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“Smart city” e morti “sostenibili”…

Mentre anche a Velletri si fa strada, col milionario progetto PLUS (quello cui la Polverini diede via libera prima di dimettersi), il delirio “keynesiano” ed europeo delle smart city, delle città “intelligenti” e “sostenibili”, in grado di mettere insieme sinergie e privilegi per una classe agiata sempre più cieca, arrogante e minoritaria, che ora scopre la dimensione neoliberista destatalizzante del downscaling1, la città, specie nel settore di ponente, crolla… (anche per colpa della diffusa fame di soldi – dell’AFFARE!! – come recita la scritta che campeggia sulla saracinesca del cantiere che ha sepolto un muratore – con cui magari si cerca di rivalutare a due lire, per proprio conto, proprietà fatiscenti).
Parlano di ricostruire una fantomatica e “monumentale” identità nel bel mezzo di un processo inarrestabile di distruzione di qualunque appiglio (di welfare, concesso in briciole ed eventualmente solo a soggetti giuridici vaghi e discriminatori come le “famiglie”) e di produzione di macerie (culturali e materiali…). Questi indebitamenti (o finanziamenti europei ripagati indirettamente dai troppi miliardi che lo stato rastrella con tasse, tagli e “riforme strutturali”, grazie anche a patti capestro come il MES, votati in tutta fretta, quasi unanimemente e senza alcun dibattito pubblico dal parlamento italiano) non portano sviluppo… lo si capisce anche ad uno sguardo superficiale… Non si può ricoprire di zucchero ciò che sta marcendo… non si può ammantare di Cultura, Teatro e ogni genere di raffinatezze artistiche per i pochissimi che ne possono usufruire, la moltitudine crescente che ha bisogno di beni primari che non vengono forniti o garantiti… Ormai non è più questione di panem et circenses… qui ci saranno (forse) solo “circenses”… niente pane, né processi produttivi realmente utili o utilizzabili dalle collettività ancora tutte da costruire dello sfilacciato tessuto sociale veliterno… (dal momento che non nasce né si sviluppa alcun amalgama che non sia espressione di uno spirito nostalgico reazionario e pre-moderno – solo processioni, folklore e artigianato chiuso in se stesso e dalla visione ristrettissima… per nulla inclusiva – incline tuttalpiù solo al lavoro sottopagato con cui si schiavizzano i migranti…).


1 “In questi ultimi anni, si è assistito anche ad una riarticolazione delle gerarchie della regolazione politica. Sono cresciuti i poteri locali ma anche i poteri delle istituzioni sovranazionali. Le nazioni si sono adattate alla globalizzazione e all’integrazione economica e politica attraverso un processo di riarticolazione territoriale della sovranità. Si sono sviluppate dinamiche contestuali di upscaling e downscaling della statualità. Sono queste dinamiche ad aver prodotto un nuovo protagonismo delle città in uno scenario istituzionale molto complesso”.


L’osceno segreto della democrazia

Non esiste una democrazia “dal basso”. Semplicemente non esiste la democrazia. Quando si dice “popolo sovrano” si dice una doppia menzogna, una per parola. La democrazia è l’arte di estorcere (a quella massa che si recinta in una nazione o in una comunità di “cittadini” con la definizione di “popolo”) un consenso prezzolato (finché viene salariato, remunerato e corrotto a sufficienza) alla classe dirigente e di dominare le minoranze o il voto nullo dell’irrappresentabile con una pletorica ma comunque elitaria maggioranza parlamentare; è la messa in scena della polemica che copre distrattamente, ma anche comicamente e “simpaticamente”, ogni gioco di guerra e ogni decisione politica… che, tra l’altro, nel caso degli ultimi tempi, è chiaramente presa altrove rispetto alle istituzioni nazionali. Direi che le elezioni prossime venture sono inutili come non mai (ripulite come sono di qualsiasi ideologia diversa dal liberismo o dalla retorica reazionaria, “civile”, “civica”, giustizialista, populista o nazionalista che sia)… che senso ha eleggere dei servi rappresentanti di servi, ormai schiavizzati, amanti del bastone e della carota, tutti con l’identità in mano (o in culo?), pronti a farla venire segretamente su un simboletto-patacca delle schede elettorali?

