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Basilea III vs la materia oscura dei “derivati”

Molto “brevemente” (in parole più semplici anche se approssimative, in quanto non sono un “esperto”1 o un “fottitore” sadiano di professione, per cercare di capire perché si sono chiesti soldi pubblici per ricapitalizzare Bankitalia imponendo quote azionarie non superiori al 3% ai privati che partecipano del suo capitale…):
1) Dopo la crisi del 2008 (che non era una semplice crisi dei mutui sub-prime come vorrebbe la sineddoche delle versioni ufficiali) si è percepito come “problema” per le banche europee (come anche altrove, ma non in modo così paranoicamente burocratico e fintamente moralista) il fatto che siano piene, piene, piene di derivati (compresa la Deutsche Bank2) il cui conteggio è praticamente impossibile e potrebbe dar luogo a sbalzi di bilancio imprevedibili, essendo obbligazioni ad orologeria, spesso informali e poco trasparenti (vedi OTC, etc)… cui si aggiungono altre obbligazioni incerte, data l’usura del termine “derivati”, impacchettate come “debito subordinato” per ristrutturare i debiti senior dilazionando gli junior… come spiega Draghi più avanti…
2) Con Basilea III dal 2014 in poi si prepara un rientro, in nome di una presunta “austerità” di facciata (in realtà mascherando la generalità del “problema”), dall’abisso di obbligazioni incontrollabili su cui poggiano i bilanci delle banche europee. Si dispone cioè un FALLIMENTO ordinato (un ossimoro…), controllato nel caso si aggravi la crisi del sistema finanziario, scaricato sugli azionisti e le banche minori (che Draghi tempo fa aveva lasciato libere di capitalizzarsi al di fuori del controllo della BCE), salvando le banche principali e centrali (le istituzioni finanziarie di rilevanza sistemica dette “SIFI”) anche con denaro pubblico. Basilea III si aggiunge alle definizioni restrittive e prescrittive del capitale delle banche (CORE TIE 1, 2 e 3 che impongono priorità, scadenze di rimborso e pongono in ordine gerarchico eventuali insolvenze…).
3) Draghi scrive una letterina pubblicata da Repubblica (ma che non trovo online nell’originale), con toni a tratti apocalittici, nell’autunno dell’anno scorso in cui si dice molto preoccupato per la cosiddetta “stretta al credito” (il credit crunch):

“L’idea nasce dalla Germania. Sarebbe una cancellazione del valore di certi bond, che così andrebbero in insolvenza. La Commissione europea ha fatto propria quest’idea in un documento di tre mesi fa, che stabilisce una regola: prima che una banca in difficoltà possa rafforzare il capitale tramite un aiuto di Stato pagato dai contribuenti, deve esserci il “coinvolgimento” («bail-in») dei creditori privati; i più esposti fra questi, i cosiddetti creditori subordinati, devono rinunciare al rimborso dei bond nei quali hanno investito. E prima di loro lo stesso deve accadere per gli azionisti. Per questo, su spinta tedesca, si prospetta già una quadrupla linea di intervento, in base a una precisa gerarchia. In primo luogo VENGONO SPAZZATI VIA I DIRITTI DEGLI AZIONISTI E DEI CREDITORI SUBORDINATI, per aumentare il capitale in proporzione ai debiti. Quindi, se il DEFAULT PARZIALE non basta, diventa possibile per uno Stato METTERE FONDI PUBBLICI nella banca. La terza linea di difesa sarebbe poi il fondo salvataggi europeo, l’Esm, ma ora Berlino chiede che ANCHE I CREDITORI PRIVILEGIATI VENGANO COLPITI prima che si possa attingere alle risorse comuni dell’area euro. Tutto dipenderà dai risultati dell’esame delle banche e da come saranno condotti. Ma un sistema del genere, se mal gestito, può generare un crollo di fiducia degli investitori nelle banche e un’impennata del debito per sostenerle con aiuti di Stato”.

