverso da quello che vorrebbe prospettarci questa classe dominante elitaria e senza scrupoli… (che non è una “casta”, una “cricca”, una “lobby”… come se da qualche altra parte potesse esserci invece un improbabile capitalismo buono e virtuoso…).
Il mio servizio fotografico della manifestazione… 

A proposito de “Il cigno nero” di Aronofsky | ovvero della (s)comparsa della realtà.

Mi ha colpito la scomparsa della macchina da presa allo specchio (in un passaggio che cita “Inception”… anche lì la m.d.p. scompariva misteriosamente dal luogo in cui ce la saremmo aspettata, nella scena della mise en abîme… e anche qui ve n’è più di una…). Come a dire: “Voi non esistete che qui… non esiste la presa del reale, ma solo la sua ri-presa” (tra l’altro vi è nel film anche una mancata presa, alla prima, da parte di un ballerino…).
Questo film parla anche di schizofrenia (almeno quanto in “π – Il teorema del delirio” Aronofsky, con una pellicola ancora più sgranata, parlava di paranoia), di pulsione di morte che prende corpo in un crescendo di potenza… fino a frantumare la perfezione dei segni, dell’opera. Persino la pelle (…la pellicola) della sublime ballerina (interpretata da Natalie Portman, premio oscar 2011) si accappona e si buca, con effetti speciali che sono allucinazioni… E’ un modo per sottolineare i costi della perfezione, di un certo oscuro potere che si vorrebbe totalitario (includendo dentro il suo mercato perfino le emozioni, tutte le emozioni… in termini di crepa, crinatura, κρίνειν, crisi…). E’ un film davvero contemporaneo direi… che mostra quanto la sublimazione della società dello spettacolo, o la costruzione dell’individuo nell’era della biopolitica (qui si parla di una danza, ma potrebbe essere qualsiasi disciplina o lavoro), fatichi a rimuovere ciò che uccide, sfigura, spezza, lascia fuori scena (…l’o-sceno, l’orrido… in cui precipita, per esempio, il personaggio che interpreta Winona Ryder, più nero del nero… o quello che viene sanguinosamente riportato al centro della scena dalla protagonista, ma nel suo lato occulto, non esposto al pubblico, nel finale). Questo venir meno sulla scena (o dalla scena) mi ricorda anche “Mudholland drive” di David Lynch… quando si assiste ad una cantante che muore, ma si sente ancora cantare e la gente applaude come se niente fosse…
Una sorta di poetica della realtà che scompare dolorosamente tra i segni… o che, quando misteriosamente e segretamente compare, è (o deve essere) relegata alla realtà impossibile dello psicotico, alla dimensione allucinatoria, allo sfacelo, alla catastrofe dei segni, all’abîme … all’abisso. E’ chiaro che solo il sangue e la morte, in questa prospettiva, possono far rientrare il -getto della realtà nell’epilogo tragico, nella catarsi finale, che la trama aveva fin dall’inizio intessuto…

E’ un po’ così che muoiono anche i manifestanti nel Maghreb… (cosa manifestano se non una possibile realtà “fuori programma”, che scompare fatalmente sotto il format totalitario e perfetto – fino all’orrore – delle democrazie liberali?).

Non resta che scucire le trame
e la perfezione dell’opera…
sfilacciare questa rete,
questa società…
per far emergere il reale.
Non averne più paura.
Non giudicare.

Niente κρίνειν.
Niente tragedie.
Niente capri espiatori.

PS: Altre recensioni interessanti al film, qui e qui.


A occhio e croce siamo nella merda | Diario della crisi libica

21 febbraio

Sono proprio degli sconsiderati (Eni, Finmeccanica, Silvietto, ecc…) coloro che hanno siglato un Trattato d’Amicizia miliardario con questo criminale (notizia: Gheddafi intima agli Europei di non interferire nella feroce repressione o riverserà nel mediterraneo migliaia di migranti) Si porterà tutti i miliardi ad Antigua? Unicredit fallirà?…

* * * * *

A OCCHIO E CROCE SIAMO NELLA MERDA… I principali responsabili sono chiaramente Berlusconi, Frattini, Maroni, La Russa. La loro politica securitaria, militaresca, da fortezza Europa, con tanto di lager libici esternalizzati e lager un po’ più morbidi in Italia (i CIE) sta franando… insieme alla loro assurda fiducia amicale negli accordi a lungo termine sulle risorse energetiche, ai miliardi investiti in Libia, ecc…
In primo luogo per queste cose occorrerebbe CHIEDERE LA TESTA DI QUESTO GOVERNO!
Invece che fa la pseudo-sinistra (i piddìni con i suoi vari santini, tra comici e vertici di stato)? diventa patriottica! PUAH!
Ha rimosso per anni la guerra, il neoliberismo alla Bush, il razzismo, il neocolonialismo… i pessimi affari miliardari con un dittatore che i droni americani ci metteranno poco a far fuori… (ci avevano già provato con un bombardamento, forse anche con la strage di Ustica… ma Gheddafi faceva comodo all’Italia intrallazzona…

