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Contro la “guerra giusta” di Obama in Libia e Afghanistan

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Siamo in “guerra contro la Libia”… ma la chiamano “no fly zone”.

“Patria, si fa chiamare lo Stato ogniqualvolta si accinge a uccidere” (da “Romolo il Grande” di Friedrich Dürrenmatt).

Proseguo il diario della crisi libica per frammenti…
Qui parlo di aperta illegalità dell’operazione militare dell’Italia in ambito internazionale, della neolingua per cui la “guerra” diventa “no fly zone”, della perdita di sovranità conclamata degli stati nazionali dopo questa risoluzione ONU e in nome dell’obamiana “guerra giusta”, dell’interventismo italiano bipartisan e della pericolosità della retorica patriottica risorgente in quanto già belligerante…

17 marzo

Gli itagliani appena finito di cantare “stringiamci a coorte” in un tripudio di bandiere tricolori grondante retorica Risorgimentale, se non filo-sabauda, che già di fatto sono in guerra contro la Libia, violando sia il trattato di pace con la Libia, che il patto costituzionale di non belligeranzae i difensori della Costituzione a giorni alterni? Dove sono? Dell’articolo 11 se ne fregano?

Con dieci voti favorevoli, nessuno contrario e cinque astenuti (Cina, Russia, Germania, India e Brasile) il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato la Risoluzione 1973 proposta da Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti che autorizza l’istituzione della No Fly Zone sui cieli della Libia (e OGNI MISURA adatta a proteggere la popolazione libica, con esclusione dell’occupazione militare).

Non la chiamano più neanche GUERRA… La chiamano NO FLY ZONE… Con lo stesso criterio si mette il deodorante sulle città di “monnezza”… Fanno solo ribrezzo…

Eni, Finmeccanica, etc… ringrazieranno Francia e GB, pronte a sbombardare già stanotte… (o saranno costrette a stringersi un po’ per far posto ad altre compagnie e industrie dei paesi interventisti, che nella neolingua diventano la “coalizione dei volenterosi”?).

Non la chiamano più guerra… ma questa lo è.

Da un mio commento in risposta ad un amico:
“TUTTE LE MISURE NECESSARIE”… la motivazione umanitaria ben la conosciamo in quanto è stata usata, per esempio, anche nel silenzioso (e silenziato) massacro afghano (che tutt’ora viene spacciato per “missione di pace”!)… E l’ONU non ha mai contato un cazzo… sai quante volte ci sono state infrazioni del diritto internazionale da parte occidentale o si è usata l’ONU come prima istanza, prima di procedere agli sbombardamenti di rito?… L’opinione pubblica è indotta dai media a pensare: “Hai visto? abbiamo fatto di tutto, ma loro sono ostinati e ci hanno costretto a bombardare… E poi quello è un dittatore spietato”… Peccato che lo era anche fino a ieri, quando serviva agli italiani (ma anche agli europei…) per torturare i migranti africani nei suoi lager o nel deserto e quando gli montavamo tende e cortei di donnine pagate… Questa è aggressione. Punto. Programmata, istigata, fomentata, preparata da tempo… Che ci fanno tutti quei giornalisti in Libia preventivamente schierati dalla parte degli insorti, se non a far simpatizzare gli spettatori occidentali con una parte?

18 marzo

In linea con deliranti principi di ingerenza all’interno di altri stati (con gli USA naturalmente posti a supremo giudice della violazione dei “diritti umani”) della “guerra giusta” del discorso di Obama alla cerimonia del suo immeritatissimo “Nobel per la pace”, Ban Ki-moon, a proposito della DICHIARAZIONE DI GUERRA ALLA LIBIA sotto mentite spoglie, parla di “risoluzione storica”… Così l’ANSA:

Il segretario dell’Onu Ban Ki-Moon ha definito questo pomeriggio di portata “storica” la risoluzione sulla Libia adottata ieri dal Consiglio di Sicurezza, perché sancisce IL PRINCIPIO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE DELLA POPOLAZIONE CIVILE. In una conferenza stampa congiunta con il premier spagnolo José Luis Zapatero, Ban Ki-Moon ha detto che “tutti gli stati membri dell’Onu” devono contribuire alla sua applicazione e che “le autorità libiche devono cessare immediatamente ogni ostilità contro la popolazione civile”.

Ban Ki-Moon è un irresponsabile (e un guerrafondaio che siede evidentemente al posto sbagliato…). Lo storico principio di cui parla è un principio di ingerenza programmatica negli affari interni degli stati, di cui nega la sovranità su presupposti arbitrari in favore di una sovranità astratta, quella dei Diritti Umani (che copre in realtà con tutta evidenza, visti i numerosissimi precedenti storici, i più concreti interessi economici occidentali…). E’ la guerra totale. Una guerra che non si chiama neanche più tale… che interviene con operazioni militari dall’etichetta di volta in volta inventata, pittoresca… No fly zone… “zona di non volo”… neanche una mosca (=“fly”).

L’Italia mette a disposizione le basi aeree…

Guerrafondai con gli aerei degli altri…

E la sinistra di merda (…il PD) invece di puntare il dito contro i veri responsabili, questo governo che ha sostenuto e foraggiato Gheddafi per biechi interessi economici e razzisti, plaude ai bombardieri di altre nazioni, già pronte a depredare in nome del solito umanitarismo di facciata… (ma quanti massacri si compiono in un silenzio pressoché assoluto, senza che l’ONU dica nulla?).

E’ la replica della guerra in Iraq… Solo che questa volta il “pasticcio” è stato innescato dalla politica estera italiana… e l’America non si espone sin da subito e direttamente come fece con Bush… Mette in prima linea gli interventisti europei… mentre la Germania si tira fuori…

Bocchino, poi, preso dall’orgasmo da ultimatum, fa notare come l’Italia stia facendo una “figuraccia” in ambito NATO e invoca il bombardamento made in Italy

“Un’ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria. L’ora delle decisioni irrevocabili”

Un Nap0litan0 in gran spolvero bellico con un misto di retorica di patria, diritti umani e pensiero unico occidentale, un mix letale, proclama: “Nelle prossime ore dovremo prendere decisioni difficili, impegnative, rispetto a ciò che sta accadendo in Libia. Viviamo in un mondo ricco di promesse per il futuro e gravido di incognite. Se pensiamo a ciò che è stato il nostro Risorgimento, innanzitutto come movimento liberatore, non possiamo rimanere indifferenti rispetto alla sistematica repressione di fondamentali libertà e diritti umani in qualsiasi paese, non possiamo lasciare che vengano distrutte e calpestate le speranze di un risorgimento anche nel mondo arabo (n.d.r.: ?!)”.

 Intervengono anche gli USA con la NATO, rompendo gli indugi e partecipando al banchetto, accanto alla cosiddetta “coalizione dei volenterosi” (Francia e GB in prima linea, che considererei non tanto nazioni, quanto apparati industriali militarizzati neocolonialisti)… Frattini e La Russa rassicurano sulla partecipazione attiva alle incipienti missioni militari. La Russa parla addirittura di “salto di qualità”. SI CHIAMA GUERRA, CAZZO! è da ipocriti, irresponsabili… ed è da criminali… quanto o più di Gheddafi.

Dulcis in fundo… Bersani: “Pronti a sostenere ruolo attivo dell’Italia”. Frattini: “Possibili nostri aerei su siti militari”.
Condivido in pieno questo post di Miguel Martinez.

19 marzo

Beppe Grillo fa notare che c’è qualcosa che non torna

Enrico Letta (PD) rivendica con orgoglio il servilismo filo-atlantico del suo partito (che già abbiamo riscontrato con il bombardamento di Belgrado benedetto da D’Alema…): “Lo strappo della Lega e’ grave, il governo non ha piu’ una maggioranza in politica estera ed e’ stato salvato dalle opposizioni, di questo dovrà rendere conto al Paese”.

Si richiama anche Casini alla questione dell’Unità Nazionale in funzione anti-leghista… Ma di quale Unità Nazionale parla, se stanno obbedendo come servetti criminali, come SICARI, ai dettami e agli interessi di USA & co.?…

Antonio Di Pietro a RaiNews24: “Daremo il via libera a questa OPERAZIONE UMANITARIA”… ecco: le immagini dell’operazione umanitaria

Con i bombardieri Gianfranco Fini invece esporta “libertà” e “dignità” sul popolo libico…

Bersani: “Pronti a sostenere un ruolo attivo dell’Italia”.

Nel corso della giornata si scoprono le carte: il comando della guerra è passato in mano USA… La base operativa portata a Napoli. Berlusconi accetta che dell’Italia si faccia una portaerei… e non esclude in un secondo momento di mandare a bombardare il suo amico.

Nel frattempo comincia la “pioggia di fuoco” dell’operazione “Odissea dell’Alba”. Persino il nome scelto è orribile… e l’Odissea durò dieci anni…

20 marzo

Comincia lo show necrofilo… tutti gli italiani con bandiera dei ribelli anti-gheddafi e sacchetto di pop-corn a gridare “Allahu akbar” davanti allo schermo…

Tra i partiti della sinistra (il PD è tutto un tripudio di retorica patriottarda e interventista vomitevole… è ormai un partito filo-atlantico e liberale, pure un po’ PiDuista) c’è da segnalare la presa di posizione netta della Federazione della Sinistra e quella tiepidina-insipida di Sinistra e Libertà.

zona-deCONCITAtaLa solita Concita De Gregorio sfodera un articolo con accenti interventisti grandguignoleschi (degna del finale di “Apocalypse now” con i deliri di Marlon Brando) in linea con le inquietanti direttive del partito (“Vorrei stare dalla parte di chi ha bisogno con gli strumenti che servono, con senso della misura e del limite, senza offendere e senza ipocrisia, sporcandoci le mani come sempre accade quando si tratta di metterle nel sangue e nel fango dei feriti. Che le mani pulite sono una colpa se qualcuno sta morendo qui accanto. Certo coi Tornado è difficile. Sono giorni orribili ma bisogna starci dentro).

Gasparri, riferendosi alla Francia e fregandosene apertamente della scusa dei diritti umani delle popolazioni con cui l’ONU ha firmato la risoluzione 1973, esprime concetti a modo suo…: “L’interventismo di alcuni non può avere ripercussioni solo sull’Italia. Non vorremmo infatti che a qualcuno, a conflitto risolto, restasse il controllo del petrolio e a noi l’invasione di clandestini”.

La Russa e Luttwak danno spettacolo su Rai3… il ministro sembra gareggiare con la Francia a chi bombarda di più e prima… Luttwak, l’avvocato televisivo delle strategie criminali americane, perora la causa dei bombardamenti giusti su chi è cattivo con la propria popolazione, con qualche riserva sulla sua efficacia (stigmatizzando la fretta francese)… e sputa (in faccia a La Russa che nicchiava sulle definizioni) che l’Italia è in guerra

Nel frattempo questo blog, grazie anche a Facebook, è oggetto di attenzioni e visite molto particolari… ed è contattato da qualche centinaio di persone spaesate, molte più del solito, che si chiedono stupite “Ma siamo in guerra?”… Ciò è anche dovuto al convinto interventista Nap0litan0, icona di una inguardabile sinistra nazionalista, che negando l’evidenza, sostiene che non siamo in guerra

21 marzo

Miguel Martinez, con un bel post, fa notare che c’è stata una risoluzione ONU a favore di “civili” armati non si sa bene da chi… (in nome dei Diritti Umani di alcuni contro quelli di altri…).
Li avete visti i ragazzini che facevano il segno dello sgozzamento, col dito, davanti alle telecamere?