Dev’essere stato preso in seria considerazione il passo in cui Draghi sosteneva che si violassero i diritti di azionisti e creditori, che son stati risparmiati… a discapito dell’impiego di denaro pubblico con cui nel passato recente è stato aiutato anche il Monte dei Paschi di Siena… mettendolo, come spesso accade, metaforicamente nel culo all’intera collettività nazionale che, si sa, di queste cose non capisce un cazzo e può tranquillamente garantire quei miliardi con quel metodo obsoleto e volgare di valorizzazione che è il (surplus dei surplus da) lavoro (ossia le tasse… lo sgobbo dei lenoni sui prostituti).
4) La necessità di ricapitalizzare Bankitalia votata l’altro giorno in Parlamento con qualche pacata reazione è ispirata dal principio prudenziale di aumento del capitale che garantisce i prestiti, in quanto si prevede burrasca (e non a caso si conducono i famosi “stress test” che piacciono tanto anche al FMI). Con la soglia del 3% forse si intendono alleggerire le posizioni pesanti (di banche piene di crediti deteriorati?) presenti nel capitale di Bankitalia, sperando nell’afflusso di capitale fresco di nuovi privati… (cosa molto improbabile, in quanto non credo che i titoli di Bankitalia sarebbero così appetibili in questo momento… Si dovrà ricorrere prima o poi allo strozzino capo, o quasi, cioè all’ESM… come ha già fatto Grecia e Spagna…).

IL FUTURO (INSTABILE) “DEFICIT SPENDING” TRUCCATO DA “AUSTERITY” E “STABILITÀ” NEL PRESENTE
(17 febbraio 2014)

Mi viene il dubbio che le ricapitalizzazioni delle principali banche del circuito europeo (volute dagli accordi di Basilea III) non servano tanto a garantire “solidità” in caso, per esempio, di corsa agli sportelli o per reagire positivamente a “stress test” (bella invenzione letteraria… per distogliere l’attenzione e conservare pubblicamente il mito della prudenza dell’etica protestante, ecc…), quanto ad aumentare la portata del leverage bancario per prestare o stampare più “moneta” (come si usa dire semplificando un po’ troppo). Voglio dire… magari non è come la raccontano… non è per prudenza la raccolta di capitali “sicuri”, ma per un’intenzione di alzare ulteriormente la posta… facendo dell’euro una moneta “derivata” a tutti gli effetti. Instabile e gonfiata a dismisura di capitalismo terminale.
(Altra panzana incredibile, a mio avviso, è quella di quegli economisti mainstream che arrivano a dire che il rientro dei capitali dai paesi emergenti dipenda dal fatto che “gli investitori” trovino convenienti i titoli di stato europei… Questa contrazione, ben orchestrata da chi gestisce fondi e titoli per qualche trilione e non dagli “investitori”, prelude solo ad una più ampia espansione del credito – come ad una sistole segue una diastole… – serve ad allontanare il collasso col solo modo che è proprio del capitalismo, cioè il rilancio del rischio…).
E’ solo la rana che continua a gonfiarsi sempre più… (si legga la fine del link…). Segno che continuano a navigare a vista e prendere tempo (e a capitalizzare un’incredibile ma insufficiente mole di lavoro sottopagato altrui)… sperando nell’impossibile “ripresa” (su queste basi, su questo castello di carte del tutto sproporzionato e in bilico… e lo sanno perfettamente… ma finché dura…).

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1L’esperto… parla veloce di cose complicatissime inzeppate di termini tecnici e anglofoni, sbeffeggiando a priori eventuali critici e detrattori e, in virtù della divisione del lavoro che l’ha reso così edotto nel suo specifico settore, in men che non si dica s’incula tutti coloro che, rimasti a bocca aperta, si chiedono interdetti: “Ma che ha detto?”.
Taluni preferiscono il blow job… che sembra quasi un impiego.
E comunque piace… fa sentire attivi… parte di qualcosa più grande.

2 L’incredibile mole di derivati OTC nel bilancio annuale del 2012 della Deutsche Bank:
55.6 TRILIONI DI EURO… una roba da record mondiale… ciò che vediamo del mondo è solo la punta di un iceberg… In fondo anche i fisici sostengono che il 95% della materia è oscura… E’ l’episteme contemporanea…
E se va male qualcosa… con quelle cifrette lì?
L’ironia al riguardo di un americano che osserva che DB ha battuto persino JP Morgan.


Verso l’abolizione della moneta – Le regole del gioco

In cui si propone il ribaltamento di uno dei presupposti epistemologici della disciplina conosciuta come “sociologia”.