Ecco… si potrebbero allestire le cabine elettorali come dei sexy shop… o farle diventare delle dark room con dei glory hole

dnaxchange glory hole

E poi… ma che è questa faccenda del “voto segreto“? o del segreto in generale (secrezione oscena del corpo elettorale o di qualche organo di stato, nella metafora organicistica delle istituzioni)… che ritroviamo anche nei “servizi segreti” o nel “segreto di stato”? Perché questo doppio movimento del rappresentato e del suo segreto, questo misterioso ed esoterico sdoppiamento del codice? Perché si dovrebbe essere obbligati ad avere un’identità se poi al momento decisivo dell’esercizio della “sovranità popolare” si compie un’azione anonima come il voto? E non è perché altrimenti ognuno potrebbe votare un numero indefinito di volte (cosa che comunque registrerebbe un’intensità e un’ostinazione oltre che alla mera conta dei capi di bestiame – “ognuno conta uno”)… è chiaro che vi è qualcosa di osceno nel voto o nei suddetti servizi, dal momento che son cose che vengono nascoste. Una sorta di illegittimità legalizzata… un po’ come darsi a rapporti sessuali orgiastici restando nell’alveo rassicurante del matrimonio.

Il segreto serve solo ad impedire un eventuale confronto o scontro reale, vis-à-vis… o, ancora meglio, ad impedire (confinando il non-rappresentato – l’incivile, anonimo, anomico, anomalo annullatore e il suo terribile segreto delegittimante – negli angusti e apparentemente legali confini delle segrete-cabine elettorali o nei misteri insondaggiabili dell’astensione) che si monti una macchina o si inventi un gioco che prescinda dalle identità… che a quanto pare piace tanto ostentare e mantenere esposte ed erette.


Che cosa è il CROWDSOURCING? | ovvero Grillo e i poteri taumaturgici della Rete

Col CRAULSURSIN… costui vuole creare posti di lavoro!… Ovviamente si riferiva al CROWDSOURCING, quello per cui, per esempio, Repubblica ha pubblicato un annuncio in cui si cercano videoreporter a 5 euro lordi… anzi no… a 0 €!

Elogia il lavoro in rete, il ricco comico genovese!… il lavoro gratis o quasi… tutto a favore delle imprese ovviamente… c’è assai poco da ridere e applaudire a Lecce come altrove…

 Mi ero già espresso al riguardo:


Il mio nome è Nick | dal situazionismo al fascismo postmoderno

“Il punto è che siamo spinti costantemente a desiderare l’indesiderabile…”.

(Valerio Mele)

“Il capitalismo nella sua fase più recente – diciamo dagli anni settanta in poi -, in cui il consumo e la seduzione sembrano aver sostituito la produzione e la repressione come motore e modalità dello sviluppo, rappresenta storicamente l’unica società che promuove una massiccia infantilizzazione dei soggetti, legata a una desimbolizzazione. Ormai, tutto cospira a mantenere l’essere umano in una condizione infantile. Tutti gli ambiti della cultura, dal fumetto alla televisione, dalle tecniche di restauro delle opere antiche alla pubblicità, dai giochi video ai programmi scolastici, dallo sport di massa agli psicofarmaci, da Second life fino alle esposizioni attuali nei musei contribuisce a creare un consumatore docile e narcisista che vede nel mondo intero una sua estensione, governabile con un mouseclick”.