In uno scambio di messaggi su FB, spiego come la penso sui recenti avvenimenti:
A me sembrano “pasticci” (tentativi “geopolitici”, da parte italiana con l’avallo degli USA, avventurosi e non riusciti evidentemente, anche perché sabotati, magari…) cui si cerca di rimediare… Di sicuro questa è una guerra in cui i “volenterosi” fanno a gara a chi bombarda di più e per primo… Gli italiani devono recuperare in affidabilità col patto NATO a costo di sembrare traditori cinici e poco credibili. Così bombardano le armi che hanno venduto alla Libia (a proposito anche il colonnello Mauro Gabetta che ha partecipato a queste operazioni evita di dire – ai microfoni della giornalista del TG3 che lo incalza – che ha bombardato: dice che i Tornado sono equipaggiati per neutralizzare le basi aeree… poco prima aveva usato il verbo “sopprimere”… riferito alle le difese aeree… con sguardo soddisfatto come quello di un bambino obbediente che sa di aver fatto il suo dovere…). Sull’effetto fiction credo più che sia una faccenda di come viene impacchettata la guerra dai media (e dalla rete, che apre canali appositi in streaming per far ascoltare in diretta i pianti disperati delle donne coinvolte nel conflitto di Bengasi e vari filmati di propaganda dei ribelli)… Ma bisogna sforzarsi di non pensare in modo simil-complottista… come se dietro ad una cosa ce ne debba stare un’altra e un’altra ancora, ecc… ecc… tutto può essere vero a quel punto… Non ha molto senso leggere le cose come se avessero un quadro chiaro fin dall’inizio (non si formerebbero pantani come l’Afghanistan se le cose fossero così chiare)… Quanto vi è di strategia obliqua USA o di obiettiva confusione e imprevedibilità sul campo non è possibile dipanarlo… E tocca aspettare un po’ per capire… Nel caso della Libia si procederà ad una spartizione più equa delle risorse tra gli stati della “coalizione dei volontari”… e Gheddafi lo uccideranno nel bunker o sparirà da qualche parte… O, visto che va di moda, andrà in coma anche lui…
Sul fatto che possa accadere che il trattamento ONU possa essere riversato contro chiunque poi, fa parte delle strategie proclamate da Obama nel suo
discorso al ritiro del premio Nobel per la pace… I Diritti Umani… la salute dei popoli (che esordisce con il Kossovo e continua con lo stesso metodo di manipolazione delle informazioni anche in Libia) e la sicurezza contro i terrorismi ovunque si annidino (e ce li piazzino a bella posta), sono le scuse principe per sbombardare a grappolo, coi droni, alla fosbury, ecc…

Frattini parla di “partecipazione” alla guerra se come fosse a “Giochi senza frontiere”… o come se fosse a decoubertiane olimpiadi… “L’importante è partecipare”. Toccherà aggiungere questa nuova disciplina olimpionica: “Soppressione delle difese aeree” (come diceva il war-gamer italiano mandato con l’aeroplanino a schiacciare i pulsantini per far colpire gli obiettivi…).

“In Libia non ci deve essere una guerra, ma la piena implementazione della risoluzione 1973. L’Italia ha accettato di fare parte della coalizione internazionale proprio per fare rispettare il cessate il fuoco, fare fermare le violenze e proteggere la popolazione”, ha detto Frattini, parlando con i giornalisti. Continuano su questa linea di negazione di una guerra in piena regola, dei bombardamenti da parte dei tornado, dichiarati dagli stessi piloti italiani al TG3.

(Sul piano strategico globale, l’UE è chiaramente spaccata tra la posizione della Germania e l’orrida “coalizione dei volenterosi”… i servi NATO, che, come indipendenti, prezzolati o desiderosi di prezzolamento futuro, come i “responsabili” del governo Berlusconi, oggi escono allo scoperto con Frattini, che invoca la protezione paterna della NATO, degli USA…).

Ban Ki-Moon, contestato al Cairo, sostiene che “il forte impegno della Lega Araba per proteggere i civili ha reso possibile l’adozione della risoluzione dell’Onu”

Il “protettore” di civili… un pappone, praticamente…

“Pappone” perché difende una mercanzia (preziosa perché esplicitamente dichiarata tale da alcuni politici italiani, come Gasparri, che parlano già del dopo-Gheddy fregandosi le mani…), fomentata a bella posta contro un governo ufficiale (che fino a ieri si sbaciucchiavano felici) come arma tattica e santificata mediaticamente (anche tramite i canali web non ufficiali)… Io non sono (né mi identifico con) le popolazioni della cirenaica insorte e militarizzate (male) che sventolano una bandiera nazionale di tanti anni fa con il paradossale orgoglio patriottico per una nazione immaginaria, da inventare… E’ un po’ come dare i kalashnikov, qualche bazooka e qualche aviogetto agli abruzzesi che improvvisamente vogliono l’indipendenza per come sono stati trattati… che farebbe il democratico governo centrale italiano? Si comporterebbe in modo così diverso da Gheddafi?

 E’ chiaro comunque che gli stati coivolti nel conflitto sono intervenuti militarmente e in forze solo dopo che è fallita la rivoluzione disorganizzata e male armata dei ribelli cirenaici (e il progetto di chi li ha armati e sostenuti anche emotivamente agli occhi del mondo)… In Occidente ormai si vende (e si compra) anche la Rivoluzione… (non si spiegherebbe come mai altri popoli africani che resistono in armi ad aggressioni ancora più cruente, organizzandosi per bande di guerriglieri, non suscitino invece commozione alcuna…).

 Ovviamente non sono pro-Gheddafi… ma le azioni di guerra (che coinvolgono così tanti stati) devono avere un minimo di logica accettabile… invece si prendono decisioni nell’aperta illegalità… secondo principi arbitrari… senza analisi sul campo… senza che la gente abbia capito un cazzo della situazione effettiva e dei rischi eventuali… informata solo con videuzzi fatti male che inquadrano anche peggio, dettagli di qualche granata esplosa… Sicuramente Gheddafi ha sparato sulla folla e terrorizza il suo popolo, come stanno facendo se è per questo in Barhein, Yemen o Israele a Gaza per esempio, approfittando del caos nel Mediterraneo… Che dovrebbero fare? In nome dei diritti umani violati dovrebbero bombardarli tutti?

Invece litigano… i Francesi vogliono il comando, gli USA vogliono passare per quelli che non ne sanno niente (Obama cerca il petrolio, senza troppe grane, dal Brasile, proprio oggi…), due ministri Italiani un po’ fetish o BDSM, atlantisti anche se Obama non li asseconda, invocano la NATO o niente basi…

Intanto l’UE è già pronta a farci un megaprestitone per quando falliremo nel 2013…

“Gli Stati Uniti ridurranno presto la loro partecipazione alle operazioni in Libia. Lo ha detto il segretario alla Difesa americano Robert Gates a Mosca dove e’ in visita”. Qui tutto il manicomio risiko-geopolitico.

22 marzo

Oil-exports-from-LybiaLa mia impressione è che più che guerra contro la Libia, questa sia una guerra degli USA e dell’EU, nel senso dell’entità fantasma dalla governance finanziaria fluttuante, contro l’Italia e i suoi rapporti internazionali privilegiati miseramente e vergognosamente caduti (…o si è fatto in modo che ciò accadesse)… Indeboliscono gli ultimi asset nazionali (Finmeccanica, Eni, Ansaldo) rimasti, prima di comprarli a buon mercato… o comunque di ridimensionarli pesantemente… E questo sarebbe anche in linea con la politica di pressione economica e finanziaria nei confronti di quell’Europa di serie B che chiamano molto poco elegantemente PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna).

Kelebek ci parla degli interessi miliardari in ballo ruvidamente sciorinati da un imprenditore…
Il punto resta uno solo… La guerra e tutto quello che accadrà dopo e piuttosto in fretta (il declino e la conseguente svendita dell’Italia) dipendono da questo governo e dalla sua “opposizione” (nel senso del PD, dell’UDC, dell’IDV)… Sarebbe ora schiodare a forza dallo scranno un bel po’ di gente…

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Ecco cosa diceva un rapporto ufficiale dell’Onu del gennaio 2011: “In Libia la protezione dei diritti umani è generalmente garantita… ed include non solo i diritti politici ma anche quelli economici sociali e culturali…all’avanguardia nel campo del diritto alla salute e nella legislazione sul lavoro… la Libia ha abolito tutte le leggi discriminatorie…”.
Sfugge il passaggio dal considerare un dittatore per procura una mammoletta, al dipingerlo come Satanasso da sbombardare… (e comunque è chiaro che un gruppo di squali deve essersi comprato Ban Ki-Moon e tutta l’ONU…).

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La crisi nel Mediterraneo comincia dalla Grecia, non dalla guerra in Libia…

Ipotesi: gli USA non possono più permettersi di mantenere in pax militare i cocchi europei… costa troppo, sono in crisi, hanno un debito galoppante… quindi ci balcanizzano, messicanizzano e cinesizzano – sfruttando anche lo storico cinismo delle classi dominanti delle nazioni europee, unite con lo sputo EU – per indebolire la regione ed estrarre direttamente plusvalore (prima con l’FMI e poi, ad asset distrutti e da ricostruire, magari dopo una guerra continentale…). E dunque migrazioni epiche, razzismi, nazionalismi, autoritarismi, conflitti sociali (che del resto montano anche pressoché spontaneamente coi venti di destra che corrono)… Per ora ci mancano solo i conflitti religiosi… E sembra che anche il patto NATO, tanto invocato in ginocchio sui ceci dai Frattini vari, non sia così indistruttibile, se la Germania si defila e la Francia vuole comandare… e gli Stati Uniti ci fanno più di un pensierino su, flirtando col sud dell’America, riguardo alle risorse energetiche… Ad ogni modo, personalmente, non saprei dove fuggire… Forse l’unica è mobilitare un antimilitarismo e un anticapitalismo di massa…

In poche parole, il capitalismo (ri)comincia ad essere distruttivo per potersi precariamente rigenerare… ma a me pare che scivoli progressivamente verso il basso, a ondate successive, seguendo ostinatamente il suo delirio… travolgendo con sé tutto quello che permea, sussume e coinvolge…

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Uhm… tutti d’accordo? E che sarebbe questa nuova entità militare? “Secondo la Casa Bianca, la Nato dovrà essere “parte di una STRUTTURA DI COMANDO INTERNAZIONALE una volta che gli Usa lasceranno” la guida, perché ci saranno paesi extra Nato”. E comunque gli Stati Uniti si vogliono mettere nelle condizioni di defilarsi o comunque di restare sullo sfondo di un nuovo gioco europeo di alleanze e, soprattutto, di contrapposizioni…

Pout-pourri di Con Bendit (chi è contro la guerra è per Gheddafi, dice… Ha la sarcosi… una malattia terribile)… “Sotto il selciato, la spiaggia”… di Tripoli… “bel suol d’amore”.  Per non parlare del partito di Vendola, che difende i Diritti Umani delle popolazioni ARMATE e la democrazia (…che poi è quello che si sta esportando con le bombe).