Ecco… si frantumi la “società” e la si riproggetti secondo nuovi parametri… con nuove regole del gioco poi ne riparliamo…

La potenza politica di questi mezzi (come della possibile libera costruzione di accordi politico-economici dividuali che vadano oltre il mero dato quantitativo che esprime il denaro) è molto sottovalutata per prevenzione ideologica da parte di certa cultura “umanista”, “universalista” (o dialettica… ribaltata o meno, marxiana o hegeliana, a seconda che si ponga l’accento sulla classe o sulla coscienza… incardinata ad alcune false contrapposizioni come capitale/lavoro, stato/società, individuo/società, etc…). Pochissimi sanno o si interessano in Italia dei sociogrammi di Moreno, per esempio (che pure sono l’ossatura di tutte le sociometrie e le simulazioni sociali alla base delle strategie di sfruttamento estensivo e intensivo, in network, del capitalismo post-industriale)…  o della microsociologia… A parte la forte puzza di comportamentismo (se non di innatismo) che promana qua e là, c’è da dire che si potrebbe trasformare uno studio ex post in un progetto ex ante… non limitandolo ad un settore (come uno studio su rifugiati tirolesi o sui detenuti di una prigione… o come potrebbe essere anche uno studio psicodrammatico sui membri del Parlamento, che in fondo è un gruppo come un altro cui si dà troppa importanza…), ma mettendo su un intero processo produttivo, con nuovi mezzi di scambio… Questo sostituirebbe la moneta e il lavoro (organicamente e gerarchicamente diviso dai lenoni per la valorizzazione capitalistica del profitto da pluslavoro altrui). Non altro.

Critiche: per lo più questi studi tendono a far passare per naturale l’idea di individuo e di convenienza materiale, su cui edificano poi le strutture leaderistiche e di esclusione… che simulano mutualismi di fatto inesistenti (e che piacciono per esempio a soggetti come Delrio, che, a proposito delle “smart cities” che propaganda, suggerisce il mutuo aiuto, laddove Sacconi preferiva parlare di sussidiarietà… ammantando di insostenibile sostenibilità le future favelas che le criminali paraculaggini neoliberiste, una volta messe in pratica, faranno sorgere).

A favore c’è da dire che questi studi sullo “psicodramma” contemporaneo (che certamente trascurano la violenza extra-psichica dei rapporti sociali necessari all’accumulazione originaria o all’estrazione di plusvalore, che pur potrebbero considerare, se partissero da premesse muniste e dividualiste… o anche tradizionalmente comuniste) vanno oltre l’identità dei fenomeni… spezzettandoli in miriadi di rivoli e sottoinsiemi… dunque schiudendo una logica di relazioni dividuali che potrebbe farla finita con tutta una serie di concetti astratti come “società”, “gruppo”, “individuo”, “identità”, ecc…

Occorre una discussione collettiva sulla potenza di questi mezzi che subiamo da cavie e da in/dividui dall’esistenza probabile, come fossimo meri dati di un continuo sondaggio di nervi e carne… (come lo sono anche io in questo momento, mentre scrivo nel database di uno dei social network di questo spazio simbolico concentrazionario, di questo carcere, campo di lavoro o cimitero globale).

Insomma, di fronte ad una programmazione dettagliata che investe tutti i settori e i comparti della divisione del lavoro, tutte le forme di interazione pubblica, mediatica, spettacolare (fino ad arrivare a follie paranoidi come la PNL o alle soglie del percettibile con le meditazioni trascendentali di David Lynch), occorre una contro-programmazione e un de-condizionamento di pari complessità… anche se dovrà dotarsi di strumenti semplici per diffondersi efficacemente… (come lo è il denaro, per esempio, nel capitalismo).


Modello Troia | è sempre e solo stata una guerra d’assedio

«Una città assediata, isolata dal proprio contado e da tutte le sue fonti di sostentamento, correva il rischio di esaurire in poco tempo tutte le proprie risorse alimentari. In queste condizioni, non era possibile provvedere a sfamare anche tutti coloro che non erano combattenti o che non svolgevano un ruolo attivo nella resistenza all’assedio. Non rimaneva altra scelta che espellere le cosiddette “bocche inutili” dalla città».
(dalla voce “Assedio” della Wikipedia)

«And if you don’t co-operate
we’ll cut off your supply lines.
But you’ll be free to re-connect
 if you beg our forgiveness».
(da “Left on man” di Robert Wyatt)

Ieri si ragionava su come, semplificando, non sia cambiato molto dai tempi delle guerre d’assedio… si sono solo complicate fino all’inverosimile (fino a forme di guerra frattale). Tutto si può sintetizzare nell’accaparramento di risorse da sottrarre al nemico (o piuttosto al competitor1…) direttamente o indirettamente (con la mediazione monetaria). In questa prospettiva, dopo l’era dell’oro, siamo nella transizione tra un’era del petrolio2 e un’era del gas. Ere comunque tutte compresenti, essendoci quotazioni per ogni commodity… Qualche variabile più decentralizzata di risorsa energetica viene proposta qua e là (energia eolica, solare… la finora mai riuscita fusione fredda), ma risulta ancora insufficiente (o neutralizzata nel suo potenziale decentralizzato dalla forma totalitaria della “rete”… con centrali di snodo) e tale risulterà ancora per molto fino a che i ricercatori saranno organici al modo di produzione imperante.