Andreotti, Craxi, Berlusconi… forniva petrolio, gas e appalti da spartire, anche forzando un pochino le prescrizioni del Patto Atlantico… Ora, a mio avviso, Obama cambia strategia e presenta il conto… Niente guerre che costano troppo, niente terrorismi fantasma… ma insurrezioni popolari appoggiate “miracolosamente” dagli eserciti locali o da missili piovuti dal cielo… Questo è il nuovo format, che ricerca come un arma strategica il consenso in primo luogo, a mezzo social network, giocando, nel contempo, di sponda  con la manipolazione omeopatica, wikileakizzata dell’opinione pubblica). Potrebbe esserci a breve, in Italia, una crisi energetica, l’immigrazione a valanga dei profughi e, chissà, potrebbero persino soffiare VENTI DI GUERRA (questa grande rimossa… addirittura dallo sfolgorare anacronistico di benigni patriottismi) che non è da escludere possano coinvolgerci, visto che ancora i governi di 3 grosse nazioni magrebine si devono formare e viste le attuali vergognose e irresponsabili prese di posizione di Berlusconi e Frattini, del tutto inaccettabili da un punto di vista arabo… In Libia infatti urlano: “Morte a Berlusconi!”

Gli amici delle finte democrazie, dei dittatori e dei criminali invece erano intenti a fondare una Banca del Mediterraneo per i grandi accordi… pensavano in primo luogo a fottere…).

22 febbraio

“Dopo il vostro silenzio riguardo le stragi compiute da Gheddafi, ha deciso di interrompere l’afflusso di gas libico verso i vostri paesi, chiudendo il giacimento di al-Wafa. il sangue libico è più prezioso del petrolio o del gas”.

Il punto è con la scusa della crisi aumenteranno i prezzi, le forniture potrebbero non essere garantite e chi ci lucrerà sopra sono gli stessi stronzi di sempre… Paghiamo per responsabilità altrui, dei nostri “rappresentanti”… Alla fine a loro le bombe, a noi niente gas o a caro prezzo… i popoli ci rimettono sempre…

E’ chiara solo una cosa: i responsabili italiani di questa crisi se ne devono andare al più presto… con le buone o con le cattive. Altrimenti è la pace stessa che è in gioco… I leghisti già vorrebbero intervenire e bombardare i beduini, il PDL vaneggia di pericolo di emirato islamico… Questo è interventismo fascista…

La questione della decentralizzazione energetica, della produzione autonoma di energia (a casa propria o quasi) è fondamentale anche per la pace. Ha il potere chi può chiudere o regolare i rubinetti.

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Totalmente d’accordo con questo post: Gli effetti negativi dell’asse Tripoli-Roma
C’è da registrare, in aggiunta, che nella strategia obamiana di utilizzare i popoli, il loro ressentiment come nuova arma (davvero molto efficace ed economica), si incrinano alleanze con paesi europei importanti come l’Italia. Il motivo è squisitamente economico… C’è da ri-spartire una torta. Togliere il semi-monopolio neocoloniale nel mediterraneo all’Italia (Eni, Impregilo, ecc…) e comprarsi pezzo pezzo, man mano che gli stati falliscono finanziariamente, la vecchia Europa, che nicchia sulle riforme neoliberiste e filo-atlantiche, quelle che fanno male come dice Casini o Licio Gelli (leggi “saccheggio modello Argentina”), per rilanciare la crescita USA… (loro stessi arretrano in prospettiva sullo scacchiere mondiale, grazie anche alla marcia a tappe forzate del capitalismo di stato di marca cinese…).

Se la sinistra movimentista non riunisce le frammentazioni delle proteste che vanno tanto di moda in un sano anti-americanismo e anti-militarismo (contro FMI e NATO in primo luogo, come una volta, prima delle macellerie messicane del G8 di Genova…), internazionalizzandosi, per spingere l’Italia ad aprire le sue frontiere, a nuove alleanze e accordi commerciali nel Mediterraneo al più presto (con indipendenza e coraggio di manovra, anche di autonomia dall’Euro-pa), contro i deliri securitari che fanno tanto comodo agli affaristi senza scrupoli e fascistoidi al potere, saremo tagliati fuori da tutto… e non è escluso che non possano spirare venti di guerra (vista l’intolleranza diffusa nel popolo italico e l’odio contro di noi, che cresce nei paesi magrebini). Ma l’Italia si sa… ha vocazione di serva stupida, che prova a fare la furba senza riuscirci… Probabilmente non è mai esistita (quando ha tentato una sua libertà di manovra, è stata fascista…). Io, dopo 150 anni, porrei fine a questa farsa… Basta Italia. Basta nazioni. Basta “made in Italy”. Basta italiani (siamo già a buon punto in provincia, dove vivo…). Diventiamo magrebini, sciogliamoci… mescoliamoci… diventiamo illeggibili… anonimi… senza identità precisa… cosmopoliti, senza essere manco cittadiniclandestini non più perseguitati, inscritti, registrati, reclusi in isolati, connessi alla Grande Macchina…

Il punto è sempre lo stesso. All’interno del paradigma capitalista (anche quello di stato della Cina) non c’è scampo… Le crisi violente sono inevitabili. E’ il modello che non funziona più. Non si può stimare una rendita di 25 quando al massimo dello sforzo l’intero mondo produce 1 e pensare di moltiplicare ulteriormente il surplus con trucchetti vari…
Il denaro è carta
(…e qui si è fatto proprio un castello di carte). Un incantesimo feroce che sembra essere diventato il nostro unico linguaggio. 

