videomaker, fotografo, musicista e sound-designer

Articoli con tag “catastrofe reale

Barriere coralline

Non abbiamo bisogno di istruzione, educazione, scolarizzazione, colonizzazione, alfabetizzazione, ammaestramenti, ordini, ammonimenti, controlli, quanto di capire, intuire, sapere, annusare, ascoltare… Il disCRImine tra i due insiemi di termini è il CRInale della CRItica, che separa (in modo, ahimè, conflittuale e ambivalente) ciò che è istruzione (fondamentalmente militare o militarizzata), da ciò che può LIBerare la LIBido delle intensità inespresse (purché già complesse, regolate, modulate, giocabili, dividuali), contro il carcere sociale (totalitario, umanista, universalista, identitario, ecc…). Il crinale della critica è però effetto di conflitti magmatici, che fondono le convinzioni e le convenzioni più pietrificate, esponendole a sollecitazioni telluriche che le frantumano, sottoponendole a pressioni inimmaginabili e a influenze cosmiche del tutto invisibili per chi ha memoria troppo corta, come gli umani… che si accorgono di tutto ciò che si AGita e AGisce nell’AGone sotto i loro piedi solo quando, di tanto in tanto, erompe in eruzioni vulcaniche, che accelerano, sempre troppo poco per una vita media, il mutare del paesaggio, dell’habitat dei loro habitus… o quando dei corpi celesti, più di rado, precipitano al suolo, devastando questo mondo del tutto o quasi.
Nel breve, si può giusto contare sull’erosione e sulle nicchie, sul moltiplicarsi delle bolle invaginate in superficie o in profondità… (ma anche sulle loro trivellazioni, gallerie, sostanze inquinanti, radioattive… sulla loro idiozia e autodistruzione, sulla crescita esponenziale di “lavoro morto” e “denaro morto”, che dovrà pur avere un limite, quando farà danni tali che si dovrà auto-squalificare prima di cedere definitivamente il passo, di liberare le bolle, le nicchie della loro costruzione bacata, senza che le macerie impediscano ad altri di vivere…).

zoanthus

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“Tempus fugit – morte di uno spettatore” | un video di Valerio Mele

Dopo il folle pluriomicida alla prima dell’ultimo orribile Batman e l’ambasciatore ucciso forse da veri colpi di arma da fuoco mentre era intento a conquistare mondi alieni tramite il videogame multiplayer “Eve online” (il suo epitaffio: “FUCK – GUNFIRE”… traduzione approssimativa: “Cazzo – sparano”), forse è il caso di limitarsi a constatare il decesso simbolico degli spettatori, ormai non più in grado di opporre alcunché al flusso straripante di immagini che scherma, in modo sempre più idiota, una realtà killer
Così ho prodotto questo breve video di un minuto appunto per costatare il decesso (forse anche il mio) dello spettatore sommerso dal mainstream o dell’internettiano annegato nella navigazione virtuale.
Tecnicamente, si tratta di un cielo in croma key che rivela un timelapsing di bellissime nuvole striate con piccoli cirri precedentemente girato. Vi sono inoltre pesanti correzioni di colore e aggiustamenti del volto in primo piano con filtri compositi e colorazioni varie (ho fatto il possibile per ritoccare asperità e sovraesposizioni… le mie occhiaie, cari criticoni, sono comunque paragonabili a quelle del morto davanti allo schermo, più o meno…).


Dopo le elezioni greche non cambierà proprio un cazzo di niente…

…invece, la stampa sempre più serva, compatta, amplifica il panico degli investitori (e io non sono decisamente tra questi… probabilmente non sono neanche tra gli investiti)… Molti suscitano un’ansia insopportabile, amplificata dai primi caldi estivi, parlando di “fiato sospeso” (o esecutivo pro-euro o καταστροφή!)…

In effetti ai “mercati” che interessa se vince la sinistra in Grecia (che proprio non mi pare così estremista come la dipingono)? Si darebbero anche loro da fare perché il tritacarne, in qualche modo, continui a macinare… Di solito chi dà speranze per essere eletto, poi le toglie un po’ alla volta. Mi sono fatto l’idea che prima ci si toglie il dente meglio è… che si passi dalla crisi immaginaria alla catastrofe reale e buonanotte (magari si comincerà a pensare in massa che il capitalismo, anche con la pistola alla tempia, non funziona)… il problema in fin dei conti, al di là delle alchimie monetariste, è: che ci facciamo con tutta questa borghesia? Polpette? La “rieduchiamo”? La esportiamo laddove servono parassiti? La facciamo scontrare internamente, dividendola a casaccio? La eliminiamo per categorie? La impoveriamo un po’ alla volta? La mettiamo ai lavori forzati? E per fare che? (almeno queste sono le domande che immagino si ponga uno “stratega” occidentale… non certo le mie).

Bifo ed Evangelisti pensano invece che con qualche sabotaggio e sciopero generale si risolverebbe la questione… Mettendo al centro il lavoro e chiedendo un salario adeguato, non si levano in aria che le catene… Anche loro sono il passato remoto che non passa…

E’ una crisi da sovrapproduzione di segni (o del loro valore), distruttiva della produzione di immagini (marcate come segni fin dal loro presentarsi)… per non parlare della realtà… Si privilegia su tutto lo scambio, l’accelerazione della circolazione… ma sotto questo vortice resta più o meno tutto. Rovinato, ma tutto. Ci vorranno secoli di ricostruzione delle rovine secondo altre modalità, se non prevarrà l’idea malsana del restauro.