Le astrazioni più insulse (come le distinzioni degli evi in antico, medio, moderno, postmoderno, post-postmoderno, ecc… cui tanto ci si riferisce) nascondono la brutalità e la primitiva violenza dell’aggressione sempre incombente ad ogni falso passo o tentativo di fuga… Qualsiasi bolla finanziaria (ovvero la “produzione” di denaro dal denaro in un quantitativo molto maggiore di quello valorizzabile) opera allo stesso modo, come superficie culturale (“pellicola” lyotardiana), nel magico mondo semiocratico… sotto sotto c’è sempre un’aggressione ferina, la fame mostruosa e inspiegabile del predatore (non c’è Smithsonian Agreement senza gli accordi di Camp David…). Certamente smontare la domanda di petrolio e gas (in caso di declino considerevole) costituirebbe un colpo duro per la suddetta Bestia Macchinica… Subentrerebbero comunque le curiose forme delle energie “alternative”, che appunto sono un’alternanza dello stesso Dominio, non ne costituiscono affatto la detronizzazione.Bestia-Macchina

(C’è dunque poco da essere “ambientalisti” o “pacifisti”… viviamo in mondo di merda… – altro che “migliore dei mondi possibili” – in cui l'”essenziale” è invisibile ai più… enormi e invisibili Predator, apparentemente alieni, si aggirano tra le forme metropolitane, tra le sequenze dei flussi economici… assediando gli in-dividuabili individui, in ogni aspetto della riproducibilità tecnica della loro esistenza, ricattandoli con le bollette, gli affitti, i mutui, il lavoro in cambio di denaro, ecc… rendendoli ostaggi o prigionieri di una guerra d’assedio senza fine, a bassa o alta intensità).

Probabilmente anche quel che scrivo è sotto assedio… non vedreste più nulla qualora dovessero tagliare la corrente e la provvidenza dell’internet provider… o revocare la concessione del diritto di parola…

La mia “coscienza” stessa, come voce prevalente, è sotto assedio di tutte le altre voci… Basterebbe in teoria dissolvere la necessità del proprio e della proprietà (dell’identitàin-dividuale e indivisibile, chiusa…) per non rischiare da un lato la paranoia e dall’altro la schizofrenia… Come ho scritto altrove, è il movimento periferico (dendritico o della nostra esplorazione sensoriale) che precede la coscienza… o, meglio, la tensione, l’in-tenzione, che ci garantisce una stabilità provvisoria, guizzante… -gettiva


1 sempre più coincidente, oscuramente, con qualcosa di interno a noi stessi (da cui il richiamo al leggendario cavallo di Troia) o all’interno dei “nostri” computer, quando assume la forma ormai familiare dei virus trojan.

2 quella dei cosiddetti petroldollari, una volta svincolato, semiologicamente, il referente “oro” dal segno “$”… rendendo quest’ultimo un simulacro libero di fluttuare nel fantastico mondo, quasi del tutto feticizzato dal dominio reale, della simulazione della produzione, della scomparsa della “realtà”…


Dagli spioni dell’imperialismo digitale al PIL come effetto speciale (passando per l’apatia e l’austerità)

Lo spettacolo della potenza potentissima del sistema di sorveglianza statunitense viene “rivelato” da alcuni leaks (e ci si serve all’uopo di una romantica narrazione, per accontentare i desideri condizionati dei dipendenti dello spettacolo, e di un’ennesima scheggia impazzita… ma già lo sapevamo benissimo di essere spiatissimi e che la democrazia fosse un involucro carino per coprire delitti, truffe e sfruttamenti vari)…

Un potente dissuasore, forse, la paranoia generalizzata… Se poi non dovesse funzionare, appaltano un po’ di terrore o bombardano (coi droni o alla vecchia maniera)… Anche in Italia ci hanno provato, dicendo che le parole hanno un peso e di fatto limitando la libertà di parola con velate minacce ufficiali da parte delle istituzioni… (secondo me sono tutte cazzate quelle che seminano… coscienze sdoppiate, schizocapitalismo, destabilizzazioni da imperialismo psichicosindromi da assedio… non attacca… siamo troppo amorfi e annoiati…).