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APPELLO PROFUGHI, CI UCCIDONO CON COLTELLI E MACETE – “Ci stanno uccidendo con coltelli e macete”. E’ questo il messaggio di sos arrivato al cellulare di don Mosie Zerai, presidente dell’Agenzia Habeshia per la Cooperazione allo Sviluppo e lanciato da alcuni profughi che si trovano in Libia. “Profughi Eritrei, Etiopi, Somali chiedono aiuto, ricevo sms dove descrivono la tragedia – spiega il sacerdote -. Vanno nelle case dove vivono gruppi di africani scambiati per mercenari del regime. Decine di questi ragazzi sono quelli che sono stati respinti dall’Italia. Altri stanno morendo nelle carceri libiche come Mishratah, sotto bombardamenti, chiedono aiuto! L’Europa e l’Italia potrebbe offrigli spazi nel suo piano di evacuazione che è già in atto. Chiediamo che venga valutata – è l’appello di don Zerai – la possibilità di salvare la vita di queste persone, anche dando un rifugio provvisorio nell’Ambasciata Italiana”.

Ecco i risultati dei respingimenti… Chi sostiene anche adesso queste politiche securitarie e paranoidi e chi ha sostenuto gli accordi in tal senso con la Libia (PD incluso) è complice di un genocidio.

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Alle inquietudini circa l’invasione di profughi, gli europei ci rispondono: “Cazzi vostri…”.
Fino ad ora a questi c’è andato bene il Grand Guignol dell’asse Roma-Tripoli nel Mediterraneo… COMPLICI ANCHE LORO a questo punto, in questa corsa allo scarico di responsabilità che sta macellando i migranti africani… o meglio, i rifugiati delle guerre e dei regimi foraggiati dall’Occidente… (che per certi italiani dall’ipocrisia sanguinaria diventano “clandestini”, “criminali”, “terroristi”, “integralisti islamici”, “invasori”… corpi da mitragliare, per qualche leghista in vena di apologia di reato).
E comunque, nel migliore dei casi, verrebbero recuperati come esercito di riserva
Che tristezza…

23 febbraio

Provano (con Frattini e Maroni) a sventolare lo spauracchio del terrorismo islamico. La responsabilità politica e morale del massacro libico è di Berlusconi, dei ministri del suo governo e degli scellerati patti miliardari e razzisti anti-immigrazione. Hanno foraggiato e armato un dittatore per la soluzione finale contro i sud-sahariani nei lager libici, per affondare i barconi e, alla fine, per far mitragliare il suo popolo.

Il rischio è che per darsi ragione e non ammettere le loro responsabilità (o giustificare interventi militari dinnanzi all’opinione pubblica) si mettano in scena, all’uopo, attentati di terroristi islamici in Italia…

Ed è chiaro come non mai che l’ONU è un progetto inesistente… e i famigerati “diritti dell’uomo”?… qui, come in passato in Ruanda o altrove non valgono… Valgono solo quando serve…
Gheddafi (è una mia ipotesi…) sta facendo esattamente quello che alcuni occidentali (al di là di qualche annoiata dichiarazione di sdegno di circostanza) auspicano: un massacro del suo popolo… per permettere di giustificare qualunque protettorato o democrazia pilotata si voglia in seguito insediare… un po’ come un breakpoint, il punto di rottura, di non ritorno, che in Europa fu Hitler, con la guerra e i campi di concentramento… Ma questa volta non c’è bisogno di sprecare vite umane con uno sbarco in NormandiaLe armi imperiali si sono affinate. Si governa coi format… coi social network… pilotando e indirizzando il consenso… suscitando emozioni… giocando con i popoli come fossero cavie…

Ovviamente mi auguro che i loro piani saltino… che le loro previsioni sfuggano di mano, a vantaggio delle persone, delle singolarità critiche e del potenziale (o della potenza) dell’agire collettivo…

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I leghisti scatenano l’infermo e Maroni batte cassa con l’Europa, che però gli risponde picche…

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Nel frattempo si assiste ad un curioso sussulto di interventismo tra blogger di sinistra… si prodigano nell’invocare bombardamenti sul tiranno o, con meno ferocia reaganiana, corruzioni dei mercenari massacratori… Anime belle che rimuovono la brutalità della loro nazione… quella che ha messo fuori legge i clandestini (esuli e profughi compresi), che ha reso impossibile la vita nei migranti in Italia inventandosi prigioni per innocenti (i “clandestini”), quella che non ha esitato a vendere le armi che hanno massacrato la popolazione libica, che non ha esitato a pattugliare le coste smitragliando qua e là per mettere a tacere il razzismo leghista e di certi osceni cani ringhiosi, nazistelli di provincia…

I blogger cui alludevo si chiedono sdegnati come mai gli italiani non intervengano…
Perché Obama dichiara che i popoli devono auto-determinarsi… (tradotto: l’impero americano ha cambiato strategia… – così scrivo in un messaggio non postato –
Noi siamo ancora completamente dentro il Patto Atlantico e non possiamo muovere un dito senza interpellare il padrone, avendo il nostro territorio pieno zeppo di loro testate nucleari… A mio avviso – è una mia supposizione – all’America va di lusso così… vogliono destabilizzare l’area mediterranea per farne bottino loro…
Aggiungerei: per fortuna non muoviamo un dito… quando pensiamo, ormai pensiamo in termini militareschi, fascistoidi, grazie anche ai recenti discorsi retorici e patriottici che si cominciano a sentire anche a sinistra…).