(Anselm Jappe, “Il gatto, il topo, la cultura, l’economia“)

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L’epopea e la costruzione dell’individuo

Nello stesso articolo che cito in esergo (di A. Jappe, autore tra gli altri dello spettacolare “Manifesto contro il lavoro“) si metteva in evidenza la logica onnipervasiva del mercato… L’equiparazione di tutto (oggetti e persone) di fronte alla domanda: “Quanto vale?”… Qualcosa che va ben oltre la mercificazione del mondo… che si insinua negli individui, nelle loro componenti biologiche… ne anticipa e suggerisce linguaggi, desideri e psicopatologie…  ne fabbrica le illusioni… Da un certo momento in poi della storia del capitalismo si è smesso di essere degli individui separati dalla macchina, dal sistema che che ci ospita. L’individuo, che gli anarchici dell’Ottocento e Nietzsche salutavano come ciò che avrebbe scardinato i poteri e le metafisiche del mondo precedente, illuminista e romantico, si vende banalmente negli scaffali (o si scarica con e-Mule) sotto forma di Jim Morrison, MadMax, per esempio… icone senza Legge dell’autodistruzione e della distruzione, in versione psichedelica, e post-atomica… entrambe consumabili dagli pseudo-“alternativi” con sommo piacere (perfino gratuito, o quasi).
Ovviamente, da (in)dividualista convinto prendo le distanze dalla sussunzione dell’individualismo nella sua forma capitalistica e spettacolare… Si tratta evidentemente del solito sistema già ben evidenziato da Raffaele Ventura nel suo post sull’industria culturale, ove raccontava di come il “centro segreto” del sistema fosse proprio nella sua negazione, nell’antagonismo più apparentemente irriducibile. Esso si nutre della sovversione, del terrorismo per auto-perpetuarsi. E io aggiungerei che la figura del Ribelle è quello che ha soppiantato, neutralizzandole, tutte le tendenze pericolosamente libertarie e anti-capitaliste dell’individualismo “vecchia maniera” (cui preferisco la mia ipotesi dividualista o munista…). “Il Ribelle” (titolo tra l’altro di una rivista, a mio avviso, di estrema destra, diretta da Massimo Fini, che, per esempio, piace tanto anche a Marco Travaglio) è dunque questo super-individuo, l’Eroe mille volte celebrato dai film americani… parodia di se stesso… Violento e duro. Cool… che noi tradurremmo, mascolinizzando gli attributi femminili, “figo”.
Di esempi di tale Eroe di plastica, osceno, imbecille, violento e impenetrabile, ne abbiamo a bizzeffe: da John Wayne a Batman, da Marlon Brando a Jim Morrison, appunto… fino a Johnny Rotten e Mel Gibson.

Insomma l’individuo ai tempi del tardo capitalismo è fabbricato ad imitazione dei modelli antagonisti, ma con un occhio al mercato… E’ il mercato. E’ la spietatezza, l’individuo inteso come “cittadino” o “imprenditore” o “consumatore”. Espulso dalla politica. Deiettato, defecato dalla macchina. Un individuo che sembra poter fare a meno dello Stato, della Legge, di ciò che è “pubblico”… un Privato assolutizzato. Dovremmo pensare alla “privatizzazione” anche come un processo di fabbricazione di un modello di individuo… che ormai ha invaso tutti gli strati della società. Il cittadino impolitico, quello al di là delle ideologie e delle idee, quello né-di-destra-né-di-sinistra, quello che non pensa più, totalmente invaso e dipendente dalle merci, divenuto egli stesso felicemente una merce… animato da fantasie paranoidi, irresponsabilità, disprezzo per la vita, manie di grandezza vuote quanto il suo narcisismo forzato.

Dalle strategie “situazioniste” ai “social network”

La penultima versione di questo Pericoloso Deficiente è il “multiple name” situazionista per eccellenza… “Luther Blisset“, il nome collettivo pensato come strategia rivoluzionaria contro l’identità e la rappresentatività del nome proprio, che ben presto sarebbe stata imitata da forze reazionarie, come si intuisce da questa citazione profetica

“La necessità è quella di infettare tutti i networks a cui sia possibile accedere, introducendo nell’immaginario collettivo codici e pratiche destabilizzanti (come false religioni, pseudoculti, parascienze ed antifilosofie) e voci incontrollabili, così da provocare un gioioso malcontento, rivolta e guerra di classe. Luther Blissett emergerà come una sorta di ‘grande vecchio’ al centro di tutti i teoremi, i complotti, le cospirazioni e le leggende urbane”.