A.C.S. = Apatici Contro la Sensologia

Bluffare è sempre più economico… (ammesso che abbiano tutta questa potenza di stoccaggio dati che dicono, poi chi li analizza? anche l’intelligenza artificiale non è che mi sembri così intelligente… l’importante è far credere che stanno spiando tutti… un po’ come i francesi fecero credere di avere un loro sistema di comunicazione per i militari… sempre in queste infrastrutture “segrete” che tutti però sanno dove sono… e se non lo sanno, ne viene strombazzata a destra e a manca la collocazione sulle mappe di google…).
– Ehiiiii… guardate qui! questo è un edificio segreto di un servizio segreto! è un segreto eh!

Un mash-up di Debord & Baudrillard: spettacolarizzare il segreto…

segreto inteso come simulazione di una verità sottostante che (comunque) non c’è… non come simulazione (di una simulazione che nasconde una verità sottostante) per nascondere una verità nascosta da qualche altra parte… ma l’ambivalenza resta e la scommessa pure… e questa è la sola cosa che regge la baracca (…obama).

In definitiva: esiste un valore da qualche parte? lavoro vivo/lavoro morto (come il gatto di Schrödinger)… produttivo/parassitato-estorto-accumulato… Cina/Usa?
Io vedo solo titoli cui non segue alcun contenuto… figuriamoci un valore!

Trasformare i titoli dei film di Hollywood in titoli di stato è la sola “hope” di sopravvivenza… tutto il capitalismo si regge sulla sequenza, sul plot e sul comPLOTto… sui “movimenti”, sulla cinetica del cinema in cui siamo immersi in prima persona… Io-Poddo, Io-Paddo, Io-Phono

Lo stato d'”eccezione culturale” del cinema europeo e l’aumento del P.I.L. come effetto speciale

…avrà qualcosa a che fare con la curiosa idea statunitense che il cinema, l’arte e la Cultura siano investimenti e non spesa? (qui un link in lingua originale) …con questi curiosi trucchi di montaggio del bilancio che scambiano le uscite con le entrate, questi effetti speciali che aumenterebbero magicamente il PIL nazionale non solo agli USA ma anche agli stati che asseconderebbero l’invasione di blockbuster? Si tratta di alcuni aspetti dei nuovi segretissimi e per niente dibattuti accordi tra Europa e USA (TTIP)

Anche l’attuale premier italiano, tra l’altro, nel suo piccolo, stava provando a convincere gli austeri (*) teutonici della bontà di certe idee… trasportato da questa ventata di surrealismo economico proveniente dagli USA…

Ma sembra che, per quanto riguarda il cinema europeo, vigerebbe una sorta di stato di “eccezione culturale”:

Tutelare l’industria culturale europea è più importante dei guadagni che potrebbero derivare dal libero scambio in questo settore. Questo il parere del Parlamento europeo che oggi [ndr: 23 maggio 2013] in plenaria ha votato per chiedere l’esclusione del settore culturale e degli audiovisivi dal nuovo accordo commerciale tra Europa e Stati Uniti. A grande maggioranza gli eurodeputati hanno dato il via libera all’inizio dei negoziati, che cominceranno a giugno, per quello che viene definito come il più grande accordo commerciale del mondo. In una votazione separata hanno però anche approvato (con 381 voti a favore, 191 contrari e 17 astensioni) il paragrafo di una risoluzione comune per escludere dal mandato i servizi audiovisivi. Obiettivo: salvaguardare la diversità culturale e linguistica dei Paesi dell’Ue dalla possibile cannibalizzazione del colosso a stelle e strisce.
A sostenere la posizione adottata oggi da Strasburgo anche quindici Stati membri: Italia, Francia, Germania, Spagna, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Grecia, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Slovenia. Insieme hanno recentemente scritto una lettera alla Commissione europea proprio per chiedere di applicare la cosiddetta ‘eccezione culturale’. Non solo. Sul tema si è mobilitato anche il mondo del cinema con 80 registi tra cui Michael Haneke, Pedro Almodovar, Mike Leigh, Ken Loach e i fratelli Dardenne, che hanno sottoscritto una petizione inviata a Bruxelles.

(Eeeeeeh ma noi ci dedichiamo alla storia mitologica delle nostre famiglie, mica a Batman…).

Orgogliosi ad ogni modo di trasformare la fame di molti in fama di pochi… molto neorealista, molto pittoresco…

Il film come moneta… da titolo per il pubblico a titolo pubblico… davvero geniale…

“Ti pago in Terminator o in Spiderman?”.