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“E’ una rivolta del popolo. Non c’è nessuno dietro” (Obama).

Freud la chiamava denegazione (quella che negando risolutamente qualcosa, in realtà l’afferma… un po’ come dire: “Non sto parlando di un elefante . Chi di voi non si è figurato l’elefante?…)

Obama vuole il consenso delle sue vittime. Vuole illuderle che siano libere di scegliere, come un destino radioso, la “hope” della sua campagna elettorale, il format della democrazia liberale…. Il Pensiero Unico occidentale, la Rete mondiale, il Grande Supermercato… La “soluzione finale” del totalitarismo democratico. La virtualizzazione della “rivoluzione”… del “change”, del cambiamento…

E’ davvero l’icona pop della Speranza, del Cambiamento, del WE-CAN… ovvero il massimo della Disperazione, della Stagnazione, dell’Impotenza… venduto come valore e opportunity…

C’è un modo di dire americano: “Shit happens…”.

24 febbraio

Ecco… : “L’ipotesi di un ‘intervento militare per scopi umanitari’ e’ gia’ stata presa in considerazione dagli Usa”. Gli scopi umanitari… le missioni di pace… Chi ha messo su questo format nel Maghreb, era già preparato… l’Europa no. L’Italia poi, gonza, ha fatto affari con chi era previsto che perdesse… E’ un governo idiota.

E’ un popolo di sentimentali, che rimuovono la brutalità… e ciò permette loro di parlare e cantare d’Ammore… Pensa sempre di cavarsela… Ogni tanto ha sussulti patriottico-fascistoidi, “interventisti”, nonostante la canaglieria, la vigliaccheria, il menefreghismo, il razzismo… pulcinella, pagliacci, pasta, spaghetti, mozzarella, barilla, BALILLA…

Una bertuccia che ride…: “Bunga-bunga eheheheheheheh… bunga-bunga eheheheheheheh… bunga-bunga eheheheheheheh…”.

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Oppure ci sono ex-pm a caccia di voti e popoli viola incaricati di mettere la coppa preventivamente, con manifestazioni puntualmente inefficaci, a proteste più radicali… 

Lamberto Dini in ogni caso è inquietante. Ieri, a nome di tutti, affermava: “L’Italia non auspica la fine del Colonnello”.
E’ la ragione di chi vede solo i soldi. Anche Di Pietro però paga la bolletta del gas e gira in auto… foraggiava anche lui indirettamente il dittatore (50% Eni, 50% Gheddy)… In un certo senso tutti noi… Il problema non è tanto il massacro quando diventa sanguinario, genocida… quanto le modalità di gestire in generale appalti e concessioni (specialmente in Africa)… Se è per questo c’è anche il delta del Niger, ecc… E’ la logica delle spartizioni di popoli, territori e risorse… E’ l’indifferenza nei confronti delle persone da parte di un sistema che guarda solo alle esigenze di bilancio (elemento che le è costitutivo, strutturale)… Ogni protesta che si appella alle “anime belle”, ai “diritti umani”, è fumo negli occhi… è ipocrita. E’ a sua volta violenta e opportunista. E’ facile (e comodo) salire sul carro del vincitore di turno, quando la mala parata è evidente…

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La Russa: “In questo momento non stiamo fornendo armi alla Libia”… Certo… lo hanno fatto fino a poco fa…

E poi… mantenere un Patto d’Amicizia con un contraente asserragliato in un bunker, in preda a deliri da soluzione finale, è alquanto ridicolo, se non tragico (ma La Russa del resto… come può non simpatizzare per le situazioni da Repubblica di Salò?)… Sperano forse di far valere gli appalti miliardari con i prossimi governanti di turno, in questo modo?…

Temo che il destino dell’Italia sia bello che scritto e programmato (troppi sono i segnali negativi e i pollice verso in Europa e America)… Faremo compagnia ai greci (e agli altri) nel club degli stati falliti…

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Miguel Martinez scrive in un bellissimo post: “La corruzione di un regime dipende dalla struttura stessa, non dalle idee o dalla cattiveria dei singoli.
Copiando gli americani, anche noi italiani siamo caduti nell’illusione che il capitalismo sia una faccenda di liberi individui che si fanno strada nel mondo. E invece si regge su enormi strutture che muovono migliaia di persone, e decidono le vite di milioni, in assoluto e legale segreto”.

Aggiungerei, che, quasi per logica frattale, anche gli individui sono “enormi strutture” che muovono migliaia di idee (si preferisce chiamarle memi per poterne meglio computare la diffusione…). Non credo sia così pura come la delinea Miguel Martinez la faccenda… Non ci sono nette linee di demarcazione… Vi è un piano immaginario del capitalismo… che è quello più insidioso (che coniuga mostruosamente antinomie e apparenti opposizioni).

