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Il capitale in orbita

(Ecco un’immagine emblematica del “capitale in orbita” di cui parlava Baudrillard… “Per 159 giorni un esemplare test della moneta globale UFWC, United Future World Currency, coniata dalla Zecca italiana dello Stato è diventato virtualmente una ‘valuta spaziale’)

Unificare e omologare le diversità sotto un unico standard monetario. Non si è ancora capito che il monetarismo e l’economia finanziaria sono un trucco per impedire la fine prematura del capitalismo in crisi mortale. Una moneta unica globale sarebbe la fine dei giochi delle nazioni, delle identità e delle divise e l’impossibilità di sopravvivere per miliardi di persone.

Avverrebbe come sta accadendo nell’area euro… Asticelle piazzate sempre più in alto… Regioni sempre più ricche, aree sempre più depresse… Centralizzare non porta a redistribuire. Non può esistere un valore “sociale” della moneta finché permane il capitalismo (…o il marxismo… o qualsiasi ideologia produttivista… monoteista, identitaria e fallocentrica… con le sue brave lotte di classe, di clan, di gang… o territoriali, coloniali… o, andando indietro nel tempo o in periferia, tra orde barbare, primitive o nomadiche). Il debito pubblico globale, senza il gioco degli scambi o della profittabilità delle aree depresse, si trasformerebbe in schiavitù ed in deserto che cresce… in campo di concentramento globale sorvegliato da telecamere e sentinelle, in politica securitaria costantemente impegnata a ricacciare indietro, se non eliminare, le masse che non accedono al credito… perché così, ancora di più, detterebbe legge chi ha in mano la decisione sui tassi di interesse, chi suggerisce il giudizio tecnico delle agenzie di rating (pressato dagli shortsellers, dai possessori di hedge fund… dai capitalisti contemporanei dei paradisi fiscali).

Il punto è che non si è ancora capito cosa sia questo prodotto cognitivo, culturale, che chiamiamo “moneta” (macro-economicamente l’addebito pubblico per il profitto privato, micro-economicamente l’equivalente molecolare dell’interesse finanziario, il modello del desiderio del più povero come del più ricco… non più solo “l’equivalente generale delle merci” di marxistica memoria che occulta in una forma astratta la violenza dei rapporti di produzione). La Moneta è il dominio reale pienamente dispiegato, quello che determina bisogni e desideri, li spinge, li sollecita, spreme liquido seminale, istanze rivoluzionarie, crisi, migrazioni, guerre… è il dio monoteista pienamente secolarizzato. La differenza è che invece di pregare si stupra… Anche e soprattutto la nostra idea di amore è diventata uno stupro… la disciplina sentimentale delle donne, dei loro corpi, dei loro orgasmi… le riviste femminili, la cosmesi, i porno con le unghie laccate… la virtualizzazione dell’amicizia, del sesso… sono il riflesso di quella “moneta in orbita” che trasforma tutto in immagine senza corpo, de-siderale, in simbolo ad uso di un Terzo sempre più interiorizzato, ma che non siamo noi… Non sentite anche voi questo insistente tintinnare di monete, questa anima metallica, tra i vostri pensieri?

Io ormai chiudo gli occhi di fronte alle immagini. Quando mi guardo allo specchio, cerco di non vedermi. Né mi interessa guardare l’immagine d’altri.
Quanto all’ immagine del profilo, non sono io… è la mia moneta.


Dei movimenti sussuntori e delle tre esche del Capitale

Promuovo a post dei miei commenti piuttosto verbosi in cui ragiono a ruota libera a partire da un falso (a mio parere) volantino anarchico…

Questa finta FAI che scrive come gli americani e la Polizia: Operazione “Eat the rich”… come: “Operation Thunderstorm”. Il lessico anarchico è davvero scopiazzato male in questo volantinoE poi dopo il falso conclamato di novembre giunto alla redazione genovese del “Giornale”!… Ora arriva un volantino-tarocco alla redazione milanese di “Libero”!… Ma dai!  

Dispotismo/anarchia… Se la prendono con il lato oscuro del dispotismo, la sua antitesi dialettica… l’anarchia. Chissà perché… Come se in giro vi fosse un tiranno… L’altra dialettica nota è quella di liberalismo/comunismo… ma non mette in discussione più di tanto gli apparati al punto da giustificare una reazione violenta, cieca e casuale (quel che si vuole)… Il perfetto mostro-contraltare che santifica (malgrado le intenzioni) il fantoccio sovrano (e il conseguente stato d’eccezione) da sempre è stato l’anarchia… Cui sono state aggiunte le donne che da un po’ di tempo sono in rivolta contro le più note femministe radical-chic. Si colpiscono i più isolati e quelli senza collegamenti nella galassia della cosiddetta estrema sinistra. Quelli che possono essere più facilmente scaricati da eventuali vicini di lotta.