Comunque credo che, tutto sommato, si possa fare a meno del cinema “impegnato” o “d’essai”… ormai andiamo verso altre forme artistiche, più da video (=”io vedo”, come esclamerebbe un’illuminato, un indi-video, che contempla le radiazioni dell’Iper-uranio)… meno proiettive e da caverna platonicasono già pronti sensori dalla definizione più che cinematografica


(*) L’austerità, retoricamente considerata, è una menzogna moralistica che ricalca modelli narrativi di espiazione pseudo-religiosa, bi-sogno (alienato) dei dominati costruito dai dominanti, dall’alta borghesia, per conservare lo stesso stile di vita e potenza imprenditoriale di prima della crisi, in mancanza di idee e di voglia di cambiare abitudini… ed è anche una litote per mascherare la riduzione in povertà di un terzo della popolazione.
La novità della risposta statunitense sembra invece essere un monetarismo (altro che estenuanti dibattiti tra liberisti e keynesiani!…) più allargato e sempre più spinto, spettacolare, schizofrenico, che include (dopo i derivati) anche le opere d’arte e i brevetti come fossero moneta, nonché un ulteriore sbilanciamento verso la produzione “immateriale”, i brevetti e il dominio digitale… Occorre inoltre ricordare che le “bolle speculative”, per il capitalismo, non sono un male, sono proprio il capitalismo… il resto è chiesa protestante.

(Ovvio poi che lo scoppio delle suddette bolle speculative produca, localmente o con effetti sistemici, miseria, declino e distruzione… che nessuna morale o retorica “austera” può tamponare… Le risposte possono dunque solo essere sistemiche, paradigmatiche… per questo sarebbe necessario inventare giochi d’insieme, non sistemici, del tutto diversi dal Gioco Totale in atto… altro che ritocchini al calcolo del PIL…).


L’osceno segreto della democrazia

Non esiste una democrazia “dal basso”. Semplicemente non esiste la democrazia. Quando si dice “popolo sovrano” si dice una doppia menzogna, una per parola. La democrazia è l’arte di estorcere (a quella massa che si recinta in una nazione o in una comunità di “cittadini” con la definizione di “popolo”) un consenso prezzolato (finché viene salariato, remunerato e corrotto a sufficienza) alla classe dirigente e di dominare le minoranze o il voto nullo dell’irrappresentabile con una pletorica ma comunque elitaria maggioranza parlamentare; è la messa in scena della polemica che copre distrattamente, ma anche comicamente e “simpaticamente”, ogni gioco di guerra e ogni decisione politica… che, tra l’altro, nel caso degli ultimi tempi, è chiaramente presa altrove rispetto alle istituzioni nazionali. Direi che le elezioni prossime venture sono inutili come non mai (ripulite come sono di qualsiasi ideologia diversa dal liberismo o dalla retorica reazionaria, “civile”, “civica”, giustizialista, populista o nazionalista che sia)… che senso ha eleggere dei servi rappresentanti di servi, ormai schiavizzati, amanti del bastone e della carota, tutti con l’identità in mano (o in culo?), pronti a farla venire segretamente su un simboletto-patacca delle schede elettorali?

Ecco… si potrebbero allestire le cabine elettorali come dei sexy shop… o farle diventare delle dark room con dei glory hole

dnaxchange glory hole

E poi… ma che è questa faccenda del “voto segreto“? o del segreto in generale (secrezione oscena del corpo elettorale o di qualche organo di stato, nella metafora organicistica delle istituzioni)… che ritroviamo anche nei “servizi segreti” o nel “segreto di stato”? Perché questo doppio movimento del rappresentato e del suo segreto, questo misterioso ed esoterico sdoppiamento del codice? Perché si dovrebbe essere obbligati ad avere un’identità se poi al momento decisivo dell’esercizio della “sovranità popolare” si compie un’azione anonima come il voto? E non è perché altrimenti ognuno potrebbe votare un numero indefinito di volte (cosa che comunque registrerebbe un’intensità e un’ostinazione oltre che alla mera conta dei capi di bestiame – “ognuno conta uno”)… è chiaro che vi è qualcosa di osceno nel voto o nei suddetti servizi, dal momento che son cose che vengono nascoste. Una sorta di illegittimità legalizzata… un po’ come darsi a rapporti sessuali orgiastici restando nell’alveo rassicurante del matrimonio.

Il segreto serve solo ad impedire un eventuale confronto o scontro reale, vis-à-vis… o, ancora meglio, ad impedire (confinando il non-rappresentato – l’incivile, anonimo, anomico, anomalo annullatore e il suo terribile segreto delegittimante – negli angusti e apparentemente legali confini delle segrete-cabine elettorali o nei misteri insondaggiabili dell’astensione) che si monti una macchina o si inventi un gioco che prescinda dalle identità… che a quanto pare piace tanto ostentare e mantenere esposte ed erette.