Altri suggeriscono di mandare Battiato in avanscoperta, come tentativo in extremis di perorare la causa italiana presso i libici…

26 febbraio

Ma per chi staremmo facendo il tifo? Al Qaida (vabbè…) alleata con gli americani che improvvisamente parteggiano insieme per i rivoluzionari? E i cari alleati dell’Italia, Gheddafi & co? Tifiamo perché li ammazzino tutti? Tutti quei contratti che vanno a puttane… Schierarsi da una parte o l’altra è criminale comunque. Sicuramente arriva in ritardo… La vigliaccheria e l’opportunismo degli italiani fa paura…

Il problema principale è il “pecunia non olet” con cui ci si muove in tempo di “pace”…
Ma anche questo osceno titillamento alla battaglia, a prescindere, qualunque causa si abbracci… (IO DETESTO LO SVENTOLARE DI BANDIERE NAZIONALI A PRESCINDERE!) Il nemico è sempre genocida, spietato… non si accertano mai le fonti… i giornalisti mettono in bocca ai corrispondenti (che non si esprimono manco bene) verità supposte… I discorsi di Gheddafi vengono tradotti male…
Sventolerei bandiera bianca (al limite nera, senza patria…) se proprio è necessario…
Trattato sì, trattato no… Alla fine La Russa dice: ”Di fatto il trattato tra Italia e Libia non c’è già più, è inoperante, è già sospeso. Per esempio gli uomini della guardia di finanza, che erano sulle motovedette, per controllare quello che facevano i libici, ora sono nella nostra ambasciata”. Sì ma che voleva dire? che il Trattato Italia-Libia l’avrebbe sciolto Gheddafi, con la sua reazione sanguinaria? è una ammissione implicita dei recenti smitragliamenti della GdF a largo di Ragusa, passati sotto totale silenzio mediatico?… Fino a ieri volevano tenerlo in piedi per via dei suddetti accordi miliardari che privilegiavano l’Italia… Oh, ma forse c’è dell’altro … un cazziatone anglo-americano, per esempio…
Ci avevano provato… cercavano una via alternativa e privilegiata per rifornirci di risorse energetiche (e per poter lasciare uccidere e torturare i migranti a qualcun altro)… Gli USA (che non è che non torturino anche direttamente… o facciano affari sporchi in giro per il mondo…) e il resto d’Europa se so’ ‘ncazzati… Gli inglesi, forse un po’ irritati dalle recenti rivelazioni su Lockerbie, hanno comandato con Cameron di volere l’aeroporto di Sigonella a disposizione (… non senza ironia inglese). E mo’ volemo pure partecipa’?! Sotto un cumulo di merda si dovrebbero mettere… (dopo essersi dimessi…).
Il “mistero” più grosso (e per certi versi rivelatore…) in tutta questa vicenda è il mutamento di strategia di Al Qaida (premurosa improvvisamente nel non voler uccidere civili e schieratasi contro Gheddafi… cercano anche loro il consenso, come gli USA… in quanto loro diretta emanazione).
28 febbraioGheddafi parla di legame tra Al Qaida e i rivoltosi… sostiene che siano loro a compiere atti violenti contro la popolazione… approfittando della confusione. Sono chiaramente balle di regime. Ma se ci fosse qualcosa di vero? In fondo Al Qaida s’era dissociata dalle violenze sui civili nei giorni scorsi… cosa piuttosto strana per chi fino a ieri non se ne fregava niente che vi fossero vittime civili (e parecchie) nei suoi attentati.L’ipotesi è: agli USA fa comodo creare le condizioni per intervenire militarmente… Scatenare dei terroristi (e Al Qaida di fatto è sempre servita alla causa USA…), senza colore evidente, contro la popolazione, sommandole ai cosiddetti mercenari di Gheddafi, per farla sollevare spontaneamente e poi accorrere come liberatori col consenso di tutti, può essere una strategia… L’antipatia dei libici per il regime di Gheddafi ha già fatto il resto… ponendo le basi per un nuovo governo possibile. Ovviamente non islamico integralista come paventa Gheddafi (ma lo fa giusto per spezzare il fronte interventista occidentale…). Certo che se Gheddafi dovesse invece rimanere al potere sarebbe da ridere… Il governo Berlusconi ritirerebbe fuori il trattato messo così frettolosamente da parte dopo il cazziatone di Hillary Clinton?

Da segnalare alcune interessanti prese di posizione, come quella del sito Noi non siamo complici… che condivido.


Infatti chi vince poi Sanremo?

…ovvero la cerimonia della gara, del contest cui tutti siamo meritocraticamente sottoposti?

Vecchioni! Un nome, un programma (…gerontocratico).

Alla sinistra (che non c’è) non resta che un ripiego nell’intimità, nell’AMMORE, una cosa tipo quello dantesco che “move il mondo”, che implora le donne di starci accanto nella depressione più cupa, di chiamarci ancora AMMORE, occhieggiando oscenamente ai book-bloc (che, da copione, nella realtà si genuflettono all’ascolto del vecchio Napolitano)… Siamo alla rotta. Ci vogliono convincere di questo.
Ma qui non c’è amore che li riguardi (vorrebbero venderci anche la nostra disperazione). C’è una rabbia tale che vorrebbe farli a pezzetti, stracciare queste figure di cartapesta… senza AMMORE… consegnarli alla polvere, all’indifferenza, alla damnatio memoriae.
Vecchioni baciato da due donne alte una spanna più di lui, come un ciclista mentre commosso alza l’italico premio, gonfio di benigno orgoglio patriottardo, è un’immagine patetica, vomitevole.
Ci vogliono consegnare quest’immagine di perdenti che possono però farcela ad accedere al trionfo, alla pioggia d’oro, al getto di sperma di Zeus, come una Danae  vogliosa… (magari tramite un contest, grazie al licenziamento di massa e alla successiva forma di sfruttamento senza limiti, il
crowdsourcing ).