24 marzo

Nap0litan0 dice oggi: “Siamo pienamente dentro la Carta delle Nazioni Unite”.

E nel frattempo esce un bell’articolo di Femminismo al Sud in cui si prendono le distanze dal pacifismo di destra (decisamente poco credibile e strimentale, nato per contrapposizione pavloviana ad un’oscena sinistra interventista)…

La Merkel intanto preme sull’assedio internazionale (sul fronte economico) dell’Italia, proponendo in pratica anche il taglio del 38% delle esportazioni libiche di petrolio erogato agli italici, a Trattato Italo-Libico ormai saltato… Io vedo sempre più in questa guerra una linea di continuità con i ricatti della finanza internazionale nei confronti dell’Europa di serie B (i cosiddetti PIIGS… vedi quello che sta succedendo in Portogallo con il ministro dimissionario dopo il rifiuto della richiesta del prestito all’Europa e in Spagna con i tagli del rating da parte di Moody’s…), unita ad un necessario rimescolamento delle carte all’interno del blocco capitalista occidentale… che sta espandendo i suoi confini al nord-Africa e alla Turchia (trasformando l’eredità neocolonialista mascherata in qualcos’altro in via di definizione…) e a quei Paesi che forniranno un esercito di riserva di lavoratori a bassissimo costo e senza diritti o quasi, a garanzia di più elevati profitti… E’ l’idea di pace che ha Obama: estendere il capitalismo, col suo format “democratico”, anche laddove fino a ieri era stato impedito da locali despoti prezzolati… auspicando l’agognata Liberazione = l’unità di tutti  i popoli davanti alla merce… assecondando una concorrenza al ribasso (e l’ ovvia decadenza di buona parte dell’Europa)… Ma, a quel punto, ci si potrebbe aspettare di tutto da parte dei governi che dovranno contenere la guerra sociale nel Mediterraneo (e oltre)… terrorismi, protezionismi, nazionalismi, razzismi, divisioni su base etnica, religiosa, politica, ecc… E non è da escludere che qualcuno arrivi a pensare a rimedi barbari come la guerra tra nazioni per sedare le rivolte definitivamente… Insomma la mentalità “progressista” obamiana non pacifica affatto: destabilizza… frammentando le alleanze, precarizzando i rimedi, procedendo per shock e emergenze a catena… garantendo un moltiplicarsi probabilmente ingovernabile di “normalizzazioni”… apre indefinitamente la partita… E a quel punto sarebbe di fondamentale importanza che le moltitudini (multilingue e poliloganti, coloro che mescoleranno costruttivamente i loro saperi e le loro esperienze) si alleino contro l’attuale assetto imperiale degli stati-nazione… strappando spazi ancora più ampi di libertà, creando istituzioni non previste dal format
Una volta si diceva “socialismo o barbarie”… La seconda mi pare che stia avanzando a passi da gigante.

28 marzo

Il Grande Circo continua: Ban Ki-Moon all’ONU presenta Nap0litan0 come una Leggenda! La leggenda poi sproloquia sulla necessità della guerra in Libia… Stessa cosa dice oggi anche quel finto-punk prezzolato di Bob Geldof, quello della truffa del Live Aid… Tutti per lo sbombardamento da salotto…

6 aprile

Bombardano ad ovest, mentre ad est mandano le dive di Holliwood tra i fuggiaschi e i disperati dell’Africa… e il cerchio si chiude… Anche noi in fondo siamo stati bombardati e poi “salvati” dagli eroi del cinema… Una volta c’era John Wayne, oggi Lara Croft… testimonial dello stile NATO, dello spettacolo mortale, calata come una bomba con le labbra pendule.

In Italia intanto l’attenzione e il dibattito è integralmente concentrato sugli immigrati, i profughi che Maroni insiste a chiamare, in linea col razzismo padano, “clandestini” o tunisini dipinti incredibilmente come fossero dei perdigiorno, dei viaggiatori a sbafo!… Sono concentrati sull'”invasione” di coloro che (come italiani e occidentali, da cui provo a dissociarmi…) bombardiamo o facciamo bombardare o di coloro che abbiamo recintato in dittature per decenni e che ora sono liberi… In pratica, facciamo la guerra due volte contro di loro… sia contro chi resta, che contro chi fugge… Mi meraviglia che non ci sgozzino…

In realtà continuano a morire nel mar Mediterraneo… Ne muoiono 250, a pochi giorni dal discorso da cabaret di Berlusconi a Lampedusa davanti alla sua claque… E altri a Manduria, dove sono stati deportati in una tendopoli dai confini facilmente valicabili, fuggono o si mettono a cantare e suonare con i salentini in una sorta di improvvisato sincretismo etnico… con l’unico linguaggio che non ha bisogno di traduzioni, quello della musica… E’ una bella immagine… che purtroppo contrasta col tentativo del governo di creare un’emergenza ad hoc con il suo corollario di poteri speciali e l’ennesimo tentativo spartirsi i soldi della EU… che comunque fa anche lei la sua porca figura razzista col “no, grazie” dei (governanti) francesi, interventisti della prima ora e fedeli al ruolo di “cattivi” che hanno scelto, o con l’alzata di spalle dei (governanti) tedeschi di fronte allo “tsunami umano”, come è stato grottescamente definita l’ondata dei profughi da alcuni ministri miserabili della Repubblica Italiana…

25 aprile

Liberati dal nazi-fascismo a suon di bombardamenti per essere consegnati ad una schiavitù più sottile e volontaria… che ai giorni d’oggi si rivela una guerra permanente per difendere questo immenso supermarket a cielo aperto. Tocca liberarsi anche della Liberazione (e dell’Impero di cui siamo parte…).

26 aprile

Il buffone, i l servo sciocco della Nato, a Pasquetta si trasforma in bombardiere… Ordini superiori.

La Russa invece fa bombardare scavalcando le opposizioni interne e il Parlamento… La cosa peggiore è che persino Nap0litan0 sostiene che discuterne in Parlamento sia inutile, perché sarebbe già stato fatto… L’ulteriore impegno dell’Italia in Libia annunciato ieri sera dal presidente del Consiglio Berlusconi costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall’Italia a metà marzo, secondo la linea fissata nel Consiglio supremo di Difesa da me presieduto”.

 28 aprile

WeakiCIA mette in giro la voce che uno dei prigionieri a Guantanamo avrebbe potuto far esplodere una bomba H in una città europea… Mi sembra una motivazione inventata appositamente per giustificare ogni contromisura (torture e bombardamenti…) e coalizzare l’alleanza occidentale contro il nemico immaginario (esterno ed interno).

L’effetto della notizia su una mente bacata è più o meno il seguente: “Ok, gli USA hanno rinchiuso vecchi e bambini, ma (notizia collaterale che non può non catturare maggiormente la mia attenzione) in mezzo a loro c’era pure chi poteva sterminare città intere con una BOMBA H!… Pauuuuuura! Pochi ne hanno rinchiusi… Meglio ammazzarli tutti indiscriminatamente, se coltivano simili idee tra loro! Bombardate! Torturate!”.

1 maggio

 Tra beati reazionari vaticani, sposi regali inglesi, PD interventisti e lavor di patria (Nap0litan0, insieme al Presidente del consiglio, invoca un’impossibile pace sindacale alla vigilia dello sciopero generale del 6 maggio…) è tutto un tripudio di ipocrisia bellica…

2 maggio

Tanto era inventato anche da vivo… Osama non è una persona… è una scusa. Anche se dovesse corrispondere ad una persona reale, la sua funzione e il suo ruolo ne hanno cancellato la sostanza. Non credo che ci libererà del suo fantasma… essendolo stato sino ad ora…

Dicono alla CNN che l’hanno sepolto in mare… così si perderà per sempre la sostanza di questo corpo immaginario… Credo che la “morte” di Bin Laden e la farsa dei suoi tanti successori costituiscano un cambiamento nella politica militare USA… Cercano scuse per estendere il conflitto a dismisura… Meglio tanti nemici di cui non si sa il nome e che possono essere ovunuque… Magari in Pakistan, così invadono anche quello…

3 maggio

Gli insorti“Ok, volete che rischiamo il culo per i vostri interessi occidentali? Mollate almeno 3 miliardi dei soldi che vi siete fottuti!…”.
La Clinton impone a Frattini e al governo italiano di sganciare qualcosa dei miliardi “congelati”
E Gheddafi ovviamente si incazza

4 maggio

Siamo alla demenza… I leghisti non vogliono i negher che scappano dalla guerra… (chiedono un  “bombardamento temporaneo” ma i negher devono restare sul posto, sotto le bombe…). Neanche i razzisti col colletto bianco dell’EU, che hanno revocato Shengen dopo le rimostranze francesi, vogliono profughi in Europa… E ora dovremo mostrare le nostre carte d’identità europee alle frontiere, non sia mai ci mischiamo con gli africani e viceversa…

Dal momento che non è possibile prendere alcuna decisione autonoma rispetto alla Nato, io esternalizzerei la Difesa a questo punto…

Anche se non saprebbero che farsene di uno come La Russa che alzerebbe il “cartellino rosso” contro chi si sbaglia a bombardare… Ha scambiato il campo di battaglia per un campo di calcio!… sembra “Generali a merenda” di Boris Vian…

Nel frattempo, la nuova strategie USA: “La morte di bin Laden cambia ogni cosa, è l’inizio della fine del nostro coinvolgimento in Afghanistan“. Appunto… ci sono guerre altrove cui badare….

6 maggio

Che senso ha comandare uno scempio sanguinario e vendicativo e aver orrore degli effetti di quel che si è comandato?… Qui si cancella la realtà, se non la si è già cancellata da un bel pezzo… E’ come vedere le partite guardando gli invitati di “Quelli che il calcio”… Una merda doppia. E’ una pubblicità virale dell’ultima merce possibile (quella che vende la morte reale…). Si passa dal sesso al sangue, secondo la nota progressione sadiana… Mr. Obama vuole che si desideri oscenamente anche la morte come merce e spettacolo… per questo ne nega la visione (nel caso dell’agguato ad Osama)… Deve essergli piaciuto “Videodrome”. O più sottilmente vende il vuoto, il sospetto che non vi sia nulla da vendere, sessun “body of evidence”, nessun cadavere… mantenendo intatto un simulacro… e lasciando proliferare quelle simulazioni di verità che girano a vuoto, che chiamiamo complottismo… Costui deve aver letto Baudrillard e Klossowski (o per lo meno un loro riassunto)… Io sarei favorevole alla realtà reale. Quella che non viene ripresa in quanto non veicola “intensità”, quell’oscura forza simulacrale diffusa sui pixel degli schermi da quelli che considero fantasmi noiosi… (vip, attori, rockstar, politici). Meglio negare fama alle “persone”. Chiunque esse siano. Anche le une e trine.

