videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Articoli con tag “Cartesio

Primavera meccanica

 Oggi osservavo un campo con svariati insetti che si cominciano a riprodurre… alcune afidi proteggendosi con della schiuma appiccicata agli steli… Era tutto un ronzare e un cinguettare.
Ad un tratto mi è sembrato tutto meccanico. Come se il fiore non fosse separato dagli insetti, ma fosse un corpo unico… e così tutto il resto… e ho pensato che fosse un pensiero paranoico, mortifero… quello stesso di Cartesio (che espelleva la vita come un’estensione estranea alla Ragione)… Eppure se penso “macchina”, penso “insetto”… non c’è niente in ambito vivente che ci somigli di più…

– E’ solo un’immensa comica. Forme e creature tra le più strambe, cui ne seguiranno di ancora più strambe… un accrocco infinito, un pasticcio inestricabile… se doveva essere qualcosa, poteva essere solo così… a cazzo di cane… secondo un disegno deficiente, senza un rimedio che non sia un rattoppo… Non c’è Ragione, né Dio. Involuzione dappertutto, man mano che ci si specializza… forme nate morte, che si guastano in troppo poco tempo…

Vite con un interruttore.

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Di chi è questo culo? | Dopo il 14 dicembre…

Diario mediatico del crowdsourcing investigativo e dell’ingolfamento di ogni azione diretta a causa del proliferare incontrollabile, anestetizzante e pseudo-cartesiano (per la paranoide “chiarezza” ed “evidenza”) di immagini e video (=io vedo).

14 dicembre

Premessa: osceni servizi di Rainews sul web (“Si è oscurato il cielo da quanti sanpietrini volavano“) delegano, alle descrizioni iperboliche di due signori benestanti, la sassaiola lungo le strade di Roma in prossimità di Piazza del Popolo.

Si prevede una dura repressione… A questo punto, si potrebbe solo rispondere con uno sciopero generale subito

E vedremo i politici che hanno votato allegramente per massacrare gli afghani e spendere 17 miliardi per i cacciabombardieri pontificare contro la violenza e genuflettersi davanti a Gesù Bambino…

15 dicembre

Cominciano a fioccare video e immagini della manifestazione insieme a primi deliri interpretativi su frame che inquadrano scene surreali e passibili di molte interpretazioni… La prima tesi, quella degli infiltrati, è la più ricorrente, ma anche la più smentita… Una foto in particolare segna il successo mediatico dello sfigatissimo “ragazzo con la pala” (che sarà poi l’unico a beccarsi i domiciliari, per aver preso manette e bastone ad un finanziere ed essere rimasto più di una volta staticamente in piedi come un manichino della upim…). Ma da un video vengo colpito in particolare… sono i blindati che irrompono, con tanta voglia di investire i ragazzi, in Piazza del Popolo, svuotando la piazza e infierendo sui manifestanti isolati.

Queste sembrano le cariche dei basiji iraniani… Si potrebbe cantare, laconicamente: “Via, via la democrazia”…

La violenza peggiore non è tanto quella di infiltrati vigliacchi e manganellatori, ma quella che compiono tutti, “in tempo di pace”, con gesti quotidiani, apparentemente innocui, come usare un bancomat, timbrare un cartellino, pagare alla cassa, bersi il caffè alla mattina, fare benzina, etc… E’ proprio la società che fa schifo, non solo chi comanda.

Foucault diceva che “bisogna difendere la società”… io direi che bisogna disfarla e reinventarsi la realtà… a cominciare dai fondamentali: il lavoro, il denaro, le merci… Ma la maggioranza, di fronte al lavoro dell’immaginario inebetisce… l’immaginario è compromesso da anni di stupro cartaceo, catodico e a cristalli liquidi… Sembrano perdersi… “E ora? Che si fa senza lavoro, denaro, playstation?”.

Ora come ora, non c’è rifugio per i manganellati, i disoccupati, gli emarginati…

Bisogna abbandonare la rappresentazione della realtà. Passare alla realtà, quella irrappresentabile e irriproducibile. Rompere l’ordine dello spettacolo.

Prevale, nel frattempo, il ritornello “infiltrato sì, infiltrato no”.