13 gennaio 2011 – CI SIAMO PERSI! (…la “presa” di Montecitorio).

Dovevamo trovarci con gli ombrelli rossi sotto gli archi di piazza del Popolo, ma siamo arrivati alle 15.00… ci siamo trovati impasticciati in una ressa di gente mentre parlava UNA SUORA (mortacci de’ la sinistra per finta!!!). Senza radio, né smart phone, abbiamo quindi proseguito in solitaria con una personale contromanifestazione decontaminante anti-Concita… (colei che ha saputo dividere tra donne per bene e per male, invitando i maschi a non dare le LORO donne in pasto al vecchio satiro, ecc…).

Ci siamo persi...

Comunque è stato bello e patetico assistere, dall’alto della terrazza del Pincio, al tramonto del sol dell’avvenire e del vetero-femminismo più bacchettone e moralista… Contenti per il corteo degli ombrelli rossi (che è riuscito a manifestare davanti a Montecitorio), cui non ci siamo agganciati solo perché l’abbiamo saputo troppo tardi, ahinoi (immagino che le decisioni siano state, per forza di cose, veloci e non rese note ai ritardatari, come noi, e ai molti dispersi nella piazza catto-finto-comunista, da gita domenicale, che ci siamo scrollati di dosso a fatica e con un certo sdegno, per via certi slogan del cazzo, da pattuglione della buon costume, tipo “Ci ruby il futuro”, “L’Italia è diventata un puttanaio”, ecc…). A quanti diranno:

– Io c’ero!

dovremo rispondere:

– Io no…

Sarà un destino? Non siamo mai nel luogo dell’identità e della riconoscibilità… Nella storia come nella vita privata… Sarà per questo più bello trovarsi nel luogo della “realtà”… un po’ come pisciare dopo averla a lungo trattenuta. Qui, più che altro, si continuano a manipolare simboli…


Giornate dell’Oblio

Tra “giornate della memoria” dell’olocausto o delle foibe si tirano i morti da una parte o dall’altra a seconda delle convenienze… dimenticando che i lager ci sono tuttora in Italia e altrove anche oggi:

1) per gli zingari (grazie al sindaco Alemanno: “Maledetti campi abusivi” e richiesta di poteri speciali per le deportazioni nei campi di concentramento fuori Roma, mentre era tra le baracche ancora fumanti, poco dopo la morte in un incendio di 4 bambini zingari…),
2) per i migranti (qui si chiamano CIE… esternalizzati in Libia per le torture, ecc…),
3) per le donne uccise   in casa a ritmo quasi quotidiano,
4) per i lavoratori che muoiono di lavoro, anche loro quotidianamente,
5) per i rifugiati e gli esuli morti in mare, mitragliati dalle motovedette libiche (la G.d.F. non vuole più salirci a bordo… non vuole vedere?),
6) per i palestinesi a Gaza,
7) per i terremotati abruzzesi, ecc…

Dunque che i morti di ieri riposino…queste celebrazioni servono solo a giustificare la violenza del presente…

Il modello concentrazionario in fondo è il modello base dell’urbanistica contemporanea…

(Fondamentalmente si dovrebbero far piani per evadere… cominciando col liberare alcuni luoghi…)


DIVAGAZIONE, ORACOLO E PSICANALOGICA DELL’EVIRAZIONE

Qui si parla dell’arte del ricordo e di una certa ambiguità degli eventi nell’era della pornografia mediatica…

Sentenzia la Pizia:
– Cioè: il “grande occhio” ha ripreso (e forse deciso) l’evirazione americana?

E’ una cosa tipo la Torre dei tarocchi (che in kabbalah è “Ayin”=l’Occhio… di Dio si intende… quello che fulmina i malcapitati che nella carta cadono dalla Torre)… ci sono mille modi di ri-prendere la stessa cosa… così tanti che si annulla qualsiasi possibilità di coglierla.

Per cui quello dice: “Sappiamo tutto, non possiamo nulla”.
Pure Eschaton su FB casualmente riprendeva questa cosa ieri in francese: “Tout est permis mais rien n’est possible” (da Michel Clouscard)… Tutto è permesso, ma niente è possibile…

Anche se non penso che le cose stiano proprio così…
Il mondo non è chiuso nei segni che lo interpretano… o che lo vorrebbero mappare come Google Earth… qualcosa (tutto o quasi… ma non ha “potere”… è indifferente…) resta sempre fuori a negare le pretese totalitariste della democrazia globale, del suo linguaggio

Mi viene in mente Attis.
Sangue versato per salvare la matrice (la riproduzione sociale, la Grande Madre, Cibele, che guarda caso ha le fattezze dell’Italia, con la sua corona turrita in testa… e suona anche il tamburello… tattatà-tattatà-tattatatta-tata-tatà). Da notare l’estrema misoginia del gesto del giovine, che preferisce non sposare nessuna causa (né quella istituzionale, né quella del desiderio inconfessabile, ispirato dal demone bisessuale) e mantenersi incontaminato nella sua ambiguità, mettendo in tal modo un piede qui e uno lì… Il doppio gioco insomma. Attis, l’eunuco americano… Essi si sovvertono da soli e cantano il loro inno nello stesso tempo… demonizzano un paese straniero (destabilizzandolo dall’interno) e poi corrono a salvarlo… Ecco la psicosi che si nasconde in ogni Madre-Patria, divenuta ovviamente, in seguito, solo Patria… de-erotizzata, mortale.