Con la morte di Bin Laden hanno prodotto un cloud event ad arte… Mediaticamente funziona meglio di un fatto certo. Nell’incertezza, comunque, meglio sparare… (anche cazzate).

Si capisce a questo punto come mai la notizia della morte di Bin Laden si trasformi (sin da principio) in un proliferare canceroso e rapidissimo di notizie inverosimili e contraddittorie il cui scopo è quello di produrre un clima di sospetto incrociato, che alimenta paura e confusione (e incapacità di comprendere da parte del “soggetto sociale globale”), fomentando un conflitto diffuso e generalizzato… impedendo, di fatto, l’individuazione degli interessi strategici di fondo nella nebbia delle informazioni difuse a cazzo di cane. La strategia informativa messa in atto da Obama è la stessa di Wikileaks

10 maggio

Foto di una bomba che cade… su Tripoli “bel suol d’amore”.

Secondo il generale italiano Claudio Gabellini quella bomba in fotografia sarebbe per “la protezione della popolazione civile”.

E poi insistono più volte, denegando freudianamente, di non essere interessati ad assassinare Gheddafi… che non sono come i barbari che sono atterrati con quattro elicotteri in terra straniera per far saltare il cervello di Osama a colpi di mitra!…

13 maggio

Raid Nato uccide 16 civili…

“Notizia che non ha scosso più di tanto i vertici Nato, secondo cui il rais continuerà a non costituire bersaglio della missione militare in Libia”.

Beh… diciamo che è una menzogna per non dire che hanno una pessima mira… A meno che il vero obiettivo non siano direttamente i libici che dovrebbero difendere e che hanno la sfortuna di vivere a Tripoli… e che notoriamente infrangono la no fly zone

20 maggio

Alcuni video ritraggono a “popolazione libica” che la Nato e i Volenterosi difendono a discapito di altri (linciati, torturati e bombardati…) grazie alla risoluzione ONU 1973.
Obama annuncia lo stanziamento di 40 miliardi per sostenere i popoli arabi in rivolta

E (scoop!) la NO FLY ZONE diventa anche NO SAIL ZONE“Vista l’escalation nell’uso della forza navale, la Nato non ha avuto altra scelta che passare a un’azione di forza per proteggere la popolazione civile della Libia e le forze marittime dell’ Alleanza”. La Nato affonda 8 navi di Gheddafi.. Ormai si bombarda qualsiasi cosa somigli ad un obiettivo militare (aereo, di terra o navale) o ad un possibile bunker del marrano

27 maggio

Obama al G8: “Usa e Francia sono determinati a terminare il lavoro in Libia”

1 giugno

Frattini a Bengasi: alcune centinaia di milioni di euro verranno stanziati per i ribelli libici da Eni e Unicredit con i soldi del regime di Gheddafi “congelati” dall’ONU (notizia prontamente fatta sparire dall’ANSA insieme al discorso anti-italiano del ministro degli esteri di Gheddafi, che denunciava inoltre le evidenti violazioni del diritto internazionale…). Ma non erano 3 miliardi? (che erano comunque un’elemosina rispetto alle centinaia di miliardi congelati dall’ONU)… Neocolonialisti, traditori e anche con le braccine corte

Questi ribelli cirenaici poi… sono così irresponsabili da coinvolgere gli algerini con accuse non dimostrate circa un loro invio di mercenari a sostegno del regime di Gheddafi (altra notizia cancellata dall’ANSA…). O sono telecomandati da chi vuole estendere il conflitto e gli interessi sull’intero Maghreb? (visto che la strategia USA nell’era di Obama è ormai quella di non fare mai per primi la parte dei cattivi…).

Intanto sembra che ci siano 718 vittime civili libiche, cui l’ONU risponde con un’alzata di spalle… Ban Ki-Moon: “Non abbiamo una conferma indipendente” delle 718 vittime civili dei bombardamenti Nato sulla Libia, come denunciato ieri da Tripoli”.

Neanche un euro di quei soldi “congelati” viene speso per i profughi che vengono imprigionati nei lager italiani, col recente divieto di farvi entrare la stampa che sa di censura e di evidente intenzione repressiva lontana da sguardi indiscreti. Qui la circolare del ministro sassofonista dalla montatura sgargiante che sembra essere particolarmente insensibile agli annegamenti in massa dei “negher” nel Mediterraneo.

* * * * *

L’ONU, con la “no fly zone” ha invocato protezione per una parte della popolazione libica che a quanto pare (è uffuciale) compie CRIMINI DI GUERRA… Non una parola contro i bombardamenti (non autorizzati dalla risoluzione 1973) della popolazione civile da parte dei governi occidentali…

 E se lo ammette la stessa ONU… chissà che scempi stanno compiendo oltre a quelli documentati dai video in rete (linciaggi, esecuzioni sommarie, torture, ecc… specie ai danni dei neri, considerati “mercenari”… L’accusa di oggi da loro rivolta contro degli ipotetici mercenari algerini deve far parte di questa tendenza paranoide…).

4 giugno

La “no fly zone”, dopo le navi, si estende anche a truppe di terra e veicoli che notoriamente spiccano il volo… nell’indifferenza generale

6 giugno

Certe reazioni di Nap0litan0 mi sembrano decisamente ipocrite… Non era forse indifferente quando comandava l’intervento italiano in Libia? Ora perché dovrebbe commuoversi per la gente che muore fuggendo dai bombardamenti che lui stesso ha comandato?

(Giorgio Nap0litan0 che – in una lettera a Claudio Magris – ha sottolineato come sia necessario ”reagire politicamente e moralmente”: ”l’indifferenza e’ un rischio da scongiurare”, ha aggiunto).

Io piuttosto non sono affatto indifferente al carico di bombe e missili che i “Volenterosi” (di cui fa parte anche l’Italia grazie anche al deciso interventismo di Nap0litan0) scagliano sulla popolazione libica… Non sono indifferente ad una guerra che non ha neppure la lealtà di chiamarsi tale, che si spaccia orwellianamente per missione per salvare la popolazione libica (quei ribelli cirenaici armati dall’Occidente che compiono, sempre secondo la schizofrenica ONU, crimini di guerra come la loro controparte tripolitana gheddafiana). Si chiama NO FLY ZONE e, spingendosi creativamente molto al di là dei limiti imposti dalla risoluzione ONU, distrugge tutte le forze armate di Gheddafi, di mare, di terra, manda elicotteri per far saltare in aria presunti bunker, continuando a fare morti tra i civili... Sarebbe giusto se certi uomini politici affondassero loro nel Mediterraneo. O quanto meno venissero additati come i responsabili dei morti sotto i bombardamenti, di un’aggressione assurda, vigliacca, neocolonialista, imperialista… e della vendita di armi non si sa bene a chi… ad un esercito irregolare che va a caccia di “mercenari” neri o algerini e che potrebbe rivendere le stesse anche a gruppi di terroristi…

22 agosto

Epilogo della guerra neo-neocolonialista in Libia: le principali gang criminali internazionali hanno preso il covo di un predone del deserto. Presto discuteranno per spartirsi il bottino.

Infatti, Cameron: “Ora il nostro compito è fare tutto ciò che possiamo per fornire supporto alla volontà del popolo libico, che è a favore di una transizione verso una Libia libera, democratica e inclusiva” (…degli interessi britannici, si sottintende… “all inclusive”).

I soldi di Muammar Gheddafi vanno «messi al sicuro nel nome del popolo libico e usati per finanziare la transizione verso la democrazia in Libia, perché il popolo libico ha guadagnato quei soldi», ha detto il cancelliere tedesco Angela Merkel

Non credo proprio che Unicredit (che aveva nei soldi libici congelati il 7% del suo capitale azionario) farà lo stesso… E chissà come andrà a finire con tutti gli altri appalti miliardari in sospeso (che La Russa cerca penosamente di far valere in uno scenario evidentemente mutato a svantaggio dell’Italia)… Da come andranno queste spartizioni tra Volenterosi e Ribelli, si vedranno i veri motivi di questa guerra indecentemente sostenuta dall’ONU.

24 agosto

Ri-belli in posa per l’Ansa… è stata una guerra molto glam… guerrieri come giocatori di calcio… esultanza finale come una vittoria di campionato… Asettica. Niente morti. Niente feriti. In fondo non è una “guerra” clausewitzianamente intesa… resta tutt’ora, sulla carte, una “missione di pace”… eterna.      

 Presto torneranno a considerare i ri-belli come “beduini”, con il pericolo del “fondamentalismo islamico” (o addirittura di Al Qaida! come sta accadendo in Sinai…) che incombe, se non fanno tutto quello che dicono i loro padroni occidentali…

27 agosto

“I ribelli rastrellano la zona: ne fanno le spese tanti ragazzi, soprattutto quelli con la pelle più scura, accusati di essere mercenari”... Ancora una volta persino l’ONU riconosce gli abusi dei “ribelli”

29 agosto

Questa poi!… Hanno deciso di chiamare la conferenza per spartirsi le risorse della Libia in un modo davvero grottesco: “Amici della Libia”

20 ottobre

 Dopo un’orribile caccia all’uomo durata mesi, Gheddafi è morto. E sappiamo perfettamente che la guerra di Obama non è finita. Già si guarda altrove… Siria, Iran…


No alla guerra giusta di Obama
 
Di seguito il codice del banner:

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Osama no-global?

E’ davvero molto ingenuo pensare che i proclami trasmessi dell’emittente-canaglia filo-occidentale Al Jazeera provengano davvero dal terribile bau-bau anti-occidentale, il terrorista par excellence  Con l’ultimo proclama si rasenta il grottesco.Bisogna “sbarazzarsi del dollaro” come valuta nelle transazioni, perché è la moneta delle “politiche americane”. Lo ha detto stamani Bin Laden in un nuovo messaggio audio diffuso dalla tv panaraba satellitare al Jazira. Il leader di al Qaida ha addirittura evocato Noam Chomsky, il noto intellettuale americano, che secondo Bin Laden avrebbe “paragonato le politiche americane a quelle della mafia”. “Sono loro i veri terroristi – prosegue la voce del messaggio – e dobbiamo quindi astenerci dall’usare il dollaro nelle transazioni, e sbarazzarci quanto prima di questa valuta” (fonte ANSA)

Preannunciata da un passo (sullo spostamento del fronte della  “guerra giusta” anche “all’interno delle nazioni”) dell’ignobile discorso di Obama (con la b) al ritiro dell’immeritato Premio Nobel per la Pace, ecco puntuale l’alter-ego delle politiche americane (il Nemico che incarna il Male che il God-bless-America globale si premura di sconfiggere a suon di guerre, bombardamenti, torture, rapimenti, destabilizzazioni, colpi di stato e terrorismi) proclamare la lista dei proscritti, dei nemici dell’America. Sono sottointesi:

  • i paesi dell’ALBA in primo luogo, di cui non si è data pressoché NESSUNA NOTIZIA nei nostri telegiornali e in generale anche sui giornali e le agenzie, pur essendo una svolta epocale la decisione di sbarazzarsi del dollaro dal 2010, per gli scambi commerciali!… (da questo poi si desume facilmente come mai possa essere stato appoggiato e poi blandamente osteggiato a livello internazionale il golpe di Micheletti in Honduras, fino al suo oscuramento mediatico…).
  • Esplicitamente nominato invece è il povero Noam Chomsky, il linguista della grammatica generativo-transformazionale, libertario e ispiratore del movimento no-global… cui esprimo la mia personale solidarietà, per quanto poco possa contare.
  • E come effetto collaterale vengono criminalizzati (per il solo fatto di essere stati accomunati al fantoccio del terrorismo internazionale!) tutti coloro che pensano che l’America appoggi le mafie mondiali… E mi sa che son tanti.
La guerra asimmetrica di una superpotenza ad un fantomatico individuo si sta estendendo lentamente a tutti gli individui dotati di un minimo di senso critico… Che abbiano in mente il modello di sorveglianza armata di Gaza per poter governare la fase terminale del capitalismo neo-liberista?