Maggior effetto spettacolare col minor danno. “Panzoni” (come dicono certi ministri) che non vogliono sprecarsi o rischiare troppo. Cerchiamo di capirli… non ci vuole molto. In sintesi: si usano schematismi vecchi che si iniettano in un corpo sociale già morto, sapendo che non ve ne sono di nuovi e che la semplicità e il pressappochismo, specie in TV, vincono sempre (la memetica insegna). Quando si intende usare la Forza si sottolinea l’aspetto della sovranità (dispotismo/anarchia). Quando si parla di Legge invece (non si potenzia/depotenzia lo Stato, ma) ci si impantana nella proliferante dialettica liberalismo/comunismo. E il Capitale è abbastanza elastico da simulare sia la Forza che la Legge. Al di sotto di tutto ciò, la vita umana si dissolve a colpi di cartellini da timbrare, orari, inquinamenti vari, dipendenze, tempo perso, utili inutilità, ecc…

Bisognerebbe andare molto più in là, disinteressarsi a questi figuranti, screditarli in ogni modo, specie finanziariamente, e riappropriarsi della vita…

* * * * *

L’uso della Forza nelle attuali democrazie totalitarie non è dispotico o “fascista”… o meglio lo è tra virgolette, come ho scritto (anche se poi qualcuno ci rimette le penne per davvero). Nelle attuali democrazie totalitarie anche il fascismo è sussunto, è divenuto qualcos’altro, una riedizione, un’operazione di marketing dell’idea-merce che va sotto il nome di “fascismo”. Il Mostro dunque si muove a prescindere dalle Leggi e dalla Forza. E’ onnipervasivo. E’ il Capitale che ci lecca la schiena…

1) La prima esca è l’erotismo,

2) la seconda il bisogno di riconoscimento,

3) la terza… la volontà di cambiare il mondo (vi includo persino le istanze rivoluzionarie), in parte testata con programmi e giochi dai contenuti user-generated… ma ancora di là dal realizzarsi in concreto e che rimetterà in discussione tutti i rapporti di produzione, distribuzione, circolazione (…ma anche di mediazione, virtualizzazione, accelerazione, simulazione, spettacolarizzazione) e scambio che conosciamo.

Già, realizzando virtualmente un’idea di Marx, i mezzi di produzione cognitiva sono potenzialmente da tempo nelle mani di tutti (grazie alla diffusione di massa dei computer, anche se il contraltare è il tentativo di controllo su scala planetaria del flusso delle idee-merci e delle vite degli individui)… Sono convinto che l’abdicazione dello stato e di tutte le garanzie per i viventi che esso includeva nel suo patto scellerato quanto inesistente (il cosiddetto “contratto sociale”) coi cittadini, ci condurrà ad un enorme scarico di responsabilità (conseguenza di un neo-liberismo estremo) che porrà tutto nelle mani degli individui… resi però incapaci di qualunque progetto politico-economico, impoveriti materialmente e spiritualmente, da lunghi decenni di progressivo sradicamento dalla realtà ed evacuazione dal corpo macchinico della società…

Tocca dunque impegnarsi a fondo in una crescita collettiva del livello cognitivo per sottrarre al capitale le risorse immateriali, di cui ultimamente si nutre avidamente istigandone la produzione dal basso e sussumendola dall’alto. In parole povere: se ci viene data la possibilità di generare contenuti nuovi, tanto vale esagerare e far perire il sistema per corruzione barocca, farlo sprofondare nei suoi dettagli, nelle eccezioni al paradigma, nelle sue contraddizioni, negli “esperimenti locali” di là da venire…

Il capitale in orbita cadrà al suolo come una pioggia di meteoriti. Molti faranno esprimere dei desideri, qualcuno toccherà terra e sconvolgerà le forme conosciute sino ad ora.

Non ci si può ancora dibattere nell’inganno global/no-global… (vedi come anche con gli scontri dal basso viene valorizzato e sostenuto un’evento mediatico globale come i vari G8 o i vertici sul clima…).

Il futuro non è nel “globale”, ma nel dettaglio. Invece siamo costantemente distratti da un presidente nero degli USA che mercifica il cambiamento su scala planetaria, pervertendone i contenuti, spacciando la “guerra giusta” per pace, da un Chavez che si fa discutibile paladino del Socialismo mondiale, da una UE che conterebbe solo se unita politicamente (ma solo a costo di una pesante emorragia di democrazia)…

Cominciamo piuttosto a disassemblare, a costruire il corpo estraneo e a brulicare…

Zoom al microscopio elettronico di una porzione del meteorite marziano ALH84001, vecchio di circa 13.000 anni, ritrovato in Antartide nel 1984

Zoom al microscopio elettronico di una porzione del meteorite marziano ALH84001, vecchio di circa 13.000 anni, ritrovato in Antartide nel 1984. Forse vi sono tracce di un batterio fossile…