Il Valter Binaghi salvava la parte soggettiva (creativa, amorosa), cercando così di salvare il suo dio cristiano dall’orgia e dalla confusione, ma anche quello è coinvolto eccome in questi riti sanguinari… o-sceni. Da nascondere sotto un’evidenza porno (una maschera maschile che deve ricoprire entrambi i ruoli, evirandosi, mestruandosi, sanguinando, occultando e segregando la femmina… la sua libertà dai percorsi patriarcali… o quel che vuol dire e che è sempre da de-finire… o che forse non ha proprio fine, nel suo essere ciclica, in-finita…).
Altro che riti della primavera… Bella primavera di merda che avevano pensato, i romani dell’Impero… Carnevale o pesce d’aprile che fossero le feste in onore di Cibele…
Gli americani quindi si sarebbero evirati da soli (per un secondo fine… come nel mito di Attis…).


Ma che Rivoluzione e Rivoluzione d’Egitto!…

Ecco… da prigionieri, sognamo la Rivoluzione ad ogni sversamento di persone in piazza. Anche quando si tratta di un semplice avvicendamento  di servi dell’Impero. Non si è mai vista una Rivoluzione che aspetta il suo leader calato dall’alto… Dov’è l’assemblea del popolo, dove il suo potere costituente?

DA AGENZIE ANSA SUCCESSIVE… E infatti è il vicepresidente Omar Suleiman è l’asso calato dall’alto, sulle cape della gente che giocava a lanciarsi bottiglie molotov l’uno con l’altro mentre era sotto il tiro di cecchini appostati sui tetti… 

Si tratta di una “transizione ordinata”… dall’Occidente…

Una Rivoluzione dovrebbe delegittimare del tutto il potere esistente (compreso il complesso industriale/finanziario/militare che lo sorregge)… e non mettere su il format della democrazia costituzionale   (magari appeso sulla facciata di un palazzo) come fosse l’unica soluzione… come si metterebbe un DVD nel lettore.
E ad ogni modo il sogno della Rivoluzione si vende bene, con dirette di Al Jazeera via YouTube e tutti a tifare come ad un reality show con morti in diretta e gente araba con un cartello anglofono: “Game over”… Ormai neanche infoaut capisce la riluttanza araba al sostegno di queste insurrezioni drammaticamente pilotate. Certo Mubarak e Ben Ali sono indifendibili…

Il problema è che anche in Occidente si è persa completamente la tradizione insurrezionale “laica” (nei paesi islamici quasi non vi è traccia)… Quest’anno sono 140 anni dalla Comune di Parigi… Quella memoria, insieme alla rivoluzione spagnola, insieme ai metodi e ai contenuti di quegli esperimenti, si è andata perdendo, non ha saputo costruire una tradizione di pratiche, di modi di produzione, scambio, distribuzione… Non basta l’Idea, la spontaneità, la creatività, l’improvvisazione (e comunque anche in musica, per esempio, per improvvisare bisogna conoscere a menadito strutture, schemi e “strategie” armoniche e non)… ci vuole un’istituzione (un nuovo gioco, un nuovo sistema di scambi e relazioni, un nuovo modo di sentire, vedere, pensare… un nuovo software) che spieghi come si fa, come si prendono decisioni in un’assemblea autoconvocata, come funziona, per esempio, il mutualismo, ecc… (anche quello si prova a neutralizzare, deviando le tesi di Proudhon e Warren, in direzione marginalista!… I libertarian left americani sono per lo più, a mio avviso, reazionari, si affidano a teorie che sono alla base del liberismo più aggressivo… Meglio i diggers… meglio gli hippie, a questo punto…).
I sedicenti “rivoluzionari” di oggi poi, quelli con i computer, sono per lo più dei pericolosi ignoranti… quando non sono perfettamente borghesi… nel loro sognare la Rivoluzione stile “V per Vendetta”… o sulla base delle esperienze derivate dalle lotte (le negriane “pratiche del comune”)… Coglioneria pura (nella prassi ma non nella teoria critica… o, molto più spesso, in entrambe). Voglia di fallimento ben ispirata e insufflata…

PS: Nei commenti, alcuni percorsi preparatori di questo post…


Grazie, Enrico.

Enrico Menichini

Ieri ho saputo che è morto Enrico Menichini di Collepino (PG), comparsa indimenticata del mio video “Tutti giù per Terra!“…

Ci fornì la corrente per girare a Collepino… partecipò alle riprese con grande ironia e spontaneità… e ci vendette a poco (7 € il litro) un olio extravergine d’oliva che non ha avuto eguali con nessun altro che abbia mai assaggiato su bruschetta… 

Grazie, Enrico… Abbiamo vinto anche grazie a te… con “Beatroce”, cortometraggio tratto da “Tutti giù per Terra!”, un contest organizzato da Userfarm

Aggiunta del 4 maggio 2012

Ho ricevuto da suo figlio una bellissima email che che m’ha fatto piacere e m’ha pure un po’ commosso, mannaggia…

In allegato c’è una poesia del caro Enrico, scritta di suo pugno, una sorta di lettera dall’aldilà, che conferma decisamente l’impressione positiva che ho avuto di quest’uomo… Purtroppo ce ne sono pochi così…


Appunti contro il “Nuovo Patto Sociale” | Dopo l’invenzione del referendum-ricatto di Marchionne

Le seguenti proposizioni sono tratte da riflessioni sparse scritte alla rinfusa nei giorni scorsi… Mi si perdoni se vi è incoerenza di stile, non conseguenzialità e frammentarietà… Proprio non mi va di correggere.