Il codice del banner è:

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Madagascar – E i lemuri stanno a guardare…

Aggiornamento del 2/6/2011

Il Madagascar e la vicenda di Rajoelina sono scomparsi dall’informazione italiana. Il sito Apcom da cui erano  tratte moltissime notizie di questo post ha cancellato la rubrica sulle notizie dall’Africa Sub-sahariana. Stessa cosa anche per internationalia.net… Per avere notizie è necessario leggerle in un altra lingua (e sono comunque piene di una visione del tutto filo occidentale e distorta). Insomma c’è una vera e propria censura italiana che riguarda l’informazione su questo Paese (oltre che sull’Africa in generale). Un esempio è la differenza evidente tra la voce inglese e quella italiana di Wikipedia su Rajoelina… mentre le prima si sofferma a descrivere dettagliatamente (anche se schierando il Pensiero Unico delle democrazie occidentali con il suo pacchetto indiscutibile di Costituzione, Diritti Umani e rapporti internazionali già prefissati) le vicende del Presidente, la seconda è gossippara, approssimativa e priva di qualunque riferimento storico. Questo post, che ha seguito gli avvenimenti quando sono accaduti, è probabilmente tra le poche testimonianze in italiano che sono rimaste… Il resto sono pacchetti turistici e film della Disney.

un lemure

un SUV della Daewoo

=

Tra le storie più periferiche e sintomatiche che potremmo raccontare, vi è quella del Madagascar… Di recente vi sono state sommosse popolari (con una sessantina di morti) per ribellarsi al dittatore locale Ravalomanana,  ai suoi tristi e incredibili accordi con la Daewoo di svendita di metà delle terre coltivabili di quel Paese per foraggiare la Corea del Sud (magari anche trasformando una jungla che è tempio naturale dei lemuri in campi coltivati, perché no?), all’uccisione di alcuni manifestanti e al rincaro dei beni di prima necessità, alla chiusura di radio “Viva”, voce dell’opposizione. Hanno fatto un gran casino e vi sono state razzie nei supermercati (del presidente) e roghi umani, ahiloro…

Ravalomanana aveva richiesto un contingente di 300 mercenari dal Sud Africa, anche per difendere la sua emittente televisiva. E’ da lì che sembra abbiano sparato sulla folla.

Andry Rajoelina, il sindaco di Antananarivo, vorrebbe farsi portavoce di una possibile svolta democratica (?) e, si spera, anti-neocolonialista. Costui ha solo 34 anni… Si dovrà difendere da tutti  i tentativi di corruzione degli “occidentali”. Buona fortuna…

DIARIO DELLA RIVOLTA

Aggiornamento del 31/1/2009: Il sindaco in questione si proclama alla guida del Paese!

Aggiornamento del 3/2/2009: Ahi, ahi, ahi… le cose si mettono male! Mentre in Italia si continua a discettare di stupri, razzismo, immigrazione per coprire l’azione politica creativa, piduista e mafiocratica del governo, in Africa, l’amicone di Berlusconi e “scalatore” dell’Unicredit italiana Gheddafi viene chiamato a presiedere l’UA (l’equivalente africano dell’Unione Europea). Gheddafi, il dittatore libico, con (involontaria?… ma sicuramente pittoresca e paranoide) citazione evangelica, si autoproclama “Re dei Re tradizionali africani”, nel più totale silenzio mediatico qui in Italia. L’UA avvisa che “non saranno tollerate violazioni della costituzione in Madagascar”… (come potrebbe un “dittatore dei dittatori” corteggiati, indebitati e armati dall’Occidente “civile” appoggiare una rivolta contro una democrazia-dittatura mediatica modello Berlusca come quella che vige in Madagascar? Sarebbe un pericoloso precedente…). Così il sindaco Rajoelina decide di presentare all’Alta corte costituzionale del Madagascar una richiesta formale di destituzione del presidente. La risposta? Sei arresti degli esponenti dell’opposizione di cui s’è fatto portavoce… e, notizia dell’ultim’ora, la destituzione del sindaco di Antananarivo per non aver rimosso i rifiuti dopo gli scontri!… Ve lo lascio in un’immagine di effimero trionfo, mentre alza al cielo la “V” di Valerio!… (mi si conceda la licenza poetica…).

La fine di un sogno d’affrancamento dalla ferocia globale che tutti gli ipocriti ed assassini d’Occidente sembrano sostenere, mascherandola con parole come “pace”, “geopolitica”, “Nuovo ordine mondiale”, spartizione per continenti e altre assurdità psicotiche?…

* * * * *

Contrordine. Non è ancora finita. Questo sindaco è davvero tosto! Ha annunciato che contesterà la sua destituzione decisa oggi dal governo. “Domani, proveremo che siamo uniti per contestare la decisione del ministro. […] Antananarivo non accetterà questa decisione. Non ci sono validi motivi per destituirmi”. Sabato avrebbe annunciato il “suo” governo di transizione. E ora dice: “Non ho paura di essere arrestato“.

Aggiornamento del 4/2/2009: Manifestazioni e cortei in molte città del Madagascar… Dato alle fiamme l’aereo del ministro delle Finanze!… (che aveva concesso al presidente Ravalomanana di comprare per 60 milioni di dollari un aereo a Seattle… si noti che nel Paese non c’è più da mangiare…). Il dirigente è stato riportato nella capitale da un elicottero dell’esercito malgascio. Sabato c’è la manifestazione di Rajoelina ad Antananarivo… Nel frattempo il sindaco ha annunciato oggi la nomina a sindaco “facente funzione” di una sua collaboratrice.

Aggiornamento del 7/2/2009: Rajoelina “è nominato presidente dell’Alta autorità di transizione al cospetto di 20.000 sostenitori… Davanti ad un ufficio del presidente ha detto: “Questo palazzo appartiene al popolo ed al comune, decido di darlo al primo ministro”. Sono contento di questa dimostrazione pratica di come possa esser ancora possibile revocare in massa e pacificamente un mandato presidenziale in caso di assurdità neo-neocolonialiste come quelle prospettate in Madagascar da Ravalomanana e la Daewoo… Per ora è un trionfo!… con la folla che canta davanti al cordone dei poliziotti.

Staremo a vedere se il simpatico, coraggioso e giovane sindaco riuscirà a resistere ad una situazione ancora instabile e a non cedere alle lusinghe delle potenze occidentali e alle pressioni della UA… o anche a sue possibili tentazioni autoritarie.

* * * * *

Niente da fare. Evidentemente non basta cantare vittoria davanti alle armi… Gli agenti in tenuta antisommossa hanno sparato sulla folla inerme

le vittime della polizia del regime di RavalomananaAggiornamento dell’ 8/2/2009: Ci sono stati 40 morti e 350 feriti… Nonostante l’esito sanguinoso delle manifestazioni, stamattina Rajoelina minaccia dalla sua radio il presidente Ravalomanana, intimandogli un “Io ti condanno” e aggiungendo che la lotta continua “fino alla vittoria”. Il presidente risponde con il coprifuoco notturno per una settimana. Domani ci saranno i funerali delle vittime…

Digressione: riflessioni malgasce personali sul potere, l’arbitrio e la Costituzione… con rêverie politica sull’anticostituzionalismo libertario e conclusioni sulla deriva autoritaria in Italia.

Quel che penso al riguardo?… Non credo nella possibilità di conquistare il potere pacificamente… e credo che Rajoelina o il popolo malgascio o tutti e due siano “pazzi” nel volerlo fare, inermi contro la polizia… Di fronte all’arbitrio del potere costituito credo sia giusto rispondere con un arbitrio di massa(1)… non di “popolo“, che ritengo parola criminale, da “banca del risentimento”, da “capitalizzazione dell’odio”. E’ nell’immaginario cristiano (fede che nel Madagascar è prevalente) volere martiri per una giusta causa… E anche tutta la nostra storia è impregnata della tragica necessità del sangue versato da rivendicare. Ravalomanana prima o poi pagherà i suoi delitti… Ma non condivido il fatto che l’opposizione al regime non esiti ad usare carne umana per questioni di coscienza e giustizia. La violenza scatenata di 20.000 persone (non in fuga, ma all’assalto) sarebbe la via più breve ed efficace… Se Rajoelina riuscisse ad affermare le sue ragioni con la non-violenza mi stupirei dell’efficacia di tanta caparbietà e di tanto spirito di sacrificio di massa da parte del popolo malgascio… Un’insurrezione implica a mio avviso, prima o poi, la presa delle armi… Ma se Rajoelina riuscirà ugualmente nel suo intento con la non-violenza resterà comunque una figura esemplare… nonostante queste ingenuità tattiche (o quest’uso cinico della fede di un popolo?). Se soccomberà, sarà una figura mitologica, come altre… un giovane morto per una giusta causa…