Io vi leggo una notevole somiglianza con le strategie di depistaggio dei servizi segreti, dei poteri mafiosi e occulti che costituiscono l’impalcatura del potere ufficiale in Italia… come altrove (il “grande vecchio” è più che altro un “Gran Maestro”, in questo caso). La confusione ideologica seminata a bella posta, ad imitazione (incredibilmente!) delle istanze rivoluzionarie… Zeitgeist, Matrix, Fight club… sono i film che maggiormente interpretano questa tendenza e che agiscono come  i “lacrimogeni” in una sommossa… sono cortine fumogene che occultano il conflitto. Fumo negli occhi. “Effetti speciali”… senza cause reali. La Realtà evocata da pseudo-demistificazioni viene dissolta in una nube di “memi”… leggende metropolitane, falsità, complotti, che non hanno nulla a che vedere con il “sabotaggio” (ma molto più con la mistificazione e il depistaggio, con l’amigdala che martella l’ipotalamo e che fa prevalere un meme su un altro, su basi per lo più emotive e umorali – più forti dell’erotismo anni ’70 a quanto pare…). E, soprattutto, il “nome collettivo” (il “con-dividuo”) è stato rimpiazzato da un oggetto più godibile: il “nick name”… l’anonimato (dietro uno pseudonimo) che tanto fa orgasmare e sbavare chiunque si trovi in quella condizione di sospensione senza nome della Legge… che trasforma tutti in narcisi che smaniano per la loro gloria mediatica, per un loro riconoscimento fantasmatico, da mania di grandezza, in piccoli replicanti esaltati del ruolo di leader, con tutti i corollari tragici, sado-masochisti e sacrificali che accompagnano il culto della personalità e la sovranità… (il tutto consumato nell’anonimato squallido della propria casa, della propria cella… – istigati a delinquere e godere e, nel contempo, spiati segretamente e discretamente dal Grande Altro digitale).

Dunque cosa è il fascismo contemporaneo?… nell’epoca in cui la Sinistra (anch’essa, in questo, “fascista”) è concorde nel lasciar morire le ideologie, supportando le menate “post-moderne”?

Non è più il campo di concentramento, né la parata militare, né il senso dello Stato e dell’Ordine, né la Guerra, o lo sfruttamento… E’ il divertimento, farsi beffe dei ruoli istituzionali, fare “missioni di pace”, esportare la democrazia sotto forma di bombe e malattie studiate in laboratorio (seguite da ricostruzione, farmaci e missioni umanitarie), il porno, la spensieratezza, la “sicurezza”… Gli affari.

Non sono i “campi Dux“, ma la Rete… la rivoluzione mistica (dalla Provvidenza al Provider…) ed ecologica che si vorrebbe far passare per questo scempio della prassi, per  questa frammentazione infinita delle masse e delle potenziali forze (realmente) antagoniste. Rinchiuse in casa e ben individuate dall’IP e dalla infantile cacca anonima che ognuno rilascia sullo schermo sotto forma di rigurgiti di memi.

Il fascismo è Il Privato.
Che invade e fagocita la Cosa Pubblica. Che si insinua e contamina tutto. Dai cibi ai pensieri.
Il “Privato” è la nostra dittatura… Siamo privatamente “consumatori” e pubblicamente “cittadini”. In questa fase del capitalismo, lo Stato si sta dissolvendo, la repubblica, la “Cosa Pubblica” è oggetto di predazione da parte di soggetti “privati”. In un certo senso si tende a diventare tutti consumatori… e lo sono “cittadini” e “imprenditori” (fino ad esaurimento scorte, fino alla dissoluzione dello Stato e del senso dell’Economia stessa).