L’Ansa, nei giorni scorsi, sempre più in preda al delirio paranoide, vedeva dappertutto stelle a 5 punte e Ⓐ , la minaccia di un brigatismo risorgente e di un terrorismo fantasmatico sbattuto in prima pagina, per spaventare, con deliranti possibili “derive” violente delle posizioni più “estreme”, i dipendenti chiamati ad una consulta referendaria a scatola chiusa, “prendere o lasciare”… poi finita come sappiamo, con la vittoria dei SI e senza alcuna rivolta o picchettaggio, che sarebbe stato pure comprensibile (ma i sindacati, no… non vogliono essere “criminalizzati”, devono seguire la procedura, mantenere il loro potere contrattuale, adeguarsi e continuare ad essere mantenuti senza difendere un cazzo coi soldi dei pochi schiavetti salariati non precari rimasti…).

Il punto è che la crucialità (così è stata presentata, inquadrata, narrata e rappresentata) del problema del futuro di poche migliaia di operai alla Mirafiori, a mio avviso, risulta anacronistica, distorce la realtà… Il fordismo (l’industria di massa) è finito da un pezzo… Anche il toyotismo (l’operaio fan dello sviluppo dell’azienda, col salario legato alla congiuntura) risulta indigeribile ed è scadutoL’economia di produzione non interessa più neanche a Marchionne (che a parole dovrebbe essere l’amministratore delegato di una casa di produzione automobilistica)… non rende… Oggi va di moda l’imbroglio, il gioco delle tre carte, il rimpiattino, l’apprezzamento in borsa, l’eccitazione masturbatoria…

Si sono comunque udite minchiate inascoltabili: “Trovo geniale che la gente voglia lavorare e fare anche il terzo turno, lavorare sei giorni alla settimana”.

Nel frattempo il Grande Monetarista, Trichet (e questo la dice lunga sulla portata continentale, se non globale, dell’assalto capitalista alla “società”, al welfare), strizzava l’occhio all’impresa del Maglioncino modernizzatore, lanciando strali contro una presunta scarsa produttività del lavoro in Italia

I poteri centrali cantano un ritornello senza senso: più lavoro non equivale ad un aumento di produttività… Questa è un’analisi da ignoranti reazionari, da Ottocento!… Cedessero e ripartissero i privilegi di rendita piuttosto, decentralizzassero i poteri sempre più accentrati in un pugno di oligarchi…

Finita la buffonata del conflitto di classe alla Mirafiori come paradigma dello scontro sociale (quando si tratta di una modello minoritario superato dal post-fordismo e dalla maggiore presenza di impiegati persino nelle fabbriche), si dovrebbe far pesare la disoccupazione (non solo il precariato e il lavoro autonomo) come rapporto di forza

I sindacati, il governo e l’alfiere Marchionne hanno recitato il loro teatrino per annullare ed esorcizzare l’unico soggetto dello scontro plausibile (le persone, tutti noi, i viventi, contro un assetto del capitale sempre più autoritario e aggressivo)… E’ un po’ come salvare il soldato Ryan, quello che hanno dipinto i media del referendum della discordia FIOM/Marchionne… Si è colorato di emotività e analisi infantili, uno scontro suicida, sul piano strategico. Una sineddoche anacronistica, mitologica, arcaica, dispotica, operaistica, produttivistica: una parte per il tutto, il duro Lavoro della fabbrica come paradigma di qualsiasi attività che resiste al capitale (quando innanzitutto non è vero, in quanto gli operai ormai tendono a difendere lo status quo, e in quanto il lavoro è al 70% nel terziario avanzato e non in fabbrica… e non ha più garanzie da un bel pezzo, ad eccezione di pochi “fortunati”, assunti prima degli anni ’90, che ancora possono definirsi a pieno titolo “borghesi” e che sembrano essersi imbarbariti di Lega e PDL in Italia per mantenere – ma per quanto? e come? – i loro privilegi)…

Salvare le fabbriche a chi??? Tutti in malora… capre e cavoli… capitali e “posto fisso”… Dovranno mollare la presa da rendite e bottini vari… Dopo il piano Marchionne c’è solo una classe sociale de-composta e s-composta (che potrebbe paradossalmente trovare in questo e nella sua imprevedibilità statistica il suo punto di forza) contro i gerontocrati, gli oligarchi, i monopolisti, i nuovi ricchi, i razzisti, le Famiglie, le piccole e grandi Patrie, gli amici degli amici, i territorialisti a km 0, il WTO, l’FMI, l’EU,i radical-chic, le finte sinistre, i nuovi fascisti, i neo-liberisti senza scrupoli, ecc… altro che “nuovo patto sociale“…