 (1) Per me il potere deve essere reversibile, mai costituito (basato su un “contratto politico”, non sociale, su un immaginario energico, allenato, su volontà solide, non soggette alla psicosi e alla regressione nel ventre-stato o nella metafora organicista e al delirio paranoide di un potere spettacolare e virtuale, ma senza corpo)… La “spada” (la responsabilità, la scelta, la volontà, la sovranità) deve essere nelle mani di ognuno. Nel momento in cui si delega ad altri, ad un terzo super partes questo ruolo, si è tutti soggetti a delle regole e alla loro applicazione random (la “spada di Damocle”… lo stato anonimo e totalitario). Quel che ne consegue sono individui che non ne vogliono sapere, che sentono la politica come uno spazio estraneo alla loro volontà e che abbassano la guardia per comodo, per ignoranza, per crapula… condannandosi alla frigidità e alla depressione e lasciando praterie libere e sconfinate ai grossi interessi corporativi e di classe. La vita (singolare o plurale) a mio avviso non è questo. E’ la fine del “cattolicesimo”, dell’universalismo, del soggetto trascendentale (invenzione di una classe egemone o dei suoi sudditi). E’ struttura di “rivoluzione permanente”, analoga alla rivoluzione planetaria (più che al concetto trozkista)… uno “schema” (un’immaginario disciplinato, una struttura in movimento), rotazione dei poteri, delle ideologie e delle logiche che non si arrocca mai nello “stato” e nella “costituzione”, ma che si presenta come “fase” di un processo, che chiama ogni volta alla responsabilità, al “che fare?”, finzione convenzionale di norme politicamente contrattate, sminuzzate, mescolate, discusse, immaginate, sognate, cambiate, memorizzate e sperimentate… localmente (senza per questo perdere la memoria storica del caro estinto “soggetto universale”, conoscerne la genealogia e gli orrori mascherati da progresso). Niente è per sempre e nello stesso modo. Esaltare la singolarità, l’invenzione, la finzione, la consapevolezza, considerarsi fase di un processo sempre differente, dovrebbe garantire da genocidi e abusi di potere (figli di dispositivi centralizzati)… per “forza vettoriale” esercitata da ogni parte in modo “orizzontale”… una sorta di laboratorio politico permanente, che impara da ciò che smonta. Una sorta di governo sperimentale senza “costituzione”, nè “società”, militarizzato il meno possibile, “fondato” da un lato sul carnevale delle leggi e della rappresentazione, sulla loro finzione tattica, consapevole (necessaria per preservarsi da conflittualità violente) e dall’altro sul contratto politico, reversibile, di volta in volta revisionato, con confronti argomentati in apposite assembee (legittimate nella loro composizione solo dall’efficacia delle misure adottate… e con la revoca sempre possibile dei “mandati”: membri sempre sostituibili)… Naturalmente tutto ciò implica la fine della catena di montaggio in favore di una “catena di riciclaggio-riassemblaggio”, la fine della divisione dei “saperi” e del lavoro e la ripartizione dello stesso per volontà, affinità e capacità personali e in base alle caratteristiche di un “territorio”, non necessariamente corrispondente ad un luogo geografico… L’idea è quella di sminuzzare i fronti conflittuali a costo di dover giungere a dividere ogni individuo in se stesso… o “aprirlo” a spirale… de-narcisistizzarlo. Io parto appunto da questo… più che dal Diritto, dal Rovescio: la fine della Verità, di Narciso e di Damocle.

* * * * *

Ecco perché non manifesterò e lotterò mai per la difesa di una Costituzione (e i suoi principi astratti e identitari), ma sicuramente e solo tatticamente per alcuni suoi principi anti-fascisti e di garanzia contro le ingerenze del potere nella vita e nelle libertà individuali.

Ecco perché non ha senso in Italia schierarsi pro o contro il caso Englaro eclissando temi più gravi come l’intolleranza e l’anarchia sociale istigata dall’alto…

Di fronte ad un governo razzista, con tentazioni autoritarie, che pretende di governare con decreti in uno stato di perenne emergenza e oscena sollecitazione umorale, già da tempo auto-delegittimato nelle sue funzioni per l’incoerenza e l’imbecillità dei provvedimenti presi e delle assurdità da “diritto di natura” che ogni tanto escono fuori, vi può essere solo una richiesta che abbia senso, prima che la situazione degeneri ulteriormente: DIMISSIONI!

Aggiornamento del 10/2/2009: La situazione resta tesissima in Madagascar. Dopo le dimissioni del ministro dell’interno (una donna che ha giudicato inaccettabile la strage di civili durante la manifestazione di sabato 7 febbraio) del governo di Ravalomanana, ieri Rajoelina ha incontrato un inviato speciale dell’Onu. E oggi il suo “primo ministro” dell’auto-proclamatosi governo di transizione ha nominato 4 nuovi ministri… Domani c’è una manifestazione del Presidente Ravalomanana e Rajoelina ha invitato tutti i malgasci a rimanere a casa e non andare a lavoro.

Aggiornamento del 17/2/2009: Ci sono state manifestazioni sia il 14 che oggi… Era stato mandato un mediatore per conto dell’UA per cercare una soluzione al braccio di ferro tra Rajoelina e Ravalomanana e la manifestazione del 14 si era svolta pacificamente pur tra imponenti schieramenti delle forze dell’ordine. Oggi invece le due fazioni si sono fronteggiate e ci sono stati scontri, nonostante gli appelli del Consiglio dei Vescovi… Sono stati sparati dei colpi in aria da parte della polizia di Ravalomanana che si era trincerata nelle caserme. La folla si è comunque dispersa.

Aggiornamento del 19/2/2009: Con una motivazione che definirei “sovietica”, il presidente Ravalomanana sostituisce il precedente ministro degli interni (dimessosi dopo la strage di civili del 7 febbraio scorso) dichiarando che questi si è dimesso per ragioni di salute.

Aggiornamento del 20/2/2009Alcuni uffici del governo sono stati occupati da Rajoelina e i suoi sostenitori nel corso della notte! Con il consenso della polizia e senza spargimenti di sangue. Nell’operazione sono state arrestate 50 persone. Rajoelina accusa il presidente di aver dissipato fondi dello stato e di essere responsabile della strage del 7 febbraio.

Aggiornamento del 28/2/2009: Dopo lo stallo delle trattative tra Rajoelina e il presidente Ravalomanana, il sindaco di Antanarivo proclama oggi uno sciopero generale di alcuni giorni a partire da lunedì. Oggi ci sono stati anche due morti in una manifestazione nel sud del Paese. Ha ribadito lo sciopero anche  il nipote dell’ex presidente, Didier Ratsiraka, Roland Ratsiraka, vicino a Rajoelina. Se devo giudicare dalle alleanze, il “rivoltoso” non è così bene intenzionato come sembra… E sotto le apparenze di una battaglia per la libertà ci sono insofferenze etniche e differenti sfere di influenza che si fronteggiano. Sintetizzando l’anomalia: l’ex-comunismo (ma filo-cristiano!!!) di taluni alleati di Rajoelina contro il capitalismo neocolonialista (cristianissimo) e senza scrupoli di Ravalomanana. Ma staremo a vedere per capire meglio anche solo se una strategia sovversiva (in un contesto para-democratico o di pseudo-dittatura) possa affermarsi senza eccessivo spargimento di sangue… e soprattutto ci riserviamo ulteriori analisi più approfondite sull’ideologia di fondo che ispira Rajoelina (che almeno in apparenza sembra chiedere maggiore libertà per il Madagascar e denunciare la corruzione di Ravalomanana). Nel frattempo l’ovvia crisi del turismo e la fame stanno devastando il paese.

Aggiornamento del 7/3/2009: Dopo tentativi piuttosto misteriosi di trattativa tra i due contendenti ora è Rajoelina che sembra avere la peggio. Ci sono stati scontri sotto la sua residenza tra manifestanti e polizia con almeno un morto e diversi feriti (i sostenitori del sindaco si sono raccolti in comitati di vigilanza e presidiano il palazzo, respingendo le forze dell’ordine con lanci di pietre e barricate). Rajoelina si trova ora in una località segreta perché teme di essere arrestato. Chiede di tornare al tavolo delle trattative sotto l’auspicio delle Chiese cristiane del Madagascar (Ffkm)…

Aggiornamento del 10/3/2009: La situazione sta precipitando… Si è venuto a sapere che Rajoelina, dopo che l’emissario dell’ONU si è interessato alla crisi in Madagascar, s’era rifugiato nell’ambasciata francese. Questa mattina alcuni sostenitori di Ravalomanana hanno manifestato proprio davanti all’ambasciata, ma poi sono stati dispersi dalla polizia. Rajoelina, stamattina, s’è poi spostato dall’ambasciata per un’altra destinazione, ancora ignota. Nel frattempo c’è stato un ammutinamento di soldati nel campo Capsat (corpo di amministrazione del personale e servizi dell’Esercito di terra) e la “richiesta” di dimissioni del ministro della Difesa (accusato delle “violenze commesse sulla popolazione” e del “reclutamento di milizie e di mercenari stranieri”) da parte di un Consiglio di sottoufficiali dell’esercito malgascio. Dunque emerge un nuovo soggetto politico piuttosto inquietante, l’esercito, che aggiunge alla tensione un ultimatum di 72 ore per risolvere la crisi istituzionale nel paese… In questo clima, le “assisi nazionali” proposte dal presidente contestato per risolvere il conflitto pacificamente dal giovedì al sabato, sembrano andare a farsi benedire… Il capo di Stato maggiore dell’esercito, il generale Edmond Rasolofomahandry, preannuncia con il suo ultimatum una situazione da golpe militare. Da notare che la sola Francia ha offerto appoggio al sindaco, capo dell’opposizione (Yves Sokorabi, vice portavoce dell’organizzazione mondiale a New York, ha fatto sapere che si trovava sotto l’esclusiva protezione della Francia). Anche perché come potrebbero gli americani sostenere un amico del nipote dell’ex-dittatore “sovietico” del Madagascar, Ratsiraka?

Segnalo un interessante approfondimento, pubblicato dalla Società Missioni Africane, su Rajoelina, DJ e pubblicitario passato alla politica con disinvoltura sconcertante… Una rivolta nata dalle stampanti e dalla musica (cui il popolo malgascio sembra essere particolarmente sensibile)… L’articolo ammonisce alla fine dei pericoli concreti per la stessa coalizione del sindaco che potrebbero provenire da alcuni alleati “ingombranti” di Rajoelina.

Aggiornamento del 14/3/2009: Nella notte tra il 13 e il 14 marzo dei “blindati” dell’esercito hanno raggiunto Antananarivo. I militari (fioccano “auto-nomine“: in 24 ore l’ammutinato Edmond Rasolofomahandry, autore dell’ultimatum, è stato sostituito da Andriarijaona, meno perentorio…) si dichiarano neutrali rispetto ai contendenti e negano di voler muovere verso la sede presidenziale. Sostengono di essere lì per “ristabilire la sicurezza e la serenità e salvaguardare la coesione in seno alle forze armate”. La polizia si è unita al nuovo capo di stato maggiore. I sostenitori dell’ex-sindaco si sono dati appuntamento, come sempre, in Piazza 13 maggio da dove dovrebbero partire nuove azioni dimostrative e di protesta. Ieri c’è stata una simbolica “occupazione” del Ministero delle Finanze. Si vocifera che oggi i manifestanti (che a giudicare dalle foto sono tanti e sono gente comune) potrebbero decidere di recarsi alla sede della presidenza…

Aggiornamento del 16/3/2009: Siamo all’epilogo. Ieri Rajoelina aveva chiesto a Ravalomanana di andarsene entro 4 ore e che l’esercito era dalla sua parte. Vi era stata anche l’occupazione del ministero degli Interni con l’insediamento del nuovo ministro proclamato dall’ex-sindaco. Ravalomanana non mollava e proponeva un referendum, forte di una manifestazione con 3.000 suoi sostenitori. Oggi l’esercito, comandato dal nuovo Capo di Stato Maggiore Andriarijaona, ha occupato il palazzo presidenziale… Ravalomanana era già altrove a 10 km da Antananarivo. Vi sono stati spari ed esplosioni, ma a quanto pare nessun morto o ferito. E’ stato un “golpe bianco”… E ora protestano tutti: dall’UA, alla Francia… all’UE, che democraticamente monita: “L’Unione europea respinge certamente ogni atto di violenza e, se fosse imposto con la forza militare un nuovo capo dello Stato, contro la costituzione, allora non lo riconosceremmo”. In Madagascar invece si discute sui giornali su cosa sia giusto o meno, chi sia sovrano o meno… La messa in discussione della democrazia (o del coacervo di interessi internazionali che si celano neppure troppo nascostamente dietro il suo mito o la sua imitazione) pare ormai davvero inaccettabile, ovunque essa avvenga… anche se ottenuta con mezzi democratici, come manifestazioni di piazza (più che giustificabili…) represse nel sangue da un regime pseudo-democratico… Mi chiedo come possa un ministro degli Esteri ceco monitare per conto della civile UE sugli oppositori del disastro che aveva prospettato Ravalomanana al suo paese. Rajoelina ad ogni modo aveva respinto la proposta di referendum, accusando Ravalomanana di alto tradimento e chiedendo il suo arresto.