Con ‘sta caccia collettiva alla Sherlock Holmes ci si infila nel tunnel della dipendenza da fiction (tipo CSI)… Così trionfa solo lo Spettacolo…

Io personalmente non voglio né “chiarezza”, né “evidenza”… quella la cerca solo Cartesio, i magistrati e la polizia (“the body of evidence”)…

Giungono anche le immagini incendiarie dello sciopero greco (che sembra abbiano vietato ai minori, MIODDIO!):

(immagini non più disponibili con il Ministro dei Trasporti greco sanguinante per via di qualche schiaffone)

E comunque chi non sogna che ci sia qualcun altro al posto di quel ministro greco?… Il problema è anche il pericolo del microfascismo spettacolare (modello “V per vendetta”, “Fight club”… il mito dell’eroe ribelle, contro l’ordine costituito… solo in apparenza… quello che serve a giustificare lo schmidtiano “stato di eccezione”, il trionfo dell’identità, della rappresentazione, che evoca e provoca la violenza del “potere reale”).
La violenza o è partecipata in modo massivo ed efficace (e, si spera sempre il più possibile, solo accennata a scopo dissuasivo o dimostrativo) o è l’effetto mimetico di un voyeurismo malato… quello che vuole vedere il sangue, il linciaggio, la ghigliottina, ecc… Io mi accontenterei della messa in scena di una defenestrazione come quella della seconda defenestrazione di Praga

16 dicembre

Che rottura sto tam tam inutile: infiltrati sì, infiltrati no… Ormai l’Italia è un paese dove ci si attacca alle cazzate… per non vedere la catastrofe che avanza…

Avendo finito i fondi a loro disposizione, le forze dell’ordine e la digos propongono un’esternalizzazione delle indagini e si appellano al crowdsourcing per individuare uno per uno tutti i manifestanti del 14… Il contest è aperto.

‎”Non ci rappresenta nessuno”, dicono… E’ lo Spettacolo che deve saltare… Mai come oggi la televisione sembra di cartapesta…

La sera due studenti fronteggiano un ministro ex manganellatore fascista nell’immonda trasmissione di Santoro. Francamente avrebbero fatto meglio a non andarci… Non si può dar credito a simili teatrini e pagliacciate…

LA “COPROFILIA” DI SANTORO. Non capisco come si possa pensare di andare a parlare ad Annozero con il fetore di tutta quella merda seduta nell’arena che sale verso il pubblico…

Per non parlare di Dario Vergassola, a “Parla con me”, che metterebbe i preservativi in testa ai “black bloc” (che nessuno pare abbia avvistato)… Basta anche col dandinismo e la TV satirica, con l’ironia saccente del cazzo… Non so cosa puzzi più di merda…

17 dicembre

I due che hanno parlato da Santoro ieri erano una realtà fuori contesto, inghiottita da una forma di spettacolarizzazione che esalta l‘x-factor, il protagonismo (che ucciderebbe qualsiasi massa resistente… la forza di ogni movimento sta nel non avere rappresentanza, identità…)… Per me è importante che si sfasci la fiction (Annozero più che inclusa), il lavoro dei media… E per quanto riguarda lo specifico della piazza, non si può andare a menare la polizia col 60% di ragazzi che pensano a fotografare e riprendere l’evento mediatico, il blindato in fiamme tra i bastioni di Orione, come turisti giapponesi… è stato tutto un crowdsourcing a favore della digos… La logica dello Spettacolo resta il principale ostacolo a qualsiasi cambiamento di programma…

E poi gli universitari hanno perso la battaglia e quella del 14 è stata una reazione rabbiosa ad una fine. Punto. Accapo.

Nel teatrino stantio di Santoro c’era la riedizione di quello che ho visto nell’86 (ai tempi della Pantera: i Sinistri, il Ciellino, il Fascista) + la variante oscena e paternalista di Di Pietro che ha colto la palla al balzo (“Queste cose succedono perché non li ascoltiamo”)… Per non parlare delle pretese di Santoro che cercava la “nuova classe dirigente” tra due universitari presi a caso… Invitando il ragazzo a stringere: “Non siamo ad un assemblea”… Appunto… è molto peggio… è la grancassa e la legittimazione di una rappresentanza impossibile (quella dei movimenti) o oscena (quella dei ministri e deputati).
La fame che verrà non si potrà vendere… né spettacolarizzare… Non si fanno soldi questa volta… Non è come nel ’68 o nel ’77…

18 dicembre

Sembrano tutti presi da una pur comprensibile smania di rispondere a Saviano, lo scrittore con la scorta, che stigmatizza e schernisce gli studenti, piagnucolanti una volta catturati, e che continua con altre cazzate simili con un tono a metà tra un improbabile uomo di mondo e un santone untuoso… Come se fosse importante, come se solo lui chiedesse l’abiura della violenza a dei ragazzi incazzati neri per la violenza gerontocratica perpetrata contro le loro vite… Si aggiunge anche lo stigma del popolo viola, che ha proditoriamente abbandonato la piazza ai primi tafferugli…

