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“Smart city” e morti “sostenibili”…

Mentre anche a Velletri si fa strada, col milionario progetto PLUS (quello cui la Polverini diede via libera prima di dimettersi), il delirio “keynesiano” ed europeo delle smart city, delle città “intelligenti” e “sostenibili”, in grado di mettere insieme sinergie e privilegi per una classe agiata sempre più cieca, arrogante e minoritaria, che ora scopre la dimensione neoliberista destatalizzante del downscaling1, la città, specie nel settore di ponente, crolla… (anche per colpa della diffusa fame di soldi – dell’AFFARE!! – come recita la scritta che campeggia sulla saracinesca del cantiere che ha sepolto un muratore – con cui magari si cerca di rivalutare a due lire, per proprio conto, proprietà fatiscenti).
Parlano di ricostruire una fantomatica e “monumentale” identità nel bel mezzo di un processo inarrestabile di distruzione di qualunque appiglio (di welfare, concesso in briciole ed eventualmente solo a soggetti giuridici vaghi e discriminatori come le “famiglie”) e di produzione di macerie (culturali e materiali…). Questi indebitamenti (o finanziamenti europei ripagati indirettamente dai troppi miliardi che lo stato rastrella con tasse, tagli e “riforme strutturali”, grazie anche a patti capestro come il MES, votati in tutta fretta, quasi unanimemente e senza alcun dibattito pubblico dal parlamento italiano) non portano sviluppo… lo si capisce anche ad uno sguardo superficiale… Non si può ricoprire di zucchero ciò che sta marcendo… non si può ammantare di Cultura, Teatro e ogni genere di raffinatezze artistiche per i pochissimi che ne possono usufruire, la moltitudine crescente che ha bisogno di beni primari che non vengono forniti o garantiti… Ormai non è più questione di panem et circenses… qui ci saranno (forse) solo “circenses”… niente pane, né processi produttivi realmente utili o utilizzabili dalle collettività ancora tutte da costruire dello sfilacciato tessuto sociale veliterno… (dal momento che non nasce né si sviluppa alcun amalgama che non sia espressione di uno spirito nostalgico reazionario e pre-moderno – solo processioni, folklore e artigianato chiuso in se stesso e dalla visione ristrettissima… per nulla inclusiva – incline tuttalpiù solo al lavoro sottopagato con cui si schiavizzano i migranti…).


1 “In questi ultimi anni, si è assistito anche ad una riarticolazione delle gerarchie della regolazione politica. Sono cresciuti i poteri locali ma anche i poteri delle istituzioni sovranazionali. Le nazioni si sono adattate alla globalizzazione e all’integrazione economica e politica attraverso un processo di riarticolazione territoriale della sovranità. Si sono sviluppate dinamiche contestuali di upscaling e downscaling della statualità. Sono queste dinamiche ad aver prodotto un nuovo protagonismo delle città in uno scenario istituzionale molto complesso”.

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