La domanda è: in quali casi è giusto rompere il patto di soggezione del “popolo sovrano” in una democrazia? Violare l’integrità del territorio di una nazione e affittare per 90 anni metà dei territori coltivabili (contadini compresi) ad uno stato estero non è “alto tradimento”? Non è abbastanza per giustificare una rivoluzione, per di più non-violenta? Ma ridiscutere i principi della democrazia qui da noi, sarebbe chiedere troppo… e l’UE, con un certo timore, monita.

18/3/2009 – RAJOELINA PRESIDENTE: Ieri Ravalomanana aveva consegnato le dimissioni in favore dei militari e di un loro governo di transizione, un direttorio, ma questi hanno riconosciuto in Rajoelina il nuovo presidente del Madagascar. L’atto è divenuto esecutivo oggi. E persino l’UA non strilla più all’attentato delle regole democratiche… Si limita a dire che Rajoelina, per la costituzione, è troppo giovane e dovrebbe indire elezioni entro due mesi (il governo attuale non intende indirle prima di due anni)… Altri interpreti dei recenti avvenimenti limitano l’attuale avvicendamento nella presidenza ad una guerra tra uomini d’affari… Non mi pare sia così… Il paese tira un sospiro di sollievo. La faccenda della Daewoo, la chiusura dell’emittente dell’opposizione e il fuoco sulla folla hanno pesato come un macigno sulla figura del presidente destituito Ravalomanana. E comunque, la crisi della democrazia non mi pare faccenda della periferica isola del Madagascar, ma è anche percepibile qui da noi in Europa e in Italia con gli interessi padronali che si sostituiscono allo stato e con gli atteggiamenti e i provvedimenti liberticidi, repressivi e censorei che ormai si susseguono quotidianamente.

Aggiornamento del 19/3/2009: L’intero Nuovo Ordine Mondiale sembra essersi scatenato contro l'”anti-democratico” Rajoelina, che, dando conferma di quel che sostenevo ieri, come primo gesto da neo-presidente, ha stracciato l’infame accordo con la Daewoo! Ha poi deciso di “sospendere le attività dell’Assemblea nazionale e del Senato” dando vita ad un’Alta autorità per la transizione verso la IV Repubblica, garante del regolare funzionamento delle istituzioni e della democrazia durante il periodo transitorio che non può superare i 24 mesi”, come annunciato anche prima del “golpe bianco”, che potremmo piuttosto definire come un avvicendamento a furor di popolo, con l’ausilio delle forze militari per evitare nuovi spargimenti di sangue da parte di un governo IMPAZZITO, affarista, finto-democratico, CONTRO LA POPOLAZIONE al punto da sparare sulla folla inerme e (prima della crisi) considerare possibile l’utilizzo di metà delle terre coltivabili da parte della paracula filo-occidentale Corea del Sud (Nella Costituzione è scritto che le terre sono un bene inalienabile” ha detto Rajoelina, precisando tuttavia di non essere contrario a investimenti stranieri nel paese “nel rispetto delle leggi e della volontà popolare”)… Tant’è vero che fioccano i non riconoscimenti e i commenti negativi proprio dagli USA, come anche dalla SADC (Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe), dall’UA, dalla UE e dalla Norvegia, che ha deciso di ritirare i suoi aiuti. Il Madagascar fa paura, perché costituisce un pericoloso precedente. Sono i primi a ribellarsi contro la spartizione delle risorse vitali dell’Africa… i primi a reclamare per la loro terra, contro gli interessi delle Corporation e dei potenti del mondo. Il “j’accuse” di Rajoelina non ha precedenti. Vedremo come si giocherà la carta della mediazione internazionale… e se ci saranno sanzioni. E come vorrà rilanciare l’economia del suo Paese dopo questi mesi critici.

Nel frattempo malgasci tirano un sospiro di sollievo e tutti si interrogano, in un francese che sa di Ottocento, su cosa sia la democrazia, questo corpo estraneo della civiltà dei bianchi, che, da quelle parti, assume forme bizzarre… come le sembianze di un lemure.

Mi auguro un prolifico contagio di delegittimazione di certe politiche neo-neo-colonialiste in Africa.

Aggiornamento del 20/3/2009: Prosegue l’ipocrisia internazionale sul Madagascar, paese considerato meno a rischio disordini dell’Italia, di altri stati europei e dell’America!… Gli USA parlano di colpo di stato e sospendono gli aiuti non umanitari, la Francia in un primo tempo più morbida, si è espressa duramente parlando anch’essa di colpo di stato per voce di Sarkozy e ha promesso sanzioni in sede UE… a conferma del timore di “contagio” cui accennavo ieri. 


 

 

 

la rivolta in Madagascar

Ecco il codice di questo banner:

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Studio di registrazione – Hard disk recording

 

Il microfono è mio... La modella è di Poser (un programma di grafica 3D)

Questo sono io in carne e ossa soprattutto, con l'ud (il liuto turco)...

Queste sono due mie pubblicità… cliccate per saperne di più.

 


un esempio anti-umanista di grafica 3D...

Questo invece è uno scherzo irriverente in 3D… 🙂

 


DESOCRATIZZAZIONE

preleva il codice del banner alla fine del post

“Eppure Socrate non faceva della filosofia una libera discussione fra amici? La conversazione degli uomini liberi non è forse il culmine della socievolezza greca? In realtà Socrate non ha mai smesso di rendere impossibile qualunque discussione, sia con il rigido scambio di domande e risposte, sia con il lungo rivaleggiare dei discorsi. Ha trasformato l’amico in amico del solo concetto, e il concetto nel monologo spietato che elimina uno dopo l’altro i rivali”.

Gilles Deleuze

Fermamente convinto che la “maieutica” di Socrate, l’arte della levatrice ovvero l’arte di far uscire la verità da ognuno di noi (leggi: “come cavare sangue da una rapa”) sia una cagata pazzesca, invito ad esporre il presente simbolo nei vostri blog e siti. Quando c’è qualcuno che vuole convincervi che c’è una verità unica e che quella verità è in ognuno di voi, mandatelo a quel paese! NOI siamo unici, non LA verità!

Lasciate aperte le vostre discussioni. Non lasciate che i prepotenti prendano il sopravvento. E che emerga una sola RAGIONE. Lasciate che emergano più posizioni, che ognuno le esprima secondo il suo ragionamento e la sua sensibilità. Niente SINTESI!

 

E soprattutto, una volta finito di discutere, dedicatevi a qualcosa di più divertente.

Socrate diceva “Conosci te stesso”??? Io dico: cercate di conoscere tutto quel che potete e tutti quelli che potete conoscere. Cercate soprattutto di comprendere qualcos’altro o qualcun altro… oltre a voi stessi!

NO SOCRATE!


 

 IL CODICE DEL BANNER:

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D.e A.D. – decentralizzazione e anomia dividualista (ex D.A.I.)

 (“L’uomo rotola via dal centro verso la X”.
(Friedrich Nietzsche)

Aggiunta del 1 marzo 2013. La D.A.I., viste le ultime ricerche e ipotesi sul dividuo, è diventata DeAD – decentralizzazione e anomia dividualista. Si prendono in tal modo le distanze anche da una tradizione (individualista di qualsiasi tipo) in cui non è più possibile riconoscersi (dato che, a quanto pare, non ci sottrae dai rapporti sociali che ci imprigionano).

Quanto all’anomia (oltre al rifiuto della chiusura che l’auto- di “autonomia” implica) è uno sberleffo alle tesi di Durkheim al riguardo… è la macchina ludica delle “periferie” e delle pratiche produttive e riproduttive che rifiutano il centro, contrarie appunto al nomos (come all’identitarismo, all’universalismo, al territorialismo) e favorevoli al gioco delle regole, alla ricombinazione delle relazioni tra insiemi di dividui al di là della divisione del lavoro o attraverso di essa.

simbolo della Decentralizzazione e l'Autonomia Individualista

Aggiunta del 12 marzo 2013. La D. e A. D. (Decentralizzazione e Anomia Dividualista) discute le premesse e le regole di una sorta di GRV (“gioco di ruolo dal vivo”… con spunti da LARP o da Nomic…) che orbiterà attorno a due istituzioni provvisorie principali:
– le utòpie (nome provvisorio e casuale delle note dei muncipi virtuali – divisibili in due, tra i contraenti, come l’antico symbolon – che regolano gli scambi secondo principi mutualistici, che contrassegnano il tipo, la qualità e il tempo di lavoro… e che costituiscono un patto politico dividuale oltre che un mezzo di scambio o un accordo di produzione, distribuzione, consumo – ricongiungendo in tal modo la separazione dell’economico dal politico. Lo scambio e la registrazione delle utòpie , o p.d.t. – perdite di tempo – viene regolato, mediante una sorta di gioco a livelli crescenti di coinvolgimento e complessità, dai municipi virtuali)
– i municipi virtuali (…deterritorializzati e anti-identitari…  sono istituzioni-software, calibrate collegialmente, atte a regolare e pianificare l’attività di un gruppo di dividui aventi come finalità strategica la decentralizzazione di poteri, energie e risorse e l’autonomia e autosufficienza degli stessi municipi – da munus + cipium, “ricevere un dono, un incarico, un servizio, un prodotto, un’opera, ecc” – vedi i significati latini di “munus” anche qui – con l’impegno volontario di ricambiare e partecipare; differente dal senso del “com-munis”, del mettere in comune, accentrando, regolando con la forza della necessità lo scambio dei beni… dal valorizzare e porre l’isituzione al di sopra delle volontà dei singoli in/dividui istituenti).