De-capitalismo | …come impedire l’Apocalisse

– Si fa presto a distruggere e criticare… il punto è che voi non avete un modo di produzione da proporre…
 – Certo che ce l’abbiamo… è il DE-CAPITALISMO.

C’è chi suggerisce di lavorare meno… In effetti, che senso ha lavorare alacremente per il nulla speculare (o rifratto che sia)? è solo cedere ai ricatti… Ma come ricostruire con degli zombie assuefatti ai lavori forzati un processo di produzione dif-ferente o di-vertente? è quasi impossibile… Forse sono discorsi elitari i miei (o subliminali, operanti in una particolare faglia di questa produzione non più segmentata, ma stratificata, se non labirintica)… destinati probabilmente allo sfacelo in questo momento storico… ma molto resistenti, direi all’infinito… Speriamo che Babilonia cada così in fretta da non avere il tempo di correre ai ripari… (ma il vero scopo degli anti-apocalittici dovrebbe essere quello di impedire il giudizio universale e la seconda venuta di un Caput solare, untuoso, sanguinante e splendente di finzioni come nei Giovanni Battista dei quadri di Gustave Moreau…).

Nei dipinti di Moreau scorgo (nonostante le intenzioni dello stesso pittore, suppongo…) una visione ironica del capitale, della “Grande Testa”, come la chiamava Lyotard, un doppio simbolico dei processi (mitemente contrattuali a dispetto dei loro contenuti sacrificali o dei poteri esecutivi che li difendono) di valorizzazione del lavoro morto o della dismisura del plusvalore (pseudo-cristico, comunque solare, aureolato… luccicante come una moneta) estratto… Ecco, in una prospettiva de-capitalista certe crudeltà (castrazioni, dualismi mente/corpo e rimozioni) dovrebbero permanere come uno spettro ed essere accuratamente evitate… Poi c’è anche un certo psicanalismo di maniera alla Julia Kristeva (“La testa senza il corpo”) da tenere comunque in considerazione (a pag.149 dell’opera citata, per esempio)…


SPALTUNG | digressione psicanalogica

Tra la “castrazione” orizzontale della decapitazione (che ritaglia gli in/dividui in una testa e un corpo separati, in un Io e un desiderio separati, nel caso della castrazione freudiana) e quella verticale della divisione longitudinale del corpo trovo più interessante la seconda… il fantasma del doppio (evocato dal taglio – impossibile? schizoide? – dell’unità in/divisibile) svela molto di più del fantasma psicanalitico dell’Io, del Genere, del Corpo Proprio o del Fallo e si estende abbondantemente al di là delle piccole sozzerie individuali… In questo caso, nessuna simmetria è possibile (nemmeno una disgiunzione metafisica che ritagli oggetti parziali come nella sapiente arte cinese della macellazione o nei meridiani dell’agopuntura)… non vi possono essere due Unità… Nessun doppio verticalmente scisso è uguale o simile alla matrice (cuore, stomaco, milza e pancreas da una parte, fegato dall’altra). Questa asimmetria comprende tutte le relazioni (e sfugge a qualsiasi rapporto… quello che segniamo con la barra “/” della divisione, della castrazione, ecc… e probabilmente non prevede nessun taglio o getto di sangue, ma solo la consapevolezza che, se sono divisibile, se le mia parti non combaciano e sono più dell’intero, se i miei organi non “sanno” di far parte di un individuo, se non vi sono organi ma solo l’inorganico eretto a vivente, non sono Io… non lo sono mai stato, né lo sarò mai).


schizo = dal greco schizein, che significa scissione, divisione.

Molto prima della divisione del lavoro e dell’alienazione (inventata dai paranoici dell’Ottocento) c’è un’altra divisione… che è, per così dire, psico-giuridica… è legata all’esistenza dell’anima (che è il fantasma psichico della proprietà privata).

(Dunque l’immortalità dell’anima sarebbe un tentativo delirante di conservare all’infinito patrimonio e proprietà…).


Le oche starnazzanti della “sicurezza” e la dea Moneta.

CONTADINI – Signor Ubu, di grazia, abbiate pietà, siamo poveri contadini.

PADRE UBU – Me ne frego. Pagate.

CONTADINI – Non possiamo, abbiamo già pagato.

PADRE UBU – Pagate o finirete nella mia tasca!