Tra CONIGLIONI LEGALITARI-GIUSTIZIALISTI (i viola e Saviano)… e la rugginosa ricerca LENINISTA-salottiera-santoriana del CAPO carismatico bolscevico con l’x-factor per organizzare la rivolta, il movimento (per eccesso di autoesaltazione e protagonismo digitale anche nella battaglia PERSA sul campo) si squaquaracchia… Toccherà aspettare ancora (non molto spero), resistere alla macchina tritacarne della crisi nera, per scrollarsi di dosso le solite canaglie ammazza-libertà…

L’evento rivoltoso s’è ingolfato di foto e video… rallentato all’infinito, annullato dalla sua replica e ri-presa… Ormai è caccia all’uomo generalizzata, digos collettiva, da una parte e dall’altra!… Il punto cruciale è per me: come evitare che un evento diventi “simbolico”, sfugga alle narrazioni (tanto care a Vendola e a certi intellettuali spocchiosi stile Nuova Epica)… Qui non è come ce la si racconta che conta… O un’azione è efficace o SI DEVE AVERE IL CORAGGIO DI AMMETTERE DI AVER PERSO… PER RITENTARE IN TUTTI I MODI, giusti, sbagliati e senza rappresentazione (meno che mai mediatica) fino alla capitolazione, fino alla destituzione, all’abdicazione, alla defenestrazione… o quel che sia.
BASTA CON LE “RIFORME LIBERALI” sulla cotenna delle persone, mortacci loro e del MONETARISMO NEOLIBERISTA…

E comunque non si va da nessuna parte (o meglio si imbocca una strada precisa) se non si costruisce un luogo de-territorializzato di relazioni (che non può essere la “rete”, visto che è anche rete della delazione… della ricerca incrociata del colpevole!), capace di materializzarsi in qualsiasi momento e luogo… Non ci si può arroccare solo in un presidio-fortino come può essere un’università occupata o un centro sociale… L’esito è scontato: arrivano i “concittadini armati”, in divisa e non (quelli che si chiamano, con ottimismo illuminista, “forze dell’ordine”) e sgomberano… Finita la festa.
Occorrerebbe costruire nuovi “software”, nuovi linguaggi, nuovi strumenti di produzione, mutuo soccorso, distribuzione, scambio… Ecco perché secondo me è già finita in partenza.


20 dicembre

E ora si vedrà come evolve la situazione. Per ora i fascisti al potere invocano leggi speciali, come ai tempi di Kossiga… e vorrebbero blindare il Senato per la votazione del 22 dicembre. Vecchietti, zombie in emiciclo… Intanto vampiri di molte specie si attaccano ai nuovi virgulti, sperando che portino nuova linfa ad un sistema che tenta di incorporare, neutralizzare, rottamare e riciclare tutto, anche il suo contrario, ma che è in avanzato stato di decomposizione. Saponificato, come i corpi della cronaca nera usati dai giornalisti-insetti. Sospinto da una confindustria e da una governance finanziaria sempre tanto innamorata degli USA e sempre più arrembante contro la vita delle singole persone, divenuta inutile per il Mercato…


Eremiti metropolitani

Antonin Artaud ne "La passione di Giovanna d'Arco" di Dreyer

“Sì, ecco ora il solo uso cui possa servire il linguaggio, uno strumento di follia, di eliminazione del pensiero, di rottura, il dedalo delle derisioni e non un Dizionario dove certi pedanti canalizzano i loro restringimenti spirituali”.

(Antonin Artaud, “A table”)

Gli spazi tra le maglie si restringono ogni giorno di più. Siamo al parossismo della paranoia di stato. Ma cos’è “stato”?… Il participio passato del verbo essere, del verbo stare o di statuere? E’ il sogno folle di un “soggetto universale”… Un passato che… participia, “prende una parte”, si abbarbica, si mette alle nostre calcagna e non ci vuole più lasciare… Il Matto dei tarocchi (figura del "cittadino" contemporaneo) con la lince del Padrone (privato... anche del "fallo" di stato, stabilizzatore, che ormai non c'è più - lo si deduce dall'obelisco spezzato sullo sfondo) alle calcagnaIn cambio di che? servizi?… sempre meno… la loro gestione è per lo più in mano a privati (acqua compresa). Che si ricordano di noi solo per farcela pagare (la bolletta). Centrali d’energia e risorse, nelle mani di estorsori. Ti tengono saldamente stretto per il primo chakra!… Se dovessi decidere di isolarti, le bollette sarebbero l’unico contatto con il mondo: ti vogliono bene e si ricordano sempre e comunque di te… E lo stato? Tasse, multe, manganelli, prigione, armi, truffe, stragi, crimini… e ARCHIVIO. Catalogo delle merci che siamo. Merci masturbate con ogni mezzo, compreso questo, la Rete. Sani, belli, positivi, coccolati, tantrizzati, con scuola di danza e corsi di pittura, bricolage e circoli culturali.