Seguono i primi spunti dell’idea originaria…

A proposito del nuovo simbolo. Ho scelto colori che vanno alchemicamente dalla nigredo all’albedo (meglio un’ispirazione lunare e non-violenta, ma con una punta di corrosiva acidità, la freccia) e che indicano in modo inequivocabile la forza centripeta del movimento… ritratto di Alcuni potranno trovarvi la citazione della “giduglia”, la spirale disegnata sul ventre di Padre Ubu… altri l’eccentricità di alcune armonie naturali chiaramente osservabili nelle conchiglie o nelle galassie… altri una irresistibile attrazione, contrario della “logica stringente”…
Lascio qui sotto, invece, la spiegazione del precedente simbolo, per meglio comprendere la genesi del logo e i commenti che seguono al post… La rimozione del profilo di Stirner, oltre che per motivi squisitamente estetici, è anche dovuta ad una certa insofferenza nei confronti dei predecessori, che, per definizione, è meglio che rimangano nei loro libri. Altro importante motivo è che  una premessa essenziale della presente idea “politica” è la imprescindibile critica dell’identità e della metafisica (che va da Nietzsche a Derrida) e dunque anche dell’esaltazione dell’Ego così cara a Stirner. La verità e la metafisica (le ideologie e le religioni che vogliono un pensiero unico, fondante) sono ancora peggio delle strutture economiche che hanno ispirato… Non credo che l’uomo debba cercare un’unica logica. E’ semmai costretto (anche dalla sua stessa “natura”) a dover praticare più logiche, cambiare idea, confrontarsi o distrarsi… e  seguire paradossi, infiltrarsi e contaminarsi.
Mi concentro sulla spirale (per uscire dalla storia, dalla dialettica e dall’incubo illuminista…). Come un neutrino che sfugge ad una supernova.

La D.A.I. (Decentralizzazione e Autonomia In/dividualista) propone una forma di federalismo esasperato, volto alla progressiva scomparsa, oltre che degli apparati centralizzati dello Stato, della Società (intesa come astrazione sovra-individuale, mitologema fondante) per nuovi progetti di co-esistenza basati su un “accordo politico“, piuttosto che su un “contratto sociale”, tra individui energeticamente e politicamente autonomi.
Una sua premessa teorica (a differenza del socialismo, del comunismo o del cristianesimo e del Mulino Bianco) è il “pessimismo antropologico”, che ritroviamo in pensatori come Hobbes, Machiavelli, ma anche in scrittori come de Sade e Lautréamont.

L’uomo non è “buono” per natura. La sua inclinazione alla prevaricazione rende quest’ultima la tendenza generale della società, che è la somma dei singoli in/dividui, per il solo fatto di essere possibile… Così chi si afferma nella società sono solo i “cattivi” (dal latino “captivi”=prigionieri… di una società – il fantasma preferito della convivenza umana – che ne asseconda e ne amplifica le inclinazioni perniciose). Si può dunque dire che la società è intrinsecamente “cattiva” e incapace di esprimere una giustizia che rispetti tutti gli in/dividui nella loro singolarità e specialità, poiché in realtà afferma il principio contrario. Quello di una norma generale che si ispira a presunti valori universali. La DAI, riconoscendo il “male” come costitutivo dell’uomo e della società (ma non esaltandolo in alcun modo), sostituisce la legge morale “Ama il prossimo tuo” dell’era dei Pesci con il più realistico invito a “Non nuocere agli altri” (in/dividui o viventi che dir si voglia). Critica aspramente tutte quelle ideologie volte a considerare le società come superiori all’in/dividuo e fautrici del suo bene. E inoltre tutte quelle religioni che inneggiano acriticamente e ipocritamente all’amore reciproco come unica legge morale. Per la DAI il senso della responsabilità ed una progressiva educazione alla libertà in/dividuale e al suo valore, determinato da nuove regole di scambio e convivenza, dovrebbero bastare a bilanciare le tendenze alla prevaricazione. Tale “pedagogia” potrà essere messa in pratica da scuole, laboratori e gruppi di in/dividui liberi (soprattutto dal ressentiment).

La DAI intende sostituire gli accordi politici in/dividuali alle Società e ai poteri centrali. Intende rimpiazzare il diritto (borghese, nato dalla Rivoluzione francese) di essere un “cittadino” con la possibilità di essere un “in/dividuo”, un “vivente”, libero e rispettato anche al di fuori delle logiche statali e nazionali.
In un contesto di dissoluzione dei principi che hanno fondato le democrazie liberali, di violazione programmatica del diritto internazionale, di messa in discussione delle norme costituzionali e della forma-stato, la DAI cavalca l’onda del cambiamento, piuttosto che attestarsi su posizioni giacobine di più di due secoli fa… che suonano come restauratrici e reazionarie (vedi i partiti e i molti movimenti a favore del “cittadino” che nascono sempre più numerosi). Non difendiamo né il diritto, né la prigione…

DECENTRALIZZAZIONE va intesa come allontanamento sia dai poteri centrali che dal modello energetico centralizzato. E anche dal modello bancario centralizzato. Come da quello architettonico, urbanistico… La DAI respinge l’idea di centrale. Invece di centralizzare tutto il potere (poteri centrali), l’energia (centrali energetiche), il denaro (banche centrali) e  le informazioni (nei database delle centrali informatiche), si dovrebbe tendere a non superare di molto la misura dell’in/dividuo. Devo poter toccare e conoscere chi amministra e accumula. Devo poter partecipare alle decisioni che riguardano la mia stessa sussistenza. Devo avere io stesso, eventualmente, questo potere (dividuabile, de visu, prima che individuale). Questo processo di decentralizzazione rappresenta un’istanza e non importa quale apparato possa essere considerato provvisoriamente più idoneo… purché si tenda a far coincidere il potere (inteso come principio di responsabilità e  rispetto oltre che come possibilità e capacità) con l’in/dividuo. Decisioni collettive nelle mani di ognuno. Niente elezioni e principio di delega. Si intende tracciare una via. Che dovrebbe condurre ciascuno a chiedere il minimo sforzo possibile ad altri in/dividui. E tendere all’autonomia…
AUTONOMIA energetica e autonomia, sperimentale e concordata, dalle Leggi, cui vanno affiancate (o che andrebbero sostituite con) delle più snelle e revocabili regole del gioco. Le Leggi (anche “costituzionali”) delle attuali democrazie sono contratti (anche millantati, non scritti come nel caso del “contratto sociale” e ad ogni modo mediati in modo troppo articolato e tramite deleghe troppo dilazionate per non risultare in realtà unilaterali) temporanei e convenzionali tra più insiemi di in/dividui (che altri chiamano classi)… e possono essere considerate come giuste nella misura della convenienza complessiva della moltepliclità degli in/dividui che ne riconoscono una qualche importanza o che vi sono sottomessi. Se nuocciono a troppi, o comunque nuocciono (com’è scontato) a coloro che non l’hanno redatta, non sono leggi giuste e perdono di legittimità e di forza. Nessuna legge è comunque legittima se non per convenzione (Diritto)… e, soprattutto, per Forza. Insomma il mitologico e fantomatico “contratto sociale” è una finzione tattica per dominare l’insieme complesso degli in/dividui, stipulato da una classe che domina degli insiemi… Per ridurre al minimo il rischio di interazioni conflittuali e favorire la tenuta degli insiemi, in assenza di una Legge e in presenza di un municipio virtuale deterritorializzato, decentralizzato e diviso secondo il volume e la sufficienza degli accordi, con delle regole del gioco valide tra chi le condivide, dovrebbe essere garantita come regola iniziale ad ogni individuo l’autonomia della produzione e degli scambi e la possibilità di istituire una serie di accordi politici in/dividuali regolati collettivamente, in senso municipale e tramite software decentralizzato (di un “hardware” da riprogettare). In questo senso la tecnologia (anche digitale) potrebbe essere intesa in senso virtuoso, invece che come strumento di dominio e sfruttamento da parte di un potere centrale. Così come, sul piano dell’esistere (ove si territorializzasse), le abitazioni dovrebbero essere costruite per far vivere autonomamente (con laboratori, fabbriche, orti, piantagioni e mezzi di produzione, anche di energia, a disposizione di tutti) il minimo numero possibile di in/dividui, ecc… Il consumo superfluo, distruttore di risorse, dovrebbe essere rimpiazzato da pratiche di s-valorizzazione come le feste, l’arte, ecc… (che possano creare spazi di potlach e libertà carnevalesca anche dall’equilibrio di bilancio continuo che richiederebbe il munus degli accordi politici in/dividuali).
E’ chiaro che queste due direttive non sono realizzabili nell’immediato, ma come ho detto, tracciano una linea di tendenza… che passa innanzitutto per un mutamento spirituale, per percorsi cognitivi singolari e differenti che prendano le distanze dalle falsità delle religioni e di alcune ideologie para-religiose e dogmatiche. Fine del contratto sociale, dell’Illuminismo e del sogno del “buon governo” (non esiste!). Fine della divisione del lavoro. Siano favorite le eccezioni, sfavorito il pregiudizio e il mimetismo. Al centro dell’attenzione ci siano l’in/dividuo e la sua autonomia. E la varietà del mondo. Una struttura decentralizzante estremamente capillare, simile ad una rete o, piuttosto, a un labirinto, con snodi centrali sempre più piccoli, svincolabili ma non isolati (con una comunicazione “da punto a punto”), dovrebbe garantire la complessità dello sviluppo collettivo e la qualità degli scambi. Nell’ibrido immediato sarebbe auspicabile la sburocratizzazione e la detassazione del lavoro autonomo (inteso anche come progettazione dell’autonomia dal lavoro salariato) e di nuove forme “societarie” o “associative” non padronali o a vocazione imprenditoriale ancora da istituire (che operino specialmente nel settore produttivo, alimentare, manifatturiero e della distribuzione)… La liberazione dalle retoriche identitarie, territorialiste e nazionaliste… La costituzione parallela del mutualismo sotto forma di municipi virtuali” e di un nuovo paradigma del denaro (inteso come “accordo politico in/dividuale” in luogo di “equivalente generale della merce”, che la D.A.I. chiama “utòpie”, moneta divisibile in due come l’antico symbolon)… Finanziamenti alla ricerca (o autogestione della ricerca) nel senso dell’autonomizzazione energetica e alimentare di ciascun dividuo (energie alternative, accumuli di scorte energetiche locali, diffusione dei mercati alimentari a vendita diretta, ecc…). Accanto alla ripresa e alla radicalizzazione di una nuova forma di resistenza dei viventi contro le politiche neo-liberiste, la mercificazione globale e la società del controllo tecnocratico e mediocratico.
C’è un immenso lavoro di distruzione da compiere. Anche se, molto probabilmente, il capitalismo ci sta già pensando da solo ad annientarsi… Il suo progetto di espansione globale fallirà in pochi decenni. Nel frattempo occorre rimpiazzare un po’ alla volta, con nuove relazioni, i rapporti di produzione e il deserto che avanza, sottrarci al lavoro dipendente e non far funzionare più la fabbrica ideologica della società. Fare di tutti noi degli in/dividui singolari e non ricattabili… non più prigionieri di costruzioni mentali e architetture discutibili…
C’è un immenso lavoro di riciclaggio delle materie e delle idee, reinvenzione, alchimia, mutazione e bricolage da compiere.
Ognuno resti al suo posto, piuttosto che innestare reazioni a catena già scritte e prevedibili, e “decostruisca” ed “eccepisca” il suo mondo più possibile.

NO FRENCH REVOLUTION.

Libertà, Uguaglianza e Fratellanza
diventano
Responsabilità, Rispetto e Giusta Distanza.