E’ il “privato” (anche nel senso di “ciò che è sottratto alla realtà, agli spazi condivisibili”)… la sussunzione dell’anarchismo in una forma di “comunitarismo virtuale,” con regole di marketing incorporate, mentre si consuma la gloria del Provider ognuno nella sua cella: i “social network”, l’illusione della democrazia diretta e partecipativa in un contesto palese di democrazia totalitaria… Questo finché ancora vi sarà una Cosa Pubblica… Ciò cui si va incontro è, più propriamente, l’anarchismo liberista compiuto, ovvero, la distruzione delle risorse (anche umane), il conflitto generalizzato… Ma non sarà cruento… Sarà una lenta agonia. Una lenta estinzione. Una catastrofe a rallentatore.

Nel frattempo, occorrerebbe riconoscere il fascismo risorgente ovunque esso si mostri, per poterlo combattere secondo una strategia nuova…

Travaglio, Grillo e Di Pietro, per esempio, sono (i futuri) fascisti. [*]
Come lo è Obama oggi in America.
E come lo è questo orrore di governo che abbiamo in Italia.

Ricapitolando. Il fascismo post-moderno:

  • è il consumismo (selvaggio o sostenibile)… Crapulonia.
  • è la Democrazia Totalitaria (che si dissolverà in anarchismo liberista… macchiato d’ecologia) e la cleptocrazia
  • è la retorica del Ribelle, dell’individualismo borghese, del fuori-legge
  • è la pubblicizzazione della “decrescita felice” come prodotto alternativo, invece che come spinta “arcaizzante”, barbara, feudale del capitalismo morente
  • è il comunitarismo virtuale dei “social network”
  • è il monopolio informatico
  • è la Privatizzazione del Globo
  • è il non essere né di destra, né di sinistra
  • è auspicare la “fine delle ideologie”
  • è il depistaggio (che non è “il sabotaggio”…), la cortina fumogena, lo stragismo psichico
  • è il complottismo
  • è la Geopolitica (e lo sdoganamento delle immondizie filosofiche di Ernst Jünger e Carl Schmitt, presentate come concetti neutrali)
  • è (per esempio) la geofilosofia di Caterina Resta, il Movimento Zero di Massimo Fini
  • è il Nick Name (l’infantilismo – pseudo-terrorista – dell’anonimato… stile “tanto-mamma-non-mi-vede”… l’irresponsabilità eletta a regola…)
  • è l’affermazione di un’Identità contro le altre
  • è l'”esercito del Bene”, la Verità e la “cultura della Vita”
  • è la “sicurezza” e il “bene comune”
  • è la politica censitaria e la “sanitarizzazione”, che porta al controllo capillare degli individui e delle loro componenti (es.: DNA, iride, polpastrelli, etc… Si pensi anche alla “metafora” della tessera sanitaria unita al codice fiscale qui in Italia)
  • è il bipolarismo, la simulazione dell’alternanza delle ideologie che garantisce a lungo la permanenza sostanziale di una stessa oligarchia economica.

(Questo elenco si amplierà man mano… Seguono degli appunti per una prassi possibile).

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Occorre dunque (in questa fase di superamento capitalista della forma Stato, in questa occasione storica che dovrebbe spronare a mettere in atto vecchi e nuovi progetti ed esperimenti):