BASTA PRODURRE SENSO!

E’ l’unica forma di contrattacco possibile, per noi “eremiti metropolitani“… natura inafferabile nelle maglie larghe di una cultura bucata, di un tessuto sociale lacerato. Occorre: prendere una spada ben affilata, rispolverare il senso reale dell’espressione “complesso di castrazione” e cominciare a tagliare e trinciare cultura e detersivi, condizioni e condizionamenti, pattume e pezzi di ricambio, telegiornali e bomboniere, segnare il proprio confine intorno a sè ogni volta… a fil di spada! Di qui non si passa: qui si smonta e si rimonta, qui è il regno del riassemblaggio, qui finisce la catena di montaggio… non c’è una cosa uguale all’altra. L’arte! l’artefatto! l’invenzione!

Teseo il "flessibile" viaggia a ritroso nel futuro.Macché! La vita, i ruggiti, i fulmini, la lava! La singolarità… non l’unità. I vortici… non l’Uno.

Io sono un (sog)getto singolare.

E ditelo a chi incarna lo stato: il vigile urbano, il tabaccaio, la televisione, la patria potestà e tutti quelli che ti ricordano della salma che “sarai stato” (detesto il futuro anteriore)… Saremo così ambigui da non essere più distinguibili e definibili, così reversibili da far slogare le categorie di Aristotele, gli assi di Cartesio e il codice binario 0-1 di Leibniz (quello che muove questi processori di nulla nel silicio)!… Saremo così REALI da non essere più SOGGETTI.

REALTA’! REALTA’! REALTA’!

Alcuni intellettuali mormorano nel sonno che l’individualismo, l’atomizzazione e la frantumazione sociale sono il riflesso dell’immaginario delle economie liberali. Dove credono di essere? Ancora a blaterare di comunità, contratto sociale e “buon selvaggio”? Non sono forse anche loro reclusi e schermati? A recitare all’infinito la tragica farsa del “soggetto universale”, come se esistesse: normative, diritti, legge, valute, simboli, bene comune… ESSENZE!!! CRISTIANESIMO! Ma basta!

Imparate a smontare il soggetto che siete e inventate una nuova lingua. Seguendo sempre il filo. Non perdendolo mai di vista. Lasciate parlare la pianta che è in voi. Come si ammazza quella bestia cornuta al centro del Labirinto se non spezzettando tutto, rimontando e spezzettando ancora? Impareremo a leggere dalle figure che verranno fuori. Come per i fumetti quando si è troppo piccoli. Riconosceremo al volo tutte le genealogie… Anche le più oscure e nascoste. Mascherine.

“Non abbiate paura”.

Decondizionatevi! Imbrogliate più che potete, depistate, predite, mentite, dite la verità, seminate emblemi… e risate… Siate tattici.

L’importante è non perdere il filo… (di Arianna… e della lama).


Insomma, a differenza del pensiero “catalogico” (che nutre la passione per i cataloghi), la psicanalogica prevede l’impiego di figure più che ideologie, dell’immaginario più che del simbolico (per usare il linguaggio di Lacan). Dunque non arretra di fronte al “ricondizionamento” e al ruolo tattico dell’inganno consapevole. Ci si racconta una bugia e la si porta alle estreme conseguenze, deducendone le possibili figurazioni. Il metodo è: prassi-teoria-prassi-teoria-prassi-ecc… (Ecco cosa è la Rivoluzione. Ciò che non è “stato”. Ciò che viene. L’a-venire. L’orbita. Le stagioni. Le estinzioni. Le mutazioni…).

Il “potere” (l’istanza definita dalla spada di Damocle, che castra random) cerca di appropriarsi dell’inappropriabile. Nessuna singolarità sarà mai annullata dalle statistiche e  dagli “user generated contents”. Ci provano a farci fare le cavie del loro laboratorio. Non lo siamo. E’ il “potere” (il sopruso potenziale e imminente) ad essere un cattivo esperimento della natura. Un nostro esperimento. La spada deve stare nelle nostre mani, non sulla nostra testa!

(Il “soggetto universale” e lo “stato” sono invenzioni umane destinate a passare. Istanze paranoidi da spuntare. Zac).


Nel commento n°3 al post “Il regno contraffatto” di Eschaton, una mia riflessione sul potere come “finzione tattica”, arbitrio, censura e contromisura d'”emergenza”.