(da “Ubu re” di Alfred Jarry, atto terzo) 

 

Sono affari nostri se la Borsa va giù o affari loro? o non si vendono i titoli di stato? Perché questo costante martellamento per persuaderci di essere parte del loro gioco? Sono io parte dello Stato? o del Big Business?… (ho una carta di identità, maneggio qualche euro…) Oh sì, certo che è così… ma… siamo proprio sicuri? Siamo proprio sicuri che quel che siamo è nei portafogli? E senza propaganda e pubblicità esisterebbe lo Stato e la Borsa?… Credo di no.

Ti verrebbero a prendere a casa… e ti getterebbero in carcere (se ti va bene) senza che tu sappia neanche il perché. Si farebbero le leggi in gran segreto, per giustificare i peggiori soprusi. Oppure, allo stesso modo, potrebbero invitarti ad entrare nelle sale dove si decidono cose che nessuno conosce… a partecipare al banchetto insensato, non più pubblico, condiviso. Niente repubblica, solo una dittatura senza consenso che si farebbe conoscere dall’uso casuale o arbitrario della forza o del suo (poco probabile) contrario. Potrebbe mai esistere?… Non per molto… Ci sarebbe instabilità. Ognuno si arrogherebbe il diritto di legiferare segretamente e imporre l’obbedienza alle leggi. Sarebbe una “guerra per bande” (come lo è anche adesso, se non fosse per la propaganda che tutto copre e trasforma, sotto un manto di universalità). Ma ci si potrebbe interrogare anche sulla necessità di un centro… che non c’è… e da cui ci si dovrebbe tenere a debita distanza (come per il buco nero e il suo relativo orizzonte degli eventi al centro della galassia…). Insomma è un fatto dinamico… Occorre sfuggire alla gravità… e dai volti gravi dei sog-getti che dicono che la situazione è grave… mantenere la distanza, la sola cosa che permette di distinguere enti ed eventi… e interagire senza mostruosità (stesso etimo di “moneta”) con gli altri (e con se stessi). Ormai è questione di come evitare la psicosi… (sennò che schizo-capitalismo sarebbe?).

PS: Pare dunque che Giunone (dea madre e moglie per eccellenza) amMONisse tramite le oche dall’invasione dei nemici… e che questo MONito per difendere un territorio abbia dato origine alla MONeta… che i greci chiamavano “nòmisma”=cosa stabilita dalla legge (=”nòmos”)… da cui numismatica, numero… ma anche i “nomoi”, i distretti dell’antico Egitto o dell’attuale Grecia. L’arbitrarietà, l’ocaggine di questo potere dettato e scusato dalla difesa di un territorio da un’aggressione, l’ocaggine che oggi chiameremmo “sicurezza”, è dunque la “MONstruosità” cui accennavo…

L'”autonomia in/dividualista” (o meglio /dividualista) in questo senso designa un certo territorio virtuale, immateriale, da ridefinire e ritagliare di volta in volta… una regola del gioco, che non può essere definita universalmente, ma che segna uno strappo (alla lettera: mediante una sorta di symbolon, una “moneta” divisibile) rispetto allo starnazzante allarme del potere armato, sovra-determinante, “surcodificante” (direbbe Deleuze)…

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(digressione alchemica)

In alchimia Giunone è associata alla coda di pavone-volo astrale (del plusvalore?…) che precede la formazione dell’oro  ☉ (dell’elemento “divino”, sovra-determinante, con pretese universali… mediato in questo caso dall’argento  lunare  ☽ , notturno, dell’invasione del nemico). Nella moneta qui rappresentata, ci sono sia la dea madre e moglie per eccellenza (che difende la sua prole, coloro che condividono il volo astrale del plusvalore) che gli strumenti della lavorazione del metallo-anima degli alchimisti. Le armi di persuasione e propaganda dalla dea dei territori, della stabilità, della “sicurezza”, del verbo tintinnante (al pari delle spade) della zecca di Roma… Di qui anche l’eresia marziale ♂ (rubedo) dei romani: “Non con l’oro ☉ , ma col ferro  ♂ si conquista Roma”.

Altro richiamo alchemico è nel nome di Brenno (il Corvo), il gallo vinto dagli schiamazzi delle oche capitoline… la nigredo ♄ cui segue l’albedo  ☿   ☽. La sublunarizzazione-sussunzione della natura (di quella Venere- jeune-fille  ♀,  moglie di Vulcano, il Fabbro per eccellenza, forgiatore d’anime-metalli), la sottomissione del “nemico”, della forza lavoro… ecc, ecc…