  • ripoliticizzare pensieri, scelte e gesti quotidiani (riorientando anche i condizionamenti più radicati, le abitudini)
  • ridefinire e marcare i confini netti di ideologie che non sono affatto scomparse (si sono semmai disperse nei frammenti e nelle germinazioni dell’immaginario, diffondendosi “viralmente”, secondo logiche “memetiche”, pre-simboliche)
  • progettare forme inedite di comunicazione informatica sfruttando le strutture esistenti (o creandone di nuove)
  • decontaminarsi dall’inquinamento delle informazioni e delle ideologie (dopo averne recuperato ed individuato le finalità strategiche e le “genealogie”)
  • studiare (parallelamente a strategie più “razionali”, alla costruzione di teorie, interpretazioni e ideologie) tecniche di sabotaggio psichico (nell’attuale guerra psichica o di memi), volte ad orientare le prese di posizione individuali nel senso dell’ideologia e della prassi (agendo dunque simultaneamente, – in termini psicanalitici – sia su un piano immaginario che simbolico… In termini psicanalogici, aprendo uno spazio embolico nel sistema dei segni e delle immagini)
  • progettare un’alternartiva anti-capitalista, non arcaizzante o regressiva (anti-tecnologica e pre-industriale), né autoritaria. All’insegna della responsabilità (in)dividuale e del rispetto
  • ricostruire una dimensione pubblica e un fronte di lotta agli interessi privati (a partire dalla spinta centrifuga della decentralizzazione… dell’autonomizzazione energetica… e della diffusione di un sapere politecnico)
  • invertire i processi di “privatizzazione” con la “riappropriazione collettiva”. Libera traversata dei paesaggi urbani. Riappropriazione degli spazi pubblici (come dei “servizi”, delle tecnologie e dei saperi).
  • Porre fine al feticismo del denaro e del lavoro (di matrice capitalista o meno). Creare nuove forme di scambio, valorizzazione e apprezzamento che tendano a rendere superflua qualsiasi mediazione centralizzata, organismo amministrativo preposto, divisione del lavoro…
  • ecc… ecc…

[*] Danno voce a tentativi di imbellettare di “verde” il Capitale Totalitario… o alle nostalgie di un Terrore giacobino inattuale quanto impossibile (visto che i “cittadini” si sono via via trasformati in consumatori dipendenti….).


PsicoGrillo

Un esempio dell'identità plurale di Grillo...

All’indomani del probabile successo (ma è successo davvero?) di pubblico e di raccolta firme che hanno avuto Beppe e i suoi amici, sento come un dovere di riflettere… Provo attrazione e repulsione per quanto lui sta mettendo in piedi. Come potrebbe essere per un concerto punk con sputi sul pubblico. Probabilmente Grillo è un situazionista, ma non credo che ci siano molti che possano capire cosa intendo… Così forse è meglio invitare a riflettere e basta. E riferire le mie sensazioni.

Nel vedere la diretta da una televisione via internet ho pensato di trovarmi di fronte al successo di un nuovo media, alla sua consacrazione via rete, ad un test riuscito… Sì può fare una auto-televisione… Nessun professionista, tutti professionisti. Noi siamo la televisione.

“Voi siete Beppe Grillo”… Dice lui.

(Secondo H.M. Enzensberger saremmo il nulla: “La televisione trasmette il nulla”… e secondo me anche ogni schermo).

Io, dal canto mio, sono sicuro di non essere Beppe Grillo. Io di sicuro non sono un nome collettivo, un Luther Blisset… Non credo possa avere un senso alcuno divenire Robespierre, Churchill, Pancho Villa, Gandhi, Lenin, Che Guevara, Luther King o Indro Montanelli!!! Non sono queste le mutazioni che mi interessano, ma riconosco che fanno ridere e sono contentissimo di aver sentito Grillo strillare il suo proclama al V2-day, la sua intenzione primaria, che è quella di voler prendere per il culo! Una grande presa in giro, insomma. Non lo smascheramento della verità. Non c’è nulla da smascherare quando tutto è solo maschera. E’ tutto finzione… Come si fa a smascherare un “ologramma”(come Grillo chiama Berlusconi)?… Che senso ha riempire una piazza di moltitudini-sabbia sapendo già che tutto verrà insabbiato?

Penso che Grillo sia, ahimè, funzionale al sistema che contesta. Che la politica abbia bisogno dell’anti-politica come la materia dell’anti-materia… Fare nomi e cognomi dei corrotti è sicuramente una prova di coraggio encomiabile, puntare il dito come un tribuno della plebe contro la “casta” è persino facile… Ma come mai “dobbiamo” indignarci solo ora? Come mai non ci si è indignati per le stragi di stato, per i progetti sovversivi di Gladio… o, andando indietro nel tempo di 200o anni, per la falsificazione colossale della verità storica, da parte di un manipolo di futuri cristiani, dei Vangeli? Perché porre la questione della Giustizia solo con Berlusconi e farci sbeffeggiare all’estero parlando male dell’Italia, proprio magari alle orecchie di quelle banche straniere che hanno finanziato il nostro insanabile prestito? Perché peggiorare le cose? Grillo serve involontariamente (o no?) anche a indebitare ulteriormente l’Italia. La stessa cosa del resto fanno i politici italiani… Dunque? Che fare?

Dal momento in cui è sorta l’idea della Democrazia è nata la Corruzione. Secondo Mandeville, ogni buona Democrazia si fonda sulla Corruzione. E secondo me la Democrazia, nata dai “borghesi” e dai “cittadini” è il più subdolo e sordido dei sistemi. Se aggiungiamo la variante “capitalistica” diventa anche il più crudele. Quella che uccide le anime, le corrompe dall’interno. Non cambia niente se non cambiamo noi. Se non mutiamo. Pensate con la vostra testa, non con quella di Grillo. Lo schermo, ogni schermo, trasmette e comunica il Vuoto.

Davanti al V2-day si può solo fare meditazione tibetana. Non si può sperare che qualcosa cambi. Noi non esistiamo più. Non siamo famiglie, giovani, consumatori, gente… e neanche cittadini. Dobbiamo sparire. Questo è quello che desidera segretamente l’attuale potere… che per la prima volta è d’accordo con il suo più acerrimo nemico: la Natura. Sì sa, prima o poi tutto muore e tutti muoiono. La legge della Natura si fa Stato. I partiti mutano come il corpo su cui mettere la faccia di Grillo. Per la prima volta non si attuano strategie conservative… si vive in una continua emergenza… COME DETESTO VIVERE NELL’EMERGENZA CONTINUA. Questo serve a giustificare ai nostri occhi manovre inaccettabili, rinunce alla libertà, indebitamenti ulteriori. NON C’E’ EMERGENZA ALCUNA. Prima o poi è naturale morire. L’emergenza accelera solo la catastrofe che tutti sognamo (segretamente). Cristiani compresi, con la loro bellissima Apocalisse. Io non mi compiaccio dei discorsi osceni di Grillo. Osceni quanto il “potere” (che non risiede nelle mani di uno solo ma viene travasato in chi lo sostiene, come afferma Baudrillard ne “Le strategie fatali”… Chi esercita il potere sa di dover “sparire” nelle masse che lo seguono). Non mi compiaccio di migliaia di persone che sperano di esistere in qualche modo, magari attraverso gli amplificatori di piazza S. Carlo a Torino.

Noi siamo un enigma di carne. Noi muteremo. Ognuno di noi, ogni sua molecola, ogni suo atomo, esiste senza Essere.

Il nostro compito è di allontanare gli spiriti maligni, i ciuccia-energie, i rompiscatole… Il nostro compito è seguire la Natura, non Beppe Grillo o chiunque altro. Fare pulizia. Vivere liberi, mutare. Facendo attenzione a non cadere nelle trappole psichiche dei vari “disagi mentali” (o mental deseases che dir si voglia). Abbandonate la logica, imparate il linguaggio dei sogni… guardate come angeli. Scarterete l’oscurità di Questo Mondo in un istante. Allontanerete i “loschi figuri” dalle vostre vite. E avrete il potere di cambiare “magicamente” il mondo.

Analogia contro la Logica!

Smontate il palco.

La prossima volta (“un tempo, due tempi e la metà di un tempo”, dice l’Apocalisse) parleremo di Rivoluzione. O